martedì 19 settembre 2017

ALBUM DI FOOTBALL PERDUTO

FINALE NAZIONALE 1919/20. INTERNAZIONALE - U.S. LIVORNO


Per la prima volta una squadra del Centro-Sud mette in difficoltà in finale una del Nord.
Accadde il 20 giugno 1920 in occasione della finalissima nazionale, giocata sul campo neutro dello Sterlino a Bologna, tra l'Internazionale e il Livorno.


Il primo tempo fu tutto a favore dei milanesi che chiusero in vantaggio per 3-0, grazie alla doppietta di Agradi e la rete in chiusura di Aebi. Nella ripresa vennero fuori i labronici che nel finale prima accorciarono le distanze con Magnozzi e poi, a tre minuti dal termine, segnarono ancora una volta con Magnozzi (per molte fonti autorete di Campelli), che tirò una sassata che il portiere nerazzurro non riuscì a trattenere e deviò in porta.

martedì 5 settembre 2017

TERZA EDIZIONE CONCORSO "BLOG DELL'ANNO" 2017


Se volete potete votare questo blog cliccando direttamente QUI.
Per poter votare dovrete accedere con le vostre credenziali Facebook
Votate numerosi, grazie!!!


lunedì 28 agosto 2017

HURLING GAA

Il gioco dello Hurling, uno dei giochi gaelici nativi irlandesi, rappresentato nella scultura presente nella città di Kilkenny la cui squadra ha vinto più titoli All-Ireland Senior Hurling Championship.

lunedì 21 agosto 2017

CALCIO D'ESTATE – TORNEO DELL'ESPOSIZIONE DI ROMA (1911)

Con l'estate del 1911 le squadre italiane iniziavano a ricevere inviti a tornei calcistici estivi. Uno di questi venne disputato a Roma nel giugno di quell'anno in occasione dell'Esposizione Internazionale che si tenne a Roma, Torino e Firenze in occasione dei primi 50 anni di Unità Nazionale. L'Esposizione del 1911, infatti, era una celebrazione del cinquantenario dell'Italia Unita che fu allestita nelle tre città che erano state le capitali del Regno dal 1861: a Torino si tenne l'Esposizione Internazionale dell'industria e del lavoro, inaugurata il 29 aprile al monumentale Stadium di Corso Vinzaglio, mentre a Roma e Firenze si organizzarono mostre alternative dedicate alle arti e alla cultura.
L'Esposizione etnografica di Roma, nello specifico, voleva essere una specie di viaggio in Italia attraverso quattordici padiglioni espositivi rappresentativi delle regioni italiane. Il 29 giugno proprio a Roma all'interno del ricco cartellone collaterale alla mostra venne giocato un importante torneo internazionale con girone all’italiana, nel quale parteciparono le squadre campioni d’Italia, Francia e Ungheria e un’importante società della Svizzera. Le squadre iscritte furono la Pro Vercelli, il Red Star Amical Club di Parigi, il Magyar Testgyakorlok Kore (il famoso MTK) di Budapest e il F.C. Servette di Losanna. Questo torneo rappresentò il primo vero appuntamento di prestigio per il football a Roma, quindi al di fuori dei confini “storici” entro i quali il calcio era nato e si era diffuso in Italia. Il Corriere della Sera ci aiuta a dettagliare meglio l'avvenimento. Per il torneo la Pro Vercelli non poté contare sui terzini Ara e Bossola, sostituiti da Berardo del F.C. Piemonte e da De Vecchi del Milan. Circa l'innesto di Berardo che, a differenza di De Vecchi, rimase poi nei ranghi delle Bianche Casacche, Luca Rolandi ricorda l'aneddoto di come il ragazzo convinse il presidente Bozino a tesserarlo pronunciando la seguente frase: “Sarebbe un onore e un grande orgoglio indossare la maglia dei campionissimi della Pro”. Berardo quindi esordì con la Pro durante questo torneo e da quel momento diventò un punto fermo nelle successive vittorie vercellesi. Ritornando al torneo, il 30 giugno il corrispondente del Corriere della Sera così raccontava delle condizioni nelle quali si sarebbe svolto il torneo. Si comprende perfettamente quale fosse la differenza - anche culturale - tra il football giocato al nord e quello praticato al sud:
«Il terreno sul quale si svolge il torneo è tutt’altro che regolamentare, benché raggiunga le dimensioni di 100 x 60. Esso è privo d’erba, forma una leggera conca, ed è quasi tutto cosparso di sabbia in alcuni punti assai cedevole».
Durante la partita inaugurale si raggiunse un numero di spettatori impressionante, circa 15.000 persone, anche se il cronista puntualizza:
«(...) non vi era entusiasmo, non vi erano grida di incitamento; un pubblico freddo che per la massima parte ignora le regole del giuoco e che ben presto si annoiò».
Il pubblico per l’incontro successivo, quello tra Pro Vercelli e Servette, da 15.000 scese a 1.000, ma fu senz’altro più partecipe. La partita venne sospesa quando mancavano circa venticinque minuti alla fine, sul punteggio di 2-0 per gli svizzeri, per sopravvenuta oscurità. Quando l’arbitro fischiò l’interruzione il pubblico scese dagli spalti e si strinse sul campo tra i giocatori: in queste condizioni il capitano del Servette non se la sentì di decidere sul da farsi, e quindi venne improvvisata una riunione in un albergo romano, presenti i due capitani, l’arbitro e il vice-presidente federale, nella quale - senza avvertire nessuno, stampa compresa - venne deciso di rigiocare la partita l’indomani mattina alle 7!
La squadra italiana vinse 4-2 e raggiunse in testa alla classifica l'MTK; nella partita decisiva – la terza in meno di due giorni! – la Pro Vercelli schierò la seguente formazione:
Innocenti; Valle, De Vecchi; Binaschi, Milano I, Leone; Milano II, Berardo, Ferrero, Corna, Piacco.
La partita non ebbe storia: il primo tempo si chiuse sul 2-1 per i magiari i quali, verso la fine del secondo tempo, trovarono anche la terza marcatura, vincendo così l'incontro per 3-1 e, di conseguenza, conquistando il torneo con tre vittorie in altrettante partite.
M.T.K.
Tabellino finale:
29/06 SERVETTE - M.T.K. 0-1
30/06 M.T.K. - RED STAR 2-2
01/07 PRO VERCELLI - SERVETTE 4-2
01/07 PRO VERCELLI - RED STAR 2-1
02/07 RED STAR - SERVETTE 3-3
02/07 M.T.K. - PRO VERCELLI 3-1
 



mercoledì 19 luglio 2017

BLOG DELL'ANNO: AL VIA L'EDIZIONE 2017

 
Si sono chiuse le selezioni per Blog dell'Anno, il torneo promosso da Superscommesse.it che vede in sfida i più importanti blog di argomento sportivo. Il contest nasce per dare visibilità e importanza al lavoro di migliaia di persone che periodicamente contribuiscono ad informare i propri lettori riguardo i principali avvenimenti sportivi e non solo. A partire dal 24 agosto 2017, giorno in cui si apriranno le votazioni, tutti potranno supportare i propri blogger di fiducia votando sul sito http://www.superscommesse.it/blog_anno/.

Tantissimi sono i blog in gara selezionati tramite autocandidatura e valutazione da parte di esperti del team di Superscommesse.it; tutti i partecipanti sono stati divisi in in sette categorie: Basket, Calcio, Ciclismo, Motori, Tennis, Volley, Altri Sport; chi riceverà più voti vincerà il torneo nella propria categoria. Tra i primi classificati, inoltre, verrà eletto il "Blog dell'Anno", ovvero colui che ha ricevuto più preferenze di tutti.

Il campione della scorsa edizione è Cristian Vitali, blogger di "Calciobidoni.it", chi sarà quello di quest'anno? 

                     <div class="sc-widget-container sc-blog-anno" style="height: auto; min-height: 225px; width: 180px; border: none;">
<iframe src="http://www.superscommesse.it/blog_anno/blog/334/storie-di-football-perduto/widgetpromozionale/classifica" style="height: 165px; width: 220px; border: none;">
</iframe>
<a style="text-align:center;color:#62C2CC;font-weight:bold;line-height:1.4em;" href=http://www.superscommesse.it/blog_anno/blog/334/storie-di-football-perduto/>Vota per Storie di Football Perduto su Blog dell'Anno</a>
</div>                   


                      

martedì 11 luglio 2017

SPAGNA'82: CAMPIONI DEL MONDO

Trentanniepassa. Tutto attaccato, tutto d'un fiato. Come un rossitardellialtobelli in finale. Come tutte le cose del calcio da ricordare, da portare con sé nei sentieri della vita. Ricordo tutto del mio mundial. La sconfitta dell'Argentina campione del mondo in carica contro il Belgio, nella partita inaugurale. Ardiles con il numero 1. Per dire. Ricordo la mia bicicletta, il mo album di figurine e il quaderno dove scrivevo i tabellini di tutte le partite e dove avevo incollato i ritagli degli stemmi delle squadre da TV Sorrisi e Canzoni. Avevo 9 anni in quella fine primavera di trentanni fa, e un Tango appena regalato dai miei genitori.
Avevo Zoff, Maradona, Dasaev, Platini, Lato, Keegan. Avevo tutto il Brasile, quel Brasile, il “mio” Brasile. Il Brasile di tutti quei ragazzini che hanno avuto la fortuna di innamorarsi del football in quegli anni.
E pomeriggi e sole. Goldrake e Rossi.
I ricordi non sono lineari, partono da un rigore sbagliato da Cabrini in finale, a Castelnuovo di Sotto, provincia di Reggio Emilia, Emilia Romagna, Italia, Europa del sud, Terra, e portano dove vogliono loro. Sanno fare molto bene il loro mestiere, i ricordi. Virano improvvisi, saltano come una catena di bicicletta, e mi ritrovo aggrappato al bancone di un bar, con mio padre al fianco, tra le urla di gioia per quel brasiliano di Conti che ha appena segnato una rete al Perù. E io là in mezzo, piccolo tra i grandi al bar. Subito rotolo con i ricordi più in là – prima, dopo, sopra, sotto non so – quando uno sceicco scende in campo per chiedere all'arbitro di annullare una rete della Francia contro il suo Kuwait e io davanti alla TV, a casa del fratello di mia nonna.
L'ho detto. L'ho scritto. Quello è stato, è il mio mundial. Non ce ne sono stati più di mundial così, visti sull'ottovolante dei miei 9 anni, tra una partita al pallone giocata dietro la stalla e una guardata sotto le stelle nel giardino dei miei nonni, in un televisore che ora andrebbe bene forse come schermo di uno smartphone. Ma quello era il mio mundial, accidenti! C'erano le reti di Rossi contro il Brasile, contro il “mio” Brasile e quella semifinale infinita tra la Francia e la Germania Ovest.
Il mattino dopo la finale, in edicola con La Gazzetta dello Sport aperta, spalancata su un trionfo inaspettato, ma i ricordi mi rimettono in sella alla mia bicicletta. Sono di nuovo a casa, con i miei genitori. Reggio Emilia, Emilia Romagna, Italia, Europa del sud, Terra. Mia madre che stira, mio padre ed io che guardiamo un servizio sui 10 goals che l'Ungheria ha rifilato al povero El Salvador. E allora via, ad imparare i nomi impronunciabili di quegli invincibili magiari, che poi tanto invincibili non sono e non saranno, ahiloro. Nylasi (che ancora dopo trentanniepassa non so come si scrive), l'eroe di serata. Non c'è nulla da fare, è il mio mundial che mi accorgo solo ora di aver vissuto da ramingo: una partita dai miei, una da un cugino, da amici, dagli zii, al bar con mio padre, in cortile con gli amici appesi alla radio accesa, da un vicino di casa, alla bocciofila con mio nonno.
Il mio mundial.
Poi sono arrivati gli altri mondiali. Gli anni allo stadio. Altre biciclette e altri album Panini. Un altro calcio. Ma il mio mundial no, non è più tornato
Sono trentanniepassa che ne aspetto un altro.

mercoledì 21 giugno 2017

ALBUM DI FOOTBALL PERDUTO

Il Genoa a borso del piroscafo Mafalda in partenza per la tournèe in Sud America nell'estate del 1923.

La rivista "Il Calcio" scriveva che ciascun giocatore fu fornito di un baule rifornito di biancheria intima e abiti, tra cui un completo nero "confezionato da uno dei primi sarti di Genova".


Tra le altre curiosità riportate dal giornale, l'assicurazione stipulata per i giocatori per 80.000 lire in caso di invalidità permanente e di 40.000 lire in caso di morte.