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venerdì 3 aprile 2026

Gli incontri internazionali di Pasqua (Parte V)

(La Pasqua al tempo del football dei pionieri. Terminiamo il viaggio nei giorni “santi” del football dei pionieri, durante i durissimi anni della Grande guerra.)

5. La Pasqua calcistica durante la Grande guerra.

 

Domenica 23 aprile 1916 si festeggia la Santa Pasqua, la prima Pasqua di guerra per gli italiani. Il campionato di calcio, come ben sappiamo, è stato sospeso alla vigilia della dichiarazione di guerra dell'Italia all'Austria-Ungheria e non verrà mai più concluso1. Con l'autunno del 1915 e la ripresa – stentata – dell'attività calcistica, in sostituzione del massimo campionato vengono organizzati tornei regionali e una competizione alla quale partecipano le migliori formazioni del nord Italia: la Coppa Federale occupa le domenica degli sportivi italiani dalla metà del dicembre 1915 sino alla primavera inoltrata del 19162.

Anche in tempo di guerra, i pionieri del calcio italiano proseguono con l'abitudine di organizzare amichevoli nel fine settimana pasquale, tanto che anche la Coppa Federale viene sospesa quando al suo compimento manca una sola partita, quella decisiva tra Genoa e Milan, fissata per il 30 aprile.

Le condizioni, però, sono molto diverse rispetto ai tempi di pace. Seppur ancora l'umore del Paese e soprattutto dei tanti sportivi che con entusiasmo erano partiti per il fronte sia piuttosto sereno, le difficoltà sono all'ordine del giorno. A proposito dell'umore dei calciatori partiti a combattere, interessante riportare il biglietto che Virgilio Fossati, campione dell'Internazionale e capitano della Nazionale invia a La Gazzetta dello Sport: “Dalla trincea invio un caldo ringraziamento, anche a nome de' miei colleghi e soldati, per la vostra cortese premura nel procurarci la lettura tanto desiderata della «rosea». La salute è sempre ottima e nonostante le granate il buon umore non manca mai”3. Tanto sono diverse le condizioni logistiche e organizzative rispetto ai tempi di pace, che nella Pasqua di guerra del 1916 in Italia giunge una sola società internazionale: gli svizzeri dello Chaux-de-Fonds, giocano in quel fine settimana due incontri, a Pasqua contro la Juventus e a Pasquetta a Modena. A Torino la Juventus ospita gli svizzeri del Football Club Chaux-de-Fonds sul proprio campo e davanti ad un folto pubblico i bianconeri hanno la meglio sugli elvetici per 7 a 4 4.

Per la verità la Federazione aveva provato a mettere a segno un gran colpo, cercando di organizzare per la domenica di Pasqua all'Arena di Milano un incontro amichevole tra la Nazionale italiana e quella francese. Purtroppo, però, le difficoltà erano tante – erano i giorni della grande offensiva tedesca sul fronte di Verdun – e ben presto si rivelarono insormontabili, tanto che non se ne fece nulla: “(...) L'autorità militare francese non potrebbe accordare speciali licenze, anche brevissime ai foot ballers che si trovano sulla linea del fuoco”5.

L'anno seguente la situazione non migliora affatto. Le condizioni di vita sono difficili non solo per i soldati italiani, logorati dall'estenuante guerra di trincea sulle sponde dell'Isonzo, ma anche per i civili, stremati dalle difficili condizioni economiche in cui versava il Paese, sopraffatto dalle ingenti spese militari e belliche. Eppure anche in quei mesi il calcio in Italia non si ferma del tutto. A scartamento ridotto, comunque continua a rotolare nei campi di gioco, tra tornei regionali e amichevoli locali.

Resurrexit! Intonano le campane, più sonore e festanti dopo il breve e forzato silenzio. Resurrexit! Canta la natura svegliandosi al bacio caldo del sole primaverile. Resurrexit! Risponde il nostor sangue, accelerando la sua corsa affannosa nelle nostre vene. (…) Ecco allora sorgere nel mondo fisico la primavera sportiva, sorella e compagna alla primavera della natura, ecco allora spuntare anche il regno dei muscoli, la Pasqua di risurrezione, l'inno della forza e della vita”6.

Nei giorni in cui gli USA stavano per entrare nel conflitto bellico con la dichiarazione di guerra alla Germania, a Milano la domenica di Pasqua del 1917 la Rappresentativa Lombardia e quella Ligure-piemontese pareggiavano 4 a 47.

Durante la Pasqua del 1918 e per tutto l'anno assistiamo a numerosissime partite tra selezioni militari: il football – e più in generale lo sport – è diventato uno strumento che assolve una duplice funzione al fronte, da un lato serve per rinvigorire il fisico, dall'altro per addestrare i soldati. Soprattutto dopo la disfatta di Caporetto nell'autunno del 1917 lo sport e l'educazione fisica trovarono sempre maggiore spazio nei territori delle operazioni militari, così come vennero organizzate manifestazioni e incontri tra truppe alleate 8.

Sul campo del Genoa a Marassi la domenica di Pasqua, il 3 marzo, si disputarono gare militari, tra le quali tiro alla fune, corsa ad ostacoli, lancio di bombe e – per quel che ci interessa – una gara di football tra una selezione militare inglese e una squadra del Genoa “arricchita” da altri calciatori sotto le armi, incontro che vide la vittoria di questi ultimi per 2 a 0 con reti di De Vecchi su rigore e Gavoglio9.

A Milano viene organizzato un torneo pasquale benefico al quale partecipano le tre principali società milanesi – Milan, Internazionale e Unione Sportiva Milanese – e il Legnano, mentre a Cremona, sul terreno della Caserma Manfredini, la Cremonese incontra una rappresentativa inglese10.

La guerra, la terribile “Grande” guerra che aveva annichilito il mondo rivoltandolo e squassandolo nel profondo per oltre 4 anni stava volgendo al termine, ma in quell'anno un'altra insidia stava iniziando a minacciare l'umanità: la febbre “spagnola” proprio nella primavera del 1918 incominciava infatti a mietere le sue vittime.

Buona Santa Pasqua a tutti!


Puntate precedenti:

1. Le origini;

2. I tornei pasquali organizzati dai giornali sportivi;

3. Pasqua 1912, dagli incassi con gli inglesi erranti al “bel suol d'amore”, le prime volte del football dei pionieri;

4. L'ultima Pasqua calcistica di pace

 


1 ALESSANDRO, BASSI, 1915. Dal football alle trincee, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2015

2 ALESSANDRO, BASSI, Il football italiano alla Grande guerra 1915 – 1918 (I quaderni di Storie di football perduto n.1), Boopen, Napoli, 2018

3 Cfr. La Gazzetta dello sport del 17 aprile 1916

4 Cfr. La Stampa del 25 aprile 1916

5 Cfr. La Gazzetta dello sport del 17 aprile 1916

6 Cfr. L'Illustrazione della guerra e La Stampa Sportiva del 1° aprile 1917

7 Cfr. La Stampa del 10 aprile 1917

8 ALESSANDRO, BASSI, Il football italiano alla Grande guerra 1915 – 1918 (I quaderni di Storie di football perduto n.1), Boopen, Napoli, 2018

9 Cfr. Il Lavoro del 2 aprile 1918

10 Cfr. La Gazzetta dello sport del 29 marzo 1918

 

giovedì 19 dicembre 2024

LA TREGUA DEL NATALE DI GUERRA DEL 1914

Siamo nel fronte occidentale, nelle Fiandre nei giorni di Natale del 1914. La battaglia che qualche settimana prima si è combattuta a Ypres ha del tutto chiarito che quella guerra non sarà una guerra “lampo” come enfaticamente si era previsto nei mesi estivi1.
 
STILLE NACHT/SILENT NIGHT. La trincea diventa così il destino di migliaia di soldati, l'unico orizzonte di giorni pieni di inverno e freddo, gelo e pensieri rivolti ai propri cari lontani centinaia di chilometri. Nulla, o quasi, ricorda ai soldati che ormai è Natale, se non qualche sparuto regalo recapitato dai famigliari. Spontaneamente qualcuno da dentro una trincea inizia a intonare qualche canto. Ben presto ci si rende conto che lo stesso viene fatto nella trincea opposta. 50 metri più in là, oltre quella “terra di nessuno” cosparsa di cadaveri che non avevano avuto sepoltura. E allora pare naturale alzare il volume, osare un canto più potente, più corale. E dall'altra parte rispondono non con le pallottole, ma ancora con struggenti note di carole natalizie, sino a fondersi in un canto di pace che affratella quelle povere persone costrette lontano da casa in una gelida notte di guerra.
Già La Stampa nel numero del 27 dicembre riportava una corrispondenza del Times secondo il quale i soldati britannici celebrarono il Natale nelle trincee delle Fiandre:
Appena apparve l’alba del giorno santo, alti canti religiosi si levarono sull’immenso campo di battaglia (…). Assai spesso, ai canti dei soldati britannici rispondevano i canti dei tedeschi dalle loro trincee. E più di una volta, assicura il corrispondente, i due canti parvero modulati nella stessa cadenza, benchè i sentimenti e i cuori fossero ben discordi e diversi.2
Poi la storia diventa leggenda, o quasi.
 
IL PALLONE DELLA PACE. Da numerosi racconti di sopravvissuti pare che alla mattina alcuni soldati dei due schieramenti abbiano trovato un accordo per una breve tregua e a suggello di tale accordo così, come d’incanto, pare sia sbucato un pallone. Naturale conseguenza fu di dare vita ad un incontro di calcio in quella “terra di nessuno” che stava tra le due trincee nemiche. Dopo aver dato degna sepoltura ai caduti il pallone iniziò a rotolare tra i cavalli di frisia e il cielo e i soldati dei due schieramenti gli correvano dietro, finalmente liberi, anche se solo per poche ore, di non pensare all'incubo quotidiano.
Con i primi giorni del 1915 alcuni giornali inglesi resero noto ciò che accadde quella notte con la pubblicazione di stralci di lettere di soldati che parlavano anche di quella partita. Il Bolton Chronicle del 2 gennaio, per esempio, riportava uno stralcio di una lettera:
A very interesting letter has been sent by Mr J A Farrell, a Bolton Post Office employee. The letter is sent to the Post Office and reads: ‘…In the afternoon there was a football match played beyond the trenches, right in full view of the enemy’…” 3
Tanti soldati nelle loro lettera ricordano volentieri quei momenti e quella partita: già il Times del 1° gennaio 1915 ne parla e riporta uno stralcio di una lettera di un anonimo soldato inglese dalla quale pare che quella partita sia terminata 3-2 per i tedeschi4.

Tanti cari auguri di buon Natale e felice 2025!






1ALESSANDRO, BASSI, 1915. Dal football alle trincee, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2015
2Cfr. La Stampa del 27 dicembre 1914
3Cfr. Bolton Chronicle del 2 gennaio 1915
4Cfr. http://www.christmastruce.co.uk/christmas-truce-football-match/

 

venerdì 29 novembre 2024

IL TORNEO MILITARE DELLA VITTORIA (Parte III)

Il 24 novembre iniziava dunque il torneo organizzato per celebrare la vittoria nella Grande guerra. Contrariamente a quanto programmato, però, ci fu un rimescolamento e davanti ad un pubblico entusiasta ma intirizzito dalla temperatura rigida, l'evento ebbe inizio con il match tra il XX Autoparco in maglia gialla e il IV Autoparco in maglia bianca. La partita non ebbe storia, i gialli riuscirono a vincere abbastanza nettamente per 3-0, complice anche il fatto che i bianchi giocarono in dieci e senza i migliori loro elementi, grazie al goal di Perin e alla successiva doppietta di Fresia. Ancor più facile la vittoria del I Autoparco sui Bombardieri di Sassuolo in un'elegante maglia nera con bordi giallo-oro, per 4-0, grazie alla tripletta di Serasso. 

I Autoparco
 

Chiudeva la prima giornata del torneo il match di esibizione tra la rappresentativa inglese di Arquata Scrivia e quella lombarda, vestita di una magnifica camicia rossa con alabarda di Trieste, fascia verde e calzoncini bianchi, che terminò sul punteggio di 0-0, con una rete inglese annullata per fuorigioco e un calcio di rigore fallito da Scarioni1.

Come sintetizzava La Domenica Sportiva:

(...) Le squadre del I e del XX Autoparco si sono nettamente imposte. Non era difficile prevedere tale risultato. I due teams sulla carta si annunciavano degni delle migliori squadre di prima categoria dell'anteguerra; sul terreno hanno confermato la bontà dei loro precedenti. (…) Relativamente facile è stato il compito del XX Autoparco, un «Modena» riveduto e corretto, con Ara, Fresia, Leone, Perin e Binaschi, di fronte alla squadra di Boldorini combattiva, tenace, ben disposta, ma non sufficientemente preparata. (…) La veronese squadra del I Autoparco comprende parecchi divi della pedata. «Il figlio di Dio» più ipotecato dal Kaiser è venuto al Velodromo milanese...a miracolo mostrare, e il forte Pirovano gli è stato degno compagno...in terra.”2

Così la finale del 1° dicembre veniva giocata tra il XX Autoparco e il I Autoparco. 

Le due squadre si schieravano con queste formazioni:

XX Autoparco (maglia gialla): Terzi; Binaschi, Busancano; Ara, Parodi, Leone; Capurro, Aebi, Frwesia, Perin, Forlivesi.

I Autoparco (maglia bianca): Pennano; De Vecchi, Pirovano; Rossi, Boglietti, Lovati; Mosso III, Raso, Sarasso, Bergamino, Ruffa.

Dopo soli 4 minuti di gioco Fresia, raccogliendo un passaggio di Forlivesi segnava il vantaggio per il XX Autoparco. Il I a quel punto si gettava all'attacco ma malgrado i 6 calci d'angolo calciati in poco meno di mezzora non riusciva a superare il portiere Terzi che anzi si metteva in mostra con alcune parate notevoli. Si arrivava così al momento forse decisivo dell'incontro: per un intervento dubbio di Leone e Parodi ai danni di Mosso III l'arbitro, il sig. Perraud, concedeva il calcio di rigore a favore del I Autoparco che però De Vecchi si faceva parare da Terzi. Sul finire del primo tempo era poi ancora il XX a segnare con Perin e ad andare all'intervallo in vantaggio per 2-0. La ripresa non mutava le sorti dell'incontro, con i gialli che dominavano gli avversari e segnavano al quarto d'ora il terzo goal con Aebi. Soltanto a risultato acquisito, sul finire della partita, i bianchi riuscirono a segnare il goal “della bandiera” con Bergamino su passaggio di Raso. 3-1 il risultato finale a favore del XX Autoparco che legittimamente con il proprio capitano Ara poteva alzare la Coppa della Vittoria3.

XX Autoparco


Tabellino finale

24.11 XX AUTOPARCO – IV AUTOPARCO 3-0

24.11 I AUTOPARCO – BOMBARDIERI 4-0

01.12 XX AUTOPARCO – I AUTOPARCO 3-1 (finale 1°-2° posto)

01.12 BOMBARDIERI – IV AUTOPARCO 2-1 dts (finale 3°-4° posto)

----------------------------------


1 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 25 novembre 1918

2 Cfr. La Domenica Sportiva del 1° dicembre 1918

3 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 2 dicembre 1918

 

lunedì 25 novembre 2024

IL TORNEO MILITARE DELLA VITTORIA (Parte II)

 

IV Autoparco

La guerra per l'Italia era terminata da pochi giorni che già il mondo calcistico era al lavoro per celebrare degnamente. Su La Gazzetta dello Sport del 11 novembre si iniziava a parlare dell'organizzazione di un torneo internazionale militare indetto dall'U.S. Milanese al quale avrebbero partecipato il I Autoparco, il IV Autoparco, il XX Autoparco, i Bombardieri di Sassuolo e una rappresentativa inglese di stanza ad Arquata1. Mentre l'ing. Mauro si dimetteva da presidente ad interim della F.I.G.C., il 18 novembre veniva ufficialmente presentato sugli organi di stampa il Torneo militare internazionale benefico pro Associazione Mutilati indetto dall'U.S. Milanese, grazie alla solerte attività di Aldo Molinari con il patrocinio de La Gazzetta dello Sport, al Velodromo Sempione di Milano per le giornate del 24 novembre e 1°dicembre.

Le squadre si sarebbero presentate con queste formazioni:

I Autoparco: Pennano; De Vecchi (cap), Pirovano; Paltenghi, Boglietti, Lovati; Ruffa, Bergamino, Serasso, Mosso III, Remo.

XX Autoparco: Terzi; Binaschi, Busancano; Ara (cap), Parodi, Leone; Capurro, Aebi, Fresia, Perin, Vielmi.

IV Autoparco: Costa; Boldorini (cap), Butti; De Micheli, Giorda, Bartoletti; Fatica, Caffato, Ferro, Massone, Tavella.

Bombardieri: Rolla; Ferraresso, Valpreda; Greppi, Valle, Galliano; Quaglia, Rampini I, Miraglia, Frigerio, Bonci.

Completavano il lotto:

Rappresentativa Inglese: Denton; Walters, Watson; Warner P., Claridge, Warner; Wright, Cooney, Harding, Standon (cap.), Bramhall.

Rappresentativa militare Lombardia: Gambuti; Carmelo, Lanfritto; Scarioni, Soldera, Colombo; Bonello, Bellandi, Cevenini I, Malaspina, Crespi I.

In un primo momento al torneo avrebbe dovuto partecipare la rappresentativa inglese di stanza ad Arquata, ma l'impossibilità di poter scendere a Milano per due domeniche consecutiva fece sì che il suo posto fosse preso dalla squadra dei Bombardieri2.

Questo torneo rivestiva notevole importanza poiché, visti i calciatori che vi avrebbero gareggiato, poteva ben dirsi che con esso riprendeva in grande stile l'attività calcistica dopo gli anni bui e drammatici della guerra3.

Bombardieri Sassuolo

 

Quindi il programma definitivo che in un primo momento venne pubblicato per domenica 24 novembre doveva essere il seguente:

ore 13.45: Rapp. Inglese – Rapp. Lombardia (exibition)

ore 15.00: XX Autoparco – IV Autoparco

ore 16.15: Bombardieri – I Autoparco

 

(Continua)

 

1 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 11 novembre 1918

2 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 18-22 novembre 1918

3 BASSI, ALESSANDRO, “Il football italiano alla Grande guerra 1915-1918”, Boopen Edizioni, 2018, pag.104

giovedì 10 ottobre 2024

⚽ ITALIA - BELGIO. MEMORIES.

 

Vigilia di Italia-Belgio, incontro che nell'epoca del football dei pionieri ha avuto significati particolari e mai banali.


⚽ 1913: primi passi di identità nazionale calcistica.

Siamo quasi al tramonto dell'epopea pionieristica della “Bianche casacche” vercellesi, la Nazionale è reduce da un periodo davvero grigio fatto di stentati pareggi e sconfitte: dal 1910 solo due vittorie in 12 incontri internazionali disputati. Il 1° maggio del 1913 la Commissione tecnica – nella quale compare anche William Garbutt – riesce a resistere alle pressioni esterne dei club più influenti e così facendo sviluppa una nuova idea di selezione, facendo un salto di qualità fondamentale sia sul piano tecnico, sia sul piano dell'identità nazionale: decide infatti di affidarsi ad un “blocco” di giocatori provenienti da una sola società e ad esso affidare il gioco della squadra. Ben 9 giocatori della Pro Vercelli scendono in campo contro il Belgio e riescono a vincere grazie ad una rete di Ara.

La scelta si rivelò vincente da tutti i punti di vista: a livello tecnico la squadra era rodata, sapeva giocare d'assieme perché abituata a farlo e il risultato fu una più che lusinghiera vittoria; ma lo fu anche a livello emotivo e mediatico perché a quella partita parteciparono in massa i tifosi vercellesi creando un raccordo identitario tra squadra locale e rappresentativa del calcio nazionale.


⚽ 1918: Un precedente dimenticato durante la Grande guerra.

Se vi va vi propongo di rileggere un mio pezzo scritto un po' di tempo fa per XX, un Italia-Belgio del 1918 tra celebrazioni del XX settembre e presagi della vittoria finale nella guerra. Una partita che per troppo tempo è stata dimenticata, assieme ad altre giocate dalla Nazionale negli anni della guerra:

https://www.calciomercato.com/news/il-20-settembre-1918-e-la-nazionale-come-addestramento-alla-guer-92878

 

 📷 La fotografia:

Maggio 1921, la Nazionale viene festeggiata e salutata alla partenza dalla stazione ferroviaria di Porta Susa a Torino prima della mini tournée in Belgio e Paesi Bassi. Il 5 maggio l'Italia vincerà 3 a 2 contro i recenti campioni olimpici del Belgio, mentre l'8 maggio, ad Amsterdam, pareggerà 2 a 2 contro l'Olanda. 

(Fotografia tratta da La Gazzetta dello Sport)

martedì 10 novembre 2020

IL TORNEO MILITARE DELLA VITTORIA (Parte II)

 

IV Autoparco

La guerra per l'Italia era terminata da pochi giorni che già il mondo calcistico era al lavoro per celebrare degnamente. Su La Gazzetta dello Sport del 11 novembre si iniziava a parlare dell'organizzazione di un torneo internazionale militare indetto dall'U.S. Milanese al quale avrebbero partecipato il I Autoparco, il IV Autoparco, il XX Autoparco, i Bombardieri di Sassuolo e una rappresentativa inglese di stanza ad Arquata1. Mentre l'ing. Mauro si dimetteva da presidente ad interim della F.I.G.C., il 18 novembre veniva ufficialmente presentato sugli organi di stampa il Torneo militare internazionale benefico pro Associazione Mutilati indetto dall'U.S. Milanese, grazie alla solerte attività di Aldo Molinari con il patrocinio de La Gazzetta dello Sport, al Velodromo Sempione di Milano per le giornate del 24 novembre e 1°dicembre.

Le squadre si sarebbero presentate con queste formazioni:

I Autoparco: Pennano; De Vecchi (cap), Pirovano; Paltenghi, Boglietti, Lovati; Ruffa, Bergamino, Serasso, Mosso III, Remo.

XX Autoparco: Terzi; Binaschi, Busancano; Ara (cap), Parodi, Leone; Capurro, Aebi, Fresia, Perin, Vielmi.

IV Autoparco: Costa; Boldorini (cap), Butti; De Micheli, Giorda, Bartoletti; Fatica, Caffato, Ferro, Massone, Tavella.

Bombardieri: Rolla; Ferraresso, Valpreda; Greppi, Valle, Galliano; Quaglia, Rampini I, Miraglia, Frigerio, Bonci.

Completavano il lotto:

Rappresentativa Inglese: Denton; Walters, Watson; Warner P., Claridge, Warner; Wright, Cooney, Harding, Standon (cap.), Bramhall.

Rappresentativa militare Lombardia: Gambuti; Carmelo, Lanfritto; Scarioni, Soldera, Colombo; Bonello, Bellandi, Cevenini I, Malaspina, Crespi I.

In un primo momento al torneo avrebbe dovuto partecipare la rappresentativa inglese di stanza ad Arquata, ma l'impossibilità di poter scendere a Milano per due domeniche consecutiva fece sì che il suo posto fosse preso dalla squadra dei Bombardieri2.

Questo torneo rivestiva notevole importanza poiché, visti i calciatori che vi avrebbero gareggiato, poteva ben dirsi che con esso riprendeva in grande stile l'attività calcistica dopo gli anni bui e drammatici della guerra3.

Bombardieri Sassuolo

 

Quindi il programma definitivo che in un primo momento venne pubblicato per domenica 24 novembre doveva essere il seguente:

ore 13.45: Rapp. Inglese – Rapp. Lombardia (exibition)

ore 15.00: XX Autoparco – IV Autoparco

ore 16.15: Bombardieri – I Autoparco

(Continua)

 

1 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 11 novembre 1918

2 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 18-22 novembre 1918

3 BASSI, ALESSANDRO, “Il football italiano alla Grande guerra 1915-1918”, Boopen Edizioni, 2018, pag.104

lunedì 23 dicembre 2019

LA TREGUA DEL NATALE DI GUERRA DEL 1914

Siamo nel fronte occidentale, nelle Fiandre nei giorni di Natale del 1914. La battaglia che qualche settimana prima si è combattuta a Ypres ha del tutto chiarito che quella guerra non sarà una guerra “lampo” come enfaticamente si era previsto nei mesi estivi1.
STILLE NACHT/SILENT NIGHT. La trincea diventa così il destino di migliaia di soldati, l'unico orizzonte di giorni pieni di inverno e freddo, gelo e pensieri rivolti ai propri cari lontani centinaia di chilometri. Nulla, o quasi, ricorda ai soldati che ormai è Natale, se non qualche sparuto regalo recapitato dai famigliari. Spontaneamente qualcuno da dentro una trincea inizia a intonare qualche canto. Ben presto ci si rende conto che lo stesso viene fatto nella trincea opposta. 50 metri più in là, oltre quella “terra di nessuno” cosparsa di cadaveri che non avevano avuto sepoltura. E allora pare naturale alzare il volume, osare un canto più potente, più corale. E dall'altra parte rispondono non con le pallottole, ma ancora con struggenti note di carole natalizie, sino a fondersi in un canto di pace che affratella quelle povere persone costrette lontano da casa in una gelida notte di guerra.
Già La Stampa nel numero del 27 dicembre riportava una corrispondenza del Times secondo il quale i soldati britannici celebrarono il Natale nelle trincee delle Fiandre:
Appena apparve l’alba del giorno santo, alti canti religiosi si levarono sull’immenso campo di battaglia (…). Assai spesso, ai canti dei soldati britannici rispondevano i canti dei tedeschi dalle loro trincee. E più di una volta, assicura il corrispondente, i due canti parvero modulati nella stessa cadenza, benchè i sentimenti e i cuori fossero ben discordi e diversi.2
Poi la storia diventa leggenda, o quasi.
IL PALLONE DELLA PACE. Da numerosi racconti di sopravvissuti pare che alla mattina alcuni soldati dei due schieramenti abbiano trovato un accordo per una breve tregua e a suggello di tale accordo così, come d’incanto, pare sia sbucato un pallone. Naturale conseguenza fu di dare vita ad un incontro di calcio in quella “terra di nessuno” che stava tra le due trincee nemiche. Dopo aver dato degna sepoltura ai caduti il pallone iniziò a rotolare tra i cavalli di frisia e il cielo e i soldati dei due schieramenti gli correvano dietro, finalmente liberi, anche se solo per poche ore, di non pensare all'incubo quotidiano.
Con i primi giorni del 1915 alcuni giornali inglesi resero noto ciò che accadde quella notte con la pubblicazione di stralci di lettere di soldati che parlavano anche di quella partita. Il Bolton Chronicle del 2 gennaio, per esempio, riportava uno stralcio di una lettera:
A very interesting letter has been sent by Mr J A Farrell, a Bolton Post Office employee. The letter is sent to the Post Office and reads: ‘…In the afternoon there was a football match played beyond the trenches, right in full view of the enemy’…” 3
Tanti soldati nelle loro lettera ricordano volentieri quei momenti e quella partita: già il Times del 1° gennaio 1915 ne parla e riporta uno stralcio di una lettera di un anonimo soldato inglese dalla quale pare che quella partita sia terminata 3-2 per i tedeschi4.
IL RICORDO DELLA TREGUA DI NATALE 100 ANNI DOPO. Tra gli altri, di quel che accadde nel Natale del 1914 nelle Fiandre da menzionare il film Joyeux Noel uscito nel 2005, diretto da Christian Carion.

Nel 2009 il gruppo musicale finlandese neo-prog Pax Romana inserisce nel suo album “And the dance begins again” una canzone che riprende la poesia A Christmas carol from Flanders del poeta Frederick John Niven

 
Infine come non poter ricordare il commovente corto pubblicitario realizzato dalla catena di supermercati inglese Sainsbury's per il periodo natalizio del 2014

Tanti cari auguri di buon Natale e splendido inizio di 2020 a tutti voi!






1ALESSANDRO, BASSI, 1915. Dal football alle trincee, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2015
2Cfr. La Stampa del 27 dicembre 1914
3Cfr. Bolton Chronicle del 2 gennaio 1915
4Cfr. http://www.christmastruce.co.uk/christmas-truce-football-match/

giovedì 11 luglio 2019

ALBUM DI FOOTBALL PERDUTO

Lo Sport Illustrato" n.15 del 1 agosto 1916

Un ricordo sportivo di Cesare Battisti al banchetto tenuto in occasione della gara amichevole tra l'Italia e una rappresentativa franco-belga del 1° gennaio 1915 all'Arena di Milano. Nell'occasione - come ho raccontato nel mio volume "1915. Dal football alle trincee" (Bradipolibri Editore, 2015) - l'Italia giocò con una divisa bianca fregiata dell'alabarda di Trieste.


martedì 2 luglio 2019

IL SECOLO GRANATA


































CAMPIONATO PROMOZIONE 1914/15

Il Reggio F.C. e la Juventus Reggio punite dal Comitato Regionale Veneto-Emiliano: soprattutto nei riguardi del Reggio il C.R. V-E. pretende un maggiore rispetto dei suoi tesserati verso il Comitato stesso.

venerdì 17 maggio 2019

1915, il campionato nel caos e il calcio come strumento di propaganda. Un secolo dopo, è cambiato qualcosa?

Le “radiose giornate” di maggio del 1915, quando l'Italia – più o meno consapevolmente, più o meno convintamente – stava per entrare nel primo conflitto bellico, sono state anche le giornate più burrascose del campionato di calcio italiano, di quel torneo che ancora oggi suscita discussioni e reclami.
QUI per continuare a leggere il nostro racconto per calciomercato.com 
 

lunedì 17 dicembre 2018

LA TRILOGIA DEI PIONIERI

... un intreccio, quello tra calcio e guerra, evidenziato dalle sempre più numerose partite organizzate in Italia per raccogliere fondi a favore del Belgio occupato e delle terre irredenti...


Per i vostri auguri di Natale quale strenna migliore della trilogia del football dei pionieri?
Li trovate in libreria e negli store on line.
Buone feste e buona lettura!!

venerdì 23 novembre 2018

FOOTBALL BLACK FRIDAY

Per tutto il fine settimana il quaderno "IL FOOTBALL ITALIANO ALLA GRANDE GUERRA 1915-1918" sarà acquistabile scontato del 15% accedendo direttamente a questo LINK

BUONA LETTURA!!



domenica 4 novembre 2018

4 novembre 1918, finiva una guerra che anche il calcio aveva voluto e celebrato

A mezzogiorno del 4 novembre 1918 il Generale Armando Diaz emanava il bollettino con il quale comunicava alla popolazione italiana il termine della guerra contro il nemico austriaco. Il calcio e lo sport italiano in generale avevano recitato nei lunghi anni di guerra un ruolo spesso di primo piano nella propaganda interventista e anti austriaca e, come vedremo, non avevano mancato di organizzare manifestazioni festose per celebrare quella vittoria.
 Per continuare a leggere il mio pezzo per calciomercato.com CLICCA QUI

venerdì 2 novembre 2018

Il football italiano alla Grande guerra 1915-1918

Con grandissmo piacere comunico che una delegazione della Reggio Audace F.C. sarà presente giovedì 8 novembre alla presentazione del mio libro “Il football italiano alla Grande Guerra 1915-18” all'evento organizzato da Istoreco di Reggio Emilia. 

Di seguito il comunicato riportato sul sito di Istoreco:
Giovedì 8 novembre 2018, ore 18.30, Istoreco Biblioteca Borghi, via Dante 11
"Un’Audace Vittoria". Presentazione del libro di Alessandro Bassi, Il football italiano alla Grande Guerra 1915-18, Boopen 2018
Conduce Adriano Arati, Istoreco


Reggio Audace FC sarà presente con Alessandro Spanò, uno dei capitani della squadra, Mauro Carretti, amministratore delegato e Andrea Russo, social media manager

Sarà presente l’Autore Alessandro Bassi (Reggio Emilia, 1973): per Bradipolibri Editore ha pubblicato i saggi storici sul calcio “ll football dei pionieri. Storia del campionato di calcio in Italia dalle origini alla Guerra Mondiale” (2012) e 1915. “Dal football alle trincee” (2015). Cura il blog Storie di football perduto <www.storiedifootballperduto.blogspot.it >

«Il campionato era fermo alla sospensione decretata dalla Federazione del 23 maggio 1915, alla vigilia della dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria-Ungheria. Il campionato si fermava ma il pallone nella Penisola non smetteva di rotolare: a calcio si giocava e si giocò per tutta la durata della guerra. Tornei, campionati minori, amichevoli militari e incontri benefici proseguirono di pari passo con le drammatiche vicende belliche».

La fine del conflitto fu anche l’occasione per riorganizzare il calcio reggiano, fino a quel momento diviso fra varie squadre rivali.

 Per il comunicato LEGGERE QUI

martedì 4 settembre 2018

IL FOOTBALL ITALIANO ALLA GRANDE GUERRA 1915-1918

Eccoci qua!
Finalmente in uscita il primo "quaderno" del nostro blog.
Il primo numero sarà interamente dedicato al calcio italiano durante gli anni della I guerra mondiale, dalla Coppa Federale del 1915 sino al Torneo militare della Vittoria del novembre 1918.
Ampio risalto è stato dato alle vicende della Nazionale italiana di calcio che in quegli anni tragici giocò diverse amichevoli benefiche della cui esistenza si erano ormai quasi perse le tracce.
Il tutto corredato da fotografie e pagine di giornali dell'epoca.


Per info e acquisti potete cliccare direttamente QUI

mercoledì 30 maggio 2018

IL FOOTBALL DA CAPORETTO A VITTORIO VENETO

9. Il calcio militare (Parte III)

In marzo una selezione del XX Autoparco di Modena affrontava una squadra di militari belgi capitanati da Van Hege; in aprile una squadra di soldati inglesi di stanza ad Arquata Scrivia, tra le cui file giocava Walsingham, già visto in Italia negli anni precedenti la guerra, dopo aver giocato contro il Genoa si misurava con il Milan1; a Cremona, agli inizi di giugno, durante una manifestazione sportiva, una rappresentativa militare inglese veniva sconfitta 2-1 da una rappresentativa di giocatori lombardi2.
Questi sono soltanto alcuni esempi di molti incontri di calcio che si disputano per tutto il 1918 tra selezioni militari: il football e più in generale lo sport è diventato uno strumento che assolve una duplice funzione al fronte, da un lato serve per rinvigorire il fisico e dall'altro per distrarre i soldati.
Soprattutto dopo la disfatta di Caporetto lo sport e l'educazione fisica trovarono sempre maggiore spazio nei territori delle operazioni militari, così come vennero organizzate manifestazioni e incontri tra truppe alleate. Un interessante studio di Lauro Rossi svela come anche nei campi di concentramento si praticasse attività sportiva, soprattutto nei campi di prigionia per ufficiali, dove venivano organizzati incontri di boxe, football e rugby3.
Sul campo del Genoa Cricket a Marassi la domenica di Pasqua, il 31 marzo, si disputarono gare militari, tra le quali tiro alla fune, corsa ad ostacoli, lancio di bombe e soprattutto una gara di football tra una selezione militare inglese e una squadra del Genoa “arricchita” da altri calciatori sotto le armi che vide la vittoria di questi ultimi per 2-0 con reti di De Vecchi su rigore e Gavoglio4.
Visto il notevole successo di pubblico, la manifestazione venne replicata il 25 maggio, questa volta riservata alle reclute del 1900:
(...) già ferve vivissimo il lavoro di allenamento tanto più che questi giovani soldati, la maggior parte contadini, sono ignari d'ogni genere di sport scientifico. Essi si addestrano alle future prove con entusiasmo veramente commovente.”5
Come si può intuire, ormai l'utilizzo dello sport nella vita e nell'addestramento militare è diventato prassi consolidata e i giornali dell'epoca non mancano di caldeggiare e stimolare l'utilizzo della pratica sportiva quale forma di educazione e formazione del soldato.
(...) Caporetto ha insegnato qualcosa anche per quanto riguarda l'educazione sportiva del soldato! (…) Dal Comando Supremo e dalla trincea partono sicure attestazioni di fiducia nello sport, severo, impareggiabile educatore di anime e corpi. (…) Lo Sport deve imperare ovunque prospera e olezza il divino fiore della gioventù. Spalanchiamo ad esso le porte delle caserme, moltiplichiamo i campi sportivi, al fronte e nelle retrovie, mandiamo palloni, guanti di boxe, attrezzi ai nostri meravigliosi combattenti. Un esercito di sportsmen è un magnifico esercito di soldati. (…)”6
Durante il fine settimana della Pasqua del 1918 a Milano venne organizzato un meeting amichevole che vide la partecipazione di Milan, Legnano, Internazionale e U.S. Milanese7.
Tra la fine di aprile e gli inizi di maggio anche al Velodromo di Milano vengono organizzati giochi militari che richiamano parecchio pubblico. Le gare di guerra di domenica 28 aprile prendono il via alle 14.30 e vedono alternarsi – tra i vari sport – dai più classici incontri di boxe ai più prettamente militari assalti di scherma con la baionetta, nei quali si mettono in luce soprattutto i due bersaglieri siciliani Tramonti e D'Amico. Il programma è denso di gare: una delle più spettacolari, stando alle cronache dell'epoca, risulta la corsa dei 125 metri ad ostacoli: in questo caso gli ostacoli sono tipicamente bellici, costituiti da reticolati profondi, trincee, muri da scalare, fossi e camminamenti. In questa particolare disciplina il bersagliere Monferrini in finale precede il tenente D'Amico e il caporale Ceyon. Altro momento elettrizzante per il pubblico risulta essere la gare di lancio delle bombe, la gara di tiro alla fune e la staffetta 400 metri8.
In maggio a Modena viene organizzato un meeting sportivo che ha come clou della giornata la partita tra una squadra mista italiana e una mista inglese che vide la netta affermazione della prima per 7-1. la squadra italiana era così composta: Turrini; De Nardo, Vielmi; Parodi, Carcano, Leone; Capuzzo, Albertoni, Fresia, Ferrero, Forlivesi9. Sempre in maggio un'altra riunione sportiva pro mutilati era organizzata dalla società Esperia di Sampierdarena alla quale partecipavano molti atleti sia italiani che inglesi: ovviamente non mancava la gara di football che vide la vittoria degli inglesi sulla prima squadra della Spes10.




1 Cfr. La Domenica Sportiva del 21 aprile 1918
2 Cfr. La Domenica Sportiva del 16 giugno 1918
3 LAURO, ROSSI, “Lo sport nei campi di prigionia durante la Grande Guerra”, in “Lo sport alla Grande Guerra” - Quaderni della Società Italiana di Storia dello Sport n.4, marzo 2015
4 Cfr. Il Lavoro del 2 aprile 1918. Dallo stesso giornale conosciamo la formazione schierata dalla squadra italiana: Da Prà, De Nordo, De Vecchi, Ferrari, Brunoldi, Magni, Mariani, Santamaria, Gavoglio, Profumo, Leone
5 Cfr. Il Lavoro del 5 maggio 1918
6 Cfr. La Domenica Sportiva del 5 maggio 1918
7 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 8 aprile 1918
8 Cfr. La Stampa del 29 aprile 1918; La Domenica Sportiva del 5 maggio 1918
9 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 24 maggio 1918
10 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 29 aprile 1918