mercoledì 17 gennaio 2024

17 gennaio 1909: il football dei pionieri a Reggio Emilia

 

A Reggio Emilia il calcio arriva un po' più tardi rispetto ad altre città emiliane, forse per un certo disinteresse della classe politica e amministrativa della città, forse perché distante dalle vie commerciali fatto è che mentre già dal 1898 si giocava un campionato organizzato dalla Federazione italiana calcistica, i reggiani poterono vedere il nuovo gioco solo a partire dalla seconda metà del primo decennio del Novecento. Le fonti fanno datare con una certa approssimazione quale “data zero” per il calcio a Reggio Emilia quella del gennaio 1909 quando il 17 gennaio viene offerta alla cittadinanza la prima dimostrazione di football di cui si ha notizia certa. Ciò di cui si parla è la prima esibizione pubblica di cui si ha notizia, ma presumibilmente già da tempo in città si giocava al football anche se i giornali dell'epoca non mettono in evidenza la cosa: erano gli studenti a giocarci nei pressi della Palestra Camparini, dietro la Basilica della Ghiara. A raccontarcelo, una quindicina di anni più tardi, è Luigi Barbieri in un lungo racconto del 1922: “Furono gli allievi delle Scuole medie i quali dopo le lezioni di «educazione fisica» apprese nella Palestra Camparini si portavano sul prato prospiciente e al lancio della «palla vibrata» cominciarono a preferire il giuoco del calcio.”1 Purtroppo per loro, nessun trafiletto sui giornali a testimoniare quelle partite e quelle corse a perdifiato rincorrendo un pallone.

Comunque, le protagoniste di quel 17 gennaio 1909 sono due società ginnastiche, la Forti per essere Liberi e il Club Sport Virtus che danno vita ad un incontro “sotto la tettoia del mercato nuovo”: per alcuni detto mercato nuovo viene identificato nel Foro Boario, per altri nel Mercato Bovino nell'attuale Viale Monte San Michele2. Le scarse e scarne cronache dell'epoca riportano di quella partita soltanto il punteggio (3 a 2 per la Forti per essere Liberi), ottenuto – si legge “alla terza ripresa”3: considerato che si trattava di due squadre ginniche, non è dato sapere con quali regole si sia giocato, tenuto conto che il football nel mondo della ginnastica aveva regole leggermente diverse da quello giocato sotto l'egida della Federcalcio, che si rifaceva alle regole della Football Association inglese.

Siamo dunque nel 1909, l'anno che certifica i primi, timidi, passi del football dei pionieri reggiani4.

 

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1 BARBIERI, LUIGI, Dalle origini, alla fondazione della maggiore Società locale: l'A.C. Reggiana, La Provincia di Reggio, Reggio nell'Emilia, n. 4-5, aprile-maggio 1922, pag,189

2 Sul punto e non solo Cfr. le varie pubblicazioni dedicate alla storia della Reggiana scritte nei vari anni, tra le altre: BARBIERI, LUIGI, Dalle origini, alla fondazione della maggiore Società locale: l'A.C. Reggiana, La Provincia di Reggio, Reggio nell'Emilia, poi ripreso in Forza Reggiana n. 3 del 7 ottobre 1956; DEL BUE, MAURO, Una storia Reggiana 1919-1945: Le partite, i personaggi, le vicende dai pionieri alla liberazione, Montecchio, 2007; GIOVANNINI, GIACOMO – MAZZALI, GIACOMO, La maglia granata, Ed. Il Voltone, Reggio Emilia, 2019; FANTICINI, EZIO – LIGABUE, ANDREA, La storia della Reggiana, Poligrafici Editoriale, Bologna, 1993; FERRARACCIO, ALFREDO – FONTANELLI, CARLO, La favola granata, Geo Edizioni, 2003; SERRA, LUCIANO, Maglia granata e calzoncini blu, in La Reggiana News n. 2 del settembre 1989

3 Cfr. L'Italia Centrale del 16-18 gennaio 1909. Per un ritratto di Enrico Camparini Cfr. L'Italia Centrale del 28 febbraio 1911

4 Per un esaustivo racconto degli anni pionieristici reggiani dalle origini alla fondazione dell'A.C. Reggiana cfr. BASSI, ALESSANDRO, Primi calci: il football dei pionieri a Reggio Emilia, apparso in www.storiedifootballperduto.blogspot.it, prima parte: https://storiedifootballperduto.blogspot.com/2019/09/il-secolo-granata-il-football-dei.html

venerdì 12 gennaio 2024

Biblioteca di football perduto

 

 

Sono passati ventuno anni dal primo titolo della Juventus. I bianconeri hanno come tecnico l’ungherese Karoly, e in campo un suo connazionale: Jozsef Viola. A loro viene a fare compagnia un terzo budapestino, Ferenc Hirzer, esimio goleador dotato di tecnica individuale sopraffina: dribbla come nessun altro, è veloce e agile come una gazzella.

Ma è anche la Juve del divino Combi, dell’elegante Rosetta, del capitano alato Bigatto, di ricciolo Munerati e del divo del cinema Pastore. E su tutti e tutto veglia Edoardo Agnelli, capostipite della famiglia che non abbandonerà mai i colori bianconeri.

La Juventus è una macchina da gol: ne realizza sessantotto nel girone di qualificazione, poi ne dà quattro al Bologna campione uscente e infine dodici all’Alba Roma, che incontra nella finalissima Nord-Sud.

Ma una tragedia macchia la bellissima stagione bianconera: Karoly muore cinque giorni prima della partita di spareggio contro il Bologna a causa di un attacco cardiaco. Era un gran signore, un uomo amato da tutti, un eccezionale intenditore di calcio.

 

TITOLO : 1925-1926 LO SCUDETTO UNGHERESE

AUTORE: Stefano Bedeschi

EDITORE: Urbone Publishing

ANNO PUBBLICAZIONE: 2024

PREZZO : 18 euro


venerdì 15 dicembre 2023

Quando Genoa-Juve valeva lo scudetto in un'Italia devastata dalla guerra

 

L'anticipo della sedicesima giornata di andata del campionato di Serie A mette di fronte Genoa e Juventus. Molti anni fa questa sfida valeva il titolo di campione d'Italia, come nel travagliato torneo del 1919/20, quando la sfida tra le due compagini è stata accompagnata da gravi incidenti.

Il mio racconto per calciomercato.com QUI

venerdì 1 dicembre 2023

Cliff Bastin, il 'Bellingham' degli anni '30: stella dell'Arsenal, fermato dalla Seconda Guerra Mondiale

 

Giocatore dinamico, veloce e dal carattere glaciale, grazie a Chapman ha potuto godere di una carriera davvero invidiabile: Clifford “Cliff” Bastin è stato questo e altro, cardine dell'Arsenal degli anni'30 del XX secolo.

Per continuare a leggere il mio racconto per calciomercato.com clicca QUI

martedì 7 novembre 2023

Biblioteca di football perduto

 

Storia di amicizia e crescita, una narrazione struggente che cattura l’effimero scorrere del tempo ed il suo incessante fluire. L’amicizia bene incommensurabile si tinge in questo romanzo dei tenui ed insieme tenaci colori della gioventù quando tutto sembra possibile e l’animo si nutre di slanci e speranze. La fantasia ricopre poi tutto con il riverbero delle tessere di un mosaico che a poco a poco delineano quel miracolo che è la vita.

Un libro che vi farà sorridere, riflettere e, soprattutto vi ricorderà l’importanza dei sogni e delle promesse fatte nell’adolescenza. Perché provare emozioni è bellissimo, è il vero gusto della vita. I sogni raramente si avverano nei loro termini precisi. Ma perché accadano i grandi cambiamenti, i sogni sono importanti, anzi sono indispensabili, come è indispensabile il coraggio di dichiararli, di inseguirli. Anche se sembrano irrealizzabili. Soprattutto se sembrano irrealizzabili…

TITOLO : IL CAMPO INDIANO

AUTORE: Cesidio Colantonio

EDITORE: Independently published

ANNO PUBBLICAZIONE: 2023

PREZZO : 13 euro

PAGINE : 117

sabato 28 ottobre 2023

Garrincha, 90 anni fa: è grazie al re del dribbling che amiamo il calcio


Se si ritiene che giocare a calcio, e anche solo guardare giocare a calcio, sia divertente, c'è stato un calciatore che forse più di tutti gli altri si è divertito e ha fatto divertire chi lo ha visto giocare: quel giocatore è stato Garrincha, funambolo del pallone suo malgrado, un personaggio da romanzo, figuriamoci un calciatore.

Il mio pezzo per calciomercato.com puoi leggerlo QUI

giovedì 26 ottobre 2023

26 ottobre 1863: nasce la Football Association

 


Con la rivoluzione industriale e il progresso scientifico e tecnologico il XIX° secolo porta con sé dalle isole britanniche anche lo sport, in particolare il gioco del football, sdoganato dalla profonda tradizione popolare ed edulcorato dai tratti più brutali e violenti di quello che – in tono spregiativo – era denominato mob football.

Le classi dominanti, oltre a vedere nello sport un sano e cavalleresco modo di sfidarsi, nella compassata cornice del college, considerano l'attività sportiva anche come uno degli strumenti di disciplina per gli studenti: controllare, delimitare la violenza dello sport popolare all'interno del college può servire a dare uno sfogo disciplinato all'irruenza dei giovani1. Così public school e college favoriscono l'attività sportiva, compreso il football che proprio da quei luoghi parte alla conquista del mondo. 

Prima, però, ci sarebbe da decidere con quali regole giocare, uniformare perlomeno quelle esistenti, perché quasi ogni college ha norme, usi e costumi propri nel giocare a football. E se – tra mito e realtà – giusto due secoli fa – era il 1823 – lo studente William Webb Ellis ignorando le regole percorse palla in mano tutto il campo del college di Rugby facendo così nascere il rugby game (il primo a dotarsi di un regolamento organico, negli anni '40 del XIX secolo), in altri college non c'era uniformità né sul sistema dei punteggi, né sul numero dei giocatori2.

A Cambridge e a Eton vennero redatti regolamenti del gioco del football, frutto di compromessi, discussioni e accordi tra vari college, con lo scopo di poter giocare tra college diversi senza problemi. Non solo. Verso la metà del secolo il gioco del football esce dagli atenei, tanto che a Sheffield, nel 1857, non solo viene redatto un altro regolamento – le famose Sheffiled Rules – ma anche creato quello che possiamo senz'altro definire il primo club calcistico della storia, lo Sheffield Football Club3.

L'anno davvero di svolta è il 1863.

Agli inizi di ottobre un nuovo regolamento di Cambridge viene redatto da un comitato composto da ex studenti di Eton, Harrow, Rugby, Shrewsbury, Marlborugh e Westminster. A quel punto entra in scena un avvocato di Hull che propone di creare un organismo che controlli e regolamenti il gioco del football: l'avvocato in questione è Ebenezer Cobb Morley che organizza così la riunione che il 26 ottobre del 1863 mette attorno ad un tavolo alla Freemansons'Tavern di Long Acre a Covent Garden a Londra i rappresentanti di undici club calcistici londinesi.

Quelle undici società erano: No Names di Kilburn, Barnes Club, War Office Football Club, Crusaders, Forest Club di Leytonstone, Percival House of Blackheath, Crystal Palace Club, Blackheath Club, Kensington School, Surbiton Club e Blackheath Preparatory School4.

Come riporta Alcock nel suo Football – The Association Game del 1906: i rappresentanti di queste società si uniscono formalmente in un'associazione “to be called the Football Association”5.

È il primo atto ufficiale della Football Association, seguito da numerose altre riunioni che si tengono sino a dicembre 1863. 

Il nodo più ingarbugliato da sciogliere riguarda il gioco maschio: da una parte c'è chi vuole continuare a permettere l'uso delle mani e dell'hacking, cioè permettere cariche anche violente sul portatore di palla, dall'altra chi lo vuole vietare. La votazione finale su questo tema vede il prevalere dei secondi sui primi per 13 voti a 46, anche grazie all'attività di Morley che caldeggia l'adozione della filosofia delle regole di Cambridge. Così, dopo l'ultima riunione dell'8 dicembre 1863 viene pubblicato il primo regolamento del gioco del football7.

Il primo match giocato con questo regolamento è del 19 dicembre 1863, quando a Mortlake il Barnes (la squadra di Morley) e il Richmond pareggiano 0 a 0.

 

 

1Antonio, Papa – Guido, Panico, "Storia sociale del calcio in Italia", Il Mulino, Bologna 2002

2https://www.treccani.it/enciclopedia/calcio-la-storia-del-calcio_%28Enciclopedia-dello-Sport%29/

3Manu, Gabriele, Scialanga, Marco, Football tra storia e leggenda – Dalle origini al calcio moderno, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2012

4Bassi, Alessandro, Il football dei pionieri – Storia del campionato di calcio in Italia dalle origini alla I guerra mondiale, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2012

5Alcock, charles William, Football – The Association Game, George Bell & sons., London, 1906

6Hill, Tim, A photographic history of english football, Parragon Books, Bath, 2004

7Manu, Gabriele, Scialanga, Marco, Op. cit.