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venerdì 3 marzo 2017

WALKIN'ON THE FOOT-BALL: IL FOOTBALL IN TRINCEA

DOVE ERAVAMO RIMASTI: IL FOOTBALL IN TRINCEA

(...) i resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza”
Con queste parole il generale Armando Diaz chiudeva il bollettino del 4 novembre 1918 delle ore 12, il bollettino della vittoria italiana sull'Austria-Ungheria. Cessava così in suolo italiano il primo conflitto mondiale e si poteva tornare a parlare di calcio. 
E lo faremo anche noi, ricominciando da dove avevamo interrotto.
Il campionato di massima divisione era fermo ormai dalla fatidica domenica del 23 maggio 1915, quando venne sospeso a seguito della dichiarazione di guerra italiana. Nei tre anni successivi si giocò al football in modo sempre più sporadico. Dal dicembre 1915 al 20 aprile 1916 si disputò la Coppa Federale, alla quale non parteciparono le squadre venete – perché troppo vicine al fronte della guerra – e le squadre del centro-sud – per i soliti problemi logistici dettati dalla distanza; la vittoria andò al Milan che nel girone finale mise in fila Juventus, Modena, Genoa e Casale.
Il calcio, dunque, non venne completamente travolto dalla follia del conflitto mondiale.
L'anno seguente, nel 1917, non venne ripetuta la Coppa Federale ma al calcio si giocò nelle città: significativa la partita tra Milan e U.S. Milanese del 28 ottobre, pochissimi giorni dopo la disfatta di Caporetto, giocata a Milano e valida per la Coppa Mauro (nuovo presidente della F.I.G.C.) che potremmo anche definire il torneo di guerra più importante che si disputò tra il 1917 e il 1918 e che vide impegnate alcune squadre lombarde. Sempre nel 1917 tante squadre si affrontarono per aggiudicarsi coppe e trofei regionali, oltre al campionato di terza categoria che non venne mai interrotto.
Fu in quel clima che si arrivò al 1918, l'anno della svolta. Nei lunghi mesi di guerra il calcio aveva rappresentato uno sfogo, un modo per i soldati di distrarsi dagli orrori quotidiani e si era giocato anche al fronte, nelle retrovie, in Italia come negli Imperi Centrali e in Francia. Moltissimi di coloro che erano stati giocatori negli anni immediatamente antecedenti allo scoppio del conflitto si ritrovarono soldati, e molti di essi non fecero più ritorno a casa, trovando la morte sul campo di battaglia. Più della metà dei giocatori di Verona e Udinese persero la vita, ma non furono purtroppo gli unici: quasi tutte le società del periodo contarono vittime tra giocatori e dirigenti.
Dicevamo del 1918. A Milano, il giorno dell'Epifania, si disputò un incontro tra una squadra composta da giocatori della città e una formata da giocatori della provincia; in marzo venne organizzata una partita tra una rappresentativa di giocatori italiani in servizio presso il XX autoparco a Modena e una rappresentativa di militari del Belgio. A fine anno a Valona, in Albania, la rappresentativa militare italiana venne sconfitta dalla formazione inglese del Weymouth; a Milano, nelle domeniche del 24 novembre e 1° dicembre, grazie al dirigente dell'U.S.Milanese Aldo Molinari, venne disputato il “torneo militare della vittoria” che vide il prevalere del XX Autoparco di Modena per 3-1 sul I Autoparco di Verona.
Tornata, si fa per dire, la pace con la fine della guerra, in Italia si ricominciò a parlare di pallone e di organizzazione, ma il quadro sociale era profondamente mutato rispetto a cinque anni prima. La violenza si era radicalizzata, alimentata dalle spaventose condizioni di povertà in cui versava la nazione. Frustrazione, odio, voglia di rivalsa e fermenti di ribellione caratterizzarono un'intera generazione, una generazione nuova rispetto al passato che diede – a livello calcistico – una nuova leva di giocatori, vogliosa come mai prima di affermarsi. Quella che si affacciava sulla scena calcistica alla ripresa dell'attività era una figura di calciatore diversa dalla precedente, non più di ceto medio alto, anzi, ora molti di quei nuovi giocatori provenivano dalle trincee e dalle campagne e comunque da zone sino ad allora poco note al mondo del football. Se l'esperienza della trincea aveva in qualche modo fatto da culla alla società di massa, ora il calcio era pronto a fare da volano alla nuova società e a diventare esso stesso grande fenomeno di massa.


martedì 19 aprile 2016

COPPA FEDERALE 1916

20. Girone finale: decima giornata, il Genoa ad un passo dalla Coppa

La competizione voluta dalla Federazione per colmare il vuoto di calcio dovuto alla guerra e al campionato del 1914/15 mai concluso sta arrivando alla fine. Mancano soltanto due partite, ed entrambe possono essere decisive, teoricamente ancora tutte le squadre possono vincere la Coppa così come arrivare tutte e cinque a pari punti.
A Genova domenica si è giocato l'incontro tra il Genoa, ancora privo di De Vecchi e Santamaria, e il Modena, la vera rivelazione della competizione. Davanti ad un numeroso pubblico le due squadre hanno dovuto fare i conti anche con il fortissimo vento che in qualche momento ha condizionato l'andamento del match. Partono forte i padroni di casa che nel primo quarto d'ora segnano due reti con Berardo e Brezzi e danno l'impressione di essere in pieno controllo della partita. Il Modena non ci sta e risponde immediatamente all'uno-due rossoblu con un goal di Varese, il quale poi trova la via della rete anche alla mezzora riportando il punteggio della partita in parità. Concluso così il primo tempo sul 2-2, la ripresa si apre con altre occasioni sprecate dal Genoa e con alcuni attacchi modenesi, sino al 67° minuto, quando Crocco riesce a segnare la rete decisiva per i padroni di casa che così riescono a vincere l'incontro per 3-2, portandosi ad un solo punto di distacco dalla vetta, rendendo così decisivo l'ultimo match in programma a Milano il 30 aprile1, dopo la sosta pasquale.

GENOA-MODENA 3-2

CLASSIFICA:
MODENA 10
JUVENTUS 10
MILAN 9
GENOA 9

1Cfr. La Stampa del 17 aprile 1916

martedì 29 marzo 2016

COPPA FEDERALE 1916

17. Girone finale: settima giornata, la mano pesante della F.I.G.C.

In seguito agli incidenti verificatisi a Torino durante il match Juventus e Milan, per la Coppa federale la presidenza della Federazione applicava la squalifica di giorni 30 al giuocatore Soldera, del Milan a partire dal 31 marzo per ripetute e provate vie di fatto verso giuocatori juventini Reinaudi, Bergante e Giriodi.
Ai giuocatori Pizzi e Sala del Milan, Reinaudi e Monti della Juventus applicava, in via di speciale longanimità l'ammonizione solenne, oltreché per giuoco falloso, anche per vie di fatto, pur concedendo loro l'attenuante della provocazione.”
Così, dunque, le deliberazioni federali a seguito di quanto accadde quindici giorni prima a Torino e che abbiamo compiutamente raccontato. Nel contempo si continuava a giocare e nello specifico il Genoa, finalmente, iniziava a recuperare tutti gli incontri che per un motivo o per l'altro, come abbiamo visto, non aveva potuto giocare.
Davanti ad un folto pubblico, ingrossato da numerose persone giunte da Torino e da Milano, sul proprio campo la squadra genovese affrontava la Juventus e la partita, favorita da un clima primaverile, fu gradevole e ben giocata da entrambe. Sin dall'inizio il Genoa cercò con più insistenza la via del goal, ma la difesa juventina, soprattutto con la maiuscola prova di Pirovano, fu sempre molto attenta a rintuzzare tutti gli attacchi, sino a quando Boglietti II riuscì a sbloccare il risultato portando in vantaggio il Genoa. Ma fu solo un attimo perchè dopo soli tre minuti la Juventus con Reynaudi riuscì a pareggiare e contenendo altri assalti del Genoa riuscì a chiudere l'incontro sul punteggio finale di 1-11.
La classifica rimane sostanzialmente immutata:
JUVENTUS-GENOA 1-1

CLASSIFICA:
MODENA 10
MILAN 9
JUVENTUS 8
GENOA 5



1Cfr La Stampa del 27 marzo 1916


lunedì 21 marzo 2016

COPPA FEDERALE 1916

16. Girone finale: sesta giornata, cambio al vertice

La Juventus, che la domenica precedente aveva battuto il Milan, grande favorito per la vittoria finale, era chiamata a confermarsi sul difficile campo di Modena, contro una squadra che da sorpresa del torneo era diventata una vera e propria certezza. Gli emiliani si presentavano al gran completo e sin dalle battute iniziali dell'incontro impegnarono parecchie volte il portiere juventino Terzi fino a quando Fresia dalla distanza dopo poco più di un quarto d'ora di gioco sbloccava il punteggio a favore dei padroni di casa. La Juventus a quel punto cercò di creare qualche occasione ma il Modena non solo fu bravo a rintuzzare gli attacchi bianconeri ma tentò altre volte di colpire a sua volta. Soltanto al 35° su un bello stacco di testa di Reynaudi la Juventus riuscì a pareggiare e a chiudere così il primo tempo. La ripresa vide le due squadre molto nervose, consapevoli dell'importanza della posta in gioco, senza che nessuna delle due prevalesse sull'altra. Nel sostanziale equilibrio del secondo tempo la differenza la fece ancora Fresia, che riuscì a trasformare il calcio di rigore che l'arbitro assegnò al Modena verso la metà del tempo e così il Modena chiuse la partita vincendola 2-11.
L'incontro più atteso, però, era quello che si sarebbe dovuto giocare a Milano tra i rossoneri e il Genoa e che invece venne rinviato per ordine delle Autorità militari, timorose di un nuovo possibile attacco aereo su Milano dopo il bombardamento che la città aveva subito il 14 febbraio da parte degli aviatori austriaci2. Ci si domandava se il Milan, dopo la brutta sconfitta rimediata ladomenica precedente sarebbe stato in grado di riprendere quella marcia che un po' da tutti era considerata idonea a portarlo alla vittoria finale. Il Corriere della Sera, sul punto, così presentava la partita: “(...) La serie dei precedenti successi sembrava aver designato senz'altro il Milan come vincitore del torneo federale. Dopo lo scacco recente subito dai milanesi, le chance del Genoa sono in aumento, e la gara di domani, al Velodromo Sempione, fra le due grandi squadre, potrà indicarci la squadra che si aggiudicherà la coppa.”3
Invece no. Non si giocò e pertanto la situazione, al termine della sesta giornata, vedeva il Modena agguantare clamorosamente la testa della classifica:

MODENA -JUVENTUS  2-1
MILAN-GENOA    RINVIATA

CLASSIFICA:
MODENA 10
MILAN 9
JUVENTUS 7
GENOA 4


1Cfr La Stampa del 21 marzo 1916
3Cfr Corriere della Sera del 18 marzo 1916

lunedì 14 marzo 2016

COPPA FEDERALE 1916

15. Girone finale: quinta giornata, la grande sorpresa nella burrasca torinese

(...) La gara di oggi assume pertanto tutti i caratteri dei grandi sensazionali incontri che comportano conseguenze decisive nelle manifestazioni calcistiche e che ritraggono sommo interesse dall'equilibrio delle squadre in campo, dall'abilità singola dei giuocatori e molto ancora da quella vivacità costante di guoco sempre contenuta in cavalleresche azioni. (...)”1
Sotto il diluvio, sul campo di Barriera Orbassano a Torino, un folto pubblico partecipò sin troppo alla partita tra Juventus e Milan. I rossoneri si presentarono in formazione largamente rimaneggiata e con soli dieci giocatori per le assenze di Ferrario e di Cevenini, quest'ultimo fermato all'ultimo minuto per il riacutizzarsi del problema all'occhio che lo aveva colpito in settimana. Soltanto a partita iniziata, e con il risultato già saldamente in mano agli avversari, il Milan trovò l'undicesimo uomo da mandare in campo, il giovanissimo Peretti, allievo dell'Accademia Militare di Torino. La partita fu una battaglia, più un incontro di pugilato che di calcio, con il pubblico del settore “popolari” sin troppo focoso e pronto a scaldare gli animi già troppo caldi di loro. Partì subito molto forte la Juventus che già dopo cinque minuti segnò la prima rete con Bergante, il quale convergendo verso il centro scartò Pizzi e lasciò partite un tiro che si andò ad insaccare all'angolo sinistro in alto della porta difesa da Gambuti. Al 25° i bianconeri chiudevano il match segnando la seconda rete su rigore con Pirovano a seguito di un fallo di mani. A quel punto la partita di calcio finiva ed iniziava l'incontro di pugilato che l'arbitro non fu in grado di punire come invece avrebbe dovuto. Molti i falli, anche gravi, che i giocatori si scambiarono per tutto il resto della partita sino all'episodio più eclatante, accaduto quando il portiere rossonero Gambuti, bloccato a terra il pallone, subì una carica da parte di Bergante che nel tentativo di togliergli la sfera gli diede un calcio alla mano. Si accese un parapiglia tra i giocatori con Monti, Pizzi e Soldera che vennero alle mani. A quel punto il pubblico entrò sul terreno di gioco e i dirigenti bianconeri impiegarono più di cinque minuti per sgomberare il campo e permettere così all'arbitro di riprendere il gioco, dopo aver espulso i tre giocatori protagonisti della scazzottata. Renato Casalbore, dalle colonne de La Gazzetta dello Sport non le mandò certo a dire all'arbitro, individuando proprio nel sig. Massa uno dei responsabili – se non proprio il maggiore – delle violenze che caratterizzarono l'incontro: “(...) Oggi infatti un arbitro di pugilato, più che uno di football, avrebbe dovuto reggere le sorti di questo match. E lo avrebbe certo fatto con maggior discernimento del signor Massa, che la Federazione non ha ancora messo a riposo. La debolezza dell'arbitro ha incoraggiato i guocatori e li ha spinti ad osare sempre di più, a fare sempre peggio, ed ha nello stesso tempo esasperato il pubblico che non ha più tenuto un contegno gentile, né con gli ospiti né con i torinesi.”2
 

Non si giocò, invece, a Genova a causa delle torrenziali piogge che da giorni affliggevano la città: quella fu la seconda partita consecutiva che il Genoa si vide rinviare a causa della pioggia, oltre alla gara contro il Casale non disputata per il ritiro dei nerostellati. La situazione dei genoani era piuttosto particolare, avendo questi giocato soltanto una volta – peraltro perdendo a Modena – nel girone finale del torneo. La Gazzetta dello Sport mise giustamente in risalto questa situazione, spiegando come per il Genoa fosse veramente difficile allenarsi, giocare e, in definitiva, prendere il “ritmo” del torneo: “La squadra del Genoa è forse la meno allenata tra quelle che si battono per la Coppa Federale. Il team genovese ha iniziato i suoi incontri, in questa stagione sportiva, privo di un portiere di classe e priva di De Vecchi e Boglietti. Quando ha potuto riavere ed acquistare il figlio di Dio e l'errante Boglietti e contare infine su un guardiano d'ottima scuola, qual'è il Molinari, s'è trovato nella quasi impossibilità di allenarsi. Quello dell'allenamento è un po' l'handicap di tutte le squadre che si completano, anzi si rafforzano, con elementi racimolati. De Vecchi, Boglietti, Molinari, Berardo, non abitano a Genova. Sono chiamati alla Superba in occasione dei matches che il Genoa disputa. Da un po' di tempo in qua il Genoa vede sospesi – con ordini che giungono all'ultima ora, e che partono dalla Segreteria Federale o da messer Pluvio – i suoi matches domenicali. (…)”3
 
Pur sconfitto il Milan manteneva la testa della classifica, anche se si trattava comunque di una classifica molto fluida, dove ancora tutte le squadre potevano legittimamente ambire alla vittoria finale.

JUVENTUS-MILAN 2-0
GENOA-MODENA RINVIATA

CLASSIFICA:
MILAN 9
MODENA 8
JUVENTUS 7
GENOA 4



1Cfr La Stampa del 12 marzo 1916
2Cfr. La Gazzetta dello sport del 13 marzo 1916 e Cfr La Stampa del 13 marzo 1916
3Cfr. La Gazzetta dello sport del 13 marzo 1916

venerdì 11 marzo 2016

WALKIN'ON THE FOOT-BALL: GUIDO ARA

Con tutta probabilità a pochi il nome di Guido Ara oggi dirà qualcosa, però fu senz'altro tra i migliori giocatori di football del periodo pionieristico italiano e anche uno dei più vincenti. Nato a Vercelli, indossò sempre la bianca casacca della squadra cittadina tranne una breve parentesi al Modena durante la prima guerra mondiale. Come detto fu uno dei mediani più forti del suo tempo, fisico prestante, Emilio Colombo lo dipinge portato per qualsiasi tipo di sport, ed infatti i suoi primi passi sportivi li aveva mossi nella sezione ginnastica della Pro Vercelli. Veloce, agile, dotato di tempismo perfetto, ottimo nel gioco di testa, buon palleggiatore e con un discreto dribbling, Ara “gioca di posizione: spostato verso il centro sostegno, approfittando dell'alta statura e del largo compasso delle gambe, mira a tagliar fuori, come si suol dire, l'ala avversaria.”
Mondi lontanissimi, canterebbe Battiato, quelli che appartengono a quel calcio là, a quel tempo là e quindi anche a Guido Ara. In un servizio apparso sulle colonne de La Stampa del 1970 l'allora ottantaduenne Ara ricordò i suoi personali metodi di allenamento: “(...) sceglieva di proposito appartamenti al sesto e al settimo piano, perchè in tal modo aveva la possibilità di fare un ottimo “footing” lungo le scale, a intervalli regolari. Ogni tanto poi concedeva un certo vantaggio ad una vettura tranviaria e la inseguiva con scatti ripetuti.”
Vinse sette volte il titolo di campione d'Italia, sei da giocatore e uno da allenatore/giocatore, sempre con le Bianche Casacche, disputando in tutto più di 150 partite.
Scoppiata la Grande guerra e con l'intervento italiano Ara fu arruolato come tenente di fanteria in servizio a Modena e proprio con la squadra gialloblu disputò nel 1916 la Coppa Federale, la manifestazione che la Federazione aveva creato in sostituzione del campionato. Fu, in quel periodo, una delle colonne della squadra del XX Autoparco, che raggruppava i migliori giocatori italiani del tempo sotto le armi.
La Stampa 08 gennaio 1970

In Nazionale Ara giocò 13 partite dal 1911 al 1920 e sicuramente avrebbe disputato anche la prima, storica, partita dell'Italia del 15 maggio 1910 se non fosse stato squalificato – lui e tutta la Pro Vercelli – per le note vicende legate alla finale/spareggio del campionato 1909-10. Fu invece in campo nella famosa partita Italia-Belgio del 1°maggio 1913, quella passata alla storia per la presenza in maglia azzurra di ben 9 giocatori della Pro, segnando per giunta il goal della vittoria, su punizione, rete quella che rimase l'unica di Ara in Nazionale. Terminata la guerra e ripresa l'attività internazionale, Ara fu presente in altre tre partite dell'Italia, partecipando anche alle Olimpiadi del 1920, senza peraltro giocare.
Terminato con il calcio giocato, iniziò la sua attività di allenatore nella stessa Pro Vercelli come allenatore/giocatore, vincendo subito il titolo di campione d'Italia nel 1921-22. Poi nella sua carriere le panchine di Parma, Fiorentina, Roma (finalista di Coppa Italia nel 1936-37), Milan e Genova, oltre che istruttore federale.

lunedì 7 marzo 2016

COPPA FEDERALE 1916

14. Girone finale: quarta giornata, il grande match di Milano

La gara, piccola tra quattro teams di insospettato valore, per il possesso della Coppa Federale si fa aspra, incerta e sempre brillante. Il ritiro forzato della squadra casalese, abbandonata da quel pubblico che ha dimostrato di non saper vivere e palpitare che pei nomi di campioni ormai lontani, ha posto con maggiore decisione la bella contesa sul tappeto della soluzione. Di domenica in domenica, a Modena e a Milano, a Torino e a Genova, le quattro forti finaliste si trovano faccia a faccia senza indugi per combattersi asprissimamente. (...)1
Per la quarta giornata della Coppa si giocò una sola gara poiché la partita in programma a Torino tra Juventus e Genoa venne rinviata ad aprile per le avverse condizioni meteorologiche2.
Si giocò quindi solo a Milano l'attesissimo incontro tra le due squadre in testa alla classifica, il Milan e la grande sorpresa Modena. Il pubblico fu quello della grandi occasioni. Più di tremila persone affollarono il Velodromo Sempione sicure di assistere ad un grande spettacolo, ma il campo, ridotto ad un vero pantano a causa delle abbondanti piogge, non permise alle due squadre di spiegare al meglio il rispettivo gioco. Il Corriere della Sera così sintetizza la gara: “Se il Milan, mancante di Van Hege e Barbieri, ha compiuto un notevole exploit, il giuoco del Modena, a dir vero non è stato quale il numeroso pubblico del Velodromo Sempione s'attendeva. La cattiva giornata dei modenesi ha tolto gran parte di combattività alla gara. (...)”3
Il Modena apparve debole soprattutto nella linea dei terzini, mentre in attacco il giocatore più temuto, Fresia, giocò molto isolato, più per se stesso che per la squadra e non impensierì mai davvero la retroguardia milanese. I rossoneri, invece, sin da subito presero il sopravvento del gioco e insidiarono spesso la difesa emiliana, non subendo, tuttavia, nessun reale pericolo in difesa, se non nelle battute iniziali del match, quando i terzini Sala e Pizzi furono i baluardi insormontabili della retroguardia rossonera. Il Milan riuscì a passare in vantaggio al 20° con una rete di Cevenini I e prima della fine del primo tempo andò molto vicino a raddoppiare. Nella ripresa il copione della partita non cambiò e dopo aver fallito un calcio di rigore all'inizio del secondo tempo, il Milan segnò la seconda e definitiva rete con Avanzini, vincendo così la partita per 2-0 e scavalcando in testa alla classifica proprio il Modena.

MILAN-MODENA 2-0
JUVENTUS-GENOA RINVIATA

CLASSIFICA:
MILAN 9
MODENA 8
JUVENTUS 5
GENOA 4




1Cfr. La Gazzetta dello sport del 6 marzo 1916
2Cfr La Stampa del 7 marzo 1916
3Cfr Corriere della Sera del 6 marzo 1916

lunedì 29 febbraio 2016

COPPA FEDERALE 1916

13. Girone finale: terza giornata, il Casale si ritira, la classifica viene riscritta.

Il Casale ha dichiarato forfait per le gare finali del torneo federale. Rimangono così a disputarsi la coppa il Milan, la Juventus, il Modena, il Genoa”1
Così i giornali davano l'ufficialità della notizia del ritiro del Casale, come peraltro già pronosticato al termine della prima giornata delgirone finale.
In seguito alla rinuncia dei nerostellati, la Federazione ha dovuto riscrivere il calendario della manifestazione e sono stati assegnati 4 punti a Genoa, Milan e Modena e 2 alla Juventus.
Due le partite in programma.
A Milano, sul campo di Via Arona, sotto una pioggia fitta ed insistente, il Milan ha battuto la Juventus per 3-2. I rossoneri si presentavano senza il loro giocatore migliore, il capitano Van Hege per uno strappo al tendine patito il 25 febbraio, mentre la Juventus in buona sostanza si presentava con la stessa formazione con la quale aveva pareggiato la domenica precedente contro il Modena, con la sola novità di Pavan all'ala sinistra. La partita fu senz'altro combattuta e anche se giocata in condizioni meteorologiche avverse, suscitò grande entusiasmo tra il pubblico. Le cronache dell'epoca riportano di una netta predominanza dei padroni di casa, che riuscirono a segnare tre reti e sbagliarono anche un rigore con Cevenini, ma non bisogna dimenticare che la Juventus già nel primo tempo rimase in dieci uomini per l'infortunio patito da Omodei. Comunque i bianconeri riuscirono ad andare in vantaggio per primi con una rete al 27° di Bergante su passaggio di Reynaudi. Il Milan riprese a macinare gioco e in cinque minuti riuscì a capovolgere il risultato: al 32° Cevenini pareggiava e due minuti dopo Avanzini, su passaggio di Morandi, segnava la seconda rete per i rossoneri. La juventus si ripresentava in attacco e in una di queste occasioni Omodei si infortunava e lasciava la squadra in dieci: tentava di approfittarne il Milan che sul finire del tempo sfiorava la terza rete con una bella rovesciata di Ferrari che lambiva il palo. Dopo dieci minuti dall'inizio del secondo tempo, la Juventus riusciva a segnare con Bona, direttamente da calcio di punizione, rimettendo così il match in parità. Le emozioni non erano però finite. Nelle file della Juventus rientrava Omodei, seppur ancora infortunato e poco dopo per un fallo di mano al Milan veniva concesso un calcio di rigore che, come detto, Cevenini sbagliava tirando addosso al portiere Terzi. Ma ormai il goal rossonero era nell'aria e al 27° Cevenini riusciva a risolvere una mischia furibonda in area bianconera segnando la terza rete per il Milan, quella decisiva2.
L'altra partita della giornata fu quella che si giocò a Modena davanti ad un pubblico numeroso e partecipe, e che vide il debutto nel girone finale del Genoa, partita – anche questa – davvero emozionante e ricca di reti segnate. Partiva forte il Genoa ma era soltanto un breve attimo, dieci minuti per essere precisi, poi si scatenava la squadra emiliana che in cinque minuti con Rampini II e Fresia si portava sul 2-0. il Genoa accusava il doppio colpo e non riusciva a reagire, il Modena ne approfittava e prima di andare all'intervallo segnava altre due reti con Forlivesi e ancora con Rampini II, chiudendo il primo tempo sul 4-0. Nella ripresa il Genoa cambiava modulo, spostava De Vecchi in avanti e i miglioramenti si vedevano subito poiché in dieci minuti i liguri segnavano due volte: Bergamino al 48° e De Vecchi al 54° su calcio di rigore. I rossoblu sembravano crederci e producevano il massimo sforzo arrivando a segnare la terza rete ancora con Bergamino al 70°, ma non riuscivano a completare la rimonta poiché il Modena resisteva sino alla fine riuscendo a vincere la partita 4-3, conquistando così la vetta della classifica3.
 
Così, dopo tre giornate e a seguito delle deliberazioni federali la classifica era la seguente:

MODENA -GENOA 4-3
MILAN-JUVENTUS 3-2

CLASSIFICA:
MODENA 8
MILAN 7
JUVENTUS 5
GENOA 4








1Cfr Corriere della Sera del 24 febbraio 1916
2Cfr. La Gazzetta dello sport del 28 febbraio 1916
3Cfr. Il Resto del Carlino del 28 febbraio 1916

martedì 23 febbraio 2016

COPPA FEDERALE 1916

12. Girone finale: seconda giornata, caos a Genova

(...) E' vero che la Juventus è tale società che domenica scorsa riuscì a mettere in campo all'ultimo momento quattro sostituenti, ma l'avversario di domani è ben più forte ed agguerrito che non fosse il Casale, ed il minimo handicap od un'infelice disposizione della linea attaccante potrebbe essere assai pregiudichevole”1.
Così La Stampa presentava l'incontro più attesa della seconda giornata della fase finale del torneo, quello che si sarebbe disputato a Torino tra la Juventus e la vera sorpresa della competizione, il Modena, che era riuscito nella prima giornata a bloccare sul pareggio il grande favorito Milan.
La partita non tradì le attese. Fu giocata da entrambe le parti senza timori, con continui capovolgimenti di fronte, dove le rispettive difese riuscirono quasi sempre ad arginare e contrastare gli attacchi. Gli emiliani si presentarono al gran completo e segnarono per primi con Rampini II, mettendo in mostra, su tutti, il terzino Longhi e con il solito Fresia sempre ad altissimo livello di pericolosità in avanti, uno dei migliori attaccanti italiani degli ultimi anni. I padroni di casa riuscirono a pareggiare nella ripresa grazie alla rete segnata da Della Casa, uno dei sostituti che, come la settimana prima, la Juventus era stata costretta a mandare in campo per ovviare alle tante assenze per infortunio dei titolari. Il pubblico mostrò di apprezzare molto lo spettacolo offerto dalle due squadre, che non si risparmiarono per tutta la durata dei 90 minuti seppur si fosse giocato in un clima primaverile. Da segnalare, purtroppo, alcune interperanze tra il pubblico dei popolari che durarono per buona parte della partita2.
A Genova, invece, non si giocò. C'è da raccontare che l'Andrea Doria aveva a suo tempo presentato un ricorso in seguito agli episodi accaduti durante la partita giocata contro il Genoa il 9 gennaio. La Federazione soltanto nella seduta tenuta il 19 febbraio aveva deliberato definitivamente sulla questione, dando partita vinta ai Grifoni ed ammettendo ufficialmente il Genoa alla fase finale del torneo. Ignorando, così, sino all'ultimo la decisione federale, il Casale non si recò a Genova e dunque la partita non venne giocata e rinviata a data da destinarsi3
Pertanto al termine della seconda giornata, questa la situazione:
JUVENTUS-MODENA 1-1
GENOA-CASALE RINVIATA
CLASSIFICA:
JUVENTUS 3
MODENA 2
MILAN 1
GENOA 0
CASALE 0


 
1Cfr La Stampa del 19 febbraio 1916
2Cfr La Stampa del 21 febbraio 1916
3Cfr Lcorriere della Sera del 21 febbraio 1916

lunedì 15 febbraio 2016

COPPA FEDERALE 1916

11. Girone finale: prima giornata a Modena e Casale.

Juventus
Regna vivissima l'aspettativa per il grande incontro di domenica 13, che si svolgerà sul campo di Piazza d'Armi alle 14.30 tra la squadra cittadina e la squadra del Milan F.B.C., attualmente la più forte d'Italia. La gara promette di riuscire quant'altra mai interessante, poiché al giuoco largo e travolgente dei milanesi, la squadra modenese opporrà gli insidiosi e precisi passaggi tra uomo e uomo, tra linea e linea.(...)”1
Così Il Resto del Carlino presentava la partita tra le due squadre che nella prima fase avevano mostrato il gioco migliore, la partita di cartello della prima giornata del girone finale. L'incontro venne disputato in una giornata primaverile, davanti ad un pubblico davvero numerosissimo il quale ha potuto godere di uno spettacolo emozionante, con continui capovolgimenti di fronte. Nessuna delle due squadre è riuscita a prevalere sull'altra, nessuna rete è stata segnata ma entrambe hanno manifestato un gioco davvero notevole, confermando quanto di buono avevano mostrato durante la prima fase2.
Se il risultato di Modena per certi versi fu una sorpresa, tenuto conto del valore dei rossoneri e di quanto erano accreditati da tutti gli esperti, a Casale, invece, l'esito dell'incontro tra i padrone di casa e la Juventus fu secondo pronostico. Seppur presentatasi con molte assenze, alcune delle quali importanti (assenti Pavan, Dellacasa, Bergante e Pirovano) e sebbene già dal primo minuto avesse dovuto giocare in dieci per l'infortunio occorso a Boglietti I, la Juventus riuscì ad avere la meglio sul Casale segnando due reti nella ripresa, prima con Giriodi e quindi con Reynert3.
Durante la gara, sulle tribune dello stadio si fece via via più insistente una voce secondo la quale il Casale starebbe pensando di abbandonare la manifestazione, pare per gravi problemi di bilancio: di questi rumors ne riporta notizia La Gazzetta dello sport, spiegando che i dirigenti nerostellati “sembrano decisi ad attendere tempi migliori per la ripresa del giuoco.4





Dopo la prima giornata, la situazione era la seguente:
MODENA-MILAN 0-0
CASALE-JUVENTUS 0-2
CLASSIFICA:
JUVENTUS 2
MILAN 1
MODENA 1
GENOA 0
CASALE 0

 
1Cfr. Il Resto del Carlino del 12 febbraio 1916
2Cfr. Il Resto del Carlino del 14 febbraio 1916
3Cfr La Stampa del 14 febbraio 1916
4Cfr. La Gazzetta dello sport del 14 febbraio 1916

martedì 2 febbraio 2016

COPPA FEDERALE 1916

10. Recuperi ed esito finale della prima fase


 Detto del ricorso che l'Andrea Doria ha presentato ai danni del Genoa e che poi verrà respinto dalla Federazione, domenica 31 gennaio si giocarono i recuperi delle due partite non giocate.
La più importante ai fini della classifica fu quella che si disputò a Casale tra i locali nerostellati e il Valenza, nel girone più equilibrato. Davanti ad un folto pubblico il primo tempo si chiuse sullo 0-0 anche se al Valenza venne annullata una rete. Nel secondo tempo ancora le squadre diedero vita ad una piacevole partita, ma il Casale, più esperto, riuscì ad imporre la propria supremazia e grazie a Rolle e Ferraris segnò due reti con le quali vinse la partita e si qualificò per la fase finale del torneo.
A Torino, a seguito della delibera federale sul ricorso dell'U.S. Torinese relativo alle note vicende legate al proprio campo di gioco, venne recuperato l'incontro – ormai inutile ai fini della classifica – tra gli unionisti e il Torino. Come si ricorderà, il campo dell'U.S. Torinese era stato confiscato dall'Esercito e pertanto la squadra non aveva più un campo dove giocare; la Federazione decise che le partite casalinghe gli unionisti le avrebbero dovute disputare in campo neutro, pertanto quella domenica la partita venne giocata sul campo neutro della Vigor. Davanti ad uno scarso pubblico, quindi, le due squadre giocarono una partita davvero poco entusiasmante, il Torino, molto rimaneggiato, addirittura scese in campo in nove uomini: vinsero gli unionisti 1-0 grazie ad una rete segnata da Zorzoli nel primo tempo.

Le cinque qualificate al girone finale risultarono pertanto:
MILAN
JUVENTUS
CASALE
MODENA
GENOA

La fase finale sarebbe iniziata domenica 13 febbraio con l'incontro tra le due squadre avevano destati maggiori impressioni durante la prima fase, Modena e Milan.

lunedì 25 gennaio 2016

COPPA FEDERALE 1916

9. Sesta giornata

 
Mentre in Italia giungeva Re Nicola del Montenegro, di passaggio diretto in Francia, per ilmondo del calcio domenica 23 gennaio segnava la fine della prima fase della Coppa Federale, con l'ultima giornata.
La partita più importante, come detto, era quella in programma a Casale tra i padroni di casa e l'Unione Sportiva Vercellese, incontro decisivo per le sorti del girone. Fu una partita vivace e combattuta, dall'esito molto incerto: risultò vincitore il Casale per 3-2 e questo risultato permise ai nerostellati di raggiungere i vercellesi in testa alla classifica, ma avendo ancora da recuperare la partita contro il Valenza, ora erano i maggior candidati alla qualificazione.

A Milano si giocò la partita, inutile ai fini della classifica, tra Internazionale e U.S. Milanese sul campo di via Goldoni, lo stesso campo dove nella notte del 14 gennaio andò distrutta la tribuna in legno a causa di un incendio. La partita, comunque, fu vinta dai nerazzurri 1-0 grazie alla rete di Aebi nella ripresa.
Tutto secondo pronostico nelle restanti partite: sul campo dello Sterlino il Bologna non ebbe problemi a vincere contro l'Audax segnando ben sette reti, a Genova l'Andrea Doria vinceva facile per 5-1 contro il Savona e a Torino la Juventus liquidava l'Unione Sportiva Torinese per 5-2.



 (Le foto si riferiscono alla partita Andrea Doria - Savona)







Termina così la prima fase della Coppa:
INTERNAZIONALE-U.S.MILANESE 1-0
JUVENTUS-U.S.TORINESE 5-2
CASALE-U.S.VERCELLESE 3-2
BOLOGNA-AUDAX 7-0
ANDREA DORIA-SAVONA 5-1

GRUPPO 1
GRUPPO 2
GRUPPO 3
GRUPPO 4
GRUPPO 5
8 MILAN
8 JUVENTUS
4 U.S. VERCELLESE
8 MODENA
6 GENOA
2 U.S. MILANESE
2 TORINO
4 CASALE
4 BOLOGNA
5 ANDREA DORIA
2 INTERNAZIONALE
0 U.S. TORINESE
2 VALENZA
0 AUDAX MODENA
1 SAVONA




lunedì 18 gennaio 2016

COPPA FEDERALE 1916

8. Quinta giornata


Domenica 16 gennaio a Torino non si giocò, o meglio, al posto dell'incontro in calendario per la quinta giornata della Coppa, Torino e U.S. Torinese disputarono un'amichevole vinta dai granata 3-1. gli unionisti, infatti, non vollero disputare la partita ufficiale pendente ancora il reclamo legato alle vicende legate al proprio campo da gioco, vicende che già la settimana prima avevano creato confusione e polemiche.
Bello, invece, lo spettacolo a Modena, dove complice la giornata primaverile, un folto pubblico riuscì a godere della bella prestazione di entrambe le squadre. Come da pronostico il Modena ebbe la meglio sull'Audax per 3-0 riuscendo così a chiudere il girone con tutte vittorie.
Tempo primaverile anche a Savona dove il Genoa vinse molto agevolmente la partita contro i locali 6-0, ribadendo così la netta supremazia già mostrata nella partita di andata.
A Vercelli i padroni di casa dell'Unione ebbero facilmente la meglio sul Valenza anche se, nonostante la mole di gioco e le numerose occasioni da rete, riuscirono a vincere soltanto per 1-0.
Tante reti anche a Milano, sul campo di via Stelvio, tra l'U.S.Milanese e il Milan: i rossoneri diedero subito sfoggio della propria supremazia portandosi avanti per 3-0, grazie alla doppietta segnata da Cevenini I, poi, sopraggiunta una certa rilassatezza, gli unionisti si fecero sotto segnando negli ultimi minuti della gara due reti, così da fissare il punteggio finale sul 3-2 per il Milan.
Ad una giornata dal termine della prima fase, pertanto, soltanto il gruppo 3 non aveva ancora emanato il proprio verdetto, rimandando il tutto all'ultima e decisiva partita tra Casale e U.S. Vercellese. Per il resto, due squadre su tutte avevano davvero impressionato e si presentavano alla fase finale come favorite: il Milan e il sorprendente Modena.

U.S.MILANESE-MILAN 2-3
U.S.TORINESE-TORINO RINVIATA
U.S.VERCELLESE-VALENZA 1-0
AUDAX-MODENA 0-3
SAVONA-GENOA 0-6

GRUPPO 1 GRUPPO 2 GRUPPO 3 GRUPPO 4 GRUPPO 5
8 MILAN 6 JUVENTUS 4 U.S. VERCELLESE 8 MODENA 6 GENOA
2 U.S. MILANESE 2 TORINO 2 VALENZA 2 BOLOGNA 3 ANDREA DORIA
0 INTERNAZIONALE 0 U.S. TORINESE 2 CASALE 0 AUDAX MODENA 1 SAVONA







lunedì 11 gennaio 2016

COPPA FEDERALE 1916


7. Quarta giornata
La partita più attesa della prima giornata di ritorno era quella in programma a Genova, tra l'Andrea Doria e il Genoa, divise in classifica soltanto da un punto. Il pubblico delle grandi occasioni si presentò al campo, così come fecero anche le due formazioni: l'unico assente ingiustificato si rivelò essere l'arbitro, non avendo la Federazione provveduto per tempo a designarne uno, così le due società si accordarono di far arbitrare l'incontro al socio genoano Pasteur. Purtroppo però la partita non vide mai la fine poiché al 10° minuto della ripresa, sul punteggio di 1-0 per il Genoa l'arbitro espulse un giocatore dell'Andrea Doria: a quel punto il capitano della Doria, abbastanza inspiegabilmente, decise di ritirare la propria squadra e a nulla valsero le vivaci proteste del pubblico.
Mentre a Valenza la locale squadra non andò oltre un vivace 0-0 contro il Casale, la partita più interessante ed appassionante fu quella di Modena, dove la squadra di casa cercava i due punti decisivi per il passaggio alle finali contro il Bologna. Ad aprire le marcature ci ha pensato Fresia dopo 10 minuti e verso la fine del primo tempo Rampini II portava a 2 le reti per il Modena. Il Bologna non si dava per vinto e nella ripresa accorciava le distanze con Badini II; soltanto verso la fine dell'incontro il Modena riusciva a segnare il terzo punto con Forlivesi, ma ancora il Bologna, all'82° accorciava nuovamente le distanze con Pifferi fissando così il risultato finale sul 3-2 per i padroni di casa, che conquistavano meritatamente il passaggio alle finali.
A Torino la Juventus riuscì a vincere contro il Torino la partita che poteva risultare decisiva per la qualificazione. Passati in vantaggio al termine del primo tempo grazie ad una rete di Novo, i bianconeri si chiusero in difesa e subirono gli attacchi del Torino che riuscì a pareggio nella ripresa. A quel punto la Juventus ricominciò ad attaccare e riuscì a segnare la seconda e decisiva rete vincendo così l'incontro (2-1) e qualificandosi per la fase finale della Coppa.

A Milano il Milan vinse, secondo pronostico, la partita contro l'Internazionale: tutto venne deciso negli ultimi 10 minuti, quando al vantaggio dei nerazzurri rispose Cevenini che con una doppietta regalò la vittoria alla propria squadra consolidando il primato in classifica.
A due giornate dal termine, Juventus e Modena erano già qualificate per il girone finale, mentre grande incertezza regnava nel girone ligure e nel gruppo 3, dove tutte le squadre erano appaiate in classifica.
MILAN-INTERNAZIONALE 2-1
TORINO-JUVENTUS 1-2
VALENZA-CASALE 0-0
MODENA-BOLOGNA 3-2
GENOA-ANDREA DORIA 1-0

GRUPPO 1 GRUPPO 2 GRUPPO 3 GRUPPO 4 GRUPPO 5
6 MILAN 6 JUVENTUS 2 U.S. VERCELLESE 6 MODENA 4 GENOA
2 U.S. MILANESE 2 TORINO 2 VALENZA 2 BOLOGNA 3 ANDREA DORIA
0 INTERNAZIONALE 0 U.S. TORINESE 2 CASALE 0 AUDAX MODENA 1 SAVONA