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sabato 30 marzo 2019

ALBUM DI FOOTBALL PERDUTO

ANDREA DORIA - MILAN del ottobre 1923
La fotografia ritrae un momento dell'incontro valido per la 4° giornata di andata del Girone B del campionato 1923/24, terminato 1 a 1 e disputato a Genova. 


(fotografia tratta da "Il Calcio")

venerdì 26 ottobre 2018

ALBUM DI FOOTBALL PERDUTO

Milan - Andrea Doria, ottobre 1924
Piccoli tifosi di Milan e Andrea Doria prima della partita di campionato 1924/25


 Milan vs Andrea Doria, october 1924.
Children supporting their football teams Milan and Andrea Doria before the match.

(Fotografia tratta da "Il Calcio" n.6 del 11 ottobre 1924 - Photo by "Il Calcio" n.6 10/11/1924)

mercoledì 6 dicembre 2017

ALBUM DI FOOTBALL PERDUTO

Inaugurazione a Marassi nel novembre 1909 del nuovo campo della società Andrea Doria di Genova alla presenza delle autorità e dei rappresentanti della maggiori società consorelle, oltre al Presidente della F.I.G.C. il rag. Bosisio.

 
L'immagine ritrae il momento in cui la bottiglia di champagne si infrange sul palo di una delle due porte del campo, tra gli applausi e gli hip-hip-hurrà dei calciatori. 

Madrine della cerimonia la signorina De Maria e la signora Bosisio.

mercoledì 19 aprile 2017

WALKIN'ON THE FOOT-BALL: DILETTANTI O PROFESSIONISTI?

Sin dai primi anni di vita del calcio ci si interrogò sullo “status” del calciatore: votato al puro dilettantismo o professionista? Ancora nel 1909 il primo vero regolamento organico del gioco del calcio emanato dalla Federazione statuiva, senza ombra di dubbio che “i giuocatori iscritti alla Federazione devono essere dilettanti.”
Se quindi l'impostazione federale era chiara e univoca, le società più facoltose tentarono sin da subito di accaparrarsi i servizi dei giocatori migliori pagandoli o offrendo loro un posto di lavoro poiché non era consentito ad un calciatore giocare per una squadra che non fosse della città di residenza. Negli anni dei pionieri, il Genoa fu spesso al centro di “casi” eclatanti, come quello del gennaio 1911 quando venne multato di 500 lire per aver stipendiato nel campionato precedente l'inglese Swift. Non solo. Ancora il Genoa fu al centro di un altro scandalo nel 1913, quando scoppiò il caso dei giocatori Sardi, Fresia (già al centro di altri casi di professionismo negli anni precedenti) e Santamaria e venne ancora più pesantemente multato dalla Federazione per “recidiva in atti di professionismo”.
Erano anni di grande evoluzione per il calcio italiano, c'erano squadre – Pro Vercelli su tutte – che dettavano legge sul campo da gioco e altre – le più ricche, Genoa in primis – che tentavano in ogni maniera di arginare lo strapotere dei piemontesi. Anche sfruttando le indubbie capacità economiche di cui disponevano agendo là dove i regolamenti apparivano più lacunosi. Molti anni prima del calciomercato, dunque, alcune società presero l'abitudine di “trasferire” giocatori per motivi di studio o di lavoro: il cittadino per andare a lavorare si trasferiva a Genova e – guarda caso – trovava una casacca del Genoa pronta da indossare. Come spesso accade – oggi come allora – ci si fa prendere la mano con facilità e in quel 1913 ben tre giocatori dell'Andrea Doria stavano per passare al Genoa: difficile giustificare la migrazione legandola a motivi di studio o di lavoro, essendo le due società entrambe della stessa città!
Il problema fu che si venne a sapere e subito il Corriere della Sera e il Guerin Sportivo cavalcarono la polemica e l'indignazione degli sportivi:
Che il professionismo larvato si fosse da vari anni insinuato tra le file, che dovrebbero conservarsi dilettanti, dei footballers italiani, era ben noto (…). La rivalità tra i vari clubs, spinta a volte all’eccesso, aveva a poco a poco creato il professionismo. Alcuni giuocatori, fra quelli che venivano in Italia dall’estero, erano stipendiati dalle società che volevano con essi rinforzare la propria squadra; altri giuocatori italiani, di valore, erano facilmente corrompibili (…). L’attuale Federazione ha già dimostrato di volere epurare l’ambiente dei falsi dilettanti.”
Il Genoa venne colto sul fatto e durante l'assemblea federale straordinaria del 13 luglio il genoano Pasteur dovette ammettere che il proprio club aveva pagato Sardi e Santamaria per giocare con i colori rossoblu. L'assemblea votò quindi il seguente ordine del giorno:
(…) udite le esaurienti spiegazioni date dalla Presidenza federale e dalla Commissione d’indagine, plaude all’operato di entrambe e approva incondizionatamente le deliberazioni prese dalla Presidenza federale a carico del Genoa Club e dei giuocatori Fresia, Sardi e Santamaria, invitando la Presidenza stessa a proseguire nell’opera di epurazione intrapresa per sradicare il professionismo, ovunque imperi. (…)”
Il dibattito era vivace. C'era chi guardava a De Coubertin e c'era chi guardava all'Inghilterra, patria del professionismo “pallonaro” già dal 1885. Poi, all'improvviso, tutti dovettero guardare l'orrore della guerra e di professionismo non se ne parlò più.


venerdì 6 maggio 2016

WALKIN'ON THE FOOT-BALL: FRANCESCO “FRANZ” CALI'

Legò indissolubilmente il suo nome a quello della Nazionale perchè lui fu il capitano del primo storico incontro che l'Italia giocò contro la Francia nel maggio del 1910, a Milano.
Calì, però, fu molto altro per il calcio pionieristico nostrano.
Nato in un paesino in provincia di Catania, a seguito di problemi economici della ditta del padre con la famiglia si trasferì a Zurigo e lì iniziò a giocare al pallone in una squadra locale mettendosi ben presto in luce come promettente attaccante e meritando il trasferimento all'Urania di Ginevra.
Di quegli anni Ossola e Tavella nel loro Cento anni di calcio italiano riportano una testimonianza di Vittorio Pozzo che incontrò Calì da avversario durante i suoi studi a Zurigo: “Ci andammo addosso l'uno l'altro piuttosto malamente. Rimasti ambedue a terra e sentita una mia parola di scusa in tedesco, giacché lo ritenevo tale, mi rispose, ridendo, in pieno e schietto genovese: 'Con me puoi parlare italiano, io sono de Zena'”
Ormai era di nuovo tempo di fare i bagagli e rientrare in Italia, a Genova, dove il padre riprese i suoi commerci in vino. Il giovane Calì giocò per un anno nel Genoa, giusto in tempo per perdere la finale del campionato del 1901 e quindi si trasferì nella Società ginnastica Andrea Doria e con la sua passione riuscì ad aprire la sezione calcio ed ad organizzare – come giocatore, allenatore e capitano – la squadra di calcio dell'Andrea Doria, con la quale già nel 1902 vinse a pari merito con il Milan il titolo di campione d'Italia nel torneo calcistico indetto dalla Federazione Ginnastica.

Da quel momento il nome di Calì fu per sempre legato a quello dell'Andrea Doria, con la quale giocò per dieci anni, sino al 1911. Lui stesso, in un'intervista rilasciata al giornale Genova Sport nel 1932 ricorda la vittoria che con l'Andrea Doria raccolse ai danni della Juventus in occasione della festa patronale di San Secondo ad Asti nel 1902. Al mattino si giocarono le semifinali e al pomeriggio la finale che si protrasse sino a dopo il tramonto senza che nessuna fosse riuscita a segnare. Allora la vittoria fu decisa dall'arbitro a testa o croce e a vincere furono i genovesi: al cronista al quale Calì raccontò questo episodio commentò con un eloquente “Quelli sì ch'erano tempi!”. Tempi eroici, dove ancora il campionato non era il torneo più importante, anzi, non lo era affatto. Ben più seguito ed ambito era un altro trofeo, la Palla Dapples che Calì e compagni riuscirono a strappare al Genoa nel dicembre del 1904, quando, sul campo di Ponte Carrega, l'Andrea Doria vinse 2-0.

Sicuramente, però, il momento più alto nella carriera di Calì fu, come detto all'inizio, l'aver partecipato al primo incontro della Nazionale italiana, facendolo – per giunta – come capitano. Solo due le sue presenze in Nazionale, ma sempre come capitano: a Milano contro la Francia e a Budapest contro l'Ungheria.
Appese le scarpette al chiodo, continuò come arbitro e come allenatore, presenziando in numerose Commissioni Tecniche che in vari momenti, tra il 1912 e il 1920, guidarono la Nazionale.




martedì 2 febbraio 2016

COPPA FEDERALE 1916

10. Recuperi ed esito finale della prima fase


 Detto del ricorso che l'Andrea Doria ha presentato ai danni del Genoa e che poi verrà respinto dalla Federazione, domenica 31 gennaio si giocarono i recuperi delle due partite non giocate.
La più importante ai fini della classifica fu quella che si disputò a Casale tra i locali nerostellati e il Valenza, nel girone più equilibrato. Davanti ad un folto pubblico il primo tempo si chiuse sullo 0-0 anche se al Valenza venne annullata una rete. Nel secondo tempo ancora le squadre diedero vita ad una piacevole partita, ma il Casale, più esperto, riuscì ad imporre la propria supremazia e grazie a Rolle e Ferraris segnò due reti con le quali vinse la partita e si qualificò per la fase finale del torneo.
A Torino, a seguito della delibera federale sul ricorso dell'U.S. Torinese relativo alle note vicende legate al proprio campo di gioco, venne recuperato l'incontro – ormai inutile ai fini della classifica – tra gli unionisti e il Torino. Come si ricorderà, il campo dell'U.S. Torinese era stato confiscato dall'Esercito e pertanto la squadra non aveva più un campo dove giocare; la Federazione decise che le partite casalinghe gli unionisti le avrebbero dovute disputare in campo neutro, pertanto quella domenica la partita venne giocata sul campo neutro della Vigor. Davanti ad uno scarso pubblico, quindi, le due squadre giocarono una partita davvero poco entusiasmante, il Torino, molto rimaneggiato, addirittura scese in campo in nove uomini: vinsero gli unionisti 1-0 grazie ad una rete segnata da Zorzoli nel primo tempo.

Le cinque qualificate al girone finale risultarono pertanto:
MILAN
JUVENTUS
CASALE
MODENA
GENOA

La fase finale sarebbe iniziata domenica 13 febbraio con l'incontro tra le due squadre avevano destati maggiori impressioni durante la prima fase, Modena e Milan.

lunedì 25 gennaio 2016

COPPA FEDERALE 1916

9. Sesta giornata

 
Mentre in Italia giungeva Re Nicola del Montenegro, di passaggio diretto in Francia, per ilmondo del calcio domenica 23 gennaio segnava la fine della prima fase della Coppa Federale, con l'ultima giornata.
La partita più importante, come detto, era quella in programma a Casale tra i padroni di casa e l'Unione Sportiva Vercellese, incontro decisivo per le sorti del girone. Fu una partita vivace e combattuta, dall'esito molto incerto: risultò vincitore il Casale per 3-2 e questo risultato permise ai nerostellati di raggiungere i vercellesi in testa alla classifica, ma avendo ancora da recuperare la partita contro il Valenza, ora erano i maggior candidati alla qualificazione.

A Milano si giocò la partita, inutile ai fini della classifica, tra Internazionale e U.S. Milanese sul campo di via Goldoni, lo stesso campo dove nella notte del 14 gennaio andò distrutta la tribuna in legno a causa di un incendio. La partita, comunque, fu vinta dai nerazzurri 1-0 grazie alla rete di Aebi nella ripresa.
Tutto secondo pronostico nelle restanti partite: sul campo dello Sterlino il Bologna non ebbe problemi a vincere contro l'Audax segnando ben sette reti, a Genova l'Andrea Doria vinceva facile per 5-1 contro il Savona e a Torino la Juventus liquidava l'Unione Sportiva Torinese per 5-2.



 (Le foto si riferiscono alla partita Andrea Doria - Savona)







Termina così la prima fase della Coppa:
INTERNAZIONALE-U.S.MILANESE 1-0
JUVENTUS-U.S.TORINESE 5-2
CASALE-U.S.VERCELLESE 3-2
BOLOGNA-AUDAX 7-0
ANDREA DORIA-SAVONA 5-1

GRUPPO 1
GRUPPO 2
GRUPPO 3
GRUPPO 4
GRUPPO 5
8 MILAN
8 JUVENTUS
4 U.S. VERCELLESE
8 MODENA
6 GENOA
2 U.S. MILANESE
2 TORINO
4 CASALE
4 BOLOGNA
5 ANDREA DORIA
2 INTERNAZIONALE
0 U.S. TORINESE
2 VALENZA
0 AUDAX MODENA
1 SAVONA




lunedì 18 gennaio 2016

COPPA FEDERALE 1916

8. Quinta giornata


Domenica 16 gennaio a Torino non si giocò, o meglio, al posto dell'incontro in calendario per la quinta giornata della Coppa, Torino e U.S. Torinese disputarono un'amichevole vinta dai granata 3-1. gli unionisti, infatti, non vollero disputare la partita ufficiale pendente ancora il reclamo legato alle vicende legate al proprio campo da gioco, vicende che già la settimana prima avevano creato confusione e polemiche.
Bello, invece, lo spettacolo a Modena, dove complice la giornata primaverile, un folto pubblico riuscì a godere della bella prestazione di entrambe le squadre. Come da pronostico il Modena ebbe la meglio sull'Audax per 3-0 riuscendo così a chiudere il girone con tutte vittorie.
Tempo primaverile anche a Savona dove il Genoa vinse molto agevolmente la partita contro i locali 6-0, ribadendo così la netta supremazia già mostrata nella partita di andata.
A Vercelli i padroni di casa dell'Unione ebbero facilmente la meglio sul Valenza anche se, nonostante la mole di gioco e le numerose occasioni da rete, riuscirono a vincere soltanto per 1-0.
Tante reti anche a Milano, sul campo di via Stelvio, tra l'U.S.Milanese e il Milan: i rossoneri diedero subito sfoggio della propria supremazia portandosi avanti per 3-0, grazie alla doppietta segnata da Cevenini I, poi, sopraggiunta una certa rilassatezza, gli unionisti si fecero sotto segnando negli ultimi minuti della gara due reti, così da fissare il punteggio finale sul 3-2 per il Milan.
Ad una giornata dal termine della prima fase, pertanto, soltanto il gruppo 3 non aveva ancora emanato il proprio verdetto, rimandando il tutto all'ultima e decisiva partita tra Casale e U.S. Vercellese. Per il resto, due squadre su tutte avevano davvero impressionato e si presentavano alla fase finale come favorite: il Milan e il sorprendente Modena.

U.S.MILANESE-MILAN 2-3
U.S.TORINESE-TORINO RINVIATA
U.S.VERCELLESE-VALENZA 1-0
AUDAX-MODENA 0-3
SAVONA-GENOA 0-6

GRUPPO 1 GRUPPO 2 GRUPPO 3 GRUPPO 4 GRUPPO 5
8 MILAN 6 JUVENTUS 4 U.S. VERCELLESE 8 MODENA 6 GENOA
2 U.S. MILANESE 2 TORINO 2 VALENZA 2 BOLOGNA 3 ANDREA DORIA
0 INTERNAZIONALE 0 U.S. TORINESE 2 CASALE 0 AUDAX MODENA 1 SAVONA







lunedì 11 gennaio 2016

COPPA FEDERALE 1916


7. Quarta giornata
La partita più attesa della prima giornata di ritorno era quella in programma a Genova, tra l'Andrea Doria e il Genoa, divise in classifica soltanto da un punto. Il pubblico delle grandi occasioni si presentò al campo, così come fecero anche le due formazioni: l'unico assente ingiustificato si rivelò essere l'arbitro, non avendo la Federazione provveduto per tempo a designarne uno, così le due società si accordarono di far arbitrare l'incontro al socio genoano Pasteur. Purtroppo però la partita non vide mai la fine poiché al 10° minuto della ripresa, sul punteggio di 1-0 per il Genoa l'arbitro espulse un giocatore dell'Andrea Doria: a quel punto il capitano della Doria, abbastanza inspiegabilmente, decise di ritirare la propria squadra e a nulla valsero le vivaci proteste del pubblico.
Mentre a Valenza la locale squadra non andò oltre un vivace 0-0 contro il Casale, la partita più interessante ed appassionante fu quella di Modena, dove la squadra di casa cercava i due punti decisivi per il passaggio alle finali contro il Bologna. Ad aprire le marcature ci ha pensato Fresia dopo 10 minuti e verso la fine del primo tempo Rampini II portava a 2 le reti per il Modena. Il Bologna non si dava per vinto e nella ripresa accorciava le distanze con Badini II; soltanto verso la fine dell'incontro il Modena riusciva a segnare il terzo punto con Forlivesi, ma ancora il Bologna, all'82° accorciava nuovamente le distanze con Pifferi fissando così il risultato finale sul 3-2 per i padroni di casa, che conquistavano meritatamente il passaggio alle finali.
A Torino la Juventus riuscì a vincere contro il Torino la partita che poteva risultare decisiva per la qualificazione. Passati in vantaggio al termine del primo tempo grazie ad una rete di Novo, i bianconeri si chiusero in difesa e subirono gli attacchi del Torino che riuscì a pareggio nella ripresa. A quel punto la Juventus ricominciò ad attaccare e riuscì a segnare la seconda e decisiva rete vincendo così l'incontro (2-1) e qualificandosi per la fase finale della Coppa.

A Milano il Milan vinse, secondo pronostico, la partita contro l'Internazionale: tutto venne deciso negli ultimi 10 minuti, quando al vantaggio dei nerazzurri rispose Cevenini che con una doppietta regalò la vittoria alla propria squadra consolidando il primato in classifica.
A due giornate dal termine, Juventus e Modena erano già qualificate per il girone finale, mentre grande incertezza regnava nel girone ligure e nel gruppo 3, dove tutte le squadre erano appaiate in classifica.
MILAN-INTERNAZIONALE 2-1
TORINO-JUVENTUS 1-2
VALENZA-CASALE 0-0
MODENA-BOLOGNA 3-2
GENOA-ANDREA DORIA 1-0

GRUPPO 1 GRUPPO 2 GRUPPO 3 GRUPPO 4 GRUPPO 5
6 MILAN 6 JUVENTUS 2 U.S. VERCELLESE 6 MODENA 4 GENOA
2 U.S. MILANESE 2 TORINO 2 VALENZA 2 BOLOGNA 3 ANDREA DORIA
0 INTERNAZIONALE 0 U.S. TORINESE 2 CASALE 0 AUDAX MODENA 1 SAVONA


lunedì 4 gennaio 2016

COPPA FEDERALE 1916

6. Terza giornata

Un lungo e scrosciante applauso saluta gli alleati al loro apparire sul campo. Essi, che vestono maglia azzurra, calzoni bianchi e calze rosse, ricevono in omaggio dai giocatori di Milano un ricco stendardo.”1
Con queste parole La Stampa raccontò della partita giocata a Milano nel pomeriggio del 1° gennaio 1916 tra l'Internazionale (rafforzata da Fresia e De Vecchi) e una squadra composta da giocatori francesi e belgi reduci dai vari fronti alleati in permesso speciale. Più di 5.000 persone assistettero all'incontro benefico il cui ricavato andò alla Croce Rossa e all'Esercito e che vide il prevalere dei milanesi (6-4 il risultato finale).
 
Il giorno seguente i giocatori alleati furono ospiti della città di Milano e assistettero alla partita, valida per la terza giornata della Coppa Federale, tra U.S. Milanese e Internazionale. Sul campo di via Stelvio si affrontavano quindi le due squadre che avevano perso i rispettivi incontri con il Milan, pertanto era quella una partita molto importante per entrambe: chi avesse perso avrebbe presumibilmente dovuto dire addio al sogno di qualificarsi per la fase finale della competizione. Dopo un primo tempo equilibrato, dove le due squadre segnarono una rete ciascuna, la stanchezza iniziò a farsi sentire nei neroazzurri, reduci dall'incontro giocato appena 24 ore prima, e gli unionisti presero il comando del gioco e riuscirono al 35° della ripresa a segnare la rete decisiva con Giustacchini facendo propria la vittoria per 2-1.
A Vercelli fece il suo debutto il Casale con un pareggio divertente per 2-2 contro l'Unione Vercellese, in un girone che si dimostrava sempre più come quello più equilibrato.
A Savona c'era molta attesa per il debutto casalingo della squadra di casa, reduce dalla pesantissima sconfitta rimediata sette giorni prima a Genova. Andrea Doria e Savona si presentarono entrambe rimaneggiate e non riuscirono a regalare al numeroso pubblico accorso, uno spettacolo di livello, ma almeno il Savona riuscì a bloccare gli ospiti sullo 0-0 e a conquistare così il suo primo punto nel torneo.
A Modena la partita seguì il copione che tutti si aspettavano. Il Bologna chiuse il discorso vittoria contro l'Audax già nel primo tempo, grazie alla rete di Gnudi al 3° minuto e ad un'autorete dei padroni di casa a metà tempo (2-0).
Senza ombra di dubbio la situazione più paradossale si ebbe a Torino, dove era in programma la partita tra Juventus e U.S. Torinese. Alcuni giorni prima l'Autorità militare aveva confiscato, per ragioni logistiche, lo Stadium, dove giocava l'Unione; a quel punto era intervenuto il Torino che aveva offerto agli unionisti di giocare i loro incontri casalinghi sul proprio campo, così l'incontro del 2 gennaio venne programmato sul campo del Torino. Però la Juventus, forte di una delibera della Commissione Tecnica Federale, si presentò sul proprio campo e così le due squadre che dovevano incontrarsi si presentarono – con rispettivi tifosi al seguito – all'orario stabilito ognuna su un campo diverso! Immancabili le polemiche e le discussioni: i dirigenti delle due società discussero animatamente e solo dopo parecchio tempo gli unionisti accettarono di giocare sul campo della Juventus riservandosi di presentare reclamo. Così squadra e tifosi dell'Unione dovettero spostarsi sul campo della Juventus e l'incontro si giocò in un clima molto surriscaldato, dove i tifosi di entrambe le squadre mantennero per tutta la partita un atteggiamento ostile e minaccioso. L'U.S. Torinese si mostrò più brillante e nel primo tempo riuscì ad andare in vantaggio dopo appena 4 minuti; la Juventus, però, non si demoralizzò, si difese con ordine e nella ripresa approfittando della sterilità degli avversari, riuscì a segnare due reti e quindi a far suo l'incontro.
U.S. MILANESE-INTERNAZIONALE 2-1
U.S. TORINESE-JUVENTUS 1-2
U.S. VERCELLESE-CASALE 2-2
AUDAX-BOLOGNA 0-2
SAVONA-ANDREA DORIA 0-0

GRUPPO 1 GRUPPO 2 GRUPPO 3 GRUPPO 4 GRUPPO 5
4 MILAN 4 JUVENTUS 2 U.S. VERCELLESE 4 MODENA 3 ANDREA DORIA
2 U.S. MILANESE 2 TORINO 1 VALENZA 2 BOLOGNA 2 GENOA
0 INTERNAZIONALE 0 U.S. TORINESE 1 CASALE 0 AUDAX MODENA 1 SAVONA


1Cfr. La Stampa del 2 Gennaio 1916














martedì 29 dicembre 2015

COPPA FEDERALE 1916

5. Seconda giornata
Sulle alture ad ovest di Gorizia, nelle prime ore del mattino del 23, il nemico tentò di attaccare le nostre postazioni di fronte al Grafenberg. Coll'intervento delle artiglierie e col pronto accorrere dei rincalzi, l'attacco fu respinto.
Sul Carso, all'ala destra delle nostre postazioni, dopo vivo fuoco di fucileria, getto di bombe e lancio di razzi luminosi, nuclei nemici avanzarono contro i nostri trinceramenti ad est di Stelz. Fatti segno a tiri aggiustati, ripiegarono disordinatamente.”
Così Cadorna firmava il bollettino numero 212 del Comando Supremo della vigilia di Natale del 1915, il primo Natale di guerra per gli italiani, i quali, forse rinfrancati o forse no da queste parole, trascorsero il giorno di Santo Stefano seguendo le vicende della seconda giornata della Coppa Federale. 
Una specie di Boxing day nostrano, per così dire.
A Torino fece il suo debutto nella manifestazione la giovane squadra dell'U.S. Torinese contro i padroni di casa del Torino, questi ultimi chiamati al riscatto dopo la sconfitta all'esordio subita contro la Juventus. La partita fu interessante e combattuta, anche se i più forti ed esperti giocatori granata regolarono sin da subito i conti con gli avversari segnando due reti nel primo tempo. Nella ripresa, che vide il Torino giocare per quasi tutto il tempo in inferiorità numerica a causa dell'infortunio patito da Morando II, l'Unione cercò di agguantare gli avversari portando diversi attacchi alla difesa granata la quale, però, resistette senza eccessivi affanni, mantenendo così il risultato sul 2-0 sino alla fine dell'incontro.
Detto del vivace pareggio (1-1) a Valenza tra la locale squadra e l'U.S. Vercellese, partita che segnò il debutto del gruppo 3, a Modena i gialloblu confermarono di essere una delle migliori squadre del torneo vincendo, secondo pronostico, la seconda partita del proprio girone con un perentorio 4-0 ai danni dei concittadini dell'Audax.
Tutto sin troppo facile per il Genoa nella partita giocata contro il Savona. Anche i rossoblu, come il Torino, dovevano riscattare il passo falso della prima giornata e vi riuscirono in maniera assoluta e roboante, seppellendo il malcapitato Savona sotto una valanga di tredici reti, senza subirne alcuna.
Sul campo del Velodromo, il Milan, pur senza due giocatori importanti come Van Hege e Barbieri, vinceva la sua seconda partita regolando senza problemi l'U.S. Milanese per 2-0, segnando con Ferrario su rigore e con Cevenini I.
Dopo due giornate, pertanto, la situazione era la seguente:

MILAN-U.S. MILANESE 2-0
TORINO-U.S. TORINESE 2-0
VALENZA-U.S. VERCELLESE 1-1
MODENA-AUDAX 4-0
GENOA-SAVONA 13-0

GRUPPO 1
GRUPPO 2
GRUPPO 3
GRUPPO 4
GRUPPO 5
4 MILAN
2 JUVENTUS
1 VALENZA
4 MODENA
2 ANDREA DORIA
0 INTERNAZIONALE
2 TORINO
1 U.S. VERCELLESE
0 BOLOGNA
2 GENOA
0 U.S. MILANESE
0 U.S. TORINESE
0 CASALE
0 AUDAX MODENA
0 SAVONA



lunedì 21 dicembre 2015

COPPA FEDERALE 1916

4. Prima giornata
 
Acqua, fango, vento: ecco, in sintesi, la cornice nella quale il lettore può inquadrare i primi quattro matches – il quinto, quello di Casale, ha dovuto essere del tutto rinviato a causa dell'inclemenza del tempo e della impraticabilità del campo – della Coppa Federale, la maggior competizione calcistica dell'annata.1
Così Il Football nell'edizione del 23 dicembre iniziava a raccontare la prima giornata della Coppa, disputata il 19 dicembre 1915. Ancor prima di iniziare, si segnalava da subito una defezione, infatti la Cremonese domandò ed ottenne di non partecipare alla Coppa e così al suo posto nel girone emiliano con Modena e Bologna venne inserita l'Audax di Modena. Nonostante ciò si era pronti a partire e così avvenne domenica 19 dicembre.
Alla prima giornata in tutti i campi, nonostante il tempo inclemente e – non bisogna dimenticarlo – si fosse in tempo di guerra, il pubblico fu numeroso ed appassionato.
A Milano il Milan vinse nettamente (3-0) contro l'Internazionale, nonostante i rossoneri si fossero presentati con ben quattro giocatori della seconda squadra e i nerazzurri si fossero rinforzati con Lazzoli e Carcano, due giocatori dell'Alessandria. Partita subito forte, bene presto l'Internazionale dovette subire gli attacchi del Milan che chiuse il primo tempo in vantaggio grazie alla doppietta di Cevenini I; Avanzini, nella ripresa, inchiodò il risultato sul 3-0 finale.
A Genova, dove si giocò su un campo molto pesante e fangoso tra due squadre che si presentarono incomplete nei loro ranghi poiché molti dei loro giocatori erano già partiti per il fronte si registrò la sorpresa della giornata. La vittoria, infatti, andò all'Andrea Doria che sconfisse la ben più blasonata squadra del Genoa per 3-2.
A Torino Juventus e Torino diedero vita ad una partita molto accesa, seppur il terreno si presentasse in pessime condizioni. Dopo un solo minuto il Torino segnò con Gaja ma verso la metà del primo tempo la Juventus riuscì a pareggiare; i granata non si diedero per vinti e si portarono nuovamente in vantaggio per poi venire ripresi prima dell'intervallo. Si andò quindi al riposo sul punteggio di 2-2. Nella ripresa il Torino partì all'arrembaggio e pressò l'avversario senza peraltro riuscire a segnare, cosa che invece riuscì ai bianconeri per due volte, sempre con Pavan. Sul finale il Torino fallì un calcio di rigore, così l'incontro terminò sul punteggio di 4-2 per la Juventus2.
A Bologna c'era grande curiosità per vedere all'opera lo squadrone del Modena, che presentava nelle proprie fila giocatori del calibro di Fresia, Vigevani, Forlivesi e i campioni che avevano fatto grande la Pro Vercelli Ara e Rampini. Sul campo dello Sterlino ridotto ad un pantano, sotto una pioggia battente e davanti ad un folto pubblico il Modena non deluse le attese e fece proprio il risultato vincendo 2-0, ma ciò che mancò fu lo spettacolo: i gialloblu dominarono l'incontro ma complice le avverse condizioni meteorologiche mancarono sotto l'aspetto della prestazione3.
Questa, dunque, la situazione al termine della prima giornata:

MILAN-INTERNAZIONALE 0-3
JUVENTUS-TORINO 4-2
CASALE-VALENZA RINVIATA
BOLOGNA-MODENA 0-2
ANDREA DORIA-GENIA 3-2
GRUPPO 1 GRUPPO 2 GRUPPO 3 GRUPPO 4 GRUPPO 5
2 MILAN 2 JUVENTUS CASALE 2 MODENA 2 ANDREA DORIA
0 INTERNAZIONALE 0 TORINO VALENZA 0 BOLOGNA 0 GENOA
0 U.S. MILANESE 0 U.S. TORINESE U.S. VERCELLESE 0 AUDAX 0 SAVONA

1Cfr. Il Football del 23 dicembre 1915 n.86
2Cfr. La Stampa del 20 dicembre 1915
3Cfr. Il Resto del Carlino del 20 dicembre 1915