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martedì 3 febbraio 2026

📷 Album di football perduto

 BOLOGNA - MILAN, MARZO 1922

⚽ Il campionato del 1921/22 fu un anno molto turbolento per il calcio italiano. E' l'anno, infatti, dello "scisma" tra le società più ricche e il resto delle affiliate alla FIGC, con la conseguente disputa di due tornei distinti.

Bologna e Milan partecipano al campionato che si rivelerà essere quello più seguito dal pubblico, organizzato dalla Confederazione Calcistica Italiana. Entrambe inserite nel Girone A della Lega Nord, il Bologna si classificò al terzo posto finale, mentre l'Internazionale terminò al nono posto. 

La fotografia si riferisce alla gara di ritorno, giocata il 5 marzo, vinta per 4 a 0 dai felsinei, mentre all'andata erano stati i rossoneri ad imporsi 2 a 1.



 

 

mercoledì 29 ottobre 2025

📷 Album di football perduto

 BOLOGNA - TORINO 1920

 


Campionato Prima Categoria 1919/20

Girone C di Semifinale Interregionale Nord

Bologna - Torino 2-1 del 29 febbraio 1920

venerdì 24 maggio 2024

Album di football perduto

 

Finale Lega Nord di andata tra il Genoa e il Bologna, giocata sul campo di via del Piano a Marassi domenica 15 giugno 1924. partita caratterizzata da numerose risse tra giocatori e invasione di campo da parte di alcuni tifosi.

La vittoria arride ai padroni di casa, grazie alla rete di Neri.


(Fotografia tratta da Il Calcio)


 

 


domenica 14 maggio 2023

Album di football perduto

 

Per la settima giornata del girone di andata del campionato di serie A 1930/31, domenica 9 novembre al Littoriale di Bologna si gioca la gara tra i padroni di casa e la Roma. Ne esce un pirotecnico pareggio per 3 a 3: il Bologna chiude il primo tempo in vantaggio 3 a 1, nella ripresa la Roma riesce a raggiungere il pareggio nei minuti finali con Volk.


(Fotografia tratta da Il Littoriale)

domenica 6 marzo 2022

Album di football perduto

 


Campionato Prima Categoria 1919/20

Girone C di Semifinale Interregionale Nord

Bologna - Torino 2-1 del 29 febbraio 1920

 

venerdì 24 gennaio 2020

Arpad Weisz e il tributo del calcio italiano all'infamia delle leggi razziali

La seconda metà degli anni'30 del '900 calcistico italiano può plasticamente essere rappresentata dal duello tra il Bologna e l'Ambrosiana-Inter, dominatrici del campionato con – rispettivamente – tre e due scudetti portati a casa. In particolare il Bologna riesce a spezzare l'egemonia della Juventus del quinquennio grazie ad una squadra fortissima guidata da un allenatore del quale solo recentemente si è tornato a parlare: Arpad Weisz, ebreo cancellato dalle memorie dopo l'adozione delle leggi razziali fasciste. Sì perchè nell'autunno del 1938 si conclude un processo iniziato in estate che porta alla promulgazione delle leggi razziali, fortemente antisemite, con le quali anche il calcio dovrà fare i conti.



Nelle Giornate della Memoria ripubblico il racconto che avevo scritto per calciomercato.com e che potete leggere per intero QUI


venerdì 31 maggio 2019

L'Expo di Parigi del 1937 e il Bologna dominatore del calcio europeo



Gli anni'30 per il Bologna di Arpad Weisz sono stati anni di grandi successi, sia nazionali che internazionali. Dopo aver vinto due Coppe dell'Europa Centrale e due scudetti consecutivi, nella tarda primavera del 1937 il Bologna viene invitato a partecipare al torneo dell'Esposizione internazionale di Parigi che viene ricordato come il primo torneo internazionale ufficiale al quale abbia mai partecipato una squadra professionistica inglese di First Division.
Il mio pezzo per calciomercato.com  continua QUI

giovedì 8 giugno 2017

ALBUM DI FOOTBALL PERDUTO

JUVENTUS - BOLOGNA, CAMPO CORSO MARSIGLIA DI TORINO, MAGGIO 1932



La fotografia ritrae Orsi, Vecchina e Munerati dopo l'incontro giocato a Torino sul campo della Juventus di Corso Marsiglia il 1° maggio 1932, sotto una pioggia battente. La partita finì con la vittoria dei bianconeri per 3-2: per primi andarono in vantaggio i felsinei con Maini, poi raggiunti dal rigore trasformato da Orsi; sul finire del primo tempo ancora un goal per i bolognesi con Schiavio. Nel secondo tempo la doppietta di Vecchina fissa il punteggio sul 3-2 per la Juventus.
Con quella vittoria la Juventus distanza di tre lunghezza il Bologna e si avvia a conquistare lo scudetto.

giovedì 1 giugno 2017

WALKIN'ON THE FOOT-BALL: LA COPPA DELL'EUROPA CENTRALE

Dovete sapere che in Austria-Ungheria si giocava la Challenge Cup tra le squadre dell'Impero che dal 1897 venne disputata sino al 1911. Sulla scorta di quel torneo il geniale Hugo Meisl ideò nella metà degli anni'20 un torneo destinato alle migliori formazioni d'Europa. Per il livello tecnico espresso può senz'altro essere definita l'antenata della Coppa dei Campioni, vi partecipava infatti il meglio del calcio continentale. Il 17 luglio 1927, a Venezia, durante i lavori del Congresso internazionale (che organizzò anche la Coppa Internazionale per nazionali) venne creata la Coppa dell'Europa Centrale, alla quale partecipavano due squadre ciascuno in rappresentanza di Austria, Cecoslovacchia, Jugoslavia ed Ungheria: le due squadre per ciascun paese erano la vincitrice del campionato e la vincitrice della coppa nazionale (oppure la seconda classificata in campionato).
Il Congresso calcistico internazionale che si tiene a Venezia ha deciso la disputa della Coppa d'Europa, per un periodo di tre anni, e secondo il regolamento ultimo dell'International Board. Il Comitato del torneo è stato costituito sotto la presidenza del Comm. Mario Ferretti (Italia).”
 
I primi campioni furono i cecoslovacchi dello Sparta Praga che vinsero in finale contro il Rapid Vienna (6-2; 1-2), mentre nel 1928 si laurearono campioni gli ungheresi del Ferencvaros. Però proprio in quegli anni il calcio italiano cresceva sempre più e chiedeva sempre più spazio e visibilità internazionale e così nel 1929 riusciva ad ottenere due posti nella competizione, in sostituzione della Jugoslavia. Il problema ora, tutto italiano, stava nel decidere chi mandare in coppa, considerato che la manifestazione iniziava quando ancora dovevano giocarsi le finali per assegnare il titolo di campione d'Italia e le due finaliste avevano già preso impegni per delle amichevoli in Sudamerica. Venne pertanto organizzato un quadrangolare di qualificazione tra Ambrosiana-Inter, Genova 1893, Juventus e Milan. Ovviamente i nomi sono alla moda fascista dell'epoca. Il 30 maggio si giocarono i due spareggi, la Juventus vinse 1-0 contro l'Ambrosiana-Inter e si qualificò mentre tra Milan e Genoa fu pareggio dopo i supplementari (2-2) e quindi si rese necessaria la ripetizione dell'incontro che finì ancora in pareggio: a quel punto non c'era più tempo per un altro spareggio e dunque la vincente venne estratta a sorte e il privilegio di disputare la Coppa toccò al Genoa, pardon, al Genova 1893.
Il 30 giugno la Juventus esordiva dunque nella coppa contro lo Slavia Praga e al termine di un'aspra battaglia – come bene riporta lo studioso Stefano Bedeschi – la squadra italiana riusciva a vincere di misura (1-0), ma le sarebbe stato fatale il ritorno quando i cecoslovacchi vinsero facilmente 3-0 e passarono il turno. Al Genova andò ancora peggio, sconfitto 5-1 a Vienna dal Rapid.
Nell'edizione successiva le cose andarono leggermente meglio per le squadre italiane, soprattutto grazie all'Ambrosiana-Inter. Il primo turno contro gli ungheresi dell'Ujpest per i milanesi è epico: vincono a Budapest 4-2 ma perdono con identico punteggio a Milano e dunque necessita uno spareggio che viene disputato a Berna, in campo neutro, che finisce in parità, 1-1. soltanto il 14 settembre ancora a Milano l'Ambrosiana-Inter riesce finalmente ad avere la meglio sui magiari (5-3) e passa alle semifinali dove incontra i forti cecoslovacchi dello Sparta: all'andata i milanesi in casa riescono sul finire ad acciuffare un sudatissimo pareggio (2-2) ma non possono nulla nella gara di ritorno, quando vengono seppelliti da un clamoroso 6-1 ed escono così dalla competizione; ci si consola con la classifica dei cannonieri, che viene vinta da Meazza con 7 reti,mentre la Coppa viene finalmente vinta dal Rapid Vienna alla sua terza finale.
Per vedere una squadra italiana vincere la coppa occorre attendere l'edizione del 1932. Nel primo turno la Juventus elimina i campioni d'Ungheria del Ferecvaros e il Bologna i campioni di Cecoslovacchia dello Sparta Praga, accendendo così entrambe alle semifinali: il Bologna contro il First Vienna, la Juventus contro lo Slavia Praga. Tutto ruota attorno alla sfida tra torinesi e praghesi. Il 6 luglio, alle 18.30, a Praga lo Slavia batte la Juventus 4-0, ma è una partita a dir poco drammatica, caratterizzata da violenza da ambo le parti con la folla che si accende ed invade il campo più volte sino all'apice che si ha verso la fine della partita, quando l'arbitro concede un rigore ai padroni di casa: “(...) ancora i nostri si rivolgono all'arbitro reclamando, e questi, urtato, rotola a terra. Succede allora il finimondo. I giocatori delle due squadre, raggruppatisi nell'area torinese, si colpiscono a calci e pugni, mente la folla, invaso ancora una volta il campo,viene a collettazione coi torinesi, che si difendono alla meglio. La polizia è insufficiente a sedare il tumulto. Invano un altoparlante esorta alla calma. La mischia continua e l'arbitro lascia il campo per non rientrarvi che dopo dieci minuti, quando si è fatta una calma relativa. Egli allontanava allora Cesarini dal campo e il juventino è malmenato dalla folla.”
Insomma, una gazzarra inenarrabile, e c'è ancora da giocare il ritorno...ritorno che si gioca dopo appena quattro giorni, a Torino. L'ambiente è carico di tensione, i tifosi juventini sommergono continuamente i praghesi di fischi e la Juventus chiude il primo tempo in vantaggio 2-0, ma è in avvio di ripresa che accade il “fattaccio”. Planicka, il leggendario portiere cecoslovacco, improvvisamente si accascia al suolo e viene portato negli spogliatoi, dove si rifugia l'intera squadra. Da alcune fonti pare che il portiere sia stato colpito da uno dei sassi che il pubblico ha reiteratamente lanciato in campo. L'arbitro, trascorsa una decina di minuti senza che lo Slavia si ripresenti in campo, decreta la fine della partita. Così un po' tutti in Italia pensano che sia la Juventus a dover sfidare il Bologna in finale, che nel frattempo ha eliminato il First, ma occorre attendere la decisione definitiva del Comitato della Coppa, che si riunisce a Klagenfurt il 14 agosto, cioè oltre un mese dopo i fatti.
E accade l'impensabile.
(...) Il Comitato, essendosi astenuto dal voto i rappresentanti dell'Italia e della Cecoslovacchia, deliberava, a sensi dell'art.12 ultima parte, del Regolamento della Coppa, che ambedue i clubs dovevano essere esclusi dal torneo, lo Slavia per essersi ritirato dal campo di gara al 2.o minuto della ripresa senza giustificato motivo, il Juventus F.C. causa le gravi intemperanze non solo verbali di parte del pubblico e la condotta indisciplinata di taluno dei giuocatori.”
A quel punto il Bologna risultava il vincitore della coppa per...mancanza di avversari! La società felsinea propose di giocarsi la coppa in un triangolare con Juventus e Slavia ma il Comitato respinse l'idea e la Coppa dell'Europa Centrale edizione 1932 venne assegnata ufficialmente al Bologna, la “squadra che tremare il mondo fa”, che fu così la prima squadra italiana a vincere un torneo internazionale.

lunedì 8 maggio 2017

WALKIN'ON THE FOOT-BALL: LA FINALE “INFINITA” (1924/25)

Abbiamo già avuto modo di dire che dal 1922/23 il campionato italiano di calcio venne strutturato in due Leghe distinte, con una vincente del nord e una vincente del sud che si incontravano nella vera e propria finale nazionale in gare di andata e ritorno. Nella stagione 1924/25 la finale di Lega Nord tra Genoa e Bologna passò alla storia in quanto furono necessari ben cinque incontri per determinarne la vincitrice. Il Genoa, campiona in carica, puntava dritto dritto al 10° titolo, mentre il Bologna sognava il suo primo scudetto. Oddio, “primo scudetto” sarebbe stato anche in caso di vittoria genoana in quanto è proprio da quell'anno che viene deciso che la squadra campione potrà cucire sulle proprie maglie uno scudo tricolore.
La finale di andata era stata giocata a Bologna, sul campo dello Sterlino il 24 maggio del 1925 e la vittoria per 2-1 degli ospiti era sembrata il preludio alla vittoria finale, senonché una settimana dopo, a campi invertiti, il Bologna, nei minuti finali aveva agguantato con Della Valle il 2-1 portando in tal modo la finale in perfetta parità.
Si rende dunque necessario uno spareggio e viene prescelto il campo del Milan, quello di viale Lombardia. Il 7 giugno ben 12.000 spettatori si presentano al campo, ma le tribune non sono in grado di accoglierli tutti e in molti si assiepano ai bordi del terreno di gioco.
L'arbitro – Mauro – decide di far disputare comunque l'incontro e perciò si inizia. E si comincia alla grande, almeno per il Genoa che chiude il primo tempo in vantaggio 2-0. Tutto deciso? Non proprio, perchè c'è da giocare ancora il secondo tempo ed è lì che se ne vedono delle belle – o per meglio dire delle brutte.
Tutta la vicenda ruota attorno al 61° minuto, dopo circa un quarto d'ora della ripresa. C'è un attacco del Bologna, Muzzioli scatta, porta avanti la palla, tira e...e? Ecco, a questo punto le cose si complicano perchè per alcuni il pallone finisce in rete, per altri invece viene deviato in calcio d'angolo dal portiere. A chi credere? So cosa state pensando: l'arbitro cosa ha deciso? Bè, l'arbitro concede il corner, scatenando le ire del pubblico che invade il terreno di gioco circondandolo minacciosamente. Dopo ben 13 minuti di discussioni e proteste, in assenza di sicure vie di fuga, il buon Mauro cambia idea e concede la rete. 2-1 e palla al centro. Va bene, ma in definitiva il pallone era entrato oppure no? In assenza di moviole ante litteram dovremo accontentarci di ciò che dicono le fonti. Per il Corriere dello Sport (che è di Bologna...) la rete è perfettamente regolare, per i giornali genovesi, al contrario, il portiere dei liguri avrebbe compiuto una meravigliosa parata. La Stampa di Torino, invece, fa una ricostruzione ancora diversa, introducendo un ulteriore elemento come si legge nel numero del 8 giugno:
(...) A nostro giudizio il goal non poteva essere concesso. (…) allorquando Muzzioli per scavalcare Bellini spinse avanti a sé il pallone questo andò ad urtare nelle gambe degli spettatori che erano seduti proprio sul limitare del campo. Naturalmente il pallone non andò fuori di gioco – come avrebbe fatto se il campo fosse stato sgombro – e Muzzioli raccogliendo la palla, segnava”
Dicevamo, 2-1 e palla al centro, ma qua, stando ad alcune fonti, accade un altro fatto decisivo. Se continuiamo a leggere la stampa dell'epoca vicina agli ambienti bolognesi, apprendiamo che la partita riprese, il Bologna segnò il 2-2 e si attese la disputa dei tempi supplementari. Se però leggiamo la ricostruzione che fa il Ghirelli, questi fa menzione di un colloquio che l'arbitro ebbe con il capitano del Genoa, De Vecchi: in poche parole, l'arbitro avrebbe avvertito il giocatore che per lui l'incontro era finito sul 2-1 ma che lo avrebbe portato a termine solo per “motivi di ordine pubblico”. Al triplice fischio, dunque, il Genoa è sicuro di aver vinto il titolo, mentre il Bologna si ripresenta sul terreno di gioco per i tempi supplementari. E aspetta.
Aspetta il Genoa che invece non si presenta.
A seguito dei ricorsi presentati da entrambe le società, la Lega Nord decise di considerare nullo l'incontro in quanto giocato in condizioni non regolamentari e venne pertanto deciso di giocare un altro spareggio il 5 luglio sul campo di Corso Vinzaglio, a Torino. Anche quell'incontro terminò in pareggio (2-2 dopo tempi supplementari), ma non fu tanto il risultato a destare scalpore quanto quello che accadde dopo, alla stazione, quando vennero addirittura sparati alcuni colpi di rivoltella tra i tifosi delle due squadre. Quelli che seguirono furono giorni convulsi, duranti i quali le due squadre – con comunicati ufficiali e mediante le rispettive “fazioni” giornalistiche – si indirizzarono accuse reciproche sempre più pesanti. 
La soluzione arriva a fine luglio, più precisamente il 26 luglio, durante l'assemblea della Lega Nord, quando viene deciso di giocare il nuovo spareggio in data 9 agosto: ovviamente non viene detto il dove, per evitare che le rispettive fazioni abbiano modo di organizzare la trasferta.
Il 7 agosto la stampa diede la notizia: si sarebbe giocato a Torino, alle 7 del mattino:
(...) l'incontro, arbitrato da Achille Gama, avrà luogo sul campo della Juventus, a porte chiuse, alle ore 7 del mattino, allo scopo di evitare un eccessivo assembramento di appassionati e di supporters delle due squadre in lotta”
Ma non si giocò a Torino. Nella tarda serata dello stesso giorno le due società vennero avvertite in gran segreto di recarsi a Milano per giocare la partita; non venne comunicato il campo, anzi, venne fatto un fenomenale lavoro di depistaggio se è vero come è vero che molti tifosi all'alba del 9 agosto si recarono alcuni al campo del Milan, altri al campo dell'Internazionale, rimanendo delusi. Si giocò, invece, su un campo periferico, quello della Forza e Coraggio:
(...) Il campo della Forza e Coraggio era guardato a vista da carabinieri in tutti i suoi accessi; dei lancieri a cavallo facevano, durante tutta la partita, delle evoluzioni intorno al recinto. Inesorabili cerberi respingevano all'ingresso tutti coloro che non avevano il diritto di presenziare l'avvenimento, cosicché in breve alcune case dei dintorni si popolarono ben presto nelle finestre e persino sui tetti di gruppi di appassionati: il custode di una casa in costruzione riuscì a trarre benefici facendo pagare due lire a tutti coloro che volevano approfittarne.
Alle 7 erano già giunti i genovesi: dopo pochi minuti arrivarono i bolognesi, gli uni e gli altri in automobili e già in costume.”
La sfida, ripresa da due macchine cinematografiche, terminò finalmente con un vincitore: il Bologna ebbe la meglio (2-0) e poté quindi andare a giocarsi la finalissima contro l'Alba di Roma e laurearsi, per la prima volta nella sua storia, campione d'Italia.

 

martedì 2 febbraio 2016

COPPA FEDERALE 1916

10. Recuperi ed esito finale della prima fase


 Detto del ricorso che l'Andrea Doria ha presentato ai danni del Genoa e che poi verrà respinto dalla Federazione, domenica 31 gennaio si giocarono i recuperi delle due partite non giocate.
La più importante ai fini della classifica fu quella che si disputò a Casale tra i locali nerostellati e il Valenza, nel girone più equilibrato. Davanti ad un folto pubblico il primo tempo si chiuse sullo 0-0 anche se al Valenza venne annullata una rete. Nel secondo tempo ancora le squadre diedero vita ad una piacevole partita, ma il Casale, più esperto, riuscì ad imporre la propria supremazia e grazie a Rolle e Ferraris segnò due reti con le quali vinse la partita e si qualificò per la fase finale del torneo.
A Torino, a seguito della delibera federale sul ricorso dell'U.S. Torinese relativo alle note vicende legate al proprio campo di gioco, venne recuperato l'incontro – ormai inutile ai fini della classifica – tra gli unionisti e il Torino. Come si ricorderà, il campo dell'U.S. Torinese era stato confiscato dall'Esercito e pertanto la squadra non aveva più un campo dove giocare; la Federazione decise che le partite casalinghe gli unionisti le avrebbero dovute disputare in campo neutro, pertanto quella domenica la partita venne giocata sul campo neutro della Vigor. Davanti ad uno scarso pubblico, quindi, le due squadre giocarono una partita davvero poco entusiasmante, il Torino, molto rimaneggiato, addirittura scese in campo in nove uomini: vinsero gli unionisti 1-0 grazie ad una rete segnata da Zorzoli nel primo tempo.

Le cinque qualificate al girone finale risultarono pertanto:
MILAN
JUVENTUS
CASALE
MODENA
GENOA

La fase finale sarebbe iniziata domenica 13 febbraio con l'incontro tra le due squadre avevano destati maggiori impressioni durante la prima fase, Modena e Milan.

lunedì 25 gennaio 2016

COPPA FEDERALE 1916

9. Sesta giornata

 
Mentre in Italia giungeva Re Nicola del Montenegro, di passaggio diretto in Francia, per ilmondo del calcio domenica 23 gennaio segnava la fine della prima fase della Coppa Federale, con l'ultima giornata.
La partita più importante, come detto, era quella in programma a Casale tra i padroni di casa e l'Unione Sportiva Vercellese, incontro decisivo per le sorti del girone. Fu una partita vivace e combattuta, dall'esito molto incerto: risultò vincitore il Casale per 3-2 e questo risultato permise ai nerostellati di raggiungere i vercellesi in testa alla classifica, ma avendo ancora da recuperare la partita contro il Valenza, ora erano i maggior candidati alla qualificazione.

A Milano si giocò la partita, inutile ai fini della classifica, tra Internazionale e U.S. Milanese sul campo di via Goldoni, lo stesso campo dove nella notte del 14 gennaio andò distrutta la tribuna in legno a causa di un incendio. La partita, comunque, fu vinta dai nerazzurri 1-0 grazie alla rete di Aebi nella ripresa.
Tutto secondo pronostico nelle restanti partite: sul campo dello Sterlino il Bologna non ebbe problemi a vincere contro l'Audax segnando ben sette reti, a Genova l'Andrea Doria vinceva facile per 5-1 contro il Savona e a Torino la Juventus liquidava l'Unione Sportiva Torinese per 5-2.



 (Le foto si riferiscono alla partita Andrea Doria - Savona)







Termina così la prima fase della Coppa:
INTERNAZIONALE-U.S.MILANESE 1-0
JUVENTUS-U.S.TORINESE 5-2
CASALE-U.S.VERCELLESE 3-2
BOLOGNA-AUDAX 7-0
ANDREA DORIA-SAVONA 5-1

GRUPPO 1
GRUPPO 2
GRUPPO 3
GRUPPO 4
GRUPPO 5
8 MILAN
8 JUVENTUS
4 U.S. VERCELLESE
8 MODENA
6 GENOA
2 U.S. MILANESE
2 TORINO
4 CASALE
4 BOLOGNA
5 ANDREA DORIA
2 INTERNAZIONALE
0 U.S. TORINESE
2 VALENZA
0 AUDAX MODENA
1 SAVONA




lunedì 18 gennaio 2016

COPPA FEDERALE 1916

8. Quinta giornata


Domenica 16 gennaio a Torino non si giocò, o meglio, al posto dell'incontro in calendario per la quinta giornata della Coppa, Torino e U.S. Torinese disputarono un'amichevole vinta dai granata 3-1. gli unionisti, infatti, non vollero disputare la partita ufficiale pendente ancora il reclamo legato alle vicende legate al proprio campo da gioco, vicende che già la settimana prima avevano creato confusione e polemiche.
Bello, invece, lo spettacolo a Modena, dove complice la giornata primaverile, un folto pubblico riuscì a godere della bella prestazione di entrambe le squadre. Come da pronostico il Modena ebbe la meglio sull'Audax per 3-0 riuscendo così a chiudere il girone con tutte vittorie.
Tempo primaverile anche a Savona dove il Genoa vinse molto agevolmente la partita contro i locali 6-0, ribadendo così la netta supremazia già mostrata nella partita di andata.
A Vercelli i padroni di casa dell'Unione ebbero facilmente la meglio sul Valenza anche se, nonostante la mole di gioco e le numerose occasioni da rete, riuscirono a vincere soltanto per 1-0.
Tante reti anche a Milano, sul campo di via Stelvio, tra l'U.S.Milanese e il Milan: i rossoneri diedero subito sfoggio della propria supremazia portandosi avanti per 3-0, grazie alla doppietta segnata da Cevenini I, poi, sopraggiunta una certa rilassatezza, gli unionisti si fecero sotto segnando negli ultimi minuti della gara due reti, così da fissare il punteggio finale sul 3-2 per il Milan.
Ad una giornata dal termine della prima fase, pertanto, soltanto il gruppo 3 non aveva ancora emanato il proprio verdetto, rimandando il tutto all'ultima e decisiva partita tra Casale e U.S. Vercellese. Per il resto, due squadre su tutte avevano davvero impressionato e si presentavano alla fase finale come favorite: il Milan e il sorprendente Modena.

U.S.MILANESE-MILAN 2-3
U.S.TORINESE-TORINO RINVIATA
U.S.VERCELLESE-VALENZA 1-0
AUDAX-MODENA 0-3
SAVONA-GENOA 0-6

GRUPPO 1 GRUPPO 2 GRUPPO 3 GRUPPO 4 GRUPPO 5
8 MILAN 6 JUVENTUS 4 U.S. VERCELLESE 8 MODENA 6 GENOA
2 U.S. MILANESE 2 TORINO 2 VALENZA 2 BOLOGNA 3 ANDREA DORIA
0 INTERNAZIONALE 0 U.S. TORINESE 2 CASALE 0 AUDAX MODENA 1 SAVONA







lunedì 11 gennaio 2016

COPPA FEDERALE 1916


7. Quarta giornata
La partita più attesa della prima giornata di ritorno era quella in programma a Genova, tra l'Andrea Doria e il Genoa, divise in classifica soltanto da un punto. Il pubblico delle grandi occasioni si presentò al campo, così come fecero anche le due formazioni: l'unico assente ingiustificato si rivelò essere l'arbitro, non avendo la Federazione provveduto per tempo a designarne uno, così le due società si accordarono di far arbitrare l'incontro al socio genoano Pasteur. Purtroppo però la partita non vide mai la fine poiché al 10° minuto della ripresa, sul punteggio di 1-0 per il Genoa l'arbitro espulse un giocatore dell'Andrea Doria: a quel punto il capitano della Doria, abbastanza inspiegabilmente, decise di ritirare la propria squadra e a nulla valsero le vivaci proteste del pubblico.
Mentre a Valenza la locale squadra non andò oltre un vivace 0-0 contro il Casale, la partita più interessante ed appassionante fu quella di Modena, dove la squadra di casa cercava i due punti decisivi per il passaggio alle finali contro il Bologna. Ad aprire le marcature ci ha pensato Fresia dopo 10 minuti e verso la fine del primo tempo Rampini II portava a 2 le reti per il Modena. Il Bologna non si dava per vinto e nella ripresa accorciava le distanze con Badini II; soltanto verso la fine dell'incontro il Modena riusciva a segnare il terzo punto con Forlivesi, ma ancora il Bologna, all'82° accorciava nuovamente le distanze con Pifferi fissando così il risultato finale sul 3-2 per i padroni di casa, che conquistavano meritatamente il passaggio alle finali.
A Torino la Juventus riuscì a vincere contro il Torino la partita che poteva risultare decisiva per la qualificazione. Passati in vantaggio al termine del primo tempo grazie ad una rete di Novo, i bianconeri si chiusero in difesa e subirono gli attacchi del Torino che riuscì a pareggio nella ripresa. A quel punto la Juventus ricominciò ad attaccare e riuscì a segnare la seconda e decisiva rete vincendo così l'incontro (2-1) e qualificandosi per la fase finale della Coppa.

A Milano il Milan vinse, secondo pronostico, la partita contro l'Internazionale: tutto venne deciso negli ultimi 10 minuti, quando al vantaggio dei nerazzurri rispose Cevenini che con una doppietta regalò la vittoria alla propria squadra consolidando il primato in classifica.
A due giornate dal termine, Juventus e Modena erano già qualificate per il girone finale, mentre grande incertezza regnava nel girone ligure e nel gruppo 3, dove tutte le squadre erano appaiate in classifica.
MILAN-INTERNAZIONALE 2-1
TORINO-JUVENTUS 1-2
VALENZA-CASALE 0-0
MODENA-BOLOGNA 3-2
GENOA-ANDREA DORIA 1-0

GRUPPO 1 GRUPPO 2 GRUPPO 3 GRUPPO 4 GRUPPO 5
6 MILAN 6 JUVENTUS 2 U.S. VERCELLESE 6 MODENA 4 GENOA
2 U.S. MILANESE 2 TORINO 2 VALENZA 2 BOLOGNA 3 ANDREA DORIA
0 INTERNAZIONALE 0 U.S. TORINESE 2 CASALE 0 AUDAX MODENA 1 SAVONA


lunedì 4 gennaio 2016

COPPA FEDERALE 1916

6. Terza giornata

Un lungo e scrosciante applauso saluta gli alleati al loro apparire sul campo. Essi, che vestono maglia azzurra, calzoni bianchi e calze rosse, ricevono in omaggio dai giocatori di Milano un ricco stendardo.”1
Con queste parole La Stampa raccontò della partita giocata a Milano nel pomeriggio del 1° gennaio 1916 tra l'Internazionale (rafforzata da Fresia e De Vecchi) e una squadra composta da giocatori francesi e belgi reduci dai vari fronti alleati in permesso speciale. Più di 5.000 persone assistettero all'incontro benefico il cui ricavato andò alla Croce Rossa e all'Esercito e che vide il prevalere dei milanesi (6-4 il risultato finale).
 
Il giorno seguente i giocatori alleati furono ospiti della città di Milano e assistettero alla partita, valida per la terza giornata della Coppa Federale, tra U.S. Milanese e Internazionale. Sul campo di via Stelvio si affrontavano quindi le due squadre che avevano perso i rispettivi incontri con il Milan, pertanto era quella una partita molto importante per entrambe: chi avesse perso avrebbe presumibilmente dovuto dire addio al sogno di qualificarsi per la fase finale della competizione. Dopo un primo tempo equilibrato, dove le due squadre segnarono una rete ciascuna, la stanchezza iniziò a farsi sentire nei neroazzurri, reduci dall'incontro giocato appena 24 ore prima, e gli unionisti presero il comando del gioco e riuscirono al 35° della ripresa a segnare la rete decisiva con Giustacchini facendo propria la vittoria per 2-1.
A Vercelli fece il suo debutto il Casale con un pareggio divertente per 2-2 contro l'Unione Vercellese, in un girone che si dimostrava sempre più come quello più equilibrato.
A Savona c'era molta attesa per il debutto casalingo della squadra di casa, reduce dalla pesantissima sconfitta rimediata sette giorni prima a Genova. Andrea Doria e Savona si presentarono entrambe rimaneggiate e non riuscirono a regalare al numeroso pubblico accorso, uno spettacolo di livello, ma almeno il Savona riuscì a bloccare gli ospiti sullo 0-0 e a conquistare così il suo primo punto nel torneo.
A Modena la partita seguì il copione che tutti si aspettavano. Il Bologna chiuse il discorso vittoria contro l'Audax già nel primo tempo, grazie alla rete di Gnudi al 3° minuto e ad un'autorete dei padroni di casa a metà tempo (2-0).
Senza ombra di dubbio la situazione più paradossale si ebbe a Torino, dove era in programma la partita tra Juventus e U.S. Torinese. Alcuni giorni prima l'Autorità militare aveva confiscato, per ragioni logistiche, lo Stadium, dove giocava l'Unione; a quel punto era intervenuto il Torino che aveva offerto agli unionisti di giocare i loro incontri casalinghi sul proprio campo, così l'incontro del 2 gennaio venne programmato sul campo del Torino. Però la Juventus, forte di una delibera della Commissione Tecnica Federale, si presentò sul proprio campo e così le due squadre che dovevano incontrarsi si presentarono – con rispettivi tifosi al seguito – all'orario stabilito ognuna su un campo diverso! Immancabili le polemiche e le discussioni: i dirigenti delle due società discussero animatamente e solo dopo parecchio tempo gli unionisti accettarono di giocare sul campo della Juventus riservandosi di presentare reclamo. Così squadra e tifosi dell'Unione dovettero spostarsi sul campo della Juventus e l'incontro si giocò in un clima molto surriscaldato, dove i tifosi di entrambe le squadre mantennero per tutta la partita un atteggiamento ostile e minaccioso. L'U.S. Torinese si mostrò più brillante e nel primo tempo riuscì ad andare in vantaggio dopo appena 4 minuti; la Juventus, però, non si demoralizzò, si difese con ordine e nella ripresa approfittando della sterilità degli avversari, riuscì a segnare due reti e quindi a far suo l'incontro.
U.S. MILANESE-INTERNAZIONALE 2-1
U.S. TORINESE-JUVENTUS 1-2
U.S. VERCELLESE-CASALE 2-2
AUDAX-BOLOGNA 0-2
SAVONA-ANDREA DORIA 0-0

GRUPPO 1 GRUPPO 2 GRUPPO 3 GRUPPO 4 GRUPPO 5
4 MILAN 4 JUVENTUS 2 U.S. VERCELLESE 4 MODENA 3 ANDREA DORIA
2 U.S. MILANESE 2 TORINO 1 VALENZA 2 BOLOGNA 2 GENOA
0 INTERNAZIONALE 0 U.S. TORINESE 1 CASALE 0 AUDAX MODENA 1 SAVONA


1Cfr. La Stampa del 2 Gennaio 1916














martedì 29 dicembre 2015

COPPA FEDERALE 1916

5. Seconda giornata
Sulle alture ad ovest di Gorizia, nelle prime ore del mattino del 23, il nemico tentò di attaccare le nostre postazioni di fronte al Grafenberg. Coll'intervento delle artiglierie e col pronto accorrere dei rincalzi, l'attacco fu respinto.
Sul Carso, all'ala destra delle nostre postazioni, dopo vivo fuoco di fucileria, getto di bombe e lancio di razzi luminosi, nuclei nemici avanzarono contro i nostri trinceramenti ad est di Stelz. Fatti segno a tiri aggiustati, ripiegarono disordinatamente.”
Così Cadorna firmava il bollettino numero 212 del Comando Supremo della vigilia di Natale del 1915, il primo Natale di guerra per gli italiani, i quali, forse rinfrancati o forse no da queste parole, trascorsero il giorno di Santo Stefano seguendo le vicende della seconda giornata della Coppa Federale. 
Una specie di Boxing day nostrano, per così dire.
A Torino fece il suo debutto nella manifestazione la giovane squadra dell'U.S. Torinese contro i padroni di casa del Torino, questi ultimi chiamati al riscatto dopo la sconfitta all'esordio subita contro la Juventus. La partita fu interessante e combattuta, anche se i più forti ed esperti giocatori granata regolarono sin da subito i conti con gli avversari segnando due reti nel primo tempo. Nella ripresa, che vide il Torino giocare per quasi tutto il tempo in inferiorità numerica a causa dell'infortunio patito da Morando II, l'Unione cercò di agguantare gli avversari portando diversi attacchi alla difesa granata la quale, però, resistette senza eccessivi affanni, mantenendo così il risultato sul 2-0 sino alla fine dell'incontro.
Detto del vivace pareggio (1-1) a Valenza tra la locale squadra e l'U.S. Vercellese, partita che segnò il debutto del gruppo 3, a Modena i gialloblu confermarono di essere una delle migliori squadre del torneo vincendo, secondo pronostico, la seconda partita del proprio girone con un perentorio 4-0 ai danni dei concittadini dell'Audax.
Tutto sin troppo facile per il Genoa nella partita giocata contro il Savona. Anche i rossoblu, come il Torino, dovevano riscattare il passo falso della prima giornata e vi riuscirono in maniera assoluta e roboante, seppellendo il malcapitato Savona sotto una valanga di tredici reti, senza subirne alcuna.
Sul campo del Velodromo, il Milan, pur senza due giocatori importanti come Van Hege e Barbieri, vinceva la sua seconda partita regolando senza problemi l'U.S. Milanese per 2-0, segnando con Ferrario su rigore e con Cevenini I.
Dopo due giornate, pertanto, la situazione era la seguente:

MILAN-U.S. MILANESE 2-0
TORINO-U.S. TORINESE 2-0
VALENZA-U.S. VERCELLESE 1-1
MODENA-AUDAX 4-0
GENOA-SAVONA 13-0

GRUPPO 1
GRUPPO 2
GRUPPO 3
GRUPPO 4
GRUPPO 5
4 MILAN
2 JUVENTUS
1 VALENZA
4 MODENA
2 ANDREA DORIA
0 INTERNAZIONALE
2 TORINO
1 U.S. VERCELLESE
0 BOLOGNA
2 GENOA
0 U.S. MILANESE
0 U.S. TORINESE
0 CASALE
0 AUDAX MODENA
0 SAVONA



lunedì 21 dicembre 2015

COPPA FEDERALE 1916

4. Prima giornata
 
Acqua, fango, vento: ecco, in sintesi, la cornice nella quale il lettore può inquadrare i primi quattro matches – il quinto, quello di Casale, ha dovuto essere del tutto rinviato a causa dell'inclemenza del tempo e della impraticabilità del campo – della Coppa Federale, la maggior competizione calcistica dell'annata.1
Così Il Football nell'edizione del 23 dicembre iniziava a raccontare la prima giornata della Coppa, disputata il 19 dicembre 1915. Ancor prima di iniziare, si segnalava da subito una defezione, infatti la Cremonese domandò ed ottenne di non partecipare alla Coppa e così al suo posto nel girone emiliano con Modena e Bologna venne inserita l'Audax di Modena. Nonostante ciò si era pronti a partire e così avvenne domenica 19 dicembre.
Alla prima giornata in tutti i campi, nonostante il tempo inclemente e – non bisogna dimenticarlo – si fosse in tempo di guerra, il pubblico fu numeroso ed appassionato.
A Milano il Milan vinse nettamente (3-0) contro l'Internazionale, nonostante i rossoneri si fossero presentati con ben quattro giocatori della seconda squadra e i nerazzurri si fossero rinforzati con Lazzoli e Carcano, due giocatori dell'Alessandria. Partita subito forte, bene presto l'Internazionale dovette subire gli attacchi del Milan che chiuse il primo tempo in vantaggio grazie alla doppietta di Cevenini I; Avanzini, nella ripresa, inchiodò il risultato sul 3-0 finale.
A Genova, dove si giocò su un campo molto pesante e fangoso tra due squadre che si presentarono incomplete nei loro ranghi poiché molti dei loro giocatori erano già partiti per il fronte si registrò la sorpresa della giornata. La vittoria, infatti, andò all'Andrea Doria che sconfisse la ben più blasonata squadra del Genoa per 3-2.
A Torino Juventus e Torino diedero vita ad una partita molto accesa, seppur il terreno si presentasse in pessime condizioni. Dopo un solo minuto il Torino segnò con Gaja ma verso la metà del primo tempo la Juventus riuscì a pareggiare; i granata non si diedero per vinti e si portarono nuovamente in vantaggio per poi venire ripresi prima dell'intervallo. Si andò quindi al riposo sul punteggio di 2-2. Nella ripresa il Torino partì all'arrembaggio e pressò l'avversario senza peraltro riuscire a segnare, cosa che invece riuscì ai bianconeri per due volte, sempre con Pavan. Sul finale il Torino fallì un calcio di rigore, così l'incontro terminò sul punteggio di 4-2 per la Juventus2.
A Bologna c'era grande curiosità per vedere all'opera lo squadrone del Modena, che presentava nelle proprie fila giocatori del calibro di Fresia, Vigevani, Forlivesi e i campioni che avevano fatto grande la Pro Vercelli Ara e Rampini. Sul campo dello Sterlino ridotto ad un pantano, sotto una pioggia battente e davanti ad un folto pubblico il Modena non deluse le attese e fece proprio il risultato vincendo 2-0, ma ciò che mancò fu lo spettacolo: i gialloblu dominarono l'incontro ma complice le avverse condizioni meteorologiche mancarono sotto l'aspetto della prestazione3.
Questa, dunque, la situazione al termine della prima giornata:

MILAN-INTERNAZIONALE 0-3
JUVENTUS-TORINO 4-2
CASALE-VALENZA RINVIATA
BOLOGNA-MODENA 0-2
ANDREA DORIA-GENIA 3-2
GRUPPO 1 GRUPPO 2 GRUPPO 3 GRUPPO 4 GRUPPO 5
2 MILAN 2 JUVENTUS CASALE 2 MODENA 2 ANDREA DORIA
0 INTERNAZIONALE 0 TORINO VALENZA 0 BOLOGNA 0 GENOA
0 U.S. MILANESE 0 U.S. TORINESE U.S. VERCELLESE 0 AUDAX 0 SAVONA

1Cfr. Il Football del 23 dicembre 1915 n.86
2Cfr. La Stampa del 20 dicembre 1915
3Cfr. Il Resto del Carlino del 20 dicembre 1915