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lunedì 23 marzo 2020

La storia di Austria-Italia del 1937, sospesa per troppa violenza in campo


Se oggi l'Europa e il mondo, non solo sportivamente, sono paralizzate dalla pandemia Covid-19, gli anni '30 del XX secolo sono stati anni politicamente turbolenti, con implicazioni che hanno toccato anche lo sport. Il 21 marzo 1937 si gioca a Vienna una partita di Coppa Internazionale tra l'Italia e l'Austria che non vedrà mai la fine, perchè interrotta dall'arbitro per i gravissimi disordini che ne scaturiscono. Una partita che all'epoca ha avuto un significato che è andato ben al di là di quello meramente sportivo e che ha coinvolto direttamente le diplomazie di entrambi i Paesi ai più alti livelli.
Il mio racconto per calciomercato.com lo potete leggere QUI.

venerdì 24 gennaio 2020

Arpad Weisz e il tributo del calcio italiano all'infamia delle leggi razziali

La seconda metà degli anni'30 del '900 calcistico italiano può plasticamente essere rappresentata dal duello tra il Bologna e l'Ambrosiana-Inter, dominatrici del campionato con – rispettivamente – tre e due scudetti portati a casa. In particolare il Bologna riesce a spezzare l'egemonia della Juventus del quinquennio grazie ad una squadra fortissima guidata da un allenatore del quale solo recentemente si è tornato a parlare: Arpad Weisz, ebreo cancellato dalle memorie dopo l'adozione delle leggi razziali fasciste. Sì perchè nell'autunno del 1938 si conclude un processo iniziato in estate che porta alla promulgazione delle leggi razziali, fortemente antisemite, con le quali anche il calcio dovrà fare i conti.



Nelle Giornate della Memoria ripubblico il racconto che avevo scritto per calciomercato.com e che potete leggere per intero QUI


martedì 11 settembre 2018

1926: LA MORTE DI KAROLY, L'ALBA AUDACE E IL FALLITO ATTENTATO CONTRO MUSSOLINI

Alla vigilia del quarto anniversario della marcia fascista su Roma, ormai il regime aveva svelato la sua natura totalitaria modificando strutturalmente ogni apparato statale. Non solo. È con l'assassinio del socialista e antifascista Giacomo Matteotti che il Fascismo getta definitivamente la maschera e si presenta per quello che in realtà è e vuole essere, un regime dittatoriale colluso, corporativista e senza scrupoli. Da quel momento tutto il Paese viene sottoposto ad una progressiva fascistizzazione dalla quale non resta immune neppure il calcio, che nell'estate del 1926 viene profondamente riformato attraverso quella che poi passerà alla storia come “Carta di Viareggio” e della quale abbiamo già in passato avuto modo di parlare.
Eppure quell'estate del 1926 rimarrà nella storia per altri due momenti che nulla c'entrano tra loro ma che curiosamente quasi vanno a sovrapporsi CONTINUA A LEGGERE SU CALCIOMERCATO.COM