martedì 27 gennaio 2026

GINO GIAROLI DAL LAGER ALLA SERIE A

 

Ancona-Reggiana, ottobre 1946: Giaroli è il secondo da dx. (arch. Camellini)

Ci sono storie che meritano di essere raccontate, su questo non c'è dubbio. Storie che stanno lì a ricordarci che anche dall'orrore, dal fondo buio della disperazione si può costruire un domani di successo e speranza. Questa storia, in particolare, ha come protagonista un reggiano con la passione per il calcio che si arruola in Marina, viene internato in un lager nazista, si salva e conquista la serie A facendosi ricordare per sempre nel Palermo di “Gipo” Viani.

(arch. Istoreco)

CATTURATO DAI TEDESCHI. Gino Giaroli nasce a Reggio Emilia nel 1924 e appena diciassettenne si arruola come volontario nella Marina e partecipa alla II Guerra mondiale. Un paio di anni più tardi, dopo la proclamazione dell'armistizio nel settembre 1943 e il conseguente sbandamento di tutto l'esercito italiano, Giaroli viene catturato dalla Wehrmacht a Tolone assieme ad altri soldati italiani mentre – si legge dagli archivi Istoreco di Reggio Emilia - “si trovava a bordo della corvetta FR-55 ancorata nel porto di Tolone” e deportato il 20 settembre del 1943 nel lager XII D di Trier, dove trascorre quasi tutto il suo periodo di prigionia1. Per raccontare questa storia abbiamo chiesto un contributo ad Andrea Russo, giornalista de Il Resto del Carlino e nipote di Giaroli che è stato così gentile e disponibile – assieme a tutta la sua famiglia – nel raccontarci alcuni aneddoti arrivati a lui oralmente dai racconti della madre. A Trier, come negli altri campi di concentramento tedeschi, la vita non è certo facile, viene fatto lavorare come facchino e viene concessa una sola razione di cibo al giorno consistente in una patata e tanto deve bastare per arrivare a domani. Un giorno dopo l'altro, un passo dopo l'altro, il domani finalmente arriva.

GLI ANNI ALLA REGGIANA. Terminata la guerra, Giaroli dopo 558 giorni di internamento viene liberato dall'esercito USA nel marzo del 19452 e finalmente fa ritorno a casa, a Reggio Emilia, dove riprende a giocare al pallone e approda alla Reggiana. Non del tutto chiaro come Giaroli sia arrivato a vestire il granata: per alcune fonti a portarlo in società era stato Arpád Hajós, per altri – come conferma anche Russo – era stato Giaroli stesso, che nel frattempo aveva ripreso a giocare nel Gardenia, a proporsi alla squadra principale della città. Comunque sia andata, il 9 dicembre 1945 Giaroli fa il suo esordio in prima squadra con la Reggiana al Mirabello battendo 2 a 0 il Panigale.

Gino Giaroli si afferma così come uno dei più noti ed apprezzati calciatori della Reggiana dei primi anni del dopoguerra. Il granata lo veste ben 115 volte, dal 1945 al 1949, prima di spiccare il volo verso la meritata serie A. Gipo Viani – proprio lui! - nella tarda primavera del 1949 è impegnato in un vero e proprio “tour” in giro per l'Italia a caccia di talenti per il suo Palermo e a Reggio Emilia si interessa a Giaroli:

(...) A Reggio Emilia pare sia stato pescato un certo terzino – Giaroli – di cui si dice un gran bene”3


Soprannominato “il terzino gladiatore” ma dotato anche di un ottimo possesso palla, Giaroli a Reggio mette in mostra tutte le sue qualità: “Se gli davi un uomo da marcare sapeva francobollarlo senza pietà”4.

ARRESTATO! Come ricorda Russo, i primi tempi a Palermo Giaroli vive in uno stabile sotto la tribuna del Barbera, lo stadio dei rosanero. Ai suoi anni palermitani è legato un episodio bizzarro e non certo piacevole che lo vede protagonista sul finire del 1950. Come detto, Giaroli si era arruolato nel 1941 ma un paio di anni più tardi, dopo l'Armistizio, era stato deportato e quindi non aveva per forza di cose completato il richiesto periodo di ferma di 5 anni. Una volta liberato si era dato alla carriera calcistica e al militare non ci aveva più pensato, anzi al padre era stato corrisposto anche il premio di smobilitazione. A metà dicembre del 1950 Giaroli viene però arrestato con l'accusa di diserzione in seguito a mandato di cattura spiccato dal Tribunale Militare di Trieste. In realtà si tratta di un enorme malinteso, frutto della lentezza burocratica delle indagini, però lo spavento è tanto. Uno dei primi tra i suoi compagni di squadra a venire a sapere dell'accaduto è il turco Sukru che raggiunge subito Giaroli in caserma per dargli tutto l'aiuto e il conforto possibile. Anche la società del Palermo si muove rapida: il presidente principe Lanza di Trabia, il barone La Motta e l'allenatore Viani si recano immediatamente a Roma per chiarire la posizione del giocatore direttamente al Ministero della Difesa.

La notizia fa il giro d'Italia e ovviamente ben presto arriva a Reggio Emilia. Si legge da La Gazzetta dello Sport del 14 dicembre 1950:

(...) Sull'argomento abbiamo interrogato i famigliari, ai quali la notizia è giunta del tutto sorprendente, destando stupore oltre che logica apprensione. (…) Al padre venne corrisposto il premio di smobilitazione, e questo sembra argomento sufficiente a pensare che il calciatore non possa essere minimamente sfiorato dalle grave accusa.”5

FINALMENTE LA SERIE A! Così sarà e una volta ricostruito correttamente il passato militare Giaroli viene completamente riabilitato e può continuare a pensare al calcio. A Palermo sono stagioni esaltanti, Giaroli diventa il perno difensivo della squadra siciliana che riesce sempre in quegli anni ad ottenere la salvezza nella massima serie. Il nome di Giaroli passa di bocca in bocca tra gli addetti ai lavori, tanto che anche il Milan si interessa al giocatore, ma è il conte Lanza di Trabia in persona a mettere il veto all'operazione. Con i siciliani Giaroli gioca ben 151 partite restando per mezzo secolo il primatista di presenze in serie A per i rosanero, giocando pure nella Nazionale italiana B. 

Da Palermo se ne va nel 1954 direzione Vicenza. Il calciomercato, lo sappiamo, è un circo imprevedibile e le voci si rincorrono spesso stordendo appassionati e protagonisti. Nei giorni del Mondiale in Svizzera molte squadre sono interessate a Giaroli che assieme ad altri giocatori è destinato a lasciare il Palermo per ragioni economiche. Come si legge da La Gazzetta dello Sport tra i giocatori più richiesti dei rosanero c'è Giaroli che “(...) richiestissimo dal Catania, è ora sollecitato anche dalla Juventus, che si è messa direttamente in contatto con il principe Lanza”6. Voci, per l'appunto. Alla fine Giaroli va a giocare a Vicenza.

Con il Lanerossi gioca 4 stagioni conquistando al primo anno la promozione in serie A e l'anno successivo venendo allenato dal famoso Béla Guttmann, prima di chiudere la carriera a Moglia come allenatore-giocatore.

Tornato a Reggio Emilia, allena le giovanili della Reggiana ed è il vice di Del Grosso. Allena anche, tra le altre, a Schio, Quartu Sant'Elena e a Como, poi, una volta terminata la carriera da allenatore, nella seconda metà degli anni '70 – è sempre Russo che lo ricorda – andrà a fare l'osservatore per l'amico Vasco Tagliavini, altro nome illustre del calcio reggiano, quando questi allena la Triestina. Chiuso con il calcio professionistico, Giaroli non abbandona certo la sua passione, tanto che immancabile è l'appuntamento della partitella del sabato al campo sportivo Artigianelli a Reggio con gli amici di una vita.





1 BELLELLI, MICHELE, La maglia granata fra camicia nera e bandiera rossa, sta in Dov'è la vittoria? Storie di calcio, Pollicino Gnus, Luglio-agosto 2018; Associazione ex Internati dalla Germania, Sezione Reggio Emilia, Scheda n. 1046

3 La Gazzetta dello Sport del 16 giugno 1949

4 DEL BUE, MAURO, Una storia Reggiana 1945-1696: le partite, i personaggi, le vicende negli anni del triumvirato, Montecchio, 2004, pag. 366, Aliberti Editore

5 La Gazzetta dello Sport del 14 dicembre 1950

6 La Gazzetta dello Sport del 3 luglio 1954

 

venerdì 23 gennaio 2026

📷 Album di football perduto

 INTERNAZIONALE - PISA, 9 aprile 1922

⚽ Il campionato del 1921/22 fu un anno molto turbolento per il calcio italiano. E' l'anno, infatti, dello "scisma" tra le società più ricche e il resto delle affiliate alla FIGC, con la conseguente disputa di due tornei distinti. Internazionale e Pisa partecipano al campionato che si rivelerà essere quello più seguito dal pubblico, organizzato dalla Confederazione Calcistica Italiana. Entrambe inserite nel Girone B della Lega Nord, il Pisa si classificò al terzo posto finale, mentre l'Internazionale terminò mestamente all'ultimo posto.

La foto si riferisce alla gara di ritorno, dopo che all'Arena Garibaldi all'andata il Pisa aveva travolto i meneghini per 7 a 2. Il 9 aprile, invece, la partita termina in parità per 2 a 2, con le reti di Merciai e Gnerucci per i pisani e di Scheidler e Pietroboni per i padroni di casa.


giovedì 8 gennaio 2026

📷 Album di football perduto

 

MILAN - GENOA 1914 


Il 27 dicembre 1914 al Velodromo Sempione a Milano il Milan e il Genoa si affrontano nella nebbia per la Coppa di Natale, vincono i rossoneri per 4 a 2

(Fotografia da Almanacco dello Sport 1915-16) 

venerdì 2 gennaio 2026

⚽️ AVVISO DI COMPRAVENDITA DI CALCIATORI

 

Nel giorno di apertura della sessione invernale del calcionercato, questo frammento ci ricorda come la compravendita di calciatori sia un'attività che ha già parecchi anni....
Piu di 100 anni fa si potevano leggere annunci come questo, tratto dail Football Telegraph del dicembre 1921 e che qui è ripreso  da Hurrà Juventus del gennaio 1922.

venerdì 19 dicembre 2025

🌲 IL FOOTBALL DEI PIONIERI DURANTE LE FESTE DI NATALE (Parte I)

(Il Natale al tempo del football dei pionieri. Iniziamo oggi un viaggio nei giorni festivi trascorsi a dar calci ad un pallone, con una serie di articoli dedicata agli incontri internazionali che si disputavano in Italia nel periodo delle festività di fine anno. )

1.Le origini 

Lo sport in generale, e il football sin dalle sue origini, si è spesso legato a manifestazioni di solidarietà e beneficenza. Già sul finire del XIX secolo, infatti, il giornale milanese di orientamento democratico Il Secolo organizza in occasione del Santo Natale Alberi di Natale di raccolte fondi per i bisognosi. Con le festività del 1897 anche La Gazzetta dello Sport aderisce nel sensibilizzare i propri lettori a partecipare all'Albero di Natale de Il Secolo:

    “(...) I nostri lettori, gli sportsmen, sono nella loro maggioranza agiati, prediletti dalla fortuna; ma lo sport, oltre all'irrobustire il corpo, ingentilisce l'animo: i lettori della Gazzetta dello Sport non possono restare indifferenti al pensiero di riuscire a dare la gioia a qualche povera famiglia nel giorno della festa natalizia. (...)”1

Per il Natale del 1900 nel ricco programma di un ormai consolidato binomio sport e beneficenza fa la sua comparsa anche il football con la partita giocata dal Milan contro la Mediolanum2.

Fermandoci – per ciò che ci interessa – al solo gioco del football, ancor prima della fondazione della Federazione calcistica italiana e della disputa della prima edizione del campionato – entrambi datati 18983 - come sappiamo nel nostro Paese si gioca al football in varie città, come abbondantemente testimoniato da notizie – spesso trafiletti – riportate dai quotidiani dell'epoca. Si gioca prevalentemente in primavera, ma non si disdegna di rincorrere il pallone anche in autunno e in inverno. Solo per citare l'evento più famoso, basti qua ricordare il torneo che il 1°novembre del 1897 viene disputato al Velodromo Umberto I di Torino4 e ancor più la partita che giocano sempre a Torino in Piazza d'Armi il Football Club Torinese e l'International Football Club di Torino domenica 26 dicembre.

Questa è la prima partita “natalizia” di cui si ha notizia certa giocata in Italia, La Gazzetta dello Sport ne scrive nel numero del 31 dicembre:

    “Domenica ebbe luogo una partita fra le squadre miste del Club Torinese e del Club Internazionale. Fra i signori Jourdan e avv. Pecco successe un formidabile urto. L'avv. Pecco ebbe rotto il naso ed il Jourdan riportò una non indifferente ferita alla tempia sinistra.

    Furono fatti medicare alla vicina farmacia dopo di che da bravi footballers ritornarono sul campo per terminare la partita. (...)”

A chiosa dell'articolo relativo sempre alla gara del 26 dicembre 1897, La Gazzetta dello Sport accenna ad un nuovo incontro fissato per il giorno dell'Epifania del 1898, incontro che passerà alla storia come la prima partita di football in Italia giocata da squadre di due città diverse:

    “(…) Il giorno 6 gennaio la migliore squadra si reca a Genova per la sfida lanciata dal Genoa Cricket and Athletic Club.”5

Di quell'incontro sappiamo davvero tutto: tanto spazio viene dato dai giornali dell'epoca6, mentre Gianni Brera nella sua Storia critica del calcio in Italia fornisce anche la rendicontazione finanziaria di quella partita7.

Ciò detto per doverosa premessa, per quel che riguarda gli incontri internazionali nel periodo natalizio giocati in Italia occorre attendere qualche anno ancora, più precisamente il 1903, quando in primavera per la prima volta una squadra italiana affronta una squadra estera8.

Il 1903 è anno da cerchiare in rosso perché in dicembre il Genoa mette per la prima volta in palio un trofeo che nel breve volgere sarà destinato a diventare il più ambito tra i molteplici trofei disputati negli anni pionieristici del nostro football: la Palla Dapples9. Basti qua ricordare che il regolamento prevedeva la disputa del trofeo nel periodo dal 1° novembre al 30 aprile di ogni anno10, tanto che molte sfide negli anni andranno a caratterizzare le festività natalizie. Solo per citare le prime partite, già in quel 1903 la primissima sfida lanciata al Genoa è quella dell'Andrea Doria: il 20 dicembre a Ponte Carrega le due squadre pareggiano 1 a 1 e pareggio sarà anche il secondo match giocato il 26 dicembre. Solo alla terza gara, quella del 6 gennaio 1904, una delle due squadre ha la meglio sull'altra, è il Genoa che battendo l'Andrea Doria 6 a 2 si aggiudica il trofeo. Inizia così una storia affascinante di sfide lanciate che si protrarranno sino al 26 dicembre 1909, giorno in cui i riflettori sulla Palla Dapples si spegnerano per sempre con la definitiva conquista del trofeo da parte del Genoa, ma avremo modo di ritornare in argomento nelle prossime puntate.

Chiudiamo la parentesi riguardante la Palla Dapples e restiamo, però, alle feste di fine anno di quel 1903 perché a Genova, Milano e Torino sono in programma incontri internazionali di rilievo.

 


A Genova si gioca una doppia sfida che una squadra mista composta da giocatori del Genoa e dell'Andrea Doria affronta contro gli svizzeri del Club Athletique di Ginevra. Giovedì 1° gennaio 1904 al Velodromo del Bisagno gli svizzeri hanno la meglio per 2 a 1, mentre il 3 gennaio, questa volta a Ponte Carrega, il match finisce in parità, 1 a 111.

Il match in programma sul campo dell'Acquabella a Milano tra il Milan e il Club Lyon Olympique, invece, non viene disputato a causa delle forti nevicate che interessano Milano e la Lombardia12.

Mistero, infine, per quel che concerne l'annunciata partita di Torino.

La Stampa di Torino nel numero del 25 dicembre annuncia per il 3 gennaio il match internazionale tra la Juventus e i francesi del Lione, indicando per questi ultimi il nome “Racing Club”, mentre nel numero del 29 dicembre riporta la notizia della gara prevista a Milano tra il Milan e il Club Olympique di Lione, “che domenica 3 gennaio si misurerà a Torino con i campioni della Juventus”: è evidente l'incongruenza con la notizia del 25 dicembre circa il nome esatto dell'avversario della Juventus13. L'errore ci può stare, siamo pur sempre agli inizi del football in Italia e la conoscenza delle squadre straniere è ancora parecchio approssimativa, comunque sia quel match viene annullato e pertanto non disputato.

Buon Natale e alla prossima!

 🌲🌲🌲

(Continua - 1)

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1Cfr. La Gazzetta dello Sport del 13 dicembre 1897

2https://storiedifootballperduto.blogspot.com/2020/12/il-football-favore-de-lalbero-di-natale.html

3BASSI, ALESSANDRO, Solo un gioco?:Scritti di storia del calcio, Independently published, 2024

4Cfr. La Stampa del 2 novembre 1897

5Cfr. La Gazzetta dello Sport del 31 dicembre 1897

6A solo titolo di esempio, non esaustivo, basti ricordare gli articoli apparsi su Il Secolo XIX del 6 gennaio 1898: La Gazzetta dello Sport del 7 e 10 gennaio 1898; Il Caffaro del 7 e 8 gennaio 1898.

7BRERA, GIANNI, Storia critica del calcio in Italia, Bompiani, Milano, 1978

8https://storiedifootballperduto.blogspot.com/2024/03/gli-incontri-internazionali-di-pasqua.html

9Per un quadro più esaustivo sul trofeo, si legga il mio articolo scritto per calciomercato.com: https://www.calciomercato.com/news/la-leggenda-della-palla-dapples-un-trofeo-che-valeva-piu-della-s-20753

10Cfr. La Gazzetta dello Sport del 21 dicembre 1903

11Cfr. La Stampa del 2 gennaio 1904; La Gazzetta dello Sport del 4 gennaio 1904; La Stampa Sportiva del 10 gennaio 1904

12Cfr. La Gazzetta dello Sport del 1 gennaio 1904

13Cfr. La Stampa del 25 e 29 dicembre 1903

mercoledì 10 dicembre 2025

Album Calciatori Panini Serie B 2025-2026

 La magia delle "figu" Calciatori Panini quest'anno raddoppia! 

Dal 19 dicembre sarà disponibile l'album Calciatori Panini 2025-2026 dedicato alla Serie BKT!

 

 


giovedì 20 novembre 2025

⚽PLAY OFF MONDIALI DA BRIVIDI!

 Tra poche ore sapremo con chi l'Italia dovrà giocare per qualificarsi alla fase finale della Coppa del Mondo di calcio maschile del 2026.

L'avversario del primo turno uscirà da un'urna nella quale sono presenti Svezia, Romania, Macedonia del Nord e Irlanda del Nord, e ben tre di queste nazionali in passato hanno già sbarrato la strada agli Azzurri verso il mondiale.


⚽ Qatar 2022

Il precedente più recente solo quattro anni fa.

Nei gironi di qualificazione l'Italia termina seconda alle spalle della Svizzera (ricordate il rigore sbagliato da Jorginho all'89° proprio contro la Svizzera?), al termine di un poco esaltante 0 a 0 a Belfast contro l'Irlanda del Nord.

Ai play off l'Italia di Mancini – da una manciata di mesi campione d'Europa – si ferma al primo turno eliminata sorprendentemente dalla Macedonia del Nord che vince 1 a 0 a Palermo.

È la sconfitta che impedisce all'Italia di essere presente alla fase finale del Mondiale per la seconda edizione consecutiva.


⚽ Russia 2018

Sì, perché già quattro anni prima l'Italia era inciampata ai play off “di riparazione”.

L'avversario allo spareggio è la Svezia. L'andata a Solna vede i padroni di casa vincere di misura per 1 a 0 grazie ad un rocambolesco goal che lascia comunque vive le speranze per il ritorno. Purtroppo però, a San Siro l'Italia di Ventura non va oltre lo 0 a 0 che premia la Svezia e lascia a casa gli Azzurri, che dopo 60 anni non riescono ad accedere ad una fase finale del Mondiale.


⚽ Svezia 1958

Era già accaduto, infatti, che l'Italia non riuscisse a qualificarsi per la fase finale della Coppa del Mondo nel 1958: allora fu l'Irlanda del Nord a sbarrare la strada all'Italia, non in uno spareggio “secco”, ma nella partita decisiva del mini girone di qualificazione. 

👉 Se vi va vi propongo la lettura di un pezzo che avevo scritto tempo fa per calciomercato.com proprio in merito a quella mancata qualificazione:

https://www.calciomercato.com/notizie/1958-il-mondiale-mancato-dall-italia-una-nazionale-povera-finisc/1312884