ANDREA DORIA - MILAN del ottobre 1923
La fotografia ritrae un momento dell'incontro valido per la 4° giornata di andata del Girone B del campionato 1923/24, terminato 1 a 1 e disputato a Genova.
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sabato 30 marzo 2019
ALBUM DI FOOTBALL PERDUTO
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venerdì 26 ottobre 2018
ALBUM DI FOOTBALL PERDUTO
Milan - Andrea Doria, ottobre 1924
Piccoli tifosi di Milan e Andrea Doria prima della partita di campionato 1924/25
Milan vs Andrea Doria, october 1924.
Children supporting their football teams Milan and Andrea Doria before the match.
(Fotografia tratta da "Il Calcio" n.6 del 11 ottobre 1924 - Photo by "Il Calcio" n.6 10/11/1924)
Piccoli tifosi di Milan e Andrea Doria prima della partita di campionato 1924/25
Milan vs Andrea Doria, october 1924.
Children supporting their football teams Milan and Andrea Doria before the match.
(Fotografia tratta da "Il Calcio" n.6 del 11 ottobre 1924 - Photo by "Il Calcio" n.6 10/11/1924)
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mercoledì 6 dicembre 2017
ALBUM DI FOOTBALL PERDUTO
Inaugurazione a Marassi nel novembre 1909 del nuovo campo
della società Andrea Doria di Genova alla presenza delle autorità e
dei rappresentanti della maggiori società consorelle, oltre al
Presidente della F.I.G.C. il rag. Bosisio.
L'immagine ritrae il momento in cui la
bottiglia di champagne si infrange sul palo di una delle due porte
del campo, tra gli applausi e gli hip-hip-hurrà dei
calciatori.
Madrine della cerimonia la signorina De Maria e la
signora Bosisio.
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mercoledì 19 aprile 2017
WALKIN'ON THE FOOT-BALL: DILETTANTI O PROFESSIONISTI?
Sin
dai primi anni di vita del calcio ci si interrogò sullo “status”
del calciatore: votato al puro dilettantismo o professionista? Ancora
nel 1909 il primo vero regolamento organico del gioco del calcio
emanato dalla Federazione statuiva, senza ombra di dubbio che “i
giuocatori iscritti alla Federazione devono essere dilettanti.”
Se
quindi l'impostazione federale era chiara e univoca, le società più
facoltose tentarono sin da subito di accaparrarsi i servizi dei
giocatori migliori pagandoli o offrendo loro un posto di lavoro
poiché non era consentito ad un calciatore giocare per una squadra
che non fosse della città di residenza. Negli anni dei pionieri, il
Genoa fu spesso al centro di “casi” eclatanti, come quello del
gennaio 1911 quando venne multato di 500 lire per aver stipendiato
nel campionato precedente l'inglese Swift. Non solo. Ancora il Genoa
fu al centro di un altro scandalo nel 1913, quando scoppiò il caso
dei giocatori Sardi, Fresia (già al centro di altri casi di
professionismo negli anni precedenti) e Santamaria e venne ancora più
pesantemente multato dalla Federazione per “recidiva
in atti di professionismo”.
Erano anni di grande evoluzione per il calcio italiano,
c'erano squadre – Pro Vercelli su tutte – che dettavano legge sul
campo da gioco e altre – le più ricche, Genoa in primis –
che tentavano in ogni maniera di arginare lo strapotere dei
piemontesi. Anche sfruttando le indubbie capacità economiche di cui
disponevano agendo là dove i regolamenti apparivano più lacunosi.
Molti anni prima del calciomercato, dunque, alcune società presero
l'abitudine di “trasferire” giocatori per motivi di studio o di
lavoro: il cittadino per andare a lavorare si trasferiva a Genova e –
guarda caso – trovava una casacca del Genoa pronta da indossare.
Come spesso accade – oggi come allora – ci si fa prendere la mano
con facilità e in quel 1913 ben tre giocatori dell'Andrea Doria
stavano per passare al Genoa: difficile giustificare la migrazione
legandola a motivi di studio o di lavoro, essendo le due società
entrambe della stessa città!
Il
problema fu che si venne a sapere e subito il Corriere
della Sera e
il
Guerin Sportivo cavalcarono
la polemica e l'indignazione degli sportivi:
“Che
il professionismo larvato si fosse da vari anni insinuato tra le
file, che dovrebbero conservarsi dilettanti, dei footballers
italiani, era ben noto (…). La rivalità tra i vari
clubs,
spinta a volte all’eccesso, aveva a poco a poco creato il
professionismo. Alcuni giuocatori, fra quelli che venivano in Italia
dall’estero, erano stipendiati dalle società che volevano con essi
rinforzare la propria squadra; altri giuocatori italiani, di valore,
erano facilmente corrompibili (…). L’attuale Federazione ha già
dimostrato di volere epurare l’ambiente dei falsi dilettanti.”
Il Genoa venne colto sul fatto e durante l'assemblea
federale straordinaria del 13 luglio il genoano Pasteur dovette
ammettere che il proprio club aveva pagato Sardi e Santamaria per
giocare con i colori rossoblu. L'assemblea votò quindi il seguente
ordine del giorno:
“(…)
udite le esaurienti spiegazioni date dalla Presidenza federale e
dalla Commissione d’indagine, plaude all’operato di entrambe e
approva incondizionatamente le deliberazioni prese dalla Presidenza
federale a carico del Genoa Club e dei giuocatori Fresia, Sardi e
Santamaria, invitando la Presidenza stessa a proseguire nell’opera
di epurazione intrapresa per sradicare il professionismo, ovunque
imperi. (…)”
Il dibattito era vivace. C'era chi guardava a De
Coubertin e c'era chi guardava all'Inghilterra, patria del
professionismo “pallonaro” già dal 1885. Poi, all'improvviso,
tutti dovettero guardare l'orrore della guerra e di professionismo
non se ne parlò più.
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venerdì 6 maggio 2016
WALKIN'ON THE FOOT-BALL: FRANCESCO “FRANZ” CALI'
Legò indissolubilmente
il suo nome a quello della Nazionale perchè lui fu il capitano del
primo storico incontro che l'Italia giocò contro la Francia nel
maggio del 1910, a Milano.
Calì, però, fu molto
altro per il calcio pionieristico nostrano.
Nato in un paesino in
provincia di Catania, a seguito di problemi economici della ditta del
padre con la famiglia si trasferì a Zurigo e lì iniziò a giocare
al pallone in una squadra locale mettendosi ben presto in luce come
promettente attaccante e meritando il trasferimento all'Urania di
Ginevra.
Di quegli anni Ossola e
Tavella nel loro Cento anni di calcio italiano
riportano una testimonianza di Vittorio Pozzo che incontrò Calì da
avversario durante i suoi studi a Zurigo: “Ci andammo
addosso l'uno l'altro piuttosto malamente. Rimasti ambedue a terra e
sentita una mia parola di scusa in tedesco, giacché lo ritenevo
tale, mi rispose, ridendo, in pieno e schietto genovese: 'Con me puoi
parlare italiano, io sono de Zena'”
Ormai era di nuovo tempo
di fare i bagagli e rientrare in Italia, a Genova, dove il padre
riprese i suoi commerci in vino. Il giovane Calì giocò per un anno
nel Genoa, giusto in tempo per perdere la finale del campionato del
1901 e quindi si trasferì nella Società ginnastica Andrea Doria e
con la sua passione riuscì ad aprire la sezione calcio ed ad
organizzare – come giocatore, allenatore e capitano – la squadra
di calcio dell'Andrea Doria, con la quale già nel 1902 vinse a pari
merito con il Milan il titolo di campione d'Italia nel torneo
calcistico indetto dalla Federazione Ginnastica.
Da quel momento il nome
di Calì fu per sempre legato a quello dell'Andrea Doria, con la
quale giocò per dieci anni, sino al 1911. Lui stesso, in
un'intervista rilasciata al giornale Genova Sport
nel 1932 ricorda la vittoria che con l'Andrea Doria raccolse ai danni
della Juventus in occasione della festa patronale di San Secondo ad
Asti nel 1902. Al mattino si giocarono le semifinali e al pomeriggio
la finale che si protrasse sino a dopo il tramonto senza che nessuna
fosse riuscita a segnare. Allora la vittoria fu decisa dall'arbitro a
testa o croce e a vincere furono i genovesi: al cronista al quale
Calì raccontò questo episodio commentò con un eloquente “Quelli
sì ch'erano tempi!”. Tempi
eroici, dove ancora il campionato non era il torneo più importante,
anzi, non lo era affatto. Ben più seguito ed ambito era un altro
trofeo, la Palla Dapples
che Calì e compagni riuscirono a strappare al Genoa nel dicembre del
1904, quando, sul campo di Ponte Carrega, l'Andrea Doria vinse 2-0.
Sicuramente,
però, il momento più alto nella carriera di Calì fu, come detto
all'inizio, l'aver partecipato al primo incontro della Nazionale
italiana, facendolo – per giunta – come capitano. Solo due le sue
presenze in Nazionale, ma sempre come capitano: a Milano contro la
Francia e a Budapest contro l'Ungheria.
Appese
le scarpette al chiodo, continuò come arbitro e come allenatore,
presenziando in numerose Commissioni Tecniche che in vari momenti,
tra il 1912 e il 1920, guidarono la Nazionale.
martedì 2 febbraio 2016
COPPA FEDERALE 1916
10.
Recuperi ed esito finale della prima fase
Detto
del ricorso che l'Andrea Doria ha presentato ai danni del Genoa e che
poi verrà respinto dalla Federazione, domenica 31 gennaio si
giocarono i recuperi delle due partite non giocate.
La
più importante ai fini della classifica fu quella che si disputò a
Casale tra i locali nerostellati e il Valenza, nel girone più
equilibrato. Davanti ad un folto pubblico il primo tempo si chiuse
sullo 0-0 anche se al Valenza venne annullata una rete. Nel secondo
tempo ancora le squadre diedero vita ad una piacevole partita, ma il
Casale, più esperto, riuscì ad imporre la propria supremazia e
grazie a Rolle e Ferraris segnò due reti con le quali vinse la
partita e si qualificò per la fase finale del torneo.
A
Torino, a seguito della delibera federale sul ricorso dell'U.S.
Torinese relativo alle note vicende legate al proprio campo di gioco,
venne recuperato l'incontro – ormai inutile ai fini della
classifica – tra gli unionisti e il Torino. Come si ricorderà, il
campo dell'U.S. Torinese era stato confiscato dall'Esercito e
pertanto la squadra non aveva più un campo dove giocare; la
Federazione decise che le partite casalinghe gli unionisti le
avrebbero dovute disputare in campo neutro, pertanto quella domenica
la partita venne giocata sul campo neutro della Vigor. Davanti ad uno
scarso pubblico, quindi, le due squadre giocarono una partita davvero
poco entusiasmante, il Torino, molto rimaneggiato, addirittura scese
in campo in nove uomini: vinsero gli unionisti 1-0 grazie ad una rete
segnata da Zorzoli nel primo tempo.
Le
cinque qualificate al girone finale risultarono pertanto:
MILAN
JUVENTUS
CASALE
MODENA
GENOA
La
fase finale sarebbe iniziata domenica 13 febbraio con l'incontro tra
le due squadre avevano destati maggiori impressioni durante la prima
fase, Modena e Milan.
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lunedì 25 gennaio 2016
COPPA FEDERALE 1916
9.
Sesta giornata
Mentre
in Italia giungeva Re Nicola del Montenegro, di passaggio diretto in
Francia, per ilmondo del calcio domenica 23 gennaio segnava la fine
della prima fase della Coppa Federale, con l'ultima giornata.
La
partita più importante, come detto, era quella in programma a Casale
tra i padroni di casa e l'Unione Sportiva Vercellese, incontro
decisivo per le sorti del girone. Fu una partita vivace e combattuta,
dall'esito molto incerto: risultò vincitore il Casale per 3-2 e
questo risultato permise ai nerostellati di raggiungere i vercellesi
in testa alla classifica, ma avendo ancora da recuperare la partita
contro il Valenza, ora erano i maggior candidati alla qualificazione.
A
Milano si giocò la partita, inutile ai fini della classifica, tra
Internazionale e U.S. Milanese sul campo di via Goldoni, lo stesso
campo dove nella notte del 14 gennaio andò distrutta la tribuna in
legno a causa di un incendio. La partita, comunque, fu vinta dai
nerazzurri 1-0 grazie alla rete di Aebi nella ripresa.
Tutto
secondo pronostico nelle restanti partite: sul campo dello Sterlino
il Bologna non ebbe problemi a vincere contro l'Audax segnando ben
sette reti, a Genova l'Andrea Doria vinceva facile per 5-1 contro il
Savona e a Torino la Juventus liquidava l'Unione Sportiva Torinese
per 5-2.

(Le foto si riferiscono alla partita Andrea Doria - Savona)
Termina
così la prima fase della Coppa:
INTERNAZIONALE-U.S.MILANESE 1-0
JUVENTUS-U.S.TORINESE 5-2
CASALE-U.S.VERCELLESE 3-2
BOLOGNA-AUDAX 7-0
ANDREA
DORIA-SAVONA 5-1
|
GRUPPO 1 |
GRUPPO 2 |
GRUPPO 3 |
GRUPPO 4 |
GRUPPO 5 |
|
8 MILAN |
8 JUVENTUS |
4 U.S. VERCELLESE |
8 MODENA |
6 GENOA |
|
2 U.S. MILANESE |
2 TORINO |
4 CASALE |
4 BOLOGNA |
5 ANDREA DORIA |
|
2 INTERNAZIONALE |
0 U.S. TORINESE |
2 VALENZA |
0 AUDAX MODENA |
1 SAVONA |
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lunedì 18 gennaio 2016
COPPA FEDERALE 1916
8.
Quinta giornata
Domenica
16 gennaio a Torino non si giocò, o meglio, al posto dell'incontro
in calendario per la quinta giornata della Coppa, Torino e U.S.
Torinese disputarono un'amichevole vinta dai granata 3-1. gli
unionisti, infatti, non vollero disputare la partita ufficiale
pendente ancora il reclamo legato alle vicende legate al proprio
campo da gioco, vicende che già la settimana prima avevano creato confusione
e polemiche.
Bello,
invece, lo spettacolo a Modena, dove complice la giornata
primaverile, un folto pubblico riuscì a godere della bella
prestazione di entrambe le squadre. Come da pronostico il Modena ebbe
la meglio sull'Audax per 3-0 riuscendo così a chiudere il girone con
tutte vittorie.
Tempo
primaverile anche a Savona dove il Genoa vinse molto agevolmente la
partita contro i locali 6-0, ribadendo così la netta supremazia già
mostrata nella partita di andata.
A
Vercelli i padroni di casa dell'Unione ebbero facilmente la meglio
sul Valenza anche se, nonostante la mole di gioco e le numerose
occasioni da rete, riuscirono a vincere soltanto per 1-0.
Tante
reti anche a Milano, sul campo di via Stelvio, tra l'U.S.Milanese e
il Milan: i rossoneri diedero subito sfoggio della propria supremazia
portandosi avanti per 3-0, grazie alla doppietta segnata da Cevenini
I, poi, sopraggiunta una certa rilassatezza, gli unionisti si fecero
sotto segnando negli ultimi minuti della gara due reti, così da
fissare il punteggio finale sul 3-2 per il Milan.
Ad
una giornata dal termine della prima fase, pertanto, soltanto il
gruppo 3 non aveva ancora emanato il proprio verdetto, rimandando il tutto
all'ultima e decisiva partita tra Casale e U.S. Vercellese. Per il
resto, due squadre su tutte avevano davvero impressionato e si
presentavano alla fase finale come favorite: il Milan e il
sorprendente Modena.
U.S.MILANESE-MILAN 2-3
U.S.TORINESE-TORINO RINVIATA
U.S.VERCELLESE-VALENZA 1-0
AUDAX-MODENA 0-3
SAVONA-GENOA 0-6
| GRUPPO 1 | GRUPPO 2 | GRUPPO 3 | GRUPPO 4 | GRUPPO 5 |
| 8 MILAN | 6 JUVENTUS | 4 U.S. VERCELLESE | 8 MODENA | 6 GENOA |
| 2 U.S. MILANESE | 2 TORINO | 2 VALENZA | 2 BOLOGNA | 3 ANDREA DORIA |
| 0 INTERNAZIONALE | 0 U.S. TORINESE | 2 CASALE | 0 AUDAX MODENA | 1 SAVONA |
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lunedì 11 gennaio 2016
COPPA FEDERALE 1916
7.
Quarta giornata
La
partita più attesa della prima giornata di ritorno era quella in
programma a Genova, tra l'Andrea Doria e il Genoa, divise in
classifica soltanto da un punto. Il pubblico delle grandi occasioni
si presentò al campo, così come fecero anche le due formazioni:
l'unico assente ingiustificato si rivelò essere l'arbitro, non
avendo la Federazione provveduto per tempo a designarne uno, così le
due società si accordarono di far arbitrare l'incontro al socio
genoano Pasteur. Purtroppo però la partita non vide mai la fine
poiché al 10° minuto della ripresa, sul punteggio di 1-0 per il
Genoa l'arbitro espulse un giocatore dell'Andrea Doria: a quel punto
il capitano della Doria, abbastanza inspiegabilmente, decise di
ritirare la propria squadra e a nulla valsero le vivaci proteste del
pubblico.
Mentre
a Valenza la locale squadra non andò oltre un vivace 0-0 contro il
Casale, la partita più interessante ed appassionante fu quella di
Modena, dove la squadra di casa cercava i due punti decisivi per il
passaggio alle finali contro il Bologna. Ad aprire le marcature ci ha
pensato Fresia dopo 10 minuti e verso la fine del primo tempo Rampini
II portava a 2 le reti per il Modena. Il Bologna non si dava per
vinto e nella ripresa accorciava le distanze con Badini II; soltanto
verso la fine dell'incontro il Modena riusciva a segnare il terzo
punto con Forlivesi, ma ancora il Bologna, all'82° accorciava
nuovamente le distanze con Pifferi fissando così il risultato finale
sul 3-2 per i padroni di casa, che conquistavano meritatamente il
passaggio alle finali.
A
Torino la Juventus riuscì a vincere contro il Torino la partita che
poteva risultare decisiva per la qualificazione. Passati in vantaggio
al termine del primo tempo grazie ad una rete di Novo, i bianconeri
si chiusero in difesa e subirono gli attacchi del Torino che riuscì
a pareggio nella ripresa. A quel punto la Juventus ricominciò ad
attaccare e riuscì a segnare la seconda e decisiva rete vincendo
così l'incontro (2-1) e qualificandosi per la fase finale della
Coppa.
A
Milano il Milan vinse, secondo pronostico, la partita contro
l'Internazionale: tutto venne deciso negli ultimi 10 minuti, quando
al vantaggio dei nerazzurri rispose Cevenini che con una doppietta
regalò la vittoria alla propria squadra consolidando il primato in
classifica.
A due
giornate dal termine, Juventus e Modena erano già qualificate per il
girone finale, mentre grande incertezza regnava nel girone ligure e
nel gruppo 3, dove tutte le squadre erano appaiate in classifica.
MILAN-INTERNAZIONALE 2-1
TORINO-JUVENTUS 1-2
VALENZA-CASALE 0-0
MODENA-BOLOGNA 3-2
GENOA-ANDREA
DORIA 1-0
| GRUPPO 1 | GRUPPO 2 | GRUPPO 3 | GRUPPO 4 | GRUPPO 5 |
| 6 MILAN | 6 JUVENTUS | 2 U.S. VERCELLESE | 6 MODENA | 4 GENOA |
| 2 U.S. MILANESE | 2 TORINO | 2 VALENZA | 2 BOLOGNA | 3 ANDREA DORIA |
| 0 INTERNAZIONALE | 0 U.S. TORINESE | 2 CASALE | 0 AUDAX MODENA | 1 SAVONA |
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lunedì 4 gennaio 2016
COPPA FEDERALE 1916
6.
Terza giornata
“Un
lungo e scrosciante applauso saluta gli alleati al loro apparire sul
campo. Essi, che vestono maglia azzurra, calzoni bianchi e calze
rosse, ricevono in omaggio dai giocatori di Milano un ricco
stendardo.”1
Con
queste parole La Stampa
raccontò della partita giocata a Milano nel pomeriggio del 1°
gennaio 1916 tra l'Internazionale (rafforzata da Fresia e De Vecchi)
e una squadra composta da giocatori francesi e belgi reduci dai vari
fronti alleati in permesso speciale. Più di 5.000 persone
assistettero all'incontro benefico il cui ricavato andò alla Croce
Rossa e all'Esercito e che vide il prevalere dei milanesi (6-4 il
risultato finale).
Il
giorno seguente i giocatori alleati furono ospiti della città di
Milano e assistettero alla partita, valida per la terza giornata
della Coppa Federale, tra U.S. Milanese e Internazionale. Sul campo
di via Stelvio si affrontavano quindi le due squadre che avevano
perso i rispettivi incontri con il Milan, pertanto era quella una
partita molto importante per entrambe: chi avesse perso avrebbe
presumibilmente dovuto dire addio al sogno di qualificarsi per la
fase finale della competizione. Dopo un primo tempo equilibrato, dove
le due squadre segnarono una rete ciascuna, la stanchezza iniziò a
farsi sentire nei neroazzurri, reduci dall'incontro giocato appena 24
ore prima, e gli unionisti presero il comando del gioco e riuscirono
al 35° della ripresa a segnare la rete decisiva con Giustacchini
facendo propria la vittoria per 2-1.
A
Vercelli fece il suo debutto il Casale con un pareggio divertente per
2-2 contro l'Unione Vercellese, in un girone che si dimostrava sempre
più come quello più equilibrato.
A
Savona c'era molta attesa per il debutto casalingo della squadra di
casa, reduce dalla pesantissima sconfitta rimediata sette giorni
prima a Genova. Andrea Doria e Savona si presentarono entrambe
rimaneggiate e non riuscirono a regalare al numeroso pubblico
accorso, uno spettacolo di livello, ma almeno il Savona riuscì a
bloccare gli ospiti sullo 0-0 e a conquistare così il suo primo
punto nel torneo.
A
Modena la partita seguì il copione che tutti si aspettavano. Il
Bologna chiuse il discorso vittoria contro l'Audax già nel primo
tempo, grazie alla rete di Gnudi al 3° minuto e ad un'autorete dei
padroni di casa a metà tempo (2-0).
Senza
ombra di dubbio la situazione più paradossale si ebbe a Torino, dove
era in programma la partita tra Juventus e U.S. Torinese. Alcuni
giorni prima l'Autorità militare aveva confiscato, per ragioni
logistiche, lo Stadium, dove giocava l'Unione; a quel punto era
intervenuto il Torino che aveva offerto agli unionisti di giocare i
loro incontri casalinghi sul proprio campo, così l'incontro del 2
gennaio venne programmato sul campo del Torino. Però la Juventus,
forte di una delibera della Commissione Tecnica Federale, si presentò
sul proprio campo e così le due squadre che dovevano incontrarsi si
presentarono – con rispettivi tifosi al seguito – all'orario
stabilito ognuna su un campo diverso! Immancabili le polemiche e le
discussioni: i dirigenti delle due società discussero animatamente e
solo dopo parecchio tempo gli unionisti accettarono di giocare sul
campo della Juventus riservandosi di presentare reclamo. Così
squadra e tifosi dell'Unione dovettero spostarsi sul campo della
Juventus e l'incontro si giocò in un clima molto surriscaldato, dove
i tifosi di entrambe le squadre mantennero per tutta la partita un
atteggiamento ostile e minaccioso. L'U.S. Torinese si mostrò più
brillante e nel primo tempo riuscì ad andare in vantaggio dopo
appena 4 minuti; la Juventus, però, non si demoralizzò, si difese
con ordine e nella ripresa approfittando della sterilità degli
avversari, riuscì a segnare due reti e quindi a far suo l'incontro.
U.S.
MILANESE-INTERNAZIONALE 2-1
U.S.
TORINESE-JUVENTUS 1-2
U.S.
VERCELLESE-CASALE 2-2
AUDAX-BOLOGNA 0-2
SAVONA-ANDREA
DORIA 0-0
| GRUPPO 1 | GRUPPO 2 | GRUPPO 3 | GRUPPO 4 | GRUPPO 5 |
| 4 MILAN | 4 JUVENTUS | 2 U.S. VERCELLESE | 4 MODENA | 3 ANDREA DORIA |
| 2 U.S. MILANESE | 2 TORINO | 1 VALENZA | 2 BOLOGNA | 2 GENOA |
| 0 INTERNAZIONALE | 0 U.S. TORINESE | 1 CASALE | 0 AUDAX MODENA | 1 SAVONA |
1Cfr.
La Stampa del 2 Gennaio 1916
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martedì 29 dicembre 2015
COPPA FEDERALE 1916
5. Seconda giornata
“Sulle
alture ad ovest di Gorizia, nelle prime ore del mattino del 23, il
nemico tentò di attaccare le nostre postazioni di fronte al
Grafenberg. Coll'intervento delle artiglierie e col pronto accorrere
dei rincalzi, l'attacco fu respinto.
Sul
Carso, all'ala destra delle nostre postazioni, dopo vivo fuoco di
fucileria, getto di bombe e lancio di razzi luminosi, nuclei nemici
avanzarono contro i nostri trinceramenti ad est di Stelz. Fatti segno
a tiri aggiustati, ripiegarono disordinatamente.”
Così
Cadorna firmava il bollettino numero 212 del Comando Supremo della
vigilia di Natale del 1915, il primo Natale di guerra per gli
italiani, i quali, forse rinfrancati o forse no da queste parole,
trascorsero il giorno di Santo Stefano seguendo le vicende della
seconda giornata della Coppa Federale.
Una specie di Boxing day
nostrano, per così dire.
A
Torino fece il suo debutto nella manifestazione la giovane squadra
dell'U.S. Torinese contro i padroni di casa del Torino, questi ultimi
chiamati al riscatto dopo la sconfitta all'esordio subita contro la
Juventus. La partita fu interessante e combattuta, anche se i più
forti ed esperti giocatori granata regolarono sin da subito i conti
con gli avversari segnando due reti nel primo tempo. Nella ripresa,
che vide il Torino giocare per quasi tutto il tempo in inferiorità
numerica a causa dell'infortunio patito da Morando II, l'Unione cercò
di agguantare gli avversari portando diversi attacchi alla difesa
granata la quale, però, resistette senza eccessivi affanni,
mantenendo così il risultato sul 2-0 sino alla fine dell'incontro.
Detto
del vivace pareggio (1-1) a Valenza tra la locale squadra e l'U.S.
Vercellese, partita che segnò il debutto del gruppo 3, a Modena i
gialloblu confermarono di essere una delle migliori squadre del
torneo vincendo, secondo pronostico, la seconda partita del proprio
girone con un perentorio 4-0 ai danni dei concittadini dell'Audax.
Tutto
sin troppo facile per il Genoa nella partita giocata contro il
Savona. Anche i rossoblu, come il Torino, dovevano riscattare il
passo falso della prima giornata e vi riuscirono in maniera assoluta
e roboante, seppellendo il malcapitato Savona sotto una valanga di
tredici reti, senza subirne alcuna.
Sul
campo del Velodromo, il Milan, pur senza due giocatori importanti
come Van Hege e Barbieri, vinceva la sua seconda partita regolando
senza problemi l'U.S. Milanese per 2-0, segnando con Ferrario su
rigore e con Cevenini I.
Dopo
due giornate, pertanto, la situazione era la seguente:
MILAN-U.S.
MILANESE 2-0
TORINO-U.S.
TORINESE 2-0
VALENZA-U.S.
VERCELLESE 1-1
MODENA-AUDAX 4-0
GENOA-SAVONA 13-0
|
GRUPPO 1 |
GRUPPO 2 |
GRUPPO 3 |
GRUPPO 4 |
GRUPPO 5 |
|
4 MILAN |
2 JUVENTUS |
1 VALENZA |
4 MODENA |
2 ANDREA DORIA |
|
0 INTERNAZIONALE |
2 TORINO |
1 U.S. VERCELLESE |
0 BOLOGNA |
2 GENOA |
|
0 U.S. MILANESE |
0 U.S. TORINESE |
0 CASALE |
0 AUDAX MODENA |
0 SAVONA |
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Torino
lunedì 21 dicembre 2015
COPPA FEDERALE 1916
4. Prima giornata
“Acqua,
fango, vento: ecco, in sintesi, la cornice nella quale il lettore può
inquadrare i primi quattro matches – il quinto, quello di Casale,
ha dovuto essere del tutto rinviato a causa dell'inclemenza del tempo
e della impraticabilità del campo – della Coppa Federale, la
maggior competizione calcistica dell'annata.1”
Così
Il Football
nell'edizione del 23 dicembre iniziava a raccontare la prima giornata
della Coppa, disputata il 19 dicembre 1915. Ancor prima di iniziare,
si segnalava da subito una defezione, infatti la Cremonese domandò
ed ottenne di non partecipare alla Coppa e così al suo posto nel
girone emiliano con Modena e Bologna venne inserita l'Audax di
Modena. Nonostante ciò si era pronti a partire e così avvenne
domenica 19 dicembre.
Alla
prima giornata in tutti i campi, nonostante il tempo inclemente e –
non bisogna dimenticarlo – si fosse in tempo di guerra, il pubblico
fu numeroso ed appassionato.
A
Milano il Milan vinse nettamente (3-0) contro l'Internazionale,
nonostante i rossoneri si fossero presentati con ben quattro
giocatori della seconda squadra e i nerazzurri si fossero rinforzati
con Lazzoli e Carcano, due giocatori dell'Alessandria. Partita subito
forte, bene presto l'Internazionale dovette subire gli attacchi del
Milan che chiuse il primo tempo in vantaggio grazie alla doppietta di
Cevenini I; Avanzini, nella ripresa, inchiodò il risultato sul 3-0
finale.
A
Genova, dove si giocò su un campo molto pesante e fangoso tra due
squadre che si presentarono incomplete nei loro ranghi poiché molti
dei loro giocatori erano già partiti per il fronte si registrò la
sorpresa della giornata. La vittoria, infatti, andò all'Andrea Doria
che sconfisse la ben più blasonata squadra del Genoa per 3-2.
A
Torino Juventus e Torino diedero vita ad una partita molto accesa,
seppur il terreno si presentasse in pessime condizioni. Dopo un solo
minuto il Torino segnò con Gaja ma verso la metà del primo tempo la
Juventus riuscì a pareggiare; i granata non si diedero per vinti e
si portarono nuovamente in vantaggio per poi venire ripresi prima
dell'intervallo. Si andò quindi al riposo sul punteggio di 2-2.
Nella ripresa il Torino partì all'arrembaggio e pressò l'avversario
senza peraltro riuscire a segnare, cosa che invece riuscì ai
bianconeri per due volte, sempre con Pavan. Sul finale il Torino
fallì un calcio di rigore, così l'incontro terminò sul punteggio
di 4-2 per la Juventus2.
A
Bologna c'era grande curiosità per vedere all'opera lo squadrone del
Modena, che presentava nelle proprie fila giocatori del calibro di
Fresia, Vigevani, Forlivesi e i campioni che avevano fatto grande la
Pro Vercelli Ara e Rampini. Sul campo dello Sterlino ridotto ad un
pantano, sotto una pioggia battente e davanti ad un folto pubblico il
Modena non deluse le attese e fece proprio il risultato vincendo 2-0,
ma ciò che mancò fu lo spettacolo: i gialloblu dominarono
l'incontro ma complice le avverse condizioni meteorologiche mancarono
sotto l'aspetto della prestazione3.
Questa,
dunque, la situazione al termine della prima giornata:
MILAN-INTERNAZIONALE 0-3
JUVENTUS-TORINO 4-2
CASALE-VALENZA RINVIATA
BOLOGNA-MODENA 0-2
ANDREA
DORIA-GENIA 3-2
| GRUPPO 1 | GRUPPO 2 | GRUPPO 3 | GRUPPO 4 | GRUPPO 5 |
| 2 MILAN | 2 JUVENTUS | CASALE | 2 MODENA | 2 ANDREA DORIA |
| 0 INTERNAZIONALE | 0 TORINO | VALENZA | 0 BOLOGNA | 0 GENOA |
| 0 U.S. MILANESE | 0 U.S. TORINESE | U.S. VERCELLESE | 0 AUDAX | 0 SAVONA |
2Cfr.
La Stampa del 20 dicembre
1915
3Cfr.
Il Resto del Carlino del 20
dicembre 1915
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