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venerdì 27 marzo 2026

Gli incontri internazionali di Pasqua (Parte III)

 (La Pasqua al tempo del football dei pionieri. Prosegue il viaggio nei giorni “santi” del football dei pionieri, tra inglesi erranti e riverberi sportivi di una Triplice Alleanza all'ultimo giro di valzer.)

3. Pasqua 1912, dagli incassi con gli inglesi erranti al “bel suol d'amore”: le prime volte del football dei pionieri.


Pasqua 1912, ovvero la Pasqua delle prime volte per il calcio italiano, si potrebbe quasi dire.

Per la Pasqua del 1912, infatti, si fecero davvero le cose in grande stile, invitando addirittura una squadra inglese: gli English Wanderers per la prima volta vennero a giocare alcune partite in Italia, dopo le precedenti tournée in Francia e Russia. Gli English Wanderers erano formati da giocatori di varie squadre che giocavano nei campionati di Inghilterra, Scozia e Irlanda e che erano soliti esibirsi in tournée molto apprezzate in giro per l'Europa. Una vera e propria attrazione!

Così La Stampa presentava l'iniziativa:

(...) Quest'anno avremo dei numeri di...assoluta novità, con la discesa fra noi della famosa squadra degli «inglesi erranti», uno dei più agguerriti team d'Inghilterra”1

A Milano, per l'occasione, il Milan ampliò il suo campo di via F.lli Bronzetti, triplicando la capienza della tribuna coperta e elevando nei posti popolari “due impalcature a forma di gradinata”2.

L'assoluta protagonista di quella Pasqua, dunque, fu la squadra degli English Wanderers che giocò – e vinse – contro Milan, Genoa, Pro Vercelli e una “mista” torinese. Contro il Milan la vittoria fu schiacciante: la squadra inglese già alla fine del primo tempo era avanti 5-0 e terminò l'incontro vincendo 8-1.

Ah, giocò anche contro la nazionale italiana una partita non ufficiale: finì 1-1 (la rete italiana la segnò De Vecchi su rigore al 90°) e di quell'incontro così ne parò La Stampa Sportiva:

(...) i nostri giocatori, già conoscendo le particolarità di ciascun avversario, avevano egregiamente provvisto a neutralizzarli. Woodward non riuscì a piazzare neppure un pallone nella nostra rete. Come nei preceenti matches disputati nella loro tournée in Italia, i Wanderers non eccelsero neppure a Genova per giuoco corretto ed elegante, ma confermarono la loro grande famigliarità col giuoco della palla al calcio e le innegabili doti di destrezza e di decisione di azione che accoppiate ad una sorprendente velocità in attacco, furono i coefficienti primi delle numerose vittorie da essi riportate.3"

Poiché stiamo raccontando di calcio pionieristico – almeno per ciò che concerne l'Italia – vediamo quanto fruttò ai professionisti inglesi la tournée di quei giorni attraverso le pagine del Guerin Sportivo:

A Milano per i due primi matches col Milan Club i Wanderers si erano assicurati l'indenizzo fisso di L.3200, indenizzo rispettabile ma che il signorile Club milanese non trovò difficoltà alcuna a pagare avendo incassato, solo nella prima giornata, circa 4000 lire. Nel successivo match a Vercelli i Wanderers giuocarono col 50% sugli incassi lordi, ed un minimum assicurato di L. 500. Si incassarono L. 1580 e gli inglesi ebbero quindi di loro parte L.790. A Torino guadagnarono L.539, cifra che rappresentò il pattuito 75% degli incassi. (…) A Genova i Wanderers incassarono circa 2500 lire (il minimum garantito loro era di L.2000). L'incasso totale fatto ma Genova fu di circa 5500 lire, di cui 500 andarono, di diritto fisso, alla Federazione ed il rimanente diviso sulla base del 50% sugli incassi lordi, metà al Genoa Club e metà alla squadra inglese. In totale quindi i wanderers incassarono nella loro tournéè in Italia più di lire 7000 (...)”.

L'articolo, quindi, si concludeva con una interessante riflessione:

Ora, l'esser riusciti con dei matches di foot-ball a cavar di tasca al pubblico italiano nel breve volgere di una settimana, circa 14 biglietti da mille, è un indice più che significativo dell'interesse e della simpatia che il giuoco del calcio ha suscitato fra noi in questi ultimi tempi.”4

A Torino, sempre nei giorni “santi” di Pasqua, si disputò un altro interessante torneo, organizzato dal Torino e dalla Juventus con il patrocinio del Guerin Sportivo, che proprio in quell'anno aveva iniziato le pubblicazioni, torneo che segnò la prima volta in Italia di una squadra austriaca, il Wiener Amateur. In Italia si canta assieme a Gea della Garisenda l'inno patriottico A Tripoli, mentre è tutto un fiorire di società sportive che prendono nomi da quella vicenda bellica, guerra certo non ben vista dall'alleato austriaco. La squadra austriaca, dicevamo, reduce dal pareggio (2-2) in campionato contro il Wiener Sport Club, era anche la detentrice della Coppa di Vienna, manifestazione alla quale partecipavano i migliori clubs viennesi5. Così La Stampa dipingeva la squadra austriaca:

(...) un'accolita di giuocatori straordinariamente cortesi, fini come tecnica, ed educatissimi come condotta di giuoco, che ci hanno insegnato una cavalleria di giuoco che non tutte le squadre estere che son scese in Italia hanno mostrato di possedere nel grado di quella viennese6

Al Torneo pasquale di Torino, oltre al Wiener Amateur e alle due società organizzatrici, prese parte anche la società svizzera del F. C. Chaux-de-Fonds, squadra di buon livello composta da ben quattro nazionali e dal forward tedesco Hiller.

07/04: CHAUX-DE-FONDS – JUVENTUS = 5-2

07/04: WIENER AMATEUR – TORINO = 5-3


08/04: CHAUX-DE-FONDS – TORINO = 0-4

08/04: WIENER AMATEUR – JUVENTUS = 2-2

Per l'occasione vengono posti in vendita anche specie di mini abbonamenti validi per tutte le partite in programma al campo del F.C. Torino:

Sono pure in vendita dei biglietti cumulativi a prezzi ridotti, valevoli pei due giorni ai prezzi:

Posti a sedere (tribune laterali) L.5 – Tribuna centrale L.8”7

 

Nel primo incontro della domenica, lo Chaux-de-Fonds dominò sulla Juventus mettendo in luce l'attaccante tedesco Hiller che segnò quattro delle cinque reti elvetiche, mentre l'incontro successivo fu sicuramente più avvincente, con continui capovolgimenti di gioco e di risultato sino all'89°minuto, quando, sul punteggio di 3-3, il Wiener riuscì a segnare due reti e chiudere così vittorioso l'incontro.

In occasione della prima partita di una squadra austriaca in Italia, la federazione di appartenenza inviò un telegramma:

Ossterreichicher Fussballverband invia cordiali ed affettuosi saluti occasione primo incontro squadre italiane austriache, augura il più bel esito e felice prosperità dell'amicizia sportiva italo-austriaca8

Ecco, se la partita tra il Wiener e la Juventus ha un interesse dal punto di vista sportivo dato dal fatto che per la prima volta un club austriaco veniva a giocare in Italia, quella partita ha risvolti anche politici. Come ben sappiamo Italia e Austria-Ungheria nel 1912 sono alleate nella Triplice9 ma i rapporti non sono certo idilliaci. L'Italia già da mesi è in guerra con la Turchia per il controllo della Tripolitania e della Cirenaica, conflitto che mal viene tollerato dall'alleato austriaco, tanto che già nel settembre del 1911 il Capo di Stato Maggiore dell'esercito austroungarico Franz Conrad così si esprimeva con l'Imperatore: “ (…) La questione di Tripoli esigeva l'esame di provvedimenti militari necessari alla Monarchia danubiana”10, riaccendendo in Italia quel sentimento antiaustriaco mai in verità sopito. Tanto è vero che nei giorni immediatamente precedenti la partita, il questore di Torino proibì l'utilizzo di una pubblicità che era stata affissa ai muri, pubblicità che presentava la partita con la dicitura “Austria contro Italia”, temendo che quell'espressione potesse accendere gli animi più incendiari e più marcatamente oppositori della Duplice monarchia. Così la Questura di Torino proibisce alle società che hanno organizzato l'incontro di utilizzare quella pubblicità, tollerando al più l'utilizzo dell'espressione “squadra viennese”11.

Tornando al calcio giocato, l'incontro che registrò l'esito più sorprendente fu quello tra la Juventus e il Wiener, incontro che la squadra italiana riuscì a chiudere in pareggio, pur venendo dominata dagli avversari nel primo tempo, chiuso sul punteggio di 2-1 per gli austriaci. Nella ripresa, al 51° la Juventus riuscì a pareggiare e da quel momento, complice anche la stanchezza, gli austriaci non riuscirono più ad essere pericolosi ma anzi, proprio sul finire dell'incontro, fu alla Juventus che capitò l'occasione migliore per portarsi a casa la vittoria, ma senza riuscirvi.

Nell'altro incontro, invece, facile vittoria del Torino sugli svizzeri per 4-0, con reti di Arioni, Mosso e doppietta di Bachmann II.

 

(Continua – 3)

 

1 Cfr. La Stampa del 6 aprile 1912

2 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 5 aprile 1912

3 Cfr. La Stampa Sportiva del 21 aprile 1912

4 Cfr. Guerin Sportivo del 18 aprile 1912

5 Cfr. La Stampa del 7 aprile 1912

6 Cfr. La Stampa del 9 aprile 1912

7 Cfr. Guerin Sportivo del 4 aprile 1912

8 Cfr. La Stampa del 9 aprile 1912

9 ALESSANDRO, BASSI, 1915. Dal football alle trincee, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2015

10 LUIGI, ALBERTINI, Le origini della guerra del 1914, Vol.I, Milano, F.lli Bocca, 1942

11 Cfr. La Gazzetta dello sport del 3 aprile 1912

venerdì 20 marzo 2026

Gli incontri internazionali di Pasqua (Parte II)

(La Pasqua al tempo del football dei pionieri. Continuiamo il viaggio nei giorni "santi" trascorsi a dar calci ad un pallone, con i primi tornei internazionali organizzati in Italia dalle testate giornalistiche sportive.)

2. I tornei pasquali organizzati dai giornali sportivi

La Pasqua era l'occasione ideale per irrobustire l'offerta di calcio negli anni dei pionieri.

L'entusiasmo, a volte un po' “pompato” dai corrispondenti dei giornali dell'epoca, con il quale il pubblico seguiva il football fece sì che sempre più elevata fosse la richiesta di partite, e così vennero con gli anni organizzati sempre più incontri: campionato, targhe, trofei, challenge ed amichevoli. Il fine settimana pasquale era l'ideale per organizzare amichevoli: il campionato – esiguo nella sua composizione dei primi anni – in aprile era finito o quasi, le giornate erano più miti e quindi c'era nelle persone più voglia di stare all'aria aperta e di seguire lo sport e il calcio in particolare.

Per la Pasqua del 1907 si segnalano alcune amichevoli in programma a Milano, Torino, Genova e Vercelli.

All'ingresso del campo sportivo sventolano su di un pennone, in fraterno amplesso, due vivaci stendardi: il tricolore e la croce bianca su campo rosso della Confederazione elvetica. Due nazioni vicine, due nazioni amiche. Dentro, nel verde prato, ventidue campioni si contendono in amichevole gara.”1

Fu così che La Stampa presentò il match di Torino del 31 marzo 1907, giorno di Pasqua. La squadra svizzera era quella di Berna, lo Young Boys, impegnata in quei giorni in una doppia sfida a Torino e Genoa: vincerà entrambe le gare, 3-2 contro il Torino alla domenica e 4-2 contro il Genoa il giorno dopo, lunedì di pasquetta. E mentre a Vercelli la Pro usciva sconfitta nella partita contro il Lione Football Club, a Milano il Milan affrontò due volte un'altra squadra svizzera, il F.C. Bale di Basilea, perdendo entrambi gli incontri per 3-4, mentre la sua seconda squadra vinceva le due partite giocate contro la prima squadra del Chiasso (4-2 alla domenica e 6-1 al lunedì)2.

I prezzi a Milano erano di L.1,5 per la tribuna e L. 0,75 per il prato.3

L'anno successivo si fecero le cose in grande, e due importanti giornali organizzarono due tornei a Torino e Milano.

Camice rosse e nere di Milano! Camicie bianche di Vercelli! A voi è affidata in questa Pasqua di Risurrezione, l'onore dei colori sportivi d'Italia”.4

Così La Gazzetta dello Sport presenta la due giorni calcistica organizzata all'Arena Civica nelle giornate del 19 e 20 aprile 1908. Il “Meeting di Pasqua” venne vinto dalla squadra francese del Club Francais di Parigi:

19.04.08: MILAN – CLUB FRANCAIS PARIS = 2 – 3

19.04.08: PRO VERCELLI – OLD BOYS BASILEA = 0 – 2

20.04.08: CLUB FRANCAIS PARIS – PRO VERCELLI = 1 – 0

20.04.08: OLD BOYS BASILEA – MILAN = 2 – 1

A Torino, nei medesimi giorni di Pasqua e Pasquetta, La Stampa Sportiva organizzò il I° torneo internazionale di foot-ball “Stampa Sportiva”, con in palio una targa d'oro per il vincitore:

Svizzera e Germania interverranno con le loro migliori forze nazionali.

Il Servette F. C. di Ginevra è campione federale svizzero 1907 ed il miglior quotato pel titolo di campione anche di quest'anno. Il Freiburger Fus-Ball Club pure è campione germanico 1907.

Quattro nazioni, quindi, che si presentano come meglio non potrebbero, coi propri campioni nazionali.

Il prefetto ha concesso per le due giornate di gare le Musiche militari del 25.o e 26.o fanteria.”5

Completavano il quadro, la squadra francese del Union Sportive Parisienne e la squadra della città ospitante, il Torino che aveva eliminato nello spareggio la Juventus. Due parole brevi in merito a questo spareggio. Da subito fissato per il 5 aprile, l'incontro dovette essere sospeso a causa del brutto tempo e rinviato al 12 aprile, quando, sempre sotto una fredda pioggia, il Torino, in rimonta, vinse 2-16.

Tutta la città pare vivere il torneo come un grande evento: ci sono fanfare e sbandieratori lungo le vie del centro, migliaia di manifesti con il programma del torneo vengono distribuiti ai passanti e nei locali. Insomma, pare proprio che la Pasqua calcistica del 1908 non sia altro se non a Torino.

Domenica 19, quindi, al Campo Sportivo alle 15 davanti ad oltre duemila persone, dopo la sfilate delle quattro squadre partecipanti e dopo l'esecuzione dei quattro inni nazionali, scesero in campo il Servette e il Friburgo, incontro dal quale risultò vincitore – non senza polemiche – la squadra svizzera (5-3). Successivamente il Torino vinse facile contro i francesi del Union Sportive Parisienne (4-0) aggiudicandosi il diritto di disputare la finale; grande protagonista della partita fu Debernardi, che segnò 3 reti.

La prima giornata si concluse, alla moda dell'epoca, con un sontuoso banchetto offerto da La Stampa Sportiva presso il salone posteriore del Palazzo delle Belle Arti, al Valentino, alla presenza del direttore del giornale, Gustavo Verona, delle Autorità, dei consoli e dei dirigenti delle società impegnate nel torneo.

La lieta riunione si scioglie fra canti sportivi internazionali e fra triplici salve di hip-hip-hip-hurrà”

Il giorno dopo si svolse la seconda e conclusiva giornata di gare. Il programma doveva aprirsi con la “finale” di consolazione tra le squadre uscite sconfitte, ma il Friburgo non si presentò e pertanto l'Union Sportive Parisienne si dovette accontentare di disputare un'amichevole contro la Juventus. Amichevole che perse peraltro nettamente (0-4)

Alle 17, incominciò l'attesa finale tra il Torino e il Servette, davanti ad oltre duemila persone:

(...) Epica lotta veramente. Se nella prima ripresa furono gli svizzeri a dominare continuamente la situazione, nella seconda invece fu Torino che fece sovente l'attacco”

Alla fine fu comunque il Servette ad avere la meglio, con un netto 3-1.7

Questi due tornei pasquali sono due esempi utili a sottolineare come la stampa si stesse interessando e non poco al nuovo sport, al football: non sarà quindi una sorpresa vedere l'anno dopo il più importante giornale non sportivo italiano, il Corriere della Sera, dedicare un'intera pagina del lunedì al campionato di calcio8.

 

(Continua – 2)

 

1 Cfr. La Stampa del 1 aprile 1907

2 Cfr. La Stampa del 1 e 2 aprile 1907

3 Cfr. La Gazzetta dello sport del 29 marzo 1907

4 Cfr. La Gazzetta dello sport del 17 aprile 1908

5 Cfr. La Stampa del 19 aprile 1908

6 Cfr. La Stampa Sportiva del 12 aprile 1908

7 Cfr. La Stampa Sportiva del 26 aprile 1908; Cfr. La Stampa del 21 aprile 1908

8 ALESSANDRO, BASSI, Il football dei pionieri. Storia del campionato di calcio in Italia dalle origini alla I Guerra Mondiale, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2012

 

mercoledì 29 ottobre 2025

📷 Album di football perduto

 BOLOGNA - TORINO 1920

 


Campionato Prima Categoria 1919/20

Girone C di Semifinale Interregionale Nord

Bologna - Torino 2-1 del 29 febbraio 1920

venerdì 22 agosto 2025

CALCIO D'ESTATE. IL TORNEO DI SAINT MORITZ (AGOSTO 1911)

 

L'estate calcistica del 1911 è una stagione davvero frizzante per le squadre italiane: ben due importanti tornei internazionali, infatti, le vedono protagoniste impegnate a fronteggiare squadre straniere. La voglia di uscire dai confini nazionali il football l'ha sempre avuta, sin dalle sue origini. Nell'età pionieristica del calcio sono stati numerosi i tornei transnazionali che hanno visto gareggiare squadre di diverse nazionalità1. Già abbiamo avuto modo di parlare del Torneo dell'Esposizione di Roma di inizio estate del 19112, sempre in quell'anno, sul finire di agosto, tre squadre italiane vengono invitate ad un altro importante torneo internazionale.


Torneo che si disputa nella verde Engadina nella rinomata località di Saint Moritz, già famosa e ambita stazione sciistica da oltre 40 anni, cioè da quando nel 1864 il visionario proprietario della pensione Faller – l'iconico Kulm Hotel – pensò bene di “allargare” la stagione turistica anche nel periodo invernale. La storia che ha per protagonisti gli incontri del torneo di calcio del 1911 non è però una storia d'inverno. La competizione viene organizzata per la fine di agosto, dal 22 al 25 del mese, aperta a sei squadre: due tedesche, una svizzera e ben tre italiane. Come inizio di stagione agonistica anticipata non è affatto male per le squadre italiane. Con l'estate del 1909 e con l'approvazione del nuovo regolamento organico federale la stagione calcistica in Italia si dilata: il campionato viene giocato nell'arco di due stagioni solari con inizio fissato in autunno e ripresa dell'attività dopo la pausa estiva nella seconda metà di settembre. La trasferta a Saint Moritz, quindi, è un piacevole anticipo di, chiamiamola così, preparazione alla nuova stagione calcistica. Le tre squadre italiane sono l'Unione Sportiva Milanese, il Torino e l'Internazionale che se la dovranno vedere con i freschi campioni di Germania del Viktoria Berlino, i blasonati Phoenix di Karlsruhe e gli elvetici dello Young Boys. La Gazzetta dello Sport nel numero del 21 agosto presenta accuratamente le tre compagini italiane, evidenziandone punti deboli e di forza. Per il giornale milanese delle tre italiane la più attrezzata è il Torino, mentre i più deboli dovrebbero essere i bianconeri a scacchi dell'Unione che si presentano con una formazione di tutti italiani e molti giovani3
 
La prima giornata si gioca dunque il 22 agosto.
I primi a scendere in campo sono proprio i milanesi dell'Unione che alle 10.15 del mattino vengono sconfitti 5 a 1 dallo Young Boys sotto una pioggia torrenziale. La pioggia è davvero l'assoluta protagonista del torneo, il campo diventa da subito fangoso con enormi pozze d'acqua tranne, a leggere il resoconto dell'inviato de La Gazzetta dello Sport, il settore centrale che presenta una lastra di cemento ricoperto con un po' di segatura. Comunque sia, gli svizzeri vincono agilmente, seppur occorre dire che l'U.S. Milanese per quasi tutta la partita ha dovuto giocare in dieci a causa dell'infortunio patito da Boldorini: mattatore della partita l'interno sinistro Marschmeyer – rinforzo proveniente dal San Gallo – autore di tutte le cinque reti degli elvetici, mentre l'unico gol degli italiani è di Rizzi che ribatte in rete dopo la respinta del portiere avversario del rigore tirato da Tonini.
Nel primo pomeriggio è stata la volta del Torino e i granata non hanno avuto scampo contro i fortissimi tedeschi del Viktoria che segnano a raffica, particolare da Otto Dumke che da solo ne infila ben 7: “(...) il giuoco esplicato dal Victoria fu leggero, ma al tempo istesso brillantissimo e cavalleresco. Alle loro combinazioni veloci ed efficacissime nulla poté la difesa torinese (…). Le combinazioni si svolsero sempre calme e sicure, la prontezza degli avanti, validamente sostenuti dalla seconda linea, dominò come volle la difesa italiana (...)4. Per il Torino è una disastrosa sconfitta per 0 a 9!
A chiudere il programma e a tentare di salvare l'onore italiano tocca all'Internazionale che dopo le 16 affronta l'altra compagine tedesca del Phoenix di Karlsruhe. Ancor prima di dare il calcio d'avvio sorge un problema: entrambe le squadre hanno maglie molto simili, dunque i milanesi si fanno prestare le divise dai giocatori del Torino. Così l'Internazionale in maglia granata affronta i forti tedeschi. Il primo tempo è molto equilibrato e termina 3 a 2 per il Phoenix, poi nella ripresa i tedeschi dilagano segnando altre 4 reti contro una sola dei milanesi.
Al termine della prima giornata il risultato per le italiane è mortificante: tre partite, tre sconfitte; in complesso 4 reti segnate e ben 21 subite! Si procede quindi al sorteggio tra le tre italiane per scegliere la quarta semifinalista: la fortuna arride all'Internazionale che se la vedrà ancora con il Phoenix, mentre il Viktoria giocherà contro lo Young Boys.
In realtà la semifinale tra Internazionale e Phoenix viene trasformata in amichevole. I milanesi hanno perso ben due giocatori pertanto sarebbero costretti a giocare la seconda partita in dieci e quindi chiedono il permesso di poter completare lo schieramento con il torinese Bachmann I. Per i tedeschi nulla in contrario, a patto però che l'Internazionale dichiari forfait e che l'incontro venga derubricato ad amichevole. E così accade. Svestita la casacca granata e indossata per l'occasione quella celeste prestata loro dal Viktoria, i giocatori dell'Internazionale danno vita ad un bell'incontro che portano onorevolmente a termine con un lusinghiero pareggio per 1 a 1. Nell'altra semifinale troppo forti si rivelano i tedeschi del Viktoria che eliminano 4 a 2 uno Young Boys “rinforzato” da giocatori di altre squadre: espediente quello svizzero non molto gradito dagli avversari tedeschi che hanno più volte lamentato il fatto che “(...) essi volevano incontrarsi cogli Young Boys e non colla squadra nazionale svizzera”5.
La finale è dunque un affare tutto tedesco. Secondo pronostico a vincere il torneo è il Viktoria che batte non proprio agevolmente i Phoenix per 2 a 1 sotto le sferzate di un fortissimo vento.


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1https://www.calciomercato.com/news/dai-pionieri-sino-alla-coppa-intercontinentale-e-toyota-cup-ecco-98798
2http://storiedifootballperduto.blogspot.com/2017/08/calcio-destate-torneo-dellesposizione.html
3Cfr. La Gazzetta dello Sport del 21 agosto 1911
4Cfr. La Gazzetta dello Sport del 23 agosto 1911
5Cfr. La Gazzetta dello Sport del 25 agosto 1911

domenica 11 maggio 2025

📷 Album di football perduto

TORINO-INTERNAZIONALE, aprile 1915
 
 
 
Per la prima giornata del girone finale del nord del campionato 1914/15 i favoriti alla vittoria finale del Torino vengono fermati in casa sul 2 a 2 dall'Internazionale che riesce a rimontare il doppio svantaggio.
 
(Fotografia tratta da Lo Sport Illustrato)

 

sabato 7 dicembre 2024

📷 Album di football perduto

 Torino - Genoa, maggio 1915

 

Incontro valido per il girone finale del settentrione del campionato 1914-15.
Il Torino vince 6 a 1 e scavalcando il Genoa si porta in testa alla classifica.

 

(Fotografia tratta da Lo Sport Illustrato)

sabato 5 ottobre 2024

📷 Album di football perduto: Torino - Internazionale

 


 

Per la prima giornata del girone finale del nord del campionato 1914/15 i favoriti alla vittoria finale del Torino vengono fermati in casa sul 2 a 2 dall'Internazionale che riesce a rimontare il doppio svantaggio.
 
(fotografia tratta da Lo Sport Illustrato)

 

lunedì 18 marzo 2024

Gli incontri internazionali di Pasqua (Parte III)

(La Pasqua al tempo del football dei pionieri. Prosegue il viaggio nei giorni “santi” del football dei pionieri, tra inglesi erranti e riverberi sportivi di una Triplice Alleanza all'ultimo giro di valzer.)

3. Pasqua 1912, dagli incassi con gli inglesi erranti al “bel suol d'amore”: le prime volte del football dei pionieri.


Pasqua 1912, ovvero la Pasqua delle prime volte per il calcio italiano, si potrebbe quasi dire.

Per la Pasqua del 1912, infatti, si fecero davvero le cose in grande stile, invitando addirittura una squadra inglese: gli English Wanderers per la prima volta vennero a giocare alcune partite in Italia, dopo le precedenti tournée in Francia e Russia. Gli English Wanderers erano formati da giocatori di varie squadre che giocavano nei campionati di Inghilterra, Scozia e Irlanda e che erano soliti esibirsi in tournée molto apprezzate in giro per l'Europa. Una vera e propria attrazione!

Così La Stampa presentava l'iniziativa:

(...) Quest'anno avremo dei numeri di...assoluta novità, con la discesa fra noi della famosa squadra degli «inglesi erranti», uno dei più agguerriti team d'Inghilterra”1

A Milano, per l'occasione, il Milan ampliò il suo campo di via F.lli Bronzetti, triplicando la capienza della tribuna coperta e elevando nei posti popolari “due impalcature a forma di gradinata”2.

L'assoluta protagonista di quella Pasqua, dunque, fu la squadra degli English Wanderers che giocò – e vinse – contro Milan, Genoa, Pro Vercelli e una “mista” torinese. Contro il Milan la vittoria fu schiacciante: la squadra inglese già alla fine del primo tempo era avanti 5-0 e terminò l'incontro vincendo 8-1.

Ah, giocò anche contro la nazionale italiana una partita non ufficiale: finì 1-1 (la rete italiana la segnò De Vecchi su rigore al 90°) e di quell'incontro così ne parò La Stampa Sportiva:

(...) i nostri giocatori, già conoscendo le particolarità di ciascun avversario, avevano egregiamente provvisto a neutralizzarli. Woodward non riuscì a piazzare neppure un pallone nella nostra rete. Come nei preceenti matches disputati nella loro tournée in Italia, i Wanderers non eccelsero neppure a Genova per giuoco corretto ed elegante, ma confermarono la loro grande famigliarità col giuoco della palla al calcio e le innegabili doti di destrezza e di decisione di azione che accoppiate ad una sorprendente velocità in attacco, furono i coefficienti primi delle numerose vittorie da essi riportate.3"

Poiché stiamo raccontando di calcio pionieristico – almeno per ciò che concerne l'Italia – vediamo quanto fruttò ai professionisti inglesi la tournée di quei giorni attraverso le pagine del Guerin Sportivo:

A Milano per i due primi matches col Milan Club i Wanderers si erano assicurati l'indenizzo fisso di L.3200, indenizzo rispettabile ma che il signorile Club milanese non trovò difficoltà alcuna a pagare avendo incassato, solo nella prima giornata, circa 4000 lire. Nel successivo match a Vercelli i Wanderers giuocarono col 50% sugli incassi lordi, ed un minimum assicurato di L. 500. Si incassarono L. 1580 e gli inglesi ebbero quindi di loro parte L.790. A Torino guadagnarono L.539, cifra che rappresentò il pattuito 75% degli incassi. (…) A Genova i Wanderers incassarono circa 2500 lire (il minimum garantito loro era di L.2000). L'incasso totale fatto ma Genova fu di circa 5500 lire, di cui 500 andarono, di diritto fisso, alla Federazione ed il rimanente diviso sulla base del 50% sugli incassi lordi, metà al Genoa Club e metà alla squadra inglese. In totale quindi i wanderers incassarono nella loro tournéè in Italia più di lire 7000 (...)”.

L'articolo, quindi, si concludeva con una interessante riflessione:

Ora, l'esser riusciti con dei matches di foot-ball a cavar di tasca al pubblico italiano nel breve volgere di una settimana, circa 14 biglietti da mille, è un indice più che significativo dell'interesse e della simpatia che il giuoco del calcio ha suscitato fra noi in questi ultimi tempi.”4

A Torino, sempre nei giorni “santi” di Pasqua, si disputò un altro interessante torneo, organizzato dal Torino e dalla Juventus con il patrocinio del Guerin Sportivo, che proprio in quell'anno aveva iniziato le pubblicazioni, torneo che segnò la prima volta in Italia di una squadra austriaca, il Wiener Amateur. In Italia si canta assieme a Gea della Garisenda l'inno patriottico A Tripoli, mentre è tutto un fiorire di società sportive che prendono nomi da quella vicenda bellica, guerra certo non ben vista dall'alleato austriaco. La squadra austriaca, dicevamo, reduce dal pareggio (2-2) in campionato contro il Wiener Sport Club, era anche la detentrice della Coppa di Vienna, manifestazione alla quale partecipavano i migliori clubs viennesi5. Così La Stampa dipingeva la squadra austriaca:

(...) un'accolita di giuocatori straordinariamente cortesi, fini come tecnica, ed educatissimi come condotta di giuoco, che ci hanno insegnato una cavalleria di giuoco che non tutte le squadre estere che son scese in Italia hanno mostrato di possedere nel grado di quella viennese6

Al Torneo pasquale di Torino, oltre al Wiener Amateur e alle due società organizzatrici, prese parte anche la società svizzera del F. C. Chaux-de-Fonds, squadra di buon livello composta da ben quattro nazionali e dal forward tedesco Hiller.

07/04: CHAUX-DE-FONDS – JUVENTUS = 5-2

07/04: WIENER AMATEUR – TORINO = 5-3


08/04: CHAUX-DE-FONDS – TORINO = 0-4

08/04: WIENER AMATEUR – JUVENTUS = 2-2

Per l'occasione vengono posti in vendita anche specie di mini abbonamenti validi per tutte le partite in programma al campo del F.C. Torino:

Sono pure in vendita dei biglietti cumulativi a prezzi ridotti, valevoli pei due giorni ai prezzi:

Posti a sedere (tribune laterali) L.5 – Tribuna centrale L.8”7

 

Nel primo incontro della domenica, lo Chaux-de-Fonds dominò sulla Juventus mettendo in luce l'attaccante tedesco Hiller che segnò quattro delle cinque reti elvetiche, mentre l'incontro successivo fu sicuramente più avvincente, con continui capovolgimenti di gioco e di risultato sino all'89°minuto, quando, sul punteggio di 3-3, il Wiener riuscì a segnare due reti e chiudere così vittorioso l'incontro.

In occasione della prima partita di una squadra austriaca in Italia, la federazione di appartenenza inviò un telegramma:

Ossterreichicher Fussballverband invia cordiali ed affettuosi saluti occasione primo incontro squadre italiane austriache, augura il più bel esito e felice prosperità dell'amicizia sportiva italo-austriaca8

Ecco, se la partita tra il Wiener e la Juventus ha un interesse dal punto di vista sportivo dato dal fatto che per la prima volta un club austriaco veniva a giocare in Italia, quella partita ha risvolti anche politici. Come ben sappiamo Italia e Austria-Ungheria nel 1912 sono alleate nella Triplice9 ma i rapporti non sono certo idilliaci. L'Italia già da mesi è in guerra con la Turchia per il controllo della Tripolitania e della Cirenaica, conflitto che mal viene tollerato dall'alleato austriaco, tanto che già nel settembre del 1911 il Capo di Stato Maggiore dell'esercito austroungarico Franz Conrad così si esprimeva con l'Imperatore: “ (…) La questione di Tripoli esigeva l'esame di provvedimenti militari necessari alla Monarchia danubiana”10, riaccendendo in Italia quel sentimento antiaustriaco mai in verità sopito. Tanto è vero che nei giorni immediatamente precedenti la partita, il questore di Torino proibì l'utilizzo di una pubblicità che era stata affissa ai muri, pubblicità che presentava la partita con la dicitura “Austria contro Italia”, temendo che quell'espressione potesse accendere gli animi più incendiari e più marcatamente oppositori della Duplice monarchia. Così la Questura di Torino proibisce alle società che hanno organizzato l'incontro di utilizzare quella pubblicità, tollerando al più l'utilizzo dell'espressione “squadra viennese”11.

Tornando al calcio giocato, l'incontro che registrò l'esito più sorprendente fu quello tra la Juventus e il Wiener, incontro che la squadra italiana riuscì a chiudere in pareggio, pur venendo dominata dagli avversari nel primo tempo, chiuso sul punteggio di 2-1 per gli austriaci. Nella ripresa, al 51° la Juventus riuscì a pareggiare e da quel momento, complice anche la stanchezza, gli austriaci non riuscirono più ad essere pericolosi ma anzi, proprio sul finire dell'incontro, fu alla Juventus che capitò l'occasione migliore per portarsi a casa la vittoria, ma senza riuscirvi.

Nell'altro incontro, invece, facile vittoria del Torino sugli svizzeri per 4-0, con reti di Arioni, Mosso e doppietta di Bachmann II.

 

(Continua – 3)

 

1 Cfr. La Stampa del 6 aprile 1912

2 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 5 aprile 1912

3 Cfr. La Stampa Sportiva del 21 aprile 1912

4 Cfr. Guerin Sportivo del 18 aprile 1912

5 Cfr. La Stampa del 7 aprile 1912

6 Cfr. La Stampa del 9 aprile 1912

7 Cfr. Guerin Sportivo del 4 aprile 1912

8 Cfr. La Stampa del 9 aprile 1912

9 ALESSANDRO, BASSI, 1915. Dal football alle trincee, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2015

10 LUIGI, ALBERTINI, Le origini della guerra del 1914, Vol.I, Milano, F.lli Bocca, 1942

11 Cfr. La Gazzetta dello sport del 3 aprile 1912

 

venerdì 15 marzo 2024

Gli incontri internazionali di Pasqua (Parte II)

(La Pasqua al tempo del football dei pionieri. Continuiamo il viaggio nei giorni "santi" trascorsi a dar calci ad un pallone, con i primi tornei internazionali organizzati in Italia dalle testate giornalistiche sportive.)

2. I tornei pasquali organizzati dai giornali sportivi

La Pasqua era l'occasione ideale per irrobustire l'offerta di calcio negli anni dei pionieri.

L'entusiasmo, a volte un po' “pompato” dai corrispondenti dei giornali dell'epoca, con il quale il pubblico seguiva il football fece sì che sempre più elevata fosse la richiesta di partite, e così vennero con gli anni organizzati sempre più incontri: campionato, targhe, trofei, challenge ed amichevoli. Il fine settimana pasquale era l'ideale per organizzare amichevoli: il campionato – esiguo nella sua composizione dei primi anni – in aprile era finito o quasi, le giornate erano più miti e quindi c'era nelle persone più voglia di stare all'aria aperta e di seguire lo sport e il calcio in particolare.

Per la Pasqua del 1907 si segnalano alcune amichevoli in programma a Milano, Torino, Genova e Vercelli.

All'ingresso del campo sportivo sventolano su di un pennone, in fraterno amplesso, due vivaci stendardi: il tricolore e la croce bianca su campo rosso della Confederazione elvetica. Due nazioni vicine, due nazioni amiche. Dentro, nel verde prato, ventidue campioni si contendono in amichevole gara.”1

Fu così che La Stampa presentò il match di Torino del 31 marzo 1907, giorno di Pasqua. La squadra svizzera era quella di Berna, lo Young Boys, impegnata in quei giorni in una doppia sfida a Torino e Genoa: vincerà entrambe le gare, 3-2 contro il Torino alla domenica e 4-2 contro il Genoa il giorno dopo, lunedì di pasquetta. E mentre a Vercelli la Pro usciva sconfitta nella partita contro il Lione Football Club, a Milano il Milan affrontò due volte un'altra squadra svizzera, il F.C. Bale di Basilea, perdendo entrambi gli incontri per 3-4, mentre la sua seconda squadra vinceva le due partite giocate contro la prima squadra del Chiasso (4-2 alla domenica e 6-1 al lunedì)2.

I prezzi a Milano erano di L.1,5 per la tribuna e L. 0,75 per il prato.3

L'anno successivo si fecero le cose in grande, e due importanti giornali organizzarono due tornei a Torino e Milano.

Camice rosse e nere di Milano! Camicie bianche di Vercelli! A voi è affidata in questa Pasqua di Risurrezione, l'onore dei colori sportivi d'Italia”.4

Così La Gazzetta dello Sport presenta la due giorni calcistica organizzata all'Arena Civica nelle giornate del 19 e 20 aprile 1908. Il “Meeting di Pasqua” venne vinto dalla squadra francese del Club Francais di Parigi:

19.04.08: MILAN – CLUB FRANCAIS PARIS = 2 – 3

19.04.08: PRO VERCELLI – OLD BOYS BASILEA = 0 – 2

20.04.08: CLUB FRANCAIS PARIS – PRO VERCELLI = 1 – 0

20.04.08: OLD BOYS BASILEA – MILAN = 2 – 1

A Torino, nei medesimi giorni di Pasqua e Pasquetta, La Stampa Sportiva organizzò il I° torneo internazionale di foot-ball “Stampa Sportiva”, con in palio una targa d'oro per il vincitore:

Svizzera e Germania interverranno con le loro migliori forze nazionali.

Il Servette F. C. di Ginevra è campione federale svizzero 1907 ed il miglior quotato pel titolo di campione anche di quest'anno. Il Freiburger Fus-Ball Club pure è campione germanico 1907.

Quattro nazioni, quindi, che si presentano come meglio non potrebbero, coi propri campioni nazionali.

Il prefetto ha concesso per le due giornate di gare le Musiche militari del 25.o e 26.o fanteria.”5

Completavano il quadro, la squadra francese del Union Sportive Parisienne e la squadra della città ospitante, il Torino che aveva eliminato nello spareggio la Juventus. Due parole brevi in merito a questo spareggio. Da subito fissato per il 5 aprile, l'incontro dovette essere sospeso a causa del brutto tempo e rinviato al 12 aprile, quando, sempre sotto una fredda pioggia, il Torino, in rimonta, vinse 2-16.

Tutta la città pare vivere il torneo come un grande evento: ci sono fanfare e sbandieratori lungo le vie del centro, migliaia di manifesti con il programma del torneo vengono distribuiti ai passanti e nei locali. Insomma, pare proprio che la Pasqua calcistica del 1908 non sia altro se non a Torino.

Domenica 19, quindi, al Campo Sportivo alle 15 davanti ad oltre duemila persone, dopo la sfilate delle quattro squadre partecipanti e dopo l'esecuzione dei quattro inni nazionali, scesero in campo il Servette e il Friburgo, incontro dal quale risultò vincitore – non senza polemiche – la squadra svizzera (5-3). Successivamente il Torino vinse facile contro i francesi del Union Sportive Parisienne (4-0) aggiudicandosi il diritto di disputare la finale; grande protagonista della partita fu Debernardi, che segnò 3 reti.

La prima giornata si concluse, alla moda dell'epoca, con un sontuoso banchetto offerto da La Stampa Sportiva presso il salone posteriore del Palazzo delle Belle Arti, al Valentino, alla presenza del direttore del giornale, Gustavo Verona, delle Autorità, dei consoli e dei dirigenti delle società impegnate nel torneo.

La lieta riunione si scioglie fra canti sportivi internazionali e fra triplici salve di hip-hip-hip-hurrà”

Il giorno dopo si svolse la seconda e conclusiva giornata di gare. Il programma doveva aprirsi con la “finale” di consolazione tra le squadre uscite sconfitte, ma il Friburgo non si presentò e pertanto l'Union Sportive Parisienne si dovette accontentare di disputare un'amichevole contro la Juventus. Amichevole che perse peraltro nettamente (0-4)

Alle 17, incominciò l'attesa finale tra il Torino e il Servette, davanti ad oltre duemila persone:

(...) Epica lotta veramente. Se nella prima ripresa furono gli svizzeri a dominare continuamente la situazione, nella seconda invece fu Torino che fece sovente l'attacco”

Alla fine fu comunque il Servette ad avere la meglio, con un netto 3-1.7

Questi due tornei pasquali sono due esempi utili a sottolineare come la stampa si stesse interessando e non poco al nuovo sport, al football: non sarà quindi una sorpresa vedere l'anno dopo il più importante giornale non sportivo italiano, il Corriere della Sera, dedicare un'intera pagina del lunedì al campionato di calcio8.

 

(Continua – 2)

 

1 Cfr. La Stampa del 1 aprile 1907

2 Cfr. La Stampa del 1 e 2 aprile 1907

3 Cfr. La Gazzetta dello sport del 29 marzo 1907

4 Cfr. La Gazzetta dello sport del 17 aprile 1908

5 Cfr. La Stampa del 19 aprile 1908

6 Cfr. La Stampa Sportiva del 12 aprile 1908

7 Cfr. La Stampa Sportiva del 26 aprile 1908; Cfr. La Stampa del 21 aprile 1908

8 ALESSANDRO, BASSI, Il football dei pionieri. Storia del campionato di calcio in Italia dalle origini alla I Guerra Mondiale, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2012