martedì 17 marzo 2026

Gli incontri internazionali di Pasqua (Parte I)

(La Pasqua al tempo del football dei pionieri. Iniziamo oggi un viaggio nei giorni "santi" trascorsi a dar calci ad un pallone, riproponendo la serie dedicata agli incontri internazionali che si disputavano in Italia nei giorni della Santa Pasqua. )

1. Le origini

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi, recita un vecchio adagio. I pionieri italiani del football la pensavano così, se è vero che per i giorni di Pasqua organizzavano quasi tutti gli anni amichevoli spesso internazionali dal sicuro richiamo per il pubblico.

Prima di parlare di alcune delle più importanti amichevoli di Pasqua dei primi anni del '900, bisogna fare un passo indietro. Occorre ricordare quello che è considerato il primo incontro internazionale disputato in Italia. La data è quella del 30 aprile 1899, il luogo il Velodromo Umberto I di Torino1.

Si affrontarono due rappresentative di giocatori militanti nel campionato italiano e in quello svizzero. Il criterio di selezione era “residenziale”, infatti componevano la squadra italiana anche molti giocatori inglesi. Sarà soltanto con il 1910 che la nazionale verrà creata utilizzando solo giocatori italiani. Ma è un'altra storia2. Quel giorno del 1899, dunque, per la prima volta in Italia si disputava una partita internazionale: vinse la squadra svizzera, 2-0.

L'anno “zero” delle sfide internazionali per le squadre di club italiane è il 1903.

Guarda caso, è ancora il Genoa ad inaugurare la serie.

Ma andiamo con ordine. In marzo si giocarono le eliminatorie del campionato e la Juventus ottenne il diritto di sfidare in finale i detentori del Genoa, finale fissata per domenica 29 marzo a Genova, poi rinviata dalla F.I.F. al lunedì di Pasqua, 13 aprile3.

Domenica 1° marzo, a Ponte Carrega, per la prima volta una squadra straniera viene in Italia per giocare una partita: è la squadra francese del Football VeloClub di Nizza. Il Genoa vince facile, 6-0 (4-0 nel primo tempo), con tre reti segnate da Salvadé.

Pare interessante riportare come La Stampa lanciò la notizia sul numero 60 del 1°marzo, perchè si riallaccia a quanto detto poc'anzi4:

(...)E' questo il secondo match internazionale che si gioca in Italia. Il primo ebbe luogo a Torino, nel 1899, contro una squadra svizzera, che rimase vincitrice con 2 punti a zero.”

A fine aprile, a campi invertiti, si giocò la rivincita. Partita da ricordare, anche questa, perchè è la prima volta che una squadra italiana disputa un incontro all'estero. Cambia il campo, ma non l'esito finale: vince ancora il Genoa, questa volta 3-05.

Ma veniamo, finalmente, a parlare delle amichevoli di Pasqua.

Da Genova ci spostiamo a Torino, sul prato del Velodromo Umberto I.

Venerdì 10 aprile, Venerdì Santo, la Juventus affrontò in amichevole, perdendo 0-1, gli svizzeri del Montriond Foot-Ball Club di Losanna, rinforzati per l'occasione da alcuni giocatori del Berna FBC e dello Zurigo FBC6. É la prima volta che per le festività pasquali si organizzano partite internazionali di football. Due giorni dopo, la domenica di Pasqua, si giocò di nuovo:

Domenica 12 aprile, giorno di Pasqua, al Velodromo Umberto I di Torino la Juventus si misurò con i campioni svizzeri del Club Athletique di Ginevra. Anche se chiamare Juventus la squadra torinese non è propriamente corretto. Infatti non trovarono tutti i componenti della prima squadra della Juventus, bensì una squadra composta con diversi elementi scelti tra i campioni del Foot-Ball Club Torinese, dell'Audace e della Juventus”

Come mai non giocò la Juventus ma una “mista” torinese? Perchè la Juventus il giorno dopo, il 13 aprile, sarebbe stata impegnata a Genova per la finale del campionato (che poi perse 0-3) e quindi alcuni giocatori rimasero a riposo. Non tutti però, la maggioranza disputò entrambi gli incontri: tra gli altri, il portiere Durante, Armano I, Goccione, Malvano e Bollinger7.

Come si può facilmente intuire, una amichevole internazionale aveva, per i pionieri, se non proprio la stessa importanza del campionato, sicuramente il medesimo fascino.

Un paio d'anni più tardi, nei giorni di Pasqua e Pasquetta del 1905, a Genova il Servette di Ginevra giocò due volte contro il Genoa, sconfiggendolo in entrambi gli incontri: alla domenica 1-0 e al lunedì 3-1. A Milano, nelle giornate di sabato e domenica Milan, U.S. Milanese, San Gallo e Lugano, davanti ad un numeroso pubblico, disputarono una serie di amichevoli dalle quali risultò netto vincitore il Football Club San Gallo8:

22.04.05: MILAN – F.C. LUGANO = 3 – 0

22.04.05: U.S. MILANESE – F.C. SAN GALLO = 0 – 7


23.04.05: U.S. MILANESE – F.C. LUGANO = 4 – 4

23.04.05: F.C. SAN GALLO – MILAN = 4 – 2


In Piemonte, invece, fu la Juventus la protagonista della Pasqua torinese del 1905, fresca vincitrice del suo primo campionato. Domenica 23, infatti, al Velodromo Umberto I venne giocata Juventus – Montriond F. C.:

L'interesse sempre crescente con cui i torinesi hanno seguito le peripezie della squadra dei bianchi e neri, fino alla conquista della coppa di campionato, si concentrerà sul match di domenica”

Davanti a quasi 700 persone la Juventus dovette inchinarsi agli svizzeri (1-2), ma già era pronta la rivincita! Il giorno dopo, lunedì di Pasqua, le due squadre si affrontarono nuovamente, questa volta sul piazzale Conte di Torino a Vercelli. Molto attesa dovette essere questa partita in città poiché così il giornale presentò l'incontro:

(...) Ai graditi ospiti verranno fatte festose accoglienze. Infatti saranno ricevuti alla stazione dalla Fanfara della Pro-Vercelli e saranno accompagnati al Municipio. (…) Giungeranno a Vercelli lunedì mattina, col diretto delle 10. Alla sera, poi, grande pranzo in onore degli ospiti all'Albergo del Leon d'Oro.”9

Perchè ancora nel 1905 la cosa più importante per i pionieri del football nostrano era stare in compagnia!


(Continua – 1)

 

1 Cfr. La Stampa del 2 maggio 1899

2 Per quanto concerne il concetto di “nazionale” ai tempi dei pionieri, tra gli altri cfr.  http://storiedifootballperduto.blogspot.com/2018/07/il-calcio-tra-identita-nazionale-e.html

3 Cfr. Alessandro, Bassi, Il football dei pionieri. Storia del campionato di calcio in Italia dalle origini alla I Guerra Mondiale, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2012

4 Cfr. La Stampa del 1 marzo 1903

5 Alessandro, Bassi, Op. cit.

6 Cfr. La Stampa del 9 aprile 1903

7 Cfr. La Stampa del 14 aprile 1903; La Gazzetta dello Sport del 14 aprile 1903

8 AA.VV., L'età dei pionieri – Football 1898-1908, Fondazione Genoa 1893, Genova, 2008

9 Cfr. La Stampa del 21-22 aprile 1905; La Stampa sportiva del 15 aprile 1905

 

mercoledì 11 marzo 2026

Concorso Letterario e Racconto sportivo 2026 CONI

 

Sul sito del CONI sono stati pubblicati i bandi rispettivamente del LX Concorso Letterario e del LV Racconto Sportivo.

C'è tempo sino al 20 aprile per partecipare!


I bandi possono essere scaricati QUI

martedì 3 febbraio 2026

📷 Album di football perduto

 BOLOGNA - MILAN, MARZO 1922

⚽ Il campionato del 1921/22 fu un anno molto turbolento per il calcio italiano. E' l'anno, infatti, dello "scisma" tra le società più ricche e il resto delle affiliate alla FIGC, con la conseguente disputa di due tornei distinti.

Bologna e Milan partecipano al campionato che si rivelerà essere quello più seguito dal pubblico, organizzato dalla Confederazione Calcistica Italiana. Entrambe inserite nel Girone A della Lega Nord, il Bologna si classificò al terzo posto finale, mentre l'Internazionale terminò al nono posto. 

La fotografia si riferisce alla gara di ritorno, giocata il 5 marzo, vinta per 4 a 0 dai felsinei, mentre all'andata erano stati i rossoneri ad imporsi 2 a 1.



 

 

martedì 27 gennaio 2026

GINO GIAROLI DAL LAGER ALLA SERIE A

 

Ancona-Reggiana, ottobre 1946: Giaroli è il secondo da dx. (arch. Camellini)

Ci sono storie che meritano di essere raccontate, su questo non c'è dubbio. Storie che stanno lì a ricordarci che anche dall'orrore, dal fondo buio della disperazione si può costruire un domani di successo e speranza. Questa storia, in particolare, ha come protagonista un reggiano con la passione per il calcio che si arruola in Marina, viene internato in un lager nazista, si salva e conquista la serie A facendosi ricordare per sempre nel Palermo di “Gipo” Viani.

(arch. Istoreco)

CATTURATO DAI TEDESCHI. Gino Giaroli nasce a Reggio Emilia nel 1924 e appena diciassettenne si arruola come volontario nella Marina e partecipa alla II Guerra mondiale. Un paio di anni più tardi, dopo la proclamazione dell'armistizio nel settembre 1943 e il conseguente sbandamento di tutto l'esercito italiano, Giaroli viene catturato dalla Wehrmacht a Tolone assieme ad altri soldati italiani mentre – si legge dagli archivi Istoreco di Reggio Emilia - “si trovava a bordo della corvetta FR-55 ancorata nel porto di Tolone” e deportato il 20 settembre del 1943 nel lager XII D di Trier, dove trascorre quasi tutto il suo periodo di prigionia1. Per raccontare questa storia abbiamo chiesto un contributo ad Andrea Russo, giornalista de Il Resto del Carlino e nipote di Giaroli che è stato così gentile e disponibile – assieme a tutta la sua famiglia – nel raccontarci alcuni aneddoti arrivati a lui oralmente dai racconti della madre. A Trier, come negli altri campi di concentramento tedeschi, la vita non è certo facile, viene fatto lavorare come facchino e viene concessa una sola razione di cibo al giorno consistente in una patata e tanto deve bastare per arrivare a domani. Un giorno dopo l'altro, un passo dopo l'altro, il domani finalmente arriva.

GLI ANNI ALLA REGGIANA. Terminata la guerra, Giaroli dopo 558 giorni di internamento viene liberato dall'esercito USA nel marzo del 19452 e finalmente fa ritorno a casa, a Reggio Emilia, dove riprende a giocare al pallone e approda alla Reggiana. Non del tutto chiaro come Giaroli sia arrivato a vestire il granata: per alcune fonti a portarlo in società era stato Arpád Hajós, per altri – come conferma anche Russo – era stato Giaroli stesso, che nel frattempo aveva ripreso a giocare nel Gardenia, a proporsi alla squadra principale della città. Comunque sia andata, il 9 dicembre 1945 Giaroli fa il suo esordio in prima squadra con la Reggiana al Mirabello battendo 2 a 0 il Panigale.

Gino Giaroli si afferma così come uno dei più noti ed apprezzati calciatori della Reggiana dei primi anni del dopoguerra. Il granata lo veste ben 115 volte, dal 1945 al 1949, prima di spiccare il volo verso la meritata serie A. Gipo Viani – proprio lui! - nella tarda primavera del 1949 è impegnato in un vero e proprio “tour” in giro per l'Italia a caccia di talenti per il suo Palermo e a Reggio Emilia si interessa a Giaroli:

(...) A Reggio Emilia pare sia stato pescato un certo terzino – Giaroli – di cui si dice un gran bene”3


Soprannominato “il terzino gladiatore” ma dotato anche di un ottimo possesso palla, Giaroli a Reggio mette in mostra tutte le sue qualità: “Se gli davi un uomo da marcare sapeva francobollarlo senza pietà”4.

ARRESTATO! Come ricorda Russo, i primi tempi a Palermo Giaroli vive in uno stabile sotto la tribuna del Barbera, lo stadio dei rosanero. Ai suoi anni palermitani è legato un episodio bizzarro e non certo piacevole che lo vede protagonista sul finire del 1950. Come detto, Giaroli si era arruolato nel 1941 ma un paio di anni più tardi, dopo l'Armistizio, era stato deportato e quindi non aveva per forza di cose completato il richiesto periodo di ferma di 5 anni. Una volta liberato si era dato alla carriera calcistica e al militare non ci aveva più pensato, anzi al padre era stato corrisposto anche il premio di smobilitazione. A metà dicembre del 1950 Giaroli viene però arrestato con l'accusa di diserzione in seguito a mandato di cattura spiccato dal Tribunale Militare di Trieste. In realtà si tratta di un enorme malinteso, frutto della lentezza burocratica delle indagini, però lo spavento è tanto. Uno dei primi tra i suoi compagni di squadra a venire a sapere dell'accaduto è il turco Sukru che raggiunge subito Giaroli in caserma per dargli tutto l'aiuto e il conforto possibile. Anche la società del Palermo si muove rapida: il presidente principe Lanza di Trabia, il barone La Motta e l'allenatore Viani si recano immediatamente a Roma per chiarire la posizione del giocatore direttamente al Ministero della Difesa.

La notizia fa il giro d'Italia e ovviamente ben presto arriva a Reggio Emilia. Si legge da La Gazzetta dello Sport del 14 dicembre 1950:

(...) Sull'argomento abbiamo interrogato i famigliari, ai quali la notizia è giunta del tutto sorprendente, destando stupore oltre che logica apprensione. (…) Al padre venne corrisposto il premio di smobilitazione, e questo sembra argomento sufficiente a pensare che il calciatore non possa essere minimamente sfiorato dalle grave accusa.”5

FINALMENTE LA SERIE A! Così sarà e una volta ricostruito correttamente il passato militare Giaroli viene completamente riabilitato e può continuare a pensare al calcio. A Palermo sono stagioni esaltanti, Giaroli diventa il perno difensivo della squadra siciliana che riesce sempre in quegli anni ad ottenere la salvezza nella massima serie. Il nome di Giaroli passa di bocca in bocca tra gli addetti ai lavori, tanto che anche il Milan si interessa al giocatore, ma è il conte Lanza di Trabia in persona a mettere il veto all'operazione. Con i siciliani Giaroli gioca ben 151 partite restando per mezzo secolo il primatista di presenze in serie A per i rosanero, giocando pure nella Nazionale italiana B. 

Da Palermo se ne va nel 1954 direzione Vicenza. Il calciomercato, lo sappiamo, è un circo imprevedibile e le voci si rincorrono spesso stordendo appassionati e protagonisti. Nei giorni del Mondiale in Svizzera molte squadre sono interessate a Giaroli che assieme ad altri giocatori è destinato a lasciare il Palermo per ragioni economiche. Come si legge da La Gazzetta dello Sport tra i giocatori più richiesti dei rosanero c'è Giaroli che “(...) richiestissimo dal Catania, è ora sollecitato anche dalla Juventus, che si è messa direttamente in contatto con il principe Lanza”6. Voci, per l'appunto. Alla fine Giaroli va a giocare a Vicenza.

Con il Lanerossi gioca 4 stagioni conquistando al primo anno la promozione in serie A e l'anno successivo venendo allenato dal famoso Béla Guttmann, prima di chiudere la carriera a Moglia come allenatore-giocatore.

Tornato a Reggio Emilia, allena le giovanili della Reggiana ed è il vice di Del Grosso. Allena anche, tra le altre, a Schio, Quartu Sant'Elena e a Como, poi, una volta terminata la carriera da allenatore, nella seconda metà degli anni '70 – è sempre Russo che lo ricorda – andrà a fare l'osservatore per l'amico Vasco Tagliavini, altro nome illustre del calcio reggiano, quando questi allena la Triestina. Chiuso con il calcio professionistico, Giaroli non abbandona certo la sua passione, tanto che immancabile è l'appuntamento della partitella del sabato al campo sportivo Artigianelli a Reggio con gli amici di una vita.





1 BELLELLI, MICHELE, La maglia granata fra camicia nera e bandiera rossa, sta in Dov'è la vittoria? Storie di calcio, Pollicino Gnus, Luglio-agosto 2018; Associazione ex Internati dalla Germania, Sezione Reggio Emilia, Scheda n. 1046

3 La Gazzetta dello Sport del 16 giugno 1949

4 DEL BUE, MAURO, Una storia Reggiana 1945-1696: le partite, i personaggi, le vicende negli anni del triumvirato, Montecchio, 2004, pag. 366, Aliberti Editore

5 La Gazzetta dello Sport del 14 dicembre 1950

6 La Gazzetta dello Sport del 3 luglio 1954

 

venerdì 23 gennaio 2026

📷 Album di football perduto

 INTERNAZIONALE - PISA, 9 aprile 1922

⚽ Il campionato del 1921/22 fu un anno molto turbolento per il calcio italiano. E' l'anno, infatti, dello "scisma" tra le società più ricche e il resto delle affiliate alla FIGC, con la conseguente disputa di due tornei distinti. Internazionale e Pisa partecipano al campionato che si rivelerà essere quello più seguito dal pubblico, organizzato dalla Confederazione Calcistica Italiana. Entrambe inserite nel Girone B della Lega Nord, il Pisa si classificò al terzo posto finale, mentre l'Internazionale terminò mestamente all'ultimo posto.

La foto si riferisce alla gara di ritorno, dopo che all'Arena Garibaldi all'andata il Pisa aveva travolto i meneghini per 7 a 2. Il 9 aprile, invece, la partita termina in parità per 2 a 2, con le reti di Merciai e Gnerucci per i pisani e di Scheidler e Pietroboni per i padroni di casa.


giovedì 8 gennaio 2026

📷 Album di football perduto

 

MILAN - GENOA 1914 


Il 27 dicembre 1914 al Velodromo Sempione a Milano il Milan e il Genoa si affrontano nella nebbia per la Coppa di Natale, vincono i rossoneri per 4 a 2

(Fotografia da Almanacco dello Sport 1915-16) 

venerdì 2 gennaio 2026

⚽️ AVVISO DI COMPRAVENDITA DI CALCIATORI

 

Nel giorno di apertura della sessione invernale del calcionercato, questo frammento ci ricorda come la compravendita di calciatori sia un'attività che ha già parecchi anni....
Piu di 100 anni fa si potevano leggere annunci come questo, tratto dail Football Telegraph del dicembre 1921 e che qui è ripreso  da Hurrà Juventus del gennaio 1922.