lunedì 11 giugno 2018

Biblioteca di football perduto

Storia della Coppa del mondo di calcio (1930-2018)
di Riccardo Brizzi e Nicola Sbetti

 
La Coppa del mondo non è soltanto una manifestazione sportiva, ma è anche un evento dalle importanti ripercussioni politiche. Celebri sono le strumentalizzazioni propagandistiche effettuate da dittatori come Mussolini e Videla delle vittorie mondiali della nazionale italiana negli anni Trenta e argentina nel 1978. Meno conosciuti sono altri episodi, come i festeggiamenti in Iran per la qualificazione ai Mondiali del 1998, che portarono migliaia di donne a scendere in piazza violando convenzioni e divieti, o l'appello effettuato da Didier Drogba a deporre le armi e organizzare libere elezioni in una Costa d'Avorio lacerata dalla guerra civile, in occasione della qualificazione della propria nazionale a Germania 2006. Questo volume ripercorre la storia della Coppa del mondo di calcio, dalla prima edizione del 1930 in Uruguay sino a Russia 2018, mostrando come da semplice evento sportivo essa abbia acquisito un crescente protagonismo sul terreno mediatico, economico e, soprattutto, politico, che l'ha trasformata in un vero e proprio mega-evento globale.

Gli autori
Riccardo Brizzi è docente di Storia contemporanea presso l'Università di Bologna ed è stato Visiting Professor presso varie Università europee (nell'a.a. 2017/2018 presso Sciences Po Paris e Sciences Po Lyon). È membro della redazione della rivista «Ricerche di Storia Politica» e socio della SISSCO. È autore di varie monografie su temi di storia politica, tra cui, con Michele Marchi, Storia della Francia Repubblicana (Le Monnier, 2011).
Nicola Sbetti è assegnista di ricerca presso l'Università di Bologna. Si occupa di Storia dello sport in particolare in relazione alla politica internazionale. Membro della SISSCO, della SISS e del RERIS. Ha pubblicato diversi saggi in riviste italiane e straniere. Con Le Monnier nel 2012 ha pubblicato Giochi di Potere. Olimpiadi e politica da Atene a Londra (1896-2012).

Indice
Introduzione. La storia della Coppa del mondo tra storia politica e storia globale; 1. Alle origini dei Mondiali; 2. Gli anni Trenta e la sfida dei totalitarismi; 3. Il pallone nella guerra fredda; 4. I Mondiali della decolonizzazione; 5. La rivoluzione di Havelange; 6. La Coppa del mondo nell'era televisiva; 7. La FIFA di Blatter; 8. Going Global. La Coppa dei BRICS e la rottura tranquilla di Infantino; Conclusione. Verso Russia 2018 e Qatar 2022; Appendice; Note; Indice dei nomi.


Collana Dentro la storia,
diretta da Fulvio Cammarano
Pagine VI - 266
Prezzo 16 euro
Editore Le Monnier

venerdì 8 giugno 2018

STORIE DI CALCIOMERCATO PERDUTO



Con la seconda metà degli anni'20 del XX secolo il calcio italiano prende definitiva consapevolezza di sé, si lascia alle spalle la fanciullezza spesso ingenua dell'età pionieristica e si riconosce capace di catalizzare interessi, passioni e denaro. Con i roaring twenties all'italiana assistiamo, tra gli altri, all'ingresso nel mondo del calcio dell'industria e dei primi grandi e medi industriali, con una cascata di denari che avrà ripercussioni fondamentali nello sviluppo del gioco del calcio dalle nostre parti. Denaro e ambizione portano alla ricerca sempre più affannosa di calciatori sempre più forti da oltre frontiera, non senza eccessi.
Il mio racconto per calciomercato.com
 


venerdì 1 giugno 2018

Per tutti coloro che potrebbero essere interessati molto volentieri segnalo il ciclo di incontri organzizato da Istoreco di Reggio Emilia sul tema "Calcio, potere, consenso".
Agli appuntamenti del 14 giugno e 27 settembre parteciperemo anche noi.
Vi aspettiamo, grazie!


mercoledì 30 maggio 2018

IL FOOTBALL DA CAPORETTO A VITTORIO VENETO

9. Il calcio militare (Parte III)

In marzo una selezione del XX Autoparco di Modena affrontava una squadra di militari belgi capitanati da Van Hege; in aprile una squadra di soldati inglesi di stanza ad Arquata Scrivia, tra le cui file giocava Walsingham, già visto in Italia negli anni precedenti la guerra, dopo aver giocato contro il Genoa si misurava con il Milan1; a Cremona, agli inizi di giugno, durante una manifestazione sportiva, una rappresentativa militare inglese veniva sconfitta 2-1 da una rappresentativa di giocatori lombardi2.
Questi sono soltanto alcuni esempi di molti incontri di calcio che si disputano per tutto il 1918 tra selezioni militari: il football e più in generale lo sport è diventato uno strumento che assolve una duplice funzione al fronte, da un lato serve per rinvigorire il fisico e dall'altro per distrarre i soldati.
Soprattutto dopo la disfatta di Caporetto lo sport e l'educazione fisica trovarono sempre maggiore spazio nei territori delle operazioni militari, così come vennero organizzate manifestazioni e incontri tra truppe alleate. Un interessante studio di Lauro Rossi svela come anche nei campi di concentramento si praticasse attività sportiva, soprattutto nei campi di prigionia per ufficiali, dove venivano organizzati incontri di boxe, football e rugby3.
Sul campo del Genoa Cricket a Marassi la domenica di Pasqua, il 31 marzo, si disputarono gare militari, tra le quali tiro alla fune, corsa ad ostacoli, lancio di bombe e soprattutto una gara di football tra una selezione militare inglese e una squadra del Genoa “arricchita” da altri calciatori sotto le armi che vide la vittoria di questi ultimi per 2-0 con reti di De Vecchi su rigore e Gavoglio4.
Visto il notevole successo di pubblico, la manifestazione venne replicata il 25 maggio, questa volta riservata alle reclute del 1900:
(...) già ferve vivissimo il lavoro di allenamento tanto più che questi giovani soldati, la maggior parte contadini, sono ignari d'ogni genere di sport scientifico. Essi si addestrano alle future prove con entusiasmo veramente commovente.”5
Come si può intuire, ormai l'utilizzo dello sport nella vita e nell'addestramento militare è diventato prassi consolidata e i giornali dell'epoca non mancano di caldeggiare e stimolare l'utilizzo della pratica sportiva quale forma di educazione e formazione del soldato.
(...) Caporetto ha insegnato qualcosa anche per quanto riguarda l'educazione sportiva del soldato! (…) Dal Comando Supremo e dalla trincea partono sicure attestazioni di fiducia nello sport, severo, impareggiabile educatore di anime e corpi. (…) Lo Sport deve imperare ovunque prospera e olezza il divino fiore della gioventù. Spalanchiamo ad esso le porte delle caserme, moltiplichiamo i campi sportivi, al fronte e nelle retrovie, mandiamo palloni, guanti di boxe, attrezzi ai nostri meravigliosi combattenti. Un esercito di sportsmen è un magnifico esercito di soldati. (…)”6
Durante il fine settimana della Pasqua del 1918 a Milano venne organizzato un meeting amichevole che vide la partecipazione di Milan, Legnano, Internazionale e U.S. Milanese7.
Tra la fine di aprile e gli inizi di maggio anche al Velodromo di Milano vengono organizzati giochi militari che richiamano parecchio pubblico. Le gare di guerra di domenica 28 aprile prendono il via alle 14.30 e vedono alternarsi – tra i vari sport – dai più classici incontri di boxe ai più prettamente militari assalti di scherma con la baionetta, nei quali si mettono in luce soprattutto i due bersaglieri siciliani Tramonti e D'Amico. Il programma è denso di gare: una delle più spettacolari, stando alle cronache dell'epoca, risulta la corsa dei 125 metri ad ostacoli: in questo caso gli ostacoli sono tipicamente bellici, costituiti da reticolati profondi, trincee, muri da scalare, fossi e camminamenti. In questa particolare disciplina il bersagliere Monferrini in finale precede il tenente D'Amico e il caporale Ceyon. Altro momento elettrizzante per il pubblico risulta essere la gare di lancio delle bombe, la gara di tiro alla fune e la staffetta 400 metri8.
In maggio a Modena viene organizzato un meeting sportivo che ha come clou della giornata la partita tra una squadra mista italiana e una mista inglese che vide la netta affermazione della prima per 7-1. la squadra italiana era così composta: Turrini; De Nardo, Vielmi; Parodi, Carcano, Leone; Capuzzo, Albertoni, Fresia, Ferrero, Forlivesi9. Sempre in maggio un'altra riunione sportiva pro mutilati era organizzata dalla società Esperia di Sampierdarena alla quale partecipavano molti atleti sia italiani che inglesi: ovviamente non mancava la gara di football che vide la vittoria degli inglesi sulla prima squadra della Spes10.




1 Cfr. La Domenica Sportiva del 21 aprile 1918
2 Cfr. La Domenica Sportiva del 16 giugno 1918
3 LAURO, ROSSI, “Lo sport nei campi di prigionia durante la Grande Guerra”, in “Lo sport alla Grande Guerra” - Quaderni della Società Italiana di Storia dello Sport n.4, marzo 2015
4 Cfr. Il Lavoro del 2 aprile 1918. Dallo stesso giornale conosciamo la formazione schierata dalla squadra italiana: Da Prà, De Nordo, De Vecchi, Ferrari, Brunoldi, Magni, Mariani, Santamaria, Gavoglio, Profumo, Leone
5 Cfr. Il Lavoro del 5 maggio 1918
6 Cfr. La Domenica Sportiva del 5 maggio 1918
7 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 8 aprile 1918
8 Cfr. La Stampa del 29 aprile 1918; La Domenica Sportiva del 5 maggio 1918
9 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 24 maggio 1918
10 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 29 aprile 1918

martedì 15 maggio 2018

IL FOOTBALL DA CAPORETTO A VITTORIO VENETO

8. Il calcio militare (Parte II)

Proseguono le trattative di pace tra Germania e Russia, con i tedeschi che pongono condizioni molto pesanti sino a quando si arriva al diktat del 9 febbraio imposto dalla Germania: una parte dei bolscevichi vuole opporsi ed è dell'idea di proseguire la guerra, Lenin, all'opposto, è fermo sulla sua posizione di firmare ad ogni costo la pace. Trotzki, invece, pur non essendo d'accordo con le imposizioni tedesche, ritiene che l'unico modo per poter giungere ad una pace non vessatoria sia che la Russia si rifiuti unilateralmente di combattere, in modo tale da porre il comando tedesco in crisi e in aperto contrasto con l'opposizione interna tedesca. E così il 10 febbraio Trotzki annuncia la smobilitazione dell'esercito russo, ma è un azzardo che la Russia pagherà a caro prezzo1. La settimana successiva l'esercito tedesco riprende le operazioni e avanza sfondando le linee russe ormai sguarnite, costringendo Lenin ad ottenere l'autorizzazione alla firma di una pace che prevede condizioni ancor più gravose di quelle rifiutate ad inizio febbraio2. Il 3 marzo 1918, continuando i bombardamenti tedeschi a Pietrogrado, viene infine firmato il trattato di Brest-Litovsk tra la Russia da una parte e l'Austria-Ungheria, la Germania, la Bulgaria e l'Impero Ottomano dall'altra, segnando così il ritiro della Russia dalla Prima guerra mondiale, sotto il peso di condizioni durissime e umilianti3.
Sempre domenica 3 marzo, in Italia trova finalmente fine – almeno sul campo – la Coppa Mauro con l'incontro di spareggio tra il Milan e l'Internazionale, anche se ancora molti sono i dubbi che effettivamente quello possa essere l'epilogo della manifestazione. 
Fatto è che il 3 marzo le due squadre scendono in campo al Velodromo di via Arona e per l'occasione il Commissario Federale del Comitato Regionale lombardo formula ufficiale richiesta al Prefetto di Milano affinché l'incontro si possa giocare alla presenza del pubblico. Come abbiamo già avuto modo di dire, era accaduto nei mesi precedenti che Milano fosse oggetto di attacchi nemici e riunire una folla di spettatori attorno ad un campo da gioco poteva essere pericoloso. L'idea del Comitato Regionale lombardo era quello di devolvere l'incasso a favore della sottoscrizione cittadini Pro Profughi delle Province invase, come era accaduto già in occasione di altre manifestazioni sportive e venne accolta. Il Milan si presenta al completo mentre l'Internazionale arriva alla partita decisiva priva del suo giocatore migliore, l'italo-svizzero Aebi, e così i rossoneri non hanno particolari difficoltà a vincere contro i cugini una partita che però ha un andamento diverso da quello che il risultato finale potrebbe far pensare. In realtà sino al 60° il punteggio era ancora aperto, il Milan aveva sì manifestato la sua superiorità ma non stava andando oltre il minimo vantaggio di 2-1. Poi i nerazzurri si erano spenti completamente, e in poco tempo sparirono letteralmente dal terreno di gioco lasciando campo aperto ai rossoneri. Così il Milan dilaga segnando sei reti nello spazio di 25 minuti, finendo per vincere il derby per 8-1, con Cevenini autore di un leggendario pokerissimo di reti. 
Al termine dell'incontro, però, il Milan non sa ancora se ha vinto o meno la Coppa, perchè ancora rimane da chiarire la questione del reclamo del Legnano. Ad ingarbugliare ancor più la vicenda c'erano state le dimissioni di Mauro pochi giorni prima della disputa della partita, così nessuno poteva dire con certezza ciò che sarebbe accaduto, considerato anche che il risultato della partita in un primo momento non venne omologato e restò sub judice4. La stessa Gazzetta dello Sport l'indomani lanciava una richiesta al Legnano di rinunciare alle sue pretese affinché la vittoria così netta e limpida del Milan sui cugini dell'Internazionale potesse suggellare la vittoria della Coppa5

 
1 DDI, Serie V, Vol. X, n.243
2 DDI, Serie V, Vol. X, n.290-291
3 DDI, Serie V, Vol. X, n.332
4 Cfr. La Domenica Sportiva del 14 aprile 1918
5 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 4 marzo 1918

venerdì 11 maggio 2018

ALBUM DI FOOTBALL PERDUTO

INTERNAZIONALE - TOTTENHAM HOTSPUR FOOTBALL AND ATHLETIC COMPANY LIMITED,  MILANO, 13 MAGGIO 1914


Il 13 maggio 1914 l'Internazionale ospitava per la prima volta un club professionistico di first division inglese, il Tottenham Hotspurs.Gli inglesi arrivarono a Milano la sera del 12 con il treno del Gottardo, alla Stazione Centrale accolti dai soci dell'Internazionale.
Il Tottenham vinse agevolmente contro l'Internazionale per 5-0 queste le formazioni:
Tottenham: Joyce; Clay, Pearson; Fleming, Steel, Lightfoot; Tattersall, Banks, Elliot, Blise, Middlemise.
Internazionale: Campelli; Peterli, De Vecchi; Rizzi, Fossati, Engles; Crotti, Aebi, Cevenini I, Cevenini III, Bavastre
 
 

martedì 8 maggio 2018