sabato 23 marzo 2019

1912, l'Impero russo e il giovane Pozzo: il 1° Italia-Finlandia fu alle Olimpiadi

L'Italia ha incontrato la Finlandia per la prima volta oltre cento anni fa, in occasione dell'esordio azzurro in quella che – prima dell'istituzione della Coppa del Mondo, era la massima manifestazione calcistica mondiale dell'epoca, i Giochi olimpici di Stoccolma del 1912.
Ne parlo QUI per calciomercato.com

mercoledì 13 marzo 2019

Biblioteca di football perduto

Nel 1933, ovvero 86 anni fa, accadde un avvenimento storico probabilmente poco noto ma molto significativo per l'emancipazione femminile. Infatti un gruppo di ragazze alessandrine e milanesi decise di giocare a calcio in un contesto storico fortemente maschilista: infatti il loro sogno fu infranto dal Regime fascista che, per mezzo del CONI, di fatto gli negò la libertà di poter esprimere questa loro passione. Il gioco del calcio, in questo contesto, fece solamente da sfondo alle vicende che vertono sulla condizione femminile durante il periodo fascista e rappresentò un'ulteriore esempio di come le donne non godessero degli stessi diritti riservati agli uomini.
L'ingegnere palermitano Giovanni Di Salvo, dopo approfondite ricerche condotte sui quotidiani dell'epoca, ha riportato alla luce e ha raccontato per la prima volta in maniera dettagliata, nel libro “Le Pioniere del Calcio: la storia di un gruppo di donne che sfidò il regime fascista” uscito per la collana UNASCI della Bradipolibri, la storia di queste giovani piemontesi, la cui "avventura calcistica", avvenuta seguendo l'esempio di un gruppo di ragazze milanesi, ebbe una vita molto breve. Tra le alessandrine vi era anche Amelia Piccinini, che poi diverrà una stella nel firmamento dell'atletica (salto in lungo, getto del peso e pentathlon) a cavallo dell’ultima guerra.
 "Quello accaduto a Milano e ad Alessandria nel 1933" - spiega l'autore del libro Giovanni Di Salvo - "rappresenta un evento significativo e purtroppo ancora poco noto. Per impedire alle donne di poter giocare a calcio prima furono addotte motivazioni mediche, in quanto si credeva che "rischiavano" di subire danni sotto l'aspetto fisico e riproduttivo, che però non trovarono riscontro nel mondo scientifico. E quando questa "folle idea" di giocare a pallone si diffuse da Milano anche ad Alessandria il Regime Fascista decise di intervenire "a gamba tesa" decretando di fatto il divieto alle donne di poter praticare il calcio. Così l'avventura delle giocatrici milanesi durò solamente pochi mesi, e ancor meno quella delle loro "compagne" piemontesi, ma la loro storia di coraggio dimostrato per aver lottato contro tutto e tutti, contro stereotipi e pregiudizi e contro un sistema maschilista, è meritevole di essere tramandato alle attuali generazioni. Avevo già raccontato la storia del calcio femminile nel mio primo libro "Quando le ballerine danzavano col pallone", uscito nel 2014, in cui per la prima volta avevo portato alla luce, per sommi capi, queste vicende avvenute in epoca fascista. Ho notato che vi è stato un grande interesse a riguardo e perciò ho pensato di utilizzare tutto il materiale ancora inedito a mia disposizione, in parte integrato con ulteriori ricerche, per realizzare un'opera organica e completa. Infatti ritengo che ormai sia giunto il tempo di narrare in maniera dettagliata una storia spesso riportata in maniera frammentaria e talvolta confusionaria".

venerdì 8 marzo 2019

San Siro, origine del mito e storia del primo derby. Ora lo vogliono abbattere

Nei giorni in cui a Milano si stanno concretamente muovendo i passi per arrivare a costruire un nuovo stadio, magari condiviso da Inter e Milan, uno stadio moderno, funzionale e al passo con i più moderni standard, ripercorriamo velocemente la storia del glorioso catino di San Siro, che, nei progetti delle milanesi, sarebbe da demolire.
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domenica 24 febbraio 2019

giovedì 21 febbraio 2019

15 anni fa l'addio a Charles, il Gigante buono che lasciò la Juventus in lacrime

Aspettando che Ramsey arrivi in Italia a vestire la maglia della Juventus, sempre i bianconeri nella loro storia hanno ingaggiato altri due gallesi. Negli anni'80 arrivò il centravanti Ian Rush dal Liverpool, non lasciando peraltro particolari tracce, e una trentina di anni prima, dal Leeds, arrivò il “gigante buono” John Charles, lui sì rimasto impresso per sempre nella memoria collettiva juventina.
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sabato 9 febbraio 2019

ALBUM DI FOOTBALL PERDUTO

Bologna - Genoa, maggio-agosto 1925



La finale "infinita" di Lega Nord giocata ben quattro volte disegnata dal genio di Carlo Bergoglio, meglio conosciuto come Carlin, sulle pagine del Guerin Sportivo