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venerdì 3 aprile 2026

Gli incontri internazionali di Pasqua (Parte V)

(La Pasqua al tempo del football dei pionieri. Terminiamo il viaggio nei giorni “santi” del football dei pionieri, durante i durissimi anni della Grande guerra.)

5. La Pasqua calcistica durante la Grande guerra.

 

Domenica 23 aprile 1916 si festeggia la Santa Pasqua, la prima Pasqua di guerra per gli italiani. Il campionato di calcio, come ben sappiamo, è stato sospeso alla vigilia della dichiarazione di guerra dell'Italia all'Austria-Ungheria e non verrà mai più concluso1. Con l'autunno del 1915 e la ripresa – stentata – dell'attività calcistica, in sostituzione del massimo campionato vengono organizzati tornei regionali e una competizione alla quale partecipano le migliori formazioni del nord Italia: la Coppa Federale occupa le domenica degli sportivi italiani dalla metà del dicembre 1915 sino alla primavera inoltrata del 19162.

Anche in tempo di guerra, i pionieri del calcio italiano proseguono con l'abitudine di organizzare amichevoli nel fine settimana pasquale, tanto che anche la Coppa Federale viene sospesa quando al suo compimento manca una sola partita, quella decisiva tra Genoa e Milan, fissata per il 30 aprile.

Le condizioni, però, sono molto diverse rispetto ai tempi di pace. Seppur ancora l'umore del Paese e soprattutto dei tanti sportivi che con entusiasmo erano partiti per il fronte sia piuttosto sereno, le difficoltà sono all'ordine del giorno. A proposito dell'umore dei calciatori partiti a combattere, interessante riportare il biglietto che Virgilio Fossati, campione dell'Internazionale e capitano della Nazionale invia a La Gazzetta dello Sport: “Dalla trincea invio un caldo ringraziamento, anche a nome de' miei colleghi e soldati, per la vostra cortese premura nel procurarci la lettura tanto desiderata della «rosea». La salute è sempre ottima e nonostante le granate il buon umore non manca mai”3. Tanto sono diverse le condizioni logistiche e organizzative rispetto ai tempi di pace, che nella Pasqua di guerra del 1916 in Italia giunge una sola società internazionale: gli svizzeri dello Chaux-de-Fonds, giocano in quel fine settimana due incontri, a Pasqua contro la Juventus e a Pasquetta a Modena. A Torino la Juventus ospita gli svizzeri del Football Club Chaux-de-Fonds sul proprio campo e davanti ad un folto pubblico i bianconeri hanno la meglio sugli elvetici per 7 a 4 4.

Per la verità la Federazione aveva provato a mettere a segno un gran colpo, cercando di organizzare per la domenica di Pasqua all'Arena di Milano un incontro amichevole tra la Nazionale italiana e quella francese. Purtroppo, però, le difficoltà erano tante – erano i giorni della grande offensiva tedesca sul fronte di Verdun – e ben presto si rivelarono insormontabili, tanto che non se ne fece nulla: “(...) L'autorità militare francese non potrebbe accordare speciali licenze, anche brevissime ai foot ballers che si trovano sulla linea del fuoco”5.

L'anno seguente la situazione non migliora affatto. Le condizioni di vita sono difficili non solo per i soldati italiani, logorati dall'estenuante guerra di trincea sulle sponde dell'Isonzo, ma anche per i civili, stremati dalle difficili condizioni economiche in cui versava il Paese, sopraffatto dalle ingenti spese militari e belliche. Eppure anche in quei mesi il calcio in Italia non si ferma del tutto. A scartamento ridotto, comunque continua a rotolare nei campi di gioco, tra tornei regionali e amichevoli locali.

Resurrexit! Intonano le campane, più sonore e festanti dopo il breve e forzato silenzio. Resurrexit! Canta la natura svegliandosi al bacio caldo del sole primaverile. Resurrexit! Risponde il nostor sangue, accelerando la sua corsa affannosa nelle nostre vene. (…) Ecco allora sorgere nel mondo fisico la primavera sportiva, sorella e compagna alla primavera della natura, ecco allora spuntare anche il regno dei muscoli, la Pasqua di risurrezione, l'inno della forza e della vita”6.

Nei giorni in cui gli USA stavano per entrare nel conflitto bellico con la dichiarazione di guerra alla Germania, a Milano la domenica di Pasqua del 1917 la Rappresentativa Lombardia e quella Ligure-piemontese pareggiavano 4 a 47.

Durante la Pasqua del 1918 e per tutto l'anno assistiamo a numerosissime partite tra selezioni militari: il football – e più in generale lo sport – è diventato uno strumento che assolve una duplice funzione al fronte, da un lato serve per rinvigorire il fisico, dall'altro per addestrare i soldati. Soprattutto dopo la disfatta di Caporetto nell'autunno del 1917 lo sport e l'educazione fisica trovarono sempre maggiore spazio nei territori delle operazioni militari, così come vennero organizzate manifestazioni e incontri tra truppe alleate 8.

Sul campo del Genoa a Marassi la domenica di Pasqua, il 3 marzo, si disputarono gare militari, tra le quali tiro alla fune, corsa ad ostacoli, lancio di bombe e – per quel che ci interessa – una gara di football tra una selezione militare inglese e una squadra del Genoa “arricchita” da altri calciatori sotto le armi, incontro che vide la vittoria di questi ultimi per 2 a 0 con reti di De Vecchi su rigore e Gavoglio9.

A Milano viene organizzato un torneo pasquale benefico al quale partecipano le tre principali società milanesi – Milan, Internazionale e Unione Sportiva Milanese – e il Legnano, mentre a Cremona, sul terreno della Caserma Manfredini, la Cremonese incontra una rappresentativa inglese10.

La guerra, la terribile “Grande” guerra che aveva annichilito il mondo rivoltandolo e squassandolo nel profondo per oltre 4 anni stava volgendo al termine, ma in quell'anno un'altra insidia stava iniziando a minacciare l'umanità: la febbre “spagnola” proprio nella primavera del 1918 incominciava infatti a mietere le sue vittime.

Buona Santa Pasqua a tutti!


Puntate precedenti:

1. Le origini;

2. I tornei pasquali organizzati dai giornali sportivi;

3. Pasqua 1912, dagli incassi con gli inglesi erranti al “bel suol d'amore”, le prime volte del football dei pionieri;

4. L'ultima Pasqua calcistica di pace

 


1 ALESSANDRO, BASSI, 1915. Dal football alle trincee, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2015

2 ALESSANDRO, BASSI, Il football italiano alla Grande guerra 1915 – 1918 (I quaderni di Storie di football perduto n.1), Boopen, Napoli, 2018

3 Cfr. La Gazzetta dello sport del 17 aprile 1916

4 Cfr. La Stampa del 25 aprile 1916

5 Cfr. La Gazzetta dello sport del 17 aprile 1916

6 Cfr. L'Illustrazione della guerra e La Stampa Sportiva del 1° aprile 1917

7 Cfr. La Stampa del 10 aprile 1917

8 ALESSANDRO, BASSI, Il football italiano alla Grande guerra 1915 – 1918 (I quaderni di Storie di football perduto n.1), Boopen, Napoli, 2018

9 Cfr. Il Lavoro del 2 aprile 1918

10 Cfr. La Gazzetta dello sport del 29 marzo 1918

 

venerdì 23 gennaio 2026

📷 Album di football perduto

 INTERNAZIONALE - PISA, 9 aprile 1922

⚽ Il campionato del 1921/22 fu un anno molto turbolento per il calcio italiano. E' l'anno, infatti, dello "scisma" tra le società più ricche e il resto delle affiliate alla FIGC, con la conseguente disputa di due tornei distinti. Internazionale e Pisa partecipano al campionato che si rivelerà essere quello più seguito dal pubblico, organizzato dalla Confederazione Calcistica Italiana. Entrambe inserite nel Girone B della Lega Nord, il Pisa si classificò al terzo posto finale, mentre l'Internazionale terminò mestamente all'ultimo posto.

La foto si riferisce alla gara di ritorno, dopo che all'Arena Garibaldi all'andata il Pisa aveva travolto i meneghini per 7 a 2. Il 9 aprile, invece, la partita termina in parità per 2 a 2, con le reti di Merciai e Gnerucci per i pisani e di Scheidler e Pietroboni per i padroni di casa.


sabato 13 settembre 2025

📷 Album di football perduto

 INTERNAZIONALE - JUVENTUS, 28 NOVEMBRE 1909

 

 

Domenica 28 novembre all'Arena l'Internazionale ospita la Juventus in una giornata caratterizzata dall'intenso freddo. le due squadre si erano già affrontate due settimane prima, a Torino, quando a prevalere erano stati i bianconeri.

I pronostici della vigilia davano la Juventus favorita: i biancoeri erano reduci dalla vittoria (3-0) nel derby contro il Torino, mentre i nerazzurri venivano dalla netta sconfitta casalinga (1-4) contro la Pro Vercelli.

Tutti si aspettavano un dominio bianconero, invece a prevalere in una gara dura e violenta fu l'Internazionale che con la rete di Engler vinse 1 a 0.

(Fotografia tratta da La Stampa Sportiva)
 

 

venerdì 22 agosto 2025

CALCIO D'ESTATE. IL TORNEO DI SAINT MORITZ (AGOSTO 1911)

 

L'estate calcistica del 1911 è una stagione davvero frizzante per le squadre italiane: ben due importanti tornei internazionali, infatti, le vedono protagoniste impegnate a fronteggiare squadre straniere. La voglia di uscire dai confini nazionali il football l'ha sempre avuta, sin dalle sue origini. Nell'età pionieristica del calcio sono stati numerosi i tornei transnazionali che hanno visto gareggiare squadre di diverse nazionalità1. Già abbiamo avuto modo di parlare del Torneo dell'Esposizione di Roma di inizio estate del 19112, sempre in quell'anno, sul finire di agosto, tre squadre italiane vengono invitate ad un altro importante torneo internazionale.


Torneo che si disputa nella verde Engadina nella rinomata località di Saint Moritz, già famosa e ambita stazione sciistica da oltre 40 anni, cioè da quando nel 1864 il visionario proprietario della pensione Faller – l'iconico Kulm Hotel – pensò bene di “allargare” la stagione turistica anche nel periodo invernale. La storia che ha per protagonisti gli incontri del torneo di calcio del 1911 non è però una storia d'inverno. La competizione viene organizzata per la fine di agosto, dal 22 al 25 del mese, aperta a sei squadre: due tedesche, una svizzera e ben tre italiane. Come inizio di stagione agonistica anticipata non è affatto male per le squadre italiane. Con l'estate del 1909 e con l'approvazione del nuovo regolamento organico federale la stagione calcistica in Italia si dilata: il campionato viene giocato nell'arco di due stagioni solari con inizio fissato in autunno e ripresa dell'attività dopo la pausa estiva nella seconda metà di settembre. La trasferta a Saint Moritz, quindi, è un piacevole anticipo di, chiamiamola così, preparazione alla nuova stagione calcistica. Le tre squadre italiane sono l'Unione Sportiva Milanese, il Torino e l'Internazionale che se la dovranno vedere con i freschi campioni di Germania del Viktoria Berlino, i blasonati Phoenix di Karlsruhe e gli elvetici dello Young Boys. La Gazzetta dello Sport nel numero del 21 agosto presenta accuratamente le tre compagini italiane, evidenziandone punti deboli e di forza. Per il giornale milanese delle tre italiane la più attrezzata è il Torino, mentre i più deboli dovrebbero essere i bianconeri a scacchi dell'Unione che si presentano con una formazione di tutti italiani e molti giovani3
 
La prima giornata si gioca dunque il 22 agosto.
I primi a scendere in campo sono proprio i milanesi dell'Unione che alle 10.15 del mattino vengono sconfitti 5 a 1 dallo Young Boys sotto una pioggia torrenziale. La pioggia è davvero l'assoluta protagonista del torneo, il campo diventa da subito fangoso con enormi pozze d'acqua tranne, a leggere il resoconto dell'inviato de La Gazzetta dello Sport, il settore centrale che presenta una lastra di cemento ricoperto con un po' di segatura. Comunque sia, gli svizzeri vincono agilmente, seppur occorre dire che l'U.S. Milanese per quasi tutta la partita ha dovuto giocare in dieci a causa dell'infortunio patito da Boldorini: mattatore della partita l'interno sinistro Marschmeyer – rinforzo proveniente dal San Gallo – autore di tutte le cinque reti degli elvetici, mentre l'unico gol degli italiani è di Rizzi che ribatte in rete dopo la respinta del portiere avversario del rigore tirato da Tonini.
Nel primo pomeriggio è stata la volta del Torino e i granata non hanno avuto scampo contro i fortissimi tedeschi del Viktoria che segnano a raffica, particolare da Otto Dumke che da solo ne infila ben 7: “(...) il giuoco esplicato dal Victoria fu leggero, ma al tempo istesso brillantissimo e cavalleresco. Alle loro combinazioni veloci ed efficacissime nulla poté la difesa torinese (…). Le combinazioni si svolsero sempre calme e sicure, la prontezza degli avanti, validamente sostenuti dalla seconda linea, dominò come volle la difesa italiana (...)4. Per il Torino è una disastrosa sconfitta per 0 a 9!
A chiudere il programma e a tentare di salvare l'onore italiano tocca all'Internazionale che dopo le 16 affronta l'altra compagine tedesca del Phoenix di Karlsruhe. Ancor prima di dare il calcio d'avvio sorge un problema: entrambe le squadre hanno maglie molto simili, dunque i milanesi si fanno prestare le divise dai giocatori del Torino. Così l'Internazionale in maglia granata affronta i forti tedeschi. Il primo tempo è molto equilibrato e termina 3 a 2 per il Phoenix, poi nella ripresa i tedeschi dilagano segnando altre 4 reti contro una sola dei milanesi.
Al termine della prima giornata il risultato per le italiane è mortificante: tre partite, tre sconfitte; in complesso 4 reti segnate e ben 21 subite! Si procede quindi al sorteggio tra le tre italiane per scegliere la quarta semifinalista: la fortuna arride all'Internazionale che se la vedrà ancora con il Phoenix, mentre il Viktoria giocherà contro lo Young Boys.
In realtà la semifinale tra Internazionale e Phoenix viene trasformata in amichevole. I milanesi hanno perso ben due giocatori pertanto sarebbero costretti a giocare la seconda partita in dieci e quindi chiedono il permesso di poter completare lo schieramento con il torinese Bachmann I. Per i tedeschi nulla in contrario, a patto però che l'Internazionale dichiari forfait e che l'incontro venga derubricato ad amichevole. E così accade. Svestita la casacca granata e indossata per l'occasione quella celeste prestata loro dal Viktoria, i giocatori dell'Internazionale danno vita ad un bell'incontro che portano onorevolmente a termine con un lusinghiero pareggio per 1 a 1. Nell'altra semifinale troppo forti si rivelano i tedeschi del Viktoria che eliminano 4 a 2 uno Young Boys “rinforzato” da giocatori di altre squadre: espediente quello svizzero non molto gradito dagli avversari tedeschi che hanno più volte lamentato il fatto che “(...) essi volevano incontrarsi cogli Young Boys e non colla squadra nazionale svizzera”5.
La finale è dunque un affare tutto tedesco. Secondo pronostico a vincere il torneo è il Viktoria che batte non proprio agevolmente i Phoenix per 2 a 1 sotto le sferzate di un fortissimo vento.


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1https://www.calciomercato.com/news/dai-pionieri-sino-alla-coppa-intercontinentale-e-toyota-cup-ecco-98798
2http://storiedifootballperduto.blogspot.com/2017/08/calcio-destate-torneo-dellesposizione.html
3Cfr. La Gazzetta dello Sport del 21 agosto 1911
4Cfr. La Gazzetta dello Sport del 23 agosto 1911
5Cfr. La Gazzetta dello Sport del 25 agosto 1911

domenica 11 maggio 2025

📷 Album di football perduto

TORINO-INTERNAZIONALE, aprile 1915
 
 
 
Per la prima giornata del girone finale del nord del campionato 1914/15 i favoriti alla vittoria finale del Torino vengono fermati in casa sul 2 a 2 dall'Internazionale che riesce a rimontare il doppio svantaggio.
 
(Fotografia tratta da Lo Sport Illustrato)

 

mercoledì 23 ottobre 2024

📷 Album di football perduto: Internazionale - Young Boys

 

Per il pomeriggio di Santo Stefano l'Internazionale organizza una succulenta amichevole di prestigio contro i campioni svizzeri dello Young Boys di Berna.

La partita viene giocata all'Arena in un pomeriggio freddo e nebbioso davanti ad un folto pubblico. vince l'Internazionale 1 a 0 grazie alla rete segnata nel primo tempo da Peterly.


sabato 5 ottobre 2024

📷 Album di football perduto: Torino - Internazionale

 


 

Per la prima giornata del girone finale del nord del campionato 1914/15 i favoriti alla vittoria finale del Torino vengono fermati in casa sul 2 a 2 dall'Internazionale che riesce a rimontare il doppio svantaggio.
 
(fotografia tratta da Lo Sport Illustrato)

 

domenica 22 settembre 2024

📷 Album di football perduto: Milan - Internazionale

 


Un derby milanese di oltre 100 anni fa, spareggio per la Coppa Mauro disputato domenica 3 marzo 1918 al Velodromo di via Arona. 
Vinse il Milan 8 a 1, vittoria che valse ai rossoneri la conquista del trofeo.

domenica 8 settembre 2024

1910: PRO VERCELLI - INTERNAZIONALE, DAL FOOTBALL AL PODISMO

Calciatori e società di calcio impegnate in gare di corsa e staffette. È accaduto nell'estate del 1910 quando, grazie al patrocinio de La Gazzetta dello Sport, calcio e atletica si sono unite in una competizione certo bizzarra ma anche interessante. Che poi protagoniste di questa sfida siano state Pro Vercelli e Internazionale a pochissimi mesi di distanza dai “fatti” successivi alla gara di spareggio del campionato di calcio, rende l'evento ancora più gustoso.

Il football in Italia si praticava da pochi anni e pochi erano ancora gli appassionati e anche gli “addetti ai lavori”, tanto che gli studi e le analisi sul valore e sull'importanza della fisicità dei calciatori era proprio agli esordi. Le gare organizzate nell'estate del 1910 mettono in mostra un elemento che sino a quel momento non era stato ancora debitamente studiato e analizzato nella sua unicità: l'atletismo e la velocità del calciatore.

 

 Il 17 luglio 1910 al Velodromo di Milano si svolge, tra le altre, il “Criterium di velocità tra i footballers”, con gare podistiche sulle distanze dei 250 metri e dei 1.000 metri. I nomi dei calciatori che partecipano sono di quelli importanti, alcuni di loro sono tra i migliori calciatori italiani del periodo.

(...) Immaginatevi il Marassi, la poderosa ala destra del Genoa alle prese coll'altrettanto rapido Binaschi della Pro Vercelli. Immaginatevi Varisco, uno dei più veloci footballers alle prese coi velocissimi Sala e Boffi.” 1

Così La Gazzetta dello Sport presenta l'avvenimento. L'interesse è senz'altro rilevante. I nomi, come detto, sono importanti. Ci sono i vercellesi Leone, Binaschi, Milano I e Fresia; i freschi campioni d'Italia dell'Internazionale Campelli, Boffi, Fossati e Peyer; Bojocchi, De Simoni e Varisco dell'U.S.M e tanti altri.

Cinque le società impegnate: Ausonia Football Club, Internazionale Football Club, Pro Vercelli, Associazione Calcio Vicenza e Unione Sportiva Milanese. Manca l'Andrea Doria perché i suoi migliori calciatori erano già impegnati con la squadra ginnastica al concorso di Bruxelles.

Ovviamente non mancano i premi. Gerolamo Radice, inventore dell'omonima “Scarpa Radice”, per l'occasione dona “una elegantissima coppa” destinata alla società che risulterà avere la migliore classifica complessiva nelle gare dei 250 e 1.000 metri. Non solo. Il presidente della FI.G.C. Bosisio dona a sua volta una targa destinata alla Società vincitrice della gara di staffetta.

Stando al resoconto de La Gazzetta dello Sport la manifestazione si rivela essere molto interessante, mettendo in luce la più che buona condizione fisica ed atletica dei calciatori italiani. Non solo:

(…) La vittoria di Vercelli ha confermate le opinioni degli intenditori sul valore assoluto degli uomini di quella squadra gloriosa: perché le stesse qualità di velocità e resistenza esperite sui campi di football furono affermate nella riunione del Velodromo. (…)”2

In particolare si mette in luce il capitano della Pro Vercelli Milano I, il quale nelle gare disputate mette in luce tutte quelle doti di eccellente corridore che già sui campi da football lo avevano fatto diventare uno dei migliori calciatori della sua epoca, vincendo la finale dei 1.000 metri in 2'57”. Le sue straordinarie prestazioni si sono rivelate determinanti per la conquista della coppa da parte della Pro Vercelli.

(...) Esteticamente è il tipo del corridore perfetto sulla media distanza, ed infatti quelle stesse qualità che ne hanno fatto fino ad oggi un elemento prezioso ed indispensabile nella prima squadra italiana, lo hanno condotto alla vittoria in una prova di 1.000 metri (…).3

Insomma, la Pro Vercelli in quegli anni non vinceva soltanto campionati di calcio, ma i suoi calciatori le permettevano di primeggiare anche in altre discipline sportive. Eppure, come sappiamo, il dominio delle “Bianche Casacche” proprio nel 1910 viene spezzato da un club giovane ma ben attrezzato: l'Internazionale di Milano. Giusto in aprile i milanesi vincono il campionato nel famoso e chiacchierato spareggio proprio contro i vercellesi, spareggio che porta con sé una lunga scia di veleni e polemiche4. Nel Criterium del Velodromo se la Pro Vercelli vince la coppa grazie a Milano I, l'Internazionale si aggiudica la gara di staffetta grazie alla squadra formata da Fossati, Corinaldesi, De Magistris e Boffi. A volte il destino si diverte, ma in alcune circostanze l'uomo gli dà una mano. Come detto Pro Vercelli e Internazionale si divido equamente i premi, ma alcuni giorni dopo proprio La Gazzetta dello Sport nel suo resoconto si rammarica del fatto che la Pro Vercelli non abbia potuto avere al meglio proprio Milano I nella gara di staffetta, “velando” in qualche modo la vittoria nerazzurra5. La replica della società milanese non si fa attendere e il 28 luglio l'Internazionale lancia una nuova sfida alla Pro Vercelli:

(...) Nel mentre vi facciamo notare che l'Internazionale non aveva in campo i suoi migliori uomini, esclusi dalla gara per virtù del vostro regolamento, mentre ciò non succedeva per la nostra consorella della quale noi non abbiamo mai messo in dubbio il valore, ci dichiariamo sempre a vostra disposizione per qualunque gara e qualunque epoca e con tutti i nostri soci per soddisfare l'opinione pubblica la quale certamente vede in modo falso il nostro valore e il nostro buon nome per le dichiarazioni che appaiono sul vostro giornale. (...)”6


 

La sfida, dunque, è lanciata. E prontamente la stessa sfida viene raccolta dalla Pro Vercelli che propone gare individuali sulle distanze dei 250 e 1.000 metri e gare di staffetta per quattro corridori su percorso olimpionico7.

Nel frattempo, sempre La Gazzetta dello Sport organizza un convegno aperto ai rappresentanti delle società calcistiche per un chiarimento in vista dalla successiva assemblea federale. Questo convegno viene fissato a Milano per il giorno 8 settembre, data scelta per la sfida podistica tra Pro Vercelli e Internazionale8. In mattinata il convegno e nel pomeriggio, con inizio alle 15.30, l'attesa riunione podistica tra le due società la cui direzione è affidata ad una giuria composta dall'Avv. Bozino per la Pro Vercelli, a Gama direttore sportivo dell'Internazionale e al presidente della Federazione Podistica Italiana dott. Dal Bo9.

Si può anche dire che la lunga battaglia tra le due società iniziata nell'ottobre del 1909 con l'avvio del campionato, culminata con lo spareggio-farsa del 24 aprile e continuata con polemiche anche forti sui giornali e in FI.G.C., l'8 settembre abbia trovato finalmente una conclusione, non in un campo da football bensì su una pista d'atletica.

L'esito finale è a favore dei vercellesi. Binda dell'Internazionale vince la gara dei 250 metri, Milano I della Pro Vercelli quella dei 1.000 metri. La staffetta, dunque, decreterà la vincitrice. La Pro Vercelli schiera Binaschi, Cottino, Bacolla e Milano I; l'Internazionale Gama, Binda, Bazzaro e Fossati. Le prime due frazioni sono nettamente a vantaggio dei milanesi, poi nella terza Bacolla recupera molto dello svantaggio tanto che nell'ultima frazione, quella da 800 metri, i due capitani Milano I e Fossati sono quasi appaiati. Così La Gazzetta dello Sport racconta l'ultima frazione:

(...) La gara si trasforma in una corsa d'attesa: infatti i due campioni procedono insieme per lungo tratto, Milano però attende evidentemente d'impegnarsi in ultimo, mentre l'angoscia stringe tutti i presenti. Suona la campana dell'ultimo giro: Fossati è il primo ad entrare decisamente in azione, ed all'esterno inizia un aumento progressivo. Milano però resiste, ed all'entrata dell'ultima curva, e sul rettilineo finale, con uno sforzo ammirevole sorpassa il pericoloso avversario.”10

Il curioso esperimento piace, tanto che anche nell'estate del 1911 verrà organizzato una gara podistica per calciatori.

Sull'argomento ritorneremo successivamente.

 

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1Cfr. La Gazzetta dello Sport del 16 luglio 1910

2Cfr. La Gazzetta dello Sport del 20 luglio 1910

3Cfr. La Gazzetta dello Sport del 26 luglio 1910

4ALESSANDRO, BASSI, Il football del pionieri, Bradipolibri Editore, 2012, pagg.83-84

5Cfr. La Gazzetta dello Sport del 26 luglio 1910

6Cfr. La Gazzetta dello Sport del 28 luglio 1910

7Cfr. La Gazzetta dello Sport del 1° e 7 agosto 1910

8Cfr. La Gazzetta dello Sport del 19 e 29 agosto 1910. Nel numero del 19 agosto viene erroneamente scritta quale data scelta quella del 4 settembre: in realtà la data corretta è 8 settembre, come peraltro proposto dalla Pro Vercelli il 1° agosto.

9Cfr. La Gazzetta dello Sport del 5 settembre 1910

10Cfr. La Gazzetta dello Sport del 9 settembre 1910

 

lunedì 22 aprile 2024

Milan-Inter: nel 1931 il primo derby in settimana, con la zampata di Meazza

 

 

Questa sera si gioca il derby di Milano fra Milan e Inter, decisivo per lo Scudetto dei nerazzurri. La collocazione al di fuori del canonico fine settimana, causa impegni internazionali dei rossoneri, è fatto insolito certo, ma non è una novità. Già altre volte – soprattutto in tempi recenti – “il Derby della Madonnina” è stato giocato durante la settimana

Per l'occasione, raccontiamo della prima volta in cui questo importante incontro è stato giocato durante la settimana, nell'ormai lontano 1931.

Il mio pezzo per calciomercato.com QUI

venerdì 29 marzo 2024

Gli incontri internazionali di Pasqua (Parte V)

(La Pasqua al tempo del football dei pionieri. Terminiamo il viaggio nei giorni “santi” del football dei pionieri, durante i durissimi anni della Grande guerra.)

5. La Pasqua calcistica durante la Grande guerra.

 

Domenica 23 aprile 1916 si festeggia la Santa Pasqua, la prima Pasqua di guerra per gli italiani. Il campionato di calcio, come ben sappiamo, è stato sospeso alla vigilia della dichiarazione di guerra dell'Italia all'Austria-Ungheria e non verrà mai più concluso1. Con l'autunno del 1915 e la ripresa – stentata – dell'attività calcistica, in sostituzione del massimo campionato vengono organizzati tornei regionali e una competizione alla quale partecipano le migliori formazioni del nord Italia: la Coppa Federale occupa le domenica degli sportivi italiani dalla metà del dicembre 1915 sino alla primavera inoltrata del 19162.

Anche in tempo di guerra, i pionieri del calcio italiano proseguono con l'abitudine di organizzare amichevoli nel fine settimana pasquale, tanto che anche la Coppa Federale viene sospesa quando al suo compimento manca una sola partita, quella decisiva tra Genoa e Milan, fissata per il 30 aprile.

Le condizioni, però, sono molto diverse rispetto ai tempi di pace. Seppur ancora l'umore del Paese e soprattutto dei tanti sportivi che con entusiasmo erano partiti per il fronte sia piuttosto sereno, le difficoltà sono all'ordine del giorno. A proposito dell'umore dei calciatori partiti a combattere, interessante riportare il biglietto che Virgilio Fossati, campione dell'Internazionale e capitano della Nazionale invia a La Gazzetta dello Sport: “Dalla trincea invio un caldo ringraziamento, anche a nome de' miei colleghi e soldati, per la vostra cortese premura nel procurarci la lettura tanto desiderata della «rosea». La salute è sempre ottima e nonostante le granate il buon umore non manca mai”3. Tanto sono diverse le condizioni logistiche e organizzative rispetto ai tempi di pace, che nella Pasqua di guerra del 1916 in Italia giunge una sola società internazionale: gli svizzeri dello Chaux-de-Fonds, giocano in quel fine settimana due incontri, a Pasqua contro la Juventus e a Pasquetta a Modena. A Torino la Juventus ospita gli svizzeri del Football Club Chaux-de-Fonds sul proprio campo e davanti ad un folto pubblico i bianconeri hanno la meglio sugli elvetici per 7 a 4 4.

Per la verità la Federazione aveva provato a mettere a segno un gran colpo, cercando di organizzare per la domenica di Pasqua all'Arena di Milano un incontro amichevole tra la Nazionale italiana e quella francese. Purtroppo, però, le difficoltà erano tante – erano i giorni della grande offensiva tedesca sul fronte di Verdun – e ben presto si rivelarono insormontabili, tanto che non se ne fece nulla: “(...) L'autorità militare francese non potrebbe accordare speciali licenze, anche brevissime ai foot ballers che si trovano sulla linea del fuoco”5.

L'anno seguente la situazione non migliora affatto. Le condizioni di vita sono difficili non solo per i soldati italiani, logorati dall'estenuante guerra di trincea sulle sponde dell'Isonzo, ma anche per i civili, stremati dalle difficili condizioni economiche in cui versava il Paese, sopraffatto dalle ingenti spese militari e belliche. Eppure anche in quei mesi il calcio in Italia non si ferma del tutto. A scartamento ridotto, comunque continua a rotolare nei campi di gioco, tra tornei regionali e amichevoli locali.

Resurrexit! Intonano le campane, più sonore e festanti dopo il breve e forzato silenzio. Resurrexit! Canta la natura svegliandosi al bacio caldo del sole primaverile. Resurrexit! Risponde il nostor sangue, accelerando la sua corsa affannosa nelle nostre vene. (…) Ecco allora sorgere nel mondo fisico la primavera sportiva, sorella e compagna alla primavera della natura, ecco allora spuntare anche il regno dei muscoli, la Pasqua di risurrezione, l'inno della forza e della vita”6.

Nei giorni in cui gli USA stavano per entrare nel conflitto bellico con la dichiarazione di guerra alla Germania, a Milano la domenica di Pasqua del 1917 la Rappresentativa Lombardia e quella Ligure-piemontese pareggiavano 4 a 47.

Durante la Pasqua del 1918 e per tutto l'anno assistiamo a numerosissime partite tra selezioni militari: il football – e più in generale lo sport – è diventato uno strumento che assolve una duplice funzione al fronte, da un lato serve per rinvigorire il fisico, dall'altro per addestrare i soldati. Soprattutto dopo la disfatta di Caporetto nell'autunno del 1917 lo sport e l'educazione fisica trovarono sempre maggiore spazio nei territori delle operazioni militari, così come vennero organizzate manifestazioni e incontri tra truppe alleate 8.

Sul campo del Genoa a Marassi la domenica di Pasqua, il 3 marzo, si disputarono gare militari, tra le quali tiro alla fune, corsa ad ostacoli, lancio di bombe e – per quel che ci interessa – una gara di football tra una selezione militare inglese e una squadra del Genoa “arricchita” da altri calciatori sotto le armi, incontro che vide la vittoria di questi ultimi per 2 a 0 con reti di De Vecchi su rigore e Gavoglio9.

A Milano viene organizzato un torneo pasquale benefico al quale partecipano le tre principali società milanesi – Milan, Internazionale e Unione Sportiva Milanese – e il Legnano, mentre a Cremona, sul terreno della Caserma Manfredini, la Cremonese incontra una rappresentativa inglese10.

La guerra, la terribile “Grande” guerra che aveva annichilito il mondo rivoltandolo e squassandolo nel profondo per oltre 4 anni stava volgendo al termine, ma in quell'anno un'altra insidia stava iniziando a minacciare l'umanità: la febbre “spagnola” proprio nella primavera del 1918 incominciava infatti a mietere le sue vittime.

Buona Santa Pasqua a tutti!


Puntate precedenti:

1. Le origini;

2. I tornei pasquali organizzati dai giornali sportivi;

3. Pasqua 1912, dagli incassi con gli inglesi erranti al “bel suol d'amore”, le prime volte del football dei pionieri;

4. L'ultima Pasqua calcistica di pace

 


1 ALESSANDRO, BASSI, 1915. Dal football alle trincee, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2015

2 ALESSANDRO, BASSI, Il football italiano alla Grande guerra 1915 – 1918 (I quaderni di Storie di football perduto n.1), Boopen, Napoli, 2018

3 Cfr. La Gazzetta dello sport del 17 aprile 1916

4 Cfr. La Stampa del 25 aprile 1916

5 Cfr. La Gazzetta dello sport del 17 aprile 1916

6 Cfr. L'Illustrazione della guerra e La Stampa Sportiva del 1° aprile 1917

7 Cfr. La Stampa del 10 aprile 1917

8 ALESSANDRO, BASSI, Il football italiano alla Grande guerra 1915 – 1918 (I quaderni di Storie di football perduto n.1), Boopen, Napoli, 2018

9 Cfr. Il Lavoro del 2 aprile 1918

10 Cfr. La Gazzetta dello sport del 29 marzo 1918

 

 

lunedì 4 marzo 2024

Inter-Genoa 1930: cade una tribuna e Meazza segna per il bambino ferito

 

Il Monday night di Serie A mette di fronte Inter e Genoa. Spulciando nei precedenti storici, risaliamo sino al primo campionato a girone unico, quando nello scontro diretto che poteva valere un bel pezzo di scudetto accadde un gravissimo incidente, con oltre cento feriti.

Il mio racconto per calciomercato.com QUI

domenica 4 febbraio 2024

Juventus e Inter: il 6-2 del 1932, passato alla storia come 'il match degli argentini'

 

 

Quando Inter e Juventus si affrontano non è mai una partita banale. Sono le due società più amate d'Italia, Gianni Brera per questa sfida si inventò un'etichetta – Derby d'Italia – che meglio non potrebbe tratteggiare il profilo di una partita che non è mai soltanto una semplice partita di calcio, tante sono le storie e i campioni che la arricchiscono, oltre a polemiche e veleni. E gol e risultati clamorosi, come quello del campionato 1931/32.

Il mio racconto per calciomercato.com QUI

domenica 5 febbraio 2023

Album di football perduto

 

Per la quarte giornata della Coppa Federale il 9 gennaio 1916 al Velodromo del Sempione andava in scena il derby di Milano tra Internazionale e Milan. Vinse il Milan, secondo pronostico: tutto venne deciso negli ultimi 10 minuti, quando al vantaggio dei nerazzurri rispose Cevenini che con una doppietta regalò la vittoria alla propria squadra consolidando il primato in classifica. 

(Fotografia tratta da Lo Sport Illustrato e la Guerra)

venerdì 14 maggio 2021

Non solo Conte: Foni, calciatore da record alla Juve e allenatore vincente all'Inter del 'primo non prenderle'

 

 

Juventus-Inter incrocio di destini, di carriere. Crocevia per giocatori che sono stati bandiere da calciatori da una parte e allenatori vincenti da un'altra: Antonio Conte l'ultimo, in ordine di tempo, della specie.  

Nelle pieghe del tempo spunta il nome di Alfredo Foni terzino recordman in bianconero, allenatore vincente in nerazzurro

Buon Derby d'Italia, quindi!

Il pezzo scritto per calciomercato.com continua QUI

giovedì 16 luglio 2020

CALCIO D'ESTATE. IL TORNEO DI SAINT MORITZ (AGOSTO 1911)

L'estate calcistica del 1911 è una stagione davvero frizzante per le squadre italiane: ben due importanti tornei internazionali, infatti, le vedono protagoniste impegnate a fronteggiare squadre straniere. La voglia di uscire dai confini nazionali il football l'ha sempre avuta, sin dalle sue origini. Nell'età pionieristica del calcio sono stati numerosi i tornei transnazionali che hanno visto gareggiare squadre di diverse nazionalità1. Già abbiamo avuto modo di parlare del Torneo dell'Esposizione di Roma di inizio estate del 19112, sempre in quell'anno, sul finire di agosto, tre squadre italiane vengono invitate ad un altro importante torneo internazionale.


Torneo che si disputa nella verde Engadina nella rinomata località di Saint Moritz, già famosa e ambita stazione sciistica da oltre 40 anni, cioè da quando nel 1864 il visionario proprietario della pensione Faller – l'iconico Kulm Hotel – pensò bene di “allargare” la stagione turistica anche nel periodo invernale. La storia che ha per protagonisti gli incontri del torneo di calcio del 1911 non è però una storia d'inverno. La competizione viene organizzata per la fine di agosto, dal 22 al 25 del mese, aperta a sei squadre: due tedesche, una svizzera e ben tre italiane. Come inizio di stagione agonistica anticipata non è affatto male per le squadre italiane. Con l'estate del 1909 e con l'approvazione del nuovo regolamento organico federale la stagione calcistica in Italia si dilata: il campionato viene giocato nell'arco di due stagioni solari con inizio fissato in autunno e ripresa dell'attività dopo la pausa estiva nella seconda metà di settembre. La trasferta a Saint Moritz, quindi, è un piacevole anticipo di, chiamiamola così, preparazione alla nuova stagione calcistica. Le tre squadre italiane sono l'Unione Sportiva Milanese, il Torino e l'Internazionale che se la dovranno vedere con i freschi campioni di Germania del Viktoria Berlino, i blasonati Phoenix di Karlsruhe e gli elvetici dello Young Boys. La Gazzetta dello Sport nel numero del 21 agosto presenta accuratamente le tre compagini italiane, evidenziandone punti deboli e di forza. Per il giornale milanese delle tre italiane la più attrezzata è il Torino, mentre i più deboli dovrebbero essere i bianconeri a scacchi dell'Unione che si presentano con una formazione di tutti italiani e molti giovani3
 
La prima giornata si gioca dunque il 22 agosto.
I primi a scendere in campo sono proprio i milanesi dell'Unione che alle 10.15 del mattino vengono sconfitti 5 a 1 dallo Young Boys sotto una pioggia torrenziale. La pioggia è davvero l'assoluta protagonista del torneo, il campo diventa da subito fangoso con enormi pozze d'acqua tranne, a leggere il resoconto dell'inviato de La Gazzetta dello Sport, il settore centrale che presenta una lastra di cemento ricoperto con un po' di segatura. Comunque sia, gli svizzeri vincono agilmente, seppur occorre dire che l'U.S. Milanese per quasi tutta la partita ha dovuto giocare in dieci a causa dell'infortunio patito da Boldorini: mattatore della partita l'interno sinistro Marschmeyer – rinforzo proveniente dal San Gallo – autore di tutte le cinque reti degli elvetici, mentre l'unico gol degli italiani è di Rizzi che ribatte in rete dopo la respinta del portiere avversario del rigore tirato da Tonini.
Nel primo pomeriggio è stata la volta del Torino e i granata non hanno avuto scampo contro i fortissimi tedeschi del Viktoria che segnano a raffica, particolare da Otto Dumke che da solo ne infila ben 7: “(...) il giuoco esplicato dal Victoria fu leggero, ma al tempo istesso brillantissimo e cavalleresco. Alle loro combinazioni veloci ed efficacissime nulla poté la difesa torinese (…). Le combinazioni si svolsero sempre calme e sicure, la prontezza degli avanti, validamente sostenuti dalla seconda linea, dominò come volle la difesa italiana (...)4. Per il Torino è una disastrosa sconfitta per 0 a 9!
A chiudere il programma e a tentare di salvare l'onore italiano tocca all'Internazionale che dopo le 16 affronta l'altra compagine tedesca del Phoenix di Karlsruhe. Ancor prima di dare il calcio d'avvio sorge un problema: entrambe le squadre hanno maglie molto simili, dunque i milanesi si fanno prestare le divise dai giocatori del Torino. Così l'Internazionale in maglia granata affronta i forti tedeschi. Il primo tempo è molto equilibrato e termina 3 a 2 per il Phoenix, poi nella ripresa i tedeschi dilagano segnando altre 4 reti contro una sola dei milanesi.
Al termine della prima giornata il risultato per le italiane è mortificante: tre partite, tre sconfitte; in complesso 4 reti segnate e ben 21 subite! Si procede quindi al sorteggio tra le tre italiane per scegliere la quarta semifinalista: la fortuna arride all'Internazionale che se la vedrà ancora con il Phoenix, mentre il Viktoria giocherà contro lo Young Boys.
In realtà la semifinale tra Internazionale e Phoenix viene trasformata in amichevole. I milanesi hanno perso ben due giocatori pertanto sarebbero costretti a giocare la seconda partita in dieci e quindi chiedono il permesso di poter completare lo schieramento con il torinese Bachmann I. Per i tedeschi nulla in contrario, a patto però che l'Internazionale dichiari forfait e che l'incontro venga derubricato ad amichevole. E così accade. Svestita la casacca granata e indossata per l'occasione quella celeste prestata loro dal Viktoria, i giocatori dell'Internazionale danno vita ad un bell'incontro che portano onorevolmente a termine con un lusinghiero pareggio per 1 a 1. Nell'altra semifinale troppo forti si rivelano i tedeschi del Viktoria che eliminano 4 a 2 uno Young Boys “rinforzato” da giocatori di altre squadre: espediente quello svizzero non molto gradito dagli avversari tedeschi che hanno più volte lamentato il fatto che “(...) essi volevano incontrarsi cogli Young Boys e non colla squadra nazionale svizzera”5.
La finale è dunque un affare tutto tedesco. Secondo pronostico a vincere il torneo è il Viktoria che batte non proprio agevolmente i Phoenix per 2 a 1 sotto le sferzate di un fortissimo vento.




1https://www.calciomercato.com/news/dai-pionieri-sino-alla-coppa-intercontinentale-e-toyota-cup-ecco-98798
2http://storiedifootballperduto.blogspot.com/2017/08/calcio-destate-torneo-dellesposizione.html
3Cfr. La Gazzetta dello Sport del 21 agosto 1911
4Cfr. La Gazzetta dello Sport del 23 agosto 1911
5Cfr. La Gazzetta dello Sport del 25 agosto 1911