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lunedì 1 luglio 2024

Album di football perduto

 

 

Uruguay – Stati Uniti il del 29 maggio 1924 è valida per gli ottavi di finale del torneo calcistico dell'VII Olimpiade.

Si gioca allo stadio Bergeyre di Parigi, l'Uruguay vince 3 a 0 grazie alle reti di Scarone e alla doppietta di Petrone.


(Foto tratta da Il Calcio)

martedì 31 maggio 2016

COPA AMERICA 1916

QUANDO LA COPA AMERICA NON ERA ANCORA COPA AMERICA (Parte 2)

Arrivati dunque tutti a Buenos Aires la competizione poteva cominciare; la formula prevedeva un torneo all'italiana con classifica finale le cui partite si disputarono all'Estadio Gimnasia y Esgrima tranne l'ultimo incontro che andò in scena presso lo stadio del Racing Club. 
José Piendibene
La gara di esordio venne giocata il 2 luglio tra l'Uruguay e il Cile e vide la netta affermazione degli uruguyani che si imposero 4-0; la prima, storica, rete della manifestazione fu segnata da José Piendibene, quello che passò alla storia per il fatto di non esultare mai dopo una marcatura per non offendere gli avversari. Piendibene fu un'autentica bandiera del Peñarol con la cui squadra vinse per ben 6 volte il titolo di campione dell'Uruguay segnando, tra il 1908 e il 1928, 253 reti. Il giorno seguente il Cile chiese formalmente che l'incontro venisse annullato a causa del fatto – a detta dei cileni – che l'Uruguay aveva schierato due giocatori africani. Nello specifico le accuse cilene riguardavano i calciatori Gradin e Delgado e anche se all'epoca nessuna squadra presentava giocatori di colore, il ricorso non venne accolto e i due calciatori poterono continuare la manifestazione; in particolare Gradin, nipote di schiavi africani, risulterà capocannoniere del torneo con 3 reti.
Il 6 luglio fece l'esordio la squadra di casa, l'Argentina, che non ebbe difficoltà a sbarazzarsi del Cile battendolo 6-1; i cileni chiusero la loro avventura due giorni dopo riuscendo ad impattare (1-1) contro il Brasile. Lo stesso Brasile due giorni dopo fermò i padroni di casa sempre con il risultato di 1-1 e chiuse il proprio cammino il 12 luglio perdendo 2-1 contro l'Uruguay, segnando con uno dei calciatori destinato a diventare tra i più famosi e forti della storia brasiliana, Arthur Friedenreich. El Tigre, questo uno dei suoi soprannomi, dotato di dribbling stretto e spiccato senso per la giocata d'effetto sarà un fromboliere di tutto rispetto e ancora oggi non c'è certezza sul numero di reti segnate in tutta la sua lunga carriera.
A quel punto, quando mancava una sola gara al termine, la classifica era comandata dall'Uruguay con un solo punto di vantaggio sui padroni di casa e la partita mancante era proprio Argentina-Uruguay.
 Il 16 luglio, data in cui era programmata la sfida che aveva assunto il sapore di finalissima, nel piccolo stadio Gimnasya y Esgrima entrarono migliaia e migliaia di persone, tanto che alcuni ne arrivarono a stimare circa 70.000, molti dei quali assiepati ovunque anche all'interno del rettangolo di gioco. Chiaro che in quelle condizioni non si poteva giocare ed infatti dopo 5 minuti tutto venne rinviato al giorno successivo, non più in quello stadio bensì in quello del Racing Club. La tensione pare giocò un brutto tiro alle due squadre che diedero vita ad un incontro privo di emozioni e bloccato, tanto che il risultato finale non si schiodò dallo 0-0 iniziale, ma tanto bastò all'Uruguay per confermarsi in testa alla classifica e quindi laurearsi campione del Sudamerica.
Questa la formazione della squadra vincitrice: 
Saporiti; Benincasa, Foglino; Zibechi, Delgado, Varela; Somma, Tognola, Piendibene,
Gradín, Marán



 

martedì 24 maggio 2016

COPA AMERICA 1916

QUANDO LA COPA AMERICA NON ERA ANCORA COPA AMERICA (Parte 1)

Mentre in Europa imperversava un conflitto bellico che da lì a poco sarebbe sconfinato in tutto il mondo (o quasi), dall'altra parte dell'Atlantico, Argentina, Brasile e Cile stringevano un patto di non aggressione e cooperazione - il Pacto do ABC – con la finalità di porre un argine alla sempre più penetrante influenza statunitense nei Paesi dell'America Latina.
Se questo accordo, pur non essendo mai ufficialmente entrato in vigore per la mancata ratifica da parte dell'Argentina e del Cile ma sostanzialmente rispettato nei fatti, fu importante a livello politico ed economico, bello è pensare che possa essere stato in qualche modo prodromico per una storia che a noi interessa maggiormente, perchè proprio quella storia quest'anno taglia il traguardo dei 100 anni. Le tre nazioni prima menzionate, assieme all'Uruguay, infatti, nel 1916 diedero vita ad un torneo di futebol che prevedeva la partecipazione delle rispettive squadre rappresentative. 
Come sede di quel torneo fu scelta l'Argentina che proprio in quell'anno celebrava il primo centenario dell'indipendenza, proclamata solennemente a Tucuman il 9 luglio 1816, a seguito delle campagne condotte tra il 1814 e il 1817 da Simon Bolivar e Josè de San Martin.

Tutte le partite vennero giocate a Buenos Aires dal 2 al 17 luglio del 1916 e, come detto, a contendersi la vittoria furono le selezioni di Argentina, Brasile, Cile ed Uruguay, nazioni che, proprio in quei giorni, diedero vita alla Confederazione Sudamericana del Football (CONMEBOL). Nasceva così il primo Campeonato sudamericano de selecciones, che non era ancora Copa America ma c'eravamo quasi.
Luciano Sartirana, nel suo monumentale Nel settimo creò il Maracanã, racconta di come la Seleção brasileira raggiunse Buenos Aires:
La Federação aveva prenotato i posti per calciatori e delegazione sulla nave Jupiter, dove viaggiano anche parlamentari brasiliani diretti nella capitale argentina in occasione del centenario dell'indipendenza di quel Paese. Saputo che avrebbe viaggiato con dei calciatori, il senatore nahiano Rui Barbosa dichiara che non avrebbe mai condiviso la nave con quella gentaglia (che definisce “vagabondi disoccupati”), né lui né i suoi colleghi. Qualcuno prova ad informarlo che la eleção è composta da persone chiques, commercianti, professionisti, figli di senatori...niente, non ci sente. I calciatori brasiliani devono scendere e prendere il treno per 2.638 chilometri”1
Arrivati dunque tutti a Buenos Aires la competizione poteva cominciare; la formula prevedeva un torneo all'italiana con classifica finale.

(Continua - 1)


1LUCIANO, SARTIRANA, Nel settimo creò il Maracanã, Edizioni del Gattaccio, Milano, 2013, Pag. 40