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sabato 27 luglio 2024

Estate 1924: la Reggiana è promossa in Divisione Nazionale

 

A.C. Reggiana 1923-24. Il Calcio

La Reggiana nel 1924, pur essendo stata fondata da una manciata di anni, sfruttando le turbolenze federali ai piani alti e le “riforme” ai campionati che ne erano seguite, si era trovata sin quasi da subito a giocare con “ i grandi”.

Il football dei pionieri a Reggio. Il calcio a Reggio Emilia era arrivato con un attimo di ritardo rispetto ad altre città italiane, se è vero come è vero che la prima esibizione di football di cui si ha notizia certa in città è del gennaio 1909, cioè 10 anni prima della nascita della Reggiana. In verità a football i bambini e i ragazzini giocano anche prima di quella data, ma i giornali non ne fanno menzione. Comunque sia, dalla “data zero” del football a Reggio alla nascita della Reggiana ci sono anni pieni di tante squadre, tante partite, tante polemiche, gioie (poche), sconfitte (parecchie), una guerra mondiale e – fatto storico magari non abbastanza noto ma comunque significativo – la costruzione nel 1913 di un campo sportivo destinato al gioco del calcio interamente finanziato da mano privata1.


 I “ruggenti anni'20” del jazz e di Fitzgerald, ma anche gli anni degli scioperi, delle tensioni sociali, della fame e dell'avvento del fascismo, a Reggio sono pure gli anni della definitiva consacrazione del football e diventano il periodo storico più brillante nella storia della Reggiana sino alla nuova “età d'oro” granata che si avrà con gli anni'90. Il motivo? Semplice. La Reggiana negli anni'20 del XX secolo gioca spesso nel massimo campionato italiano, con salvezze galvanizzanti, promozioni e retrocessioni ottenute “in segreteria” tramite riforme e controriforme dei campionati, campioni in casacca granata (Felice Romano2 su tutti), allenatori stranieri dal pedigree importante (l'austriaco Sturmer) e partite che hanno fatto la storia granata: tra le altre una menzione particolare meritano i ben 146 minuti di gioco nello spareggio del '22 contro la Mantovana e la vittoria nello spareggio promozione contro l'Olympia Fiume nel 1924.

Il 1924 tra calcio e politica. Ed eccoci, quindi, al fatidico 1924, l'anno in cui la Reggiana – per la prima volta nella sua storia “sul campo” - ottiene la promozione in massima serie.

Con il 1924 la nuova presidenza granata, nella persona del Presidente Vittorio Palazzi Trivelli e del segretario Pietro Pietranera, punta decisamente in alto. La Reggiana vuole essere competitiva e non bada a spese, gli acquisti sono tutti di livello, così che la squadra che viene allestita ha tutto per giocarsi sino all'ultimo la promozione. Attorno alla “stella” Felice Romano vengono aggiunti tasselli importanti come gli attaccanti Sereno (dalla Juventus), Rasia (dal Parma) e il centravanti Michelin (dalla Novese), mentre per la panchina viene richiamato, dal Torino, l'austriaco Karl Sturmer, già allenatore della Reggiana nei precedenti due tornei di Prima Categoria3.

L'anno 1924 è bello denso di avvenimenti, un anno nel quale sport e politica non si fanno mancare nulla e la cronaca spesso e volentieri si tinge di nero.

Se a livello di calcio internazionale il mondo e, in particolare, l'Europa si innamorano della nazionale dell'Uruguay e dei suoi campioni che impreziosiscono il torneo calcistico dei Giochi olimpici di Parigi, il calcio italiano si incendia nuovamente, questa volta per un professionismo che non si vuole, ma c'è e che c'è sempre stato, nascosto nelle pieghe della storia pionieristica del nostro calcio4. La Nazionale, che a Parigi esce per mano svizzera (corsi e ricorsi storici, se volessimo pensare a quanto recentemente accaduto all'europeo tedesco) prende severe sberle dall'Austria (0-4 casalingo) e soprattutto dall'Ungheria (1-7), quando Pozzo si vede costretto a rivoluzionare le convocazioni a tre giorni dalla partenza per Budapest per il gran rifiuto di Genoa e Bologna di rilasciare i loro giocatori5.

A Reggio Emilia, nel frattempo, la cronaca nera politica si intreccia con quella nazionale.

Il 1924 è l'anno delle elezioni politiche, a Reggio Emilia in campagna elettorale il candidato socialista Antonio Piccinini viene barbaramente ucciso: tutti ritengono per mano fascista, ma i 4 imputati vengono tutti assolti, ma di quell'omicidio ne parlerà anche Giacomo Matteotti nel discorso del 30 maggio che gli costerà, da lì a poco, la vita6. Il “listone” fascista vince le elezioni7 e anche in provincia di Reggio ottiene la maggioranza: con questa legittimazione popolare il fascismo è pronto ad incunearsi in ogni ambito nazionale, e lo sport – e il calcio in particolare – non faranno eccezione. È l'inizio della “fascistizzazione” dell'Italia – plasticamente rappresentata dalle prime pagine dei quotidiani l'indomani della pubblicazione del decreto che di fatto sopprime la libertà di stampa8 – che in ambito calcistico verrà declinato nella riforma che passerà alla storia come “Carta di Viareggio” del 19269.

Questo solo per significare come il 1924 sia un anno affatto banale, non solo per la Reggiana.

Il campionato 1923/24. Ad ottobre del 1923 era iniziato il campionato di Seconda Divisione, i granata erano stati inseriti in un girone tosco-emiliano che avevano vinto con una certa sicurezza. Dopo un precampionato in chiaroscuro, il campionato aveva visto la Reggiana riprendersi bene e vincere con due punti di vantaggio sul Parma, peraltro battuto sia all'andata che al ritorno per 2 a 0.

Il difficile arriva dopo, quando nel Girone finale nazionale l'asticella si alza: la Reggiana se la deve vedere con le vincitrici degli altri gironi interregionali per la conquista di uno dei due posti diretti di promozione.

L'inizio non è dei più promettenti. Vero che al Mirabello alla prima giornata la Reggiana batte il Mantova, ma poi arriva il pareggio interno contro la Juventus Italia e le sconfitte di Tortona e Fiume, diventata italiana dopo che con il Trattato di Roma del gennaio di quell'anno era stata posta la parola fine all'esperienza dello Stato Libero di Fiume, nato dopo “l'impresa” di D'Annunzio del 1919. La città ha una squadra calcistica dai colori bianconeri del Club Sportivo Olympia che partecipa ai campionati italiani: promossa in Seconda Divisione nel 1923, l'Olympia nella stagione 1923/24 aveva vinto il proprio girone e si era così qualificata alla fase finale. Dopo la partita di Fiume la Reggiana aveva sporto reclamo per un'irregolarità alle reti delle porte del campo fiumano riscontrata dall'arbitro prima della gara10, ma il reclamo verrà successivamente respinto nella seduta della Presidenza della Lega Nord del 28 maggio11. Quel reclamo non deve suonare strano, tutta la stagione è costellata da proteste, reclami e partite giocate sub judice: era una, diciamo così, caratteristica del calcio litigioso dell'epoca, specchio fedele della società italiana del dopoguerra.

Il girone di andata termina con la netta vittoria contro la Sestrese – la squadra di Sestri Ponente – per 7 a 1 e il morale dei reggiani, finito un po' in cantina, se ne giova e trova nuovo slancio per affrontare il girone di ritorno.

Si riparte da Mantova l'8 giugno. Il Mirabello, il giornale della Reggiana che proprio all'inizio di quella stagione aveva cominciato le sue pubblicazioni, organizza un treno speciale, il primo nella storia del club, per portare ben 400 reggiani al Campo del Te12. È pareggio, ma al triplice fischio si scatenano tafferugli, incidenti, scontri con feriti e contusi. Il Giornale di Reggio usa l'ironia: “(...) qualche reggiano è colpito da coraggiose bastonate alla schiena (...)”13.

Il campionato poi prosegue con la vittoria a Milano e il pareggio interno con il Derthona. A quel punto la Reggiana in classifica è seconda a 2 punti dai piemontesi, ma con una gara in più rispetto all'Olympia (che ha due punti in meno).

La trasferta di Sestri è giocata in un campo “blindato”, i calciatori della Reggiana vengono scortati sin dentro al terreno di gioca dai carabinieri14: si perde 2 a 1, tra molte polemiche. La Reggiana sporge immediatamente reclamo, sostenendo che il “contegno del pubblico avrebbe indotto l'arbitro all'errore”, nello specifico convalidando la rete del pareggio dei padroni di casa segnata direttamente da calcio d'angolo (i regolamenti dell'epoca lo vietavano)15. A dir poco singolare, ma figlio del suo tempo, il comunicato emesso dal Consiglio Direttivo della Reggiana e pubblicato da Il Giornale di Reggio con il quale si rivolgeva “(...) a tutto il pubblico degli appassionati variabilmente commosso dall'esito della partita, perchè voglia attendere con la massima tranquillità l'opera già iniziata regolarmente dal Consiglio stesso verso i superiori organi sportivi (…)”16.

La domenica successiva è la partita “senza domani”: al Mirabello arrivano “i figli della Perla del Quarnaro” - come con un filo di retorica ricorda ai propri lettori Il Giornale di Reggio – dell'Olympia di Fiume: se si vince si mantengono i due punti di vantaggio, in attesa che i fiumani recuperino la gara contro il Mantova, diversamente si dovrebbero riporre i sogni di gloria. Dopo che la politica si è presa il suo spazio con calciatori e dirigenti fiumani ricevuti in Comune con annesso “lunch” offerto dalla Giunta17, sul campo Vacondio a due minuti dalla fine firma la rete che dà la vittoria alla Reggiana, la certezza al Derthona di essere promosso e la sicurezza ai granata di disputare, quantomeno, lo spareggio nel caso di vittoria dell'Olympia nel recupero. Sì, perché nel frattempo la Presidenza della Lega Nord, che non aveva omologato il risultato di Sestri, nella seduta del 16 luglio “(...) visto il rapporto dell'arbitro e il rapporto supplementare richiestogli e su giudizio della C.T. si respinge il reclamo esposto dalla Reggiana (...)”18

A Padova è gloria granata. Nel recupero l'Olympia batte il Mantova e raggiunge in classifica i granata al secondo posto, rendendo così necessario lo spareggio che la seduta del 23 luglio della Presidenza della Lega Nord stabilisce venga giocato a Padova il 27 luglio.

La partita si svolge sotto una fitta pioggia che, stando alle cronache dell'epoca, penalizza più la squadra fiumana. L'inizio è fissato per le 16.30 sul campo neutro di Padova. La Reggiana ci arriva in treno, l'Olympia dopo una non semplice traversata via mare. Sugli spalti la maggioranza simpatizza e tifa per i fiumani, anche se non mancano certo i tifosi reggiani arrivati con treni, auto e pullman. Il primo tempo pende a favore dei fiumani: una loro rete viene annullata per fuorigioco al quarto d'ora e alla mezzora colpiscono il palo con Varglien.

Secondo tempo, continua sempre a piovere. La Reggiana si ridesta e al 19° minuto, dopo una bella azione orchestrata da Rasia, Michelin e Sereno, Romano ribatte in rete: 1 a 0 per i granata. L'Olympia accusa il colpo e non riesce a reagire. Alla mezzora con un bel tiro da lontano Rasia sigla il definitivo 2-0 per la Reggiana, 2 a 0 che ha un sapore dolcissimo, il sapore della promozione, della prima straordinaria promozione nel massimo campionato italiano, questa volta meritatamente conquistata “sul campo”19.

 

Il Mirabello 3 agosto 1924


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1 Per un quadro esaustivo sul football a Reggio Emilia prima della fondazione dell'Associazione Calcio Reggiana cfr. ALESSANDRO, BASSI, Il football dei pionieri a Reggio Emilia (1909-1919):

Parte I: https://storiedifootballperduto.blogspot.com/2019/09/il-secolo-granata-il-football-dei.html

Parte II: https://storiedifootballperduto.blogspot.com/2019/09/il-secolo-granata-il-football-dei_24.html

3 LUCIANO, SERRA, Maglia granata e calzoncini blu, in La Reggiana News n. 2 del settembre 1989

4 ALESSANDRO, BASSI, Il football dei pionieri, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2012

6 Da ricordare il famoso editoriale dal titolo “I morti pesano” de La Giustizia del 22 giugno 1924

7 Cfr. La Stampa del 9 aprile 1924

8 Cfr. La Stampa del 9 luglio 1924

9 Per un'analisi più completa, per quanto riguarda il rapporto tra calcio e fascismo, si veda il mio breve saggio Il calcio tra identità nazionale e potere politico (Parte II): https://storiedifootballperduto.blogspot.com/2018/07/il-calcio-tra-identita-nazionale-e_27.html ;

per quanto riguarda più in specifico la “Carta di Viareggio” si veda il mio scritto La Carta di Viareggio (Parte II): https://storiedifootballperduto.blogspot.com/2016/10/la-carta-di-viareggio-del-1926_14.html

10 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 9 maggio 1924

11 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 30 maggio 1924

12 https://storiedifootballperduto.blogspot.com/2019/05/il-secolo-granata.html ; La notizia è riportata anche in La Gazzetta dello Sport del 7 giugno 1924

13 Cfr. Il Giornale di Reggio del 10 giugno 1924

14 MAURO, DEL BUE, Una storia Reggiana 1919-1945: Le partite, i personaggi, le vicende dai pionieri alla liberazione, Montecchio, 2007

15 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 10 luglio 1924

16 Cfr. Il Giornale di Reggio del 8 luglio 1924

17 Cfr, Il Giornale di Reggio del 12 luglio 1924

18 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 18 luglio 1924

19 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 28 luglio 1924

lunedì 8 luglio 2024

Estate 1924: il Derthona e la Reggiana vengono promosse in Divisione Nazionale

 

Il campionato di Seconda Divisione 1923/24 si conclude con la promozione in Divisione Nazionale di Derthona e Reggiana.

Il Derthona vince il girone finale, mentre la Reggiana arriva seconda e conquista la promozione dopo lo spareggio vinto contro l'OlympiaFiume.

Venerdì 12 luglio a Tortona L'Associazione "Noi Siamo il Derthona" organizza una serata celebarativa durante la quale ripercorreremo quella splendida stagione, vi aspettiamo! 

 


 

lunedì 27 luglio 2020

CALCIO D'ESTATE. LUGLIO 1924: SPAREGGIO PROMOZIONE

È sempre calcio d'estate, ma il calcio dell'estate 1924 è calcio importante, ufficiale. Di campionato. La Reggiana conquista la sua prima storica promozione in Divisione Nazionale, l'attuale serie A. lo fa al termine di una stagione lunghissima, iniziata ad ottobre e terminata a fine luglio con lo spareggio promozione di Padova, vinto contro i bianconeri di Fiume dell'Olympia.
Fiume fa venire in mente D'Annunzio, eccome. Giusto dal gennaio di quell'anno la città è a tutti gli effetti territorio italiano con la firma del Trattato di Roma, Trattato che ha posto fine all'esperienza dello Stato Libero di Fiume, nato dopo “l'impresa” di D'Annunzio del 1919. La città ha una squadra calcistica dai colori bianconeri del Club Sportivo Olympia che partecipa ai campionati italiani: promossa in Seconda Divisione nel 1923, l'Olympia nella stagione 1923/24 vince il proprio girone e si qualifica alla fase finale.

In casa granata il nuovo presidente, il conte Vittorino Palazzi e il segretario ingegner Pietranera non lesinano impegno nel costruire attorno alla “stella” Romano una squadra competitiva per puntare al salto di categoria. La Reggiana, dopo aver vinto il proprio girone, in quello finale arriva seconda a pari merito con i fiumani grazie alla decisiva vittoria per 1 a 0 conquistata al Mirabello il 13 luglio proprio contro l'Olympia con rete del capitano Vacondio1. Così si rende necessario giocare lo spareggio per la assegnare il secondo “pass” per la massima serie. Spareggio che viene fissato a Padova per il 27 luglio 1924.

La partita si svolge sotto una fitta pioggia che, stando alle cronache dell'epoca, penalizza più la squadra fiumana. L'inizio è fissato per le 16.30, come detto, sul campo neutro di Padova. La Reggiana ci arriva in treno, l'Olympia dopo una non semplice traversata via mare2
Sugli spalti la maggioranza simpatizza e tifa per i fiumani, anche se non mancano certo i tifosi reggiani arrivati con treni, auto e pullman. Il primo tempo pende a favore dei fiumani: una loro rete viene annullata per fuorigioco al quarto d'ora e alla mezzora colpiscono il palo. Intervallo. Secondo tempo, continua sempre a piovere. La Reggiana si ridesta e al 19° minuto, dopo una bella azione orchestrata da Rasia, Michelin e Sereno, Romano ribatte in goal: 1 a o per i granata. L'Olympia accusa il colpo e non riesce a reagire. Alla mezzora con un bel tiro da lontano Rasia sigla il definitivo 2-0 per la Reggiana, 2 a 0 che ha un sapore dolcissimo, il sapore della promozione, della prima straordinaria promozione in massima serie.


1SERRA, LUCIANO, Maglia granata e calzoncini blu, in La Reggiana News n. 2 del settembre 1989
2Cfr. La Gazzetta dello Sport del 28 luglio 1924

giovedì 18 luglio 2019

IL SECOLO GRANATA. STAGIONE 1923/24

CAMPIONATO SECONDA DIVISIONE GIRONE F

La rivista "Il Calcio" presenta la prima squadra, la squadra riserve e i dirigenti della Reggiana alla vigilia del campionato che i granata vinceranno - al termine dello spareggio contro l'Olimpia Fiume - venendo così promossi in Prima Divisione, l'odierna serie A.

Prima squadra

mercoledì 26 giugno 2019

IL SECOLO GRANATA. AMICHEVOLI INTERNAZIONALI DEGLI ANNI'20 AL MIRABELLO

Sin dalle sue origini il calcio italiano si è sempre confrontato con quello estero, organizzando amichevoli che venivano enfaticamente etichettate come “di lusso” con squadre svizzere, francesi, tedesche e danubiane. In particolare il fine settimana pasquale veniva sospeso il campionato per dar modo alle società di organizzare questo tipo di manifestazioni che tanto seguito avevano tra il pubblico e che negli anni avevano avuto il merito di far conoscere il gioco del football agli italiani.
Reggiana – Montreux. Anche la Reggiana non si sottrae all'usanza e nel marzo del 1921 invita a Reggio la squadra svizzera del Montreux Sport che La Gazzetta dello Sport del 27 marzo così presenta ai suoi lettori:
(...) tra le compagini elvetiche è fra quelle che propendono ad un singolare sistema di gioco che sembra accostarsi, per la rapidità e la leggerezza, ai teams latini: doppiamente interessante la disputa, che promette di riuscire combattuta brillantemente e che assicura da parte dei reggiani una difesa accanita, seguita da vivaci contrattacchi”1.
Gazzetta dello Sport 30.03.1921
L'occasione è l'inaugurazione della copertura della bella tribuna in legno capace di circa 300 spettatori alzata un anno prima al Mirabello. La Reggiana quel giorno si schiera con:
Agazzani; Taddei, Crotti; Vacondio, Bottazzi, Levrini; Milano, Simonini, Cagnoli, Lumetti, Giberti.
L'allenatore è un austriaco, il viennese Karl Sturmer il cui arrivo a Reggio è un colpo davvero notevole. Sturmer infatti negli anni giovanili antecedenti la Prima guerra mondiale aveva giocato per il First Vienna e per il Wiener Atletiksport con il quale vinse il campionato austriaco nel 1914/15. Dopo la guerra intraprende la carriera da allenatore e viene ingaggiato dalla Reggiana nel 1920 impostando nuovi metodi di allenamento. Come ricorda Serra nella sua “Maglia granata e calzoncini blu” Sturmer “se uno non sapeva tirare di sinistro lo faceva giocare senza la scarpa destra”2.
La Reggiana vince quell'incontro 3 a 1 con doppietta di Cagnoli e rete di Vacondio; così La Gazzetta dello Sport commenta l'incontro:
(...) La squadra reggiana, in vero continuo progresso di forma, ha giocato oggi una delle sue più belle partite. Ha dimostrato di avere moto appreso dagli ultimi incontri disputati con squadre di classe, e di essere sulla via di un vero perfezionamento tecnico. (…) Specialmente si distinsero il portiere Agazzani, il terzino Taddei, che giocò una partita veramente magnifica spesso sorprendendo per la sicurezza del calcio, l'esatto senso della posizione e la potenza del rimando; il capitano Vacondio, pronto e sicuro, e l'ala destra Milano, potente e precisa”3.


Reggiana-Montreux, fotografia tratta dal volume di M. Del Bue
Reggiana – Gratzer. Tre anni dopo, nell'estate del 1924 la Reggiana conquista nello spareggio contro l'Olimpia di Fiume l'accesso alla Prima Divisione (l'odierna Serie A) e la campagna acquisti è sontuosa: oltre a Baviera, Vannini e Panzacchi, da Vienna arrivano gli austriaci Anton Powolny e il diciottenne Jacob Huber. Powolny era giocatore già affermato e in quella stagione sarà assoluto protagonista con la maglia granata; Huber invece era un giovane di sicuro avvenire solo che giocò pochissime partite a Reggio perché – come racconta Del Bue – la famiglia era contraria che continuasse a giocare in Italia tanto che dopo poche partite lo zio lo venne a prendere costringendolo a tornare in Austria4. Fatto è che l'inizio di quel primo campionato in massima serie per la Reggiana è positivo e per le feste di fine anno la dirigenza organizza un'importante amichevole internazionale, fissata per la vigilia di Natale del 1924 quando, sempre al Mirabello, i granata ospitano i campioni della Stiria del Gratzer Athletik Sport Club, impegnata in una tournée in Italia. L'incontro, che porta al Mirabello tanto pubblico, termina sul 2-2 con doppietta granata segnata da Powolny5.

Reggiana – Deutscher. Senza dubbio, però, l'amichevole internazionale più prestigiosa giocata negli anni'20 dalla Reggiana è quella contro i praghesi del Deutscher. 

Il Mirabello 10.01.1926
Durante i primi giorni del 1926 l'Italia calcistica incontrava i maestri danubiani di Cecoslovacchia e Ungheria in una serie di amichevoli tra squadre di club, mentre la Nazionale il 17 gennaio si misurava contro la Cecoslovacchia.
Gli ungheresi del Nemzeti, dopo aver vinto a Roma contro la Lazio (1-0), domenica 10 gennaio sono gli “sparring partner” dell'Italia in un'amichevole in preparazione all'incontro con la Cecoslovacchia. La stessa domenica a Reggio Emilia, allo stadio Mirabello, arriva la forte compagine del Deutscher di Praga cioè la squadra internazionale più forte mai ospitata sino ad allora al Mirabello.
La Reggiana anche quell'anno è in Prima Divisione, dopo il buon ottavo posto conquistato nel campionato precedente e si rafforza prendendo l'ungherese Arpad Hajos e il terzino Vercelli che alcuni anni prima aveva vinto il campionato “federale” con la Novese. Soprattutto sono restati Powolny e Felice Romano, oltre a Sturmer come tecnico.
Il Deutscher Fussball Club all'epoca è un'importante squadra di Praga, espressione della comunità ebraica tedesca della città. Dopo aver vinto il campionato della Boemia-Moravia del 1896 il Deutscher gioca anche nel torneo tedesco sino al 1904 quando la Federazione calcistica tedesca si affilia alla FIFA: da quel momento la squadra praghese partecipa soltanto ai tornei austro-ungarici e dal 1918 a quello cecoslovacco, a seguito della nascita dello stato indipendente della Cecoslovacchia. Gli anni'20 sono anni di grandi vittorie per la squadra, vera dominatrice del campionato dei Sudeti tedeschi e molta è l'attesa della sua esibizione in Italia, prima con il Milan e poi con la Reggiana. I rossoneri vengono schiantati 8 a 0 e La Gazzetta dello Sport così la vigilia del match contro la Reggiana presenta la gara: “(…) La Reggiana opposta a un grande avversario dovrà difendersi per uscire con onore dalla più difficile prova della sua carriera.6
Vignetta Guerin Sportivo 14.01.1926
Sempre il giornale milanese nel numero del 7 gennaio, commentando la nettissima vittoria dei boemi sul Milan così descriveva le doti del Deutscher:
(...) La velocità di tutti gli attaccanti, lo scatto felino per smarcarsi, la risolutezza nel puntare sul goal, i passaggi precisi in profondità, l'arte di bloccare il pallone e deviarlo al volo verso il compagno già lanciato, la disinvoltura nel variare il giuoco che è stato tenuto alto o raso a terra con assoluta padronanza, la potenza e la decisione nel tiro in goal (...)7”.
Il periodico e organo ufficiale del Comitato Provinciale Reggiano dell'ULIC Il Mirabello così invece presenta agli sportivi reggiani la prestigiosa partita in programma:
Domenica 10 corr. sarà ospite della Associaz. Calcio Reggiana il Deutscher foot-ball club di Praga. I dirigentidel club granata non si sono risparmiati sacrifici pur di accaparrarsi questi maestri del calcio, onde il pubblico reggiano possa ammirare tutta la bellezza tecnica di questo sport”8.
Così il 10 gennaio il Deutscher arriva a Reggio Emilia a giocare contro la Reggiana al Mirabello, peraltro davanti ad un pubblico non numeroso9, non prima di essere stato ricevuto con tutti gli onori in municipio10. Le due squadre si schierano con queste formazioni:
Reggiana: Gelati; Vercelli, Ramello; Cometti, Hajos, Bezzecchi; Sereno, Powolny, Marchi, Romano, Povero.
Deutscher: Zsigmond; Ottoway, Weigelhofer; Mahrer, Steffel, Korpholz; Bobar, Patek, Kanhauser, Sedlacsek, Less.
Il Mirabello 10.01.1926

Pronti, via e subito Sereno si divora una buona occasione tirando alto, poi i praghesi prendono il comando e dopo 10 minuti vanno in vantaggio con Patek. La Reggiana cerca di scuotersi e prima con Romano e poi ancora con Sereno manca il goal che invece non sbaglia il Deutscher che nel giro di una decina di minuti segna a raffica ancora con Patek e poi con Less e Sedlacsek. 4 a 0 per gli ospiti quando il pubblico comincia a rumoreggiare. Al 27° finalmente la Reggiana riesce a segnare: Hajos semina l'avversario, passa a Povero che allunga a Romano che riesce a battere sotto misura il portiere boemo, quel Zsigmond che l'anno successivo sarebbe venuto a Reggio a difendere i colori granata. La rete di Romano è soltanto una parentesi, la furia boema non si è ancora placata tanto che attorno alla mezzora prima Kanhaauser (forse con un fallo) e poi ancora Patek (tripletta per lui) portano a sei le reti degli ospiti. Prima dell'intervallo c'è solo il tempo per Powolny per farsi parare un rigore da Zsigmond: il primo tempo termina 6 a 1 per il Deutscher. Nella ripresa un rigore realizzato da Weigelhofer e la rete di Powolny fissano il risultato finale sul 7-2 per il Deutscher, ma sono proprio le due reti che la Reggiana è riuscita a realizzare che meritano di essere sottolineate: “(...) i due goals sono l'indice della difesa onorevole della squadra granata, tanto più significati se si pensa che il Deutscher nella sua attuale tournée in Germania, nella Svizzera e in Italia ben raramente vide la rete inviolata”11.
Per concludere, lasciamo le parole con le quali il redattore de Il Mirabello ha raccontato l'impressione che i boemi suscitarono, facendo “rimanere ammirati e stupefatti il pubblico, l'arbitro e i nostri giocatori”12.

 
Fotografia tratta da Il Calcio 17.01.1926


1Cfr. La Gazzetta dello Sport del 27 marzo 1921
2SERRA, LUCIANO, Maglia granata e calzoncini blu”, sta in La Reggiana News n. 2 del settembre 1989, OLMA editrice, 1989, Reggio Emilia, pag. 5
3Cfr. La Gazzetta dello Sport del 30 marzo 1921
4DEL BUE, MAURO, Una storia Reggiana 1919-1945: Le partite, i personaggi, le vicende dai pionieri alla liberazione, Montecchio, 2007
5Cfr. Il Mirabello n. 1 del 25 gennaio 1925
6Cfr. La Gazzetta dello Sport del 9 gennaio 1926
7Cfr. La Gazzetta dello Sport del 7 gennaio 1926
8Cfr. Il Mirabello del 10 gennaio 1926
9Cfr. Il Mirabello del 24 gennaio 1926
10Serra, Luciano, Op. cit., pag.17
11Cfr. La Gazzetta dello Sport del 11 gennaio 1926
12Cfr. Il Mirabello del 24 gennaio 1926

giovedì 13 giugno 2019

IL SECOLO GRANATA


REGGIANA - HELLAS VERONA, Stadio Mirabello, 12 ottobre 1924

La Reggiana, neopromossa, dopo aver esordito a Torino gioca la sua prima storica partita in massima serie sconfiggendo 6 a 2 l'Hellas Verona.

(Fotografia tratta da "Il Calcio" del 18.10.1924)

martedì 21 maggio 2019

IL SECOLO GRANATA

Il campionato di Seconda Categoria del 1923/24 vede la Reggiana di Agazzani, Vacondio, Sereno e del fuoriclasse oriundo Felice Romano vincere il suo girone conquistando così il diritto di partecipare al girone finale valido per la promozione in massima serie.

Per la trasferta in programma domenica 8 giugno 1924 a Mantova il periodico della Reggiana Il Mirabello fa le cose in grande e organizza un treno speciale avvertendo nel numero del 18 maggio che“ la formazione del treno sarà possibile se le adesioni raggiungeranno il numero di 400”
L'esodo reggiano, come riporta Mauro Del Bue nella sua enciclopedica storia della Reggiana fu massiccio, ben 500 reggiani raggiunsero la città virgiliana con ogni mezzo ma coloro che non arrivarono in treno vennero fatti oggetto di atti di violenza da parte dei tifosi mantovani.
Interessante, infine, riportare la notizia che alla fine l'organizzazione del treno – il cui costo del biglietto andata e ritorno era di 22 lire – produsse un deficit al giornale di ben 1.800 lire!
Comunque sia, al termine delle finali, la Reggiana ottenne la sua prima promozione in massima serie.