venerdì 26 marzo 2021

Gli incontri internazionali di Pasqua (Parte I)

 

1. Le origini

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi, recita un vecchio adagio. I pionieri italiani del football la pensavano così, se è vero che per i giorni di Pasqua organizzavano quasi tutti gli anni amichevoli spesso internazionali dal sicuro richiamo per il pubblico.

Prima di parlare di alcune delle più importanti amichevoli di Pasqua dei primi anni del '900, bisogna fare un passo indietro. Occorre ricordare quello che è considerato il primo incontro internazionale disputato in Italia. La data è quella del 30 aprile 1899, il luogo il Velodromo Umberto I di Torino1.

Si affrontarono due rappresentative di giocatori militanti nel campionato italiano e in quello svizzero. Il criterio di selezione era “residenziale”, infatti componevano la squadra italiana anche molti giocatori inglesi. Sarà soltanto con il 1910 che la nazionale verrà creata utilizzando solo giocatori italiani. Ma è un'altra storia2. Quel giorno del 1899, dunque, per la prima volta in Italia si disputava una partita internazionale: vinse la squadra svizzera, 2-0.

L'anno “zero” delle sfide internazionali per le squadre di club italiane è il 1903.

Guarda caso, è ancora il Genoa ad inaugurare la serie.

Ma andiamo con ordine. In marzo si giocarono le eliminatorie del campionato e la Juventus ottenne il diritto di sfidare in finale i detentori del Genoa, finale fissata per domenica 29 marzo a Genova, poi rinviata dalla F.I.F. al lunedì di Pasqua, 13 aprile3.

Domenica 1° marzo, a Ponte Carrega, per la prima volta una squadra straniera viene in Italia per giocare una partita: è la squadra francese del Football VeloClub di Nizza. Il Genoa vince facile, 6-0 (4-0 nel primo tempo), con tre reti segnate da Salvadé.

Pare interessante riportare come La Stampa lanciò la notizia sul numero 60 del 1°marzo, perchè si riallaccia a quanto detto poc'anzi4:

(...)E' questo il secondo match internazionale che si gioca in Italia. Il primo ebbe luogo a Torino, nel 1899, contro una squadra svizzera, che rimase vincitrice con 2 punti a zero.”

A fine aprile, a campi invertiti, si giocò la rivincita. Partita da ricordare, anche questa, perchè è la prima volta che una squadra italiana disputa un incontro all'estero. Cambia il campo, ma non l'esito finale: vince ancora il Genoa, questa volta 3-05.

Ma veniamo, finalmente, a parlare delle amichevoli di Pasqua.

Da Genova ci spostiamo a Torino, sul prato del Velodromo Umberto I.

Venerdì 10 aprile, Venerdì Santo, la Juventus affrontò in amichevole, perdendo 0-1, gli svizzeri del Montriond Foot-Ball Club di Losanna, rinforzati per l'occasione da alcuni giocatori del Berna FBC e dello Zurigo FBC6. É la prima volta che per le festività pasquali si organizzano partite internazionali di football. Due giorni dopo, la domenica di Pasqua, si giocò di nuovo:

Domenica 12 aprile, giorno di Pasqua, al Velodromo Umberto I di Torino la Juventus si misurò con i campioni svizzeri del Club Athletique di Ginevra. Anche se chiamare Juventus la squadra torinese non è propriamente corretto. Infatti non trovarono tutti i componenti della prima squadra della Juventus, bensì una squadra composta con diversi elementi scelti tra i campioni del Foot-Ball Club Torinese, dell'Audace e della Juventus”

Come mai non giocò la Juventus ma una “mista” torinese? Perchè la Juventus il giorno dopo, il 13 aprile, sarebbe stata impegnata a Genova per la finale del campionato (che poi perse 0-3) e quindi alcuni giocatori rimasero a riposo. Non tutti però, la maggioranza disputò entrambi gli incontri: tra gli altri, il portiere Durante, Armano I, Goccione, Malvano e Bollinger7.

Come si può facilmente intuire, una amichevole internazionale aveva, per i pionieri, se non proprio la stessa importanza del campionato, sicuramente il medesimo fascino.

Un paio d'anni più tardi, nei giorni di Pasqua e Pasquetta del 1905, a Genova il Servette di Ginevra giocò due volte contro il Genoa, sconfiggendolo in entrambi gli incontri: alla domenica 1-0 e al lunedì 3-1. A Milano, nelle giornate di sabato e domenica Milan, U.S. Milanese, San Gallo e Lugano, davanti ad un numeroso pubblico, disputarono una serie di amichevoli dalle quali risultò netto vincitore il Football Club San Gallo8:

22.04.05: MILAN – F.C. LUGANO = 3 – 0

22.04.05: U.S. MILANESE – F.C. SAN GALLO = 0 – 7


23.04.05: U.S. MILANESE – F.C. LUGANO = 4 – 4

23.04.05: F.C. SAN GALLO – MILAN = 4 – 2

In Piemonte, invece, fu la Juventus la protagonista della Pasqua torinese del 1905, fresca vincitrice del suo primo campionato. Domenica 23, infatti, al Velodromo Umberto I venne giocata Juventus – Montriond F. C.:

L'interesse sempre crescente con cui i torinesi hanno seguito le peripezie della squadra dei bianchi e neri, fino alla conquista della coppa di campionato, si concentrerà sul match di domenica”

Davanti a quasi 700 persone la Juventus dovette inchinarsi agli svizzeri (1-2), ma già era pronta la rivincita! Il giorno dopo, lunedì di Pasqua, le due squadre si affrontarono nuovamente, questa volta sul piazzale Conte di Torino a Vercelli. Molto attesa dovette essere questa partita in città poiché così il giornale presentò l'incontro:

(...) Ai graditi ospiti verranno fatte festose accoglienze. Infatti saranno ricevuti alla stazione dalla Fanfara della Pro-Vercelli e saranno accompagnati al Municipio. (…) Giungeranno a Vercelli lunedì mattina, col diretto delle 10. Alla sera, poi, grande pranzo in onore degli ospiti all'Albergo del Leon d'Oro.”9

Perchè ancora nel 1905 la cosa più importante per i pionieri del football nostrano era stare in compagnia!

(Continua – 1)

 

1Cfr. La Stampa del 2 maggio 1899

2Per quanto concerne il concetto di “nazionale” ai tempi dei pionieri, tra gli altri cfr. http://storiedifootballperduto.blogspot.com/2018/07/il-calcio-tra-identita-nazionale-e.html

3Cfr. Alessandro, Bassi, Il football dei pionieri. Storia del campionato di calcio in Italia dalle origini alla I Guerra Mondiale, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2012

4Cfr. La Stampa del 1 marzo 1903

5Alessandro, Bassi, Op. cit.

6Cfr. La Stampa del 9 aprile 1903

7Cfr. La Stampa del 14 aprile 1903; La Gazzetta dello Sport del 14 aprile 1903

8AA.VV., L'età dei pionieri – Football 1898-1908, Fondazione Genoa 1893, Genova, 2008

9Cfr. La Stampa del 21-22 aprile 1905; La Stampa sportiva del 15 aprile 1905

 

martedì 23 marzo 2021

Magni, calciatore totale prima degli olandesi, di Sacchi e di Mandzukic: unico a giocare davvero in tutti i ruoli

Se cercate un calciatore davvero poliedrico, davvero “totale”, che sappia giocare in tutte le posizioni del campo, dovete andare molto indietro nel tempo, prima dei rossoneri di Sacchi e ancor prima degli olandesi dei “seventies”. Precisamente con la memoria dobbiamo tornare sino agli anni'40, quando con la maglia bianconera della Juventus gioca Piero Magni, che passa alla storia per essere l'unico calciatore ad ricoperto tutti i ruoli di una squadra di calcio in serie A.

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venerdì 19 marzo 2021

(Non solo football) JULIO VELASCO E IL PRIMO ANNO ITALIANO DA MANAGER A JESI (1983)

 JULIO VELASCO E IL PRIMO ANNO ITALIANO DA MANAGER A JESI (1983). IL NUOVO LIBRO DI DANIELE BARTOCCI 



Un gustoso cocktail per affrontare ‘sobriamente’ le nuove sfide del giornalismo sportivo. È uscito da pochi giorni il nuovo libro del giornalista marchigiano Daniele Bartocci, dal titolo “Happy Hour da fuoriclasse al BarTocci”.  212 pagine di appunti, racconti, commenti e saggi sportivi utili per comprendere meglio le dinamiche giornalistiche nell’era digitale. Ma non solo. Analisi sui nuovi trend della comunicazione sportiva ed evoluzione dei format dello sport business saranno alcuni dei temi trattati all’interno del libro che avrà un focus particolare su segreti, motivazione e performance di Prof. Julio Velasco nel suo primo anno italiano. Il pluripremiato saggio di Daniele Bartocci presente all’interno del volume è dedicato proprio al tecnico argentino che ha iniziato la sua straordinaria carriera, legata indissolubilmente ai successi della Nazionale azzurra, nella regione Marche all’inizio degli anni Ottanta (Tre Valli Volley Jesi, 1983). Dalla sua abitazione a Pianello Vallesina al temporaneo primato nella classifica di serie A2, passando per la prima trasferta italiana a Catania e una delle sue prime vacanze italiane ad Ortisei. 

Bartocci ha tracciato un profilo umano legato agli esordi di Julio Velasco nel professionismo, avvalendosi di reperti storici e documenti ingialliti del tempo. Pagine nelle quali si intrecciano aneddoti di vita e di sport all’arrivo in Italia di Velasco, oltre alle particolari abilità, capacità gestionali e metodologie di lavoro del tecnico argentino, diventato poi profeta della nazionale italiana con la quale ha vinto tutto, considerati i 2 campionati del mondo, 3 ori europei e 5 world league, mancando la vittoria alle olimpiadi (dove è stato argento ad Atlanta 1996). Velasco ebbe esperienza da manager anche nel calcio, nell’Inter di Moratti e nella Lazio di Cragnotti. “Un esperimento più 'goliardico' che letterario per questo 2021 - fa sapere Daniele Bartocci – D’altronde quando si inizia a varcare la soglia dei 30 anni di età, i ricordi hanno la meglio sul buon senso e sulla ragione. Tra qualche settimana toccherò un traguardo insignificante per chi legge ma importante per me: i dieci anni di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti, “condito” da belle soddisfazioni e premi vinti in particolar modo lo scorso anno come giornalista. Ho felici ricordi del 2020, avendo ottenuto riconoscimenti nazionali quali il Myllennium Award in collaborazione col Coni, il Premio Giovanni Arpino Inedito di Torino, il premio Cesarini come migliore giornalista giovane e il premio blogger sportivo dell’anno. Come dire, una sorta di antitesi: gioie ed emozioni inaspettate racchiuse in un quadro emergenziale senza precedenti. La tentazione di scrivere questo libro era forse troppo forte, ho così deciso di immergermi in questa per me nuova avventura letteraria, con il forte auspicio di aver dato vita a un elaborato curioso e appassionante in tempi di coronavirus”.  

I clienti delle varie librerie, Amazon, laFeltrinelli.it, IBS, potranno acquistare direttamente online il libro di Daniele Bartocci. Il libro potrà essere ordinato anche nelle oltre 100 librerie laFeltrinelli presenti sul territorio italiano. 


lunedì 15 marzo 2021

Leggenda Carosio, dalla radiocronaca che 'creò' il calcio a Topolino e i film con Lando Buzzanca

 

E' stata la voce che ha raccontato per la prima volta il calcio agli italiani. 

La voce che ha accompagnato intere generazioni attraverso quei sogni che forse soltanto il calcio poteva far vivere. Quella voce metallica che dalla radio arrivava dritta nella testa e nel cuore degli italiani è stata quella di Nicolò Carosio, un po' troppo in fretta dimenticata.

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venerdì 12 marzo 2021

Biblioteca di football perduto


 

Estate/Autunno 1997. Un bambino, Tommy, davanti alla tv, il giovedì sera, per vedere la Coppa delle Coppe. E' tifoso del Milan, ma i rossoneri non sono in Europa e c'è un'altra squadra che lo sta conquistando: il Vicenza di Francesco Guidolin, fresco vincitore della Coppa Italia. E, insieme al papà juventino e al fratellone interista, incita, urla e tifa seduto sul divano, urlando alla tv da dove escono le voci di Piccinini, Mazzocchi, Civoli e De Sisti, per dare la carica a Zauli, Ambrosetti, il giovane Ambrosini, il folle Otero e l'idolo Luiso.


Legia Varsavia, Shakhtar, Roda e Chelsea le avversarie. Per un bambino che vede e ci narra le avventure biancorosse coi suoi occhi, c'è una squadra che 24 anni dopo si racconta. La moquette negli spogliatoi di Donetsk, gli scontri tra un cuoco veneto e una cuoca polacca a Varsavia, il freddo negli spogliatoi, le partite da preparare, i brividi di uno stadio riempito dalla passione di una città per i propri ragazzi. I laccetti di Ambrosetti, la maglia di Superman di Viviani, le rovesciate di Luiso, i segreti di Guidolin, il contratto in bianco di Di Carlo, la crescita di Ambrosini, la classe del provinciale Zauli e quella del rivale Zola. Si raccontano tutti, in V per Vicenza. Svelando i segreti della squadra che ha conquistato Tommy. E tutti quanti.

 

TITOLO : V PER VICENZA

AUTORE: Angelo Taglieri

EDITORE: Urbone Publishing

ANNO PUBBLICAZIONE: 2020

PREZZO: 14,00

giovedì 4 marzo 2021

Kopa, il migrante che sfuggì alla miniera per vincere il Pallone d'Oro e lottare contro lo sfruttamento

 

Prima di Platinì e Zidane, in Francia. La storia di Raymond Kopaszewski è storia di migrazione e integrazione, di vittorie e di lotta. Sorseggiando champagne Kopa si impone come giocatore e come – per dirla con uno slogan tanto in voga alcuni anni fa – imprenditore di se stesso.

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giovedì 25 febbraio 2021

Friedenreich: i segreti del 'calcio da strada' e la favola dei gol, più di Pelé


 A molti il suo nome non dirà nulla o quasi, eppure Arthur Friedenreich con i suoi tanti, tantissimi gol è stato il primo importante fromboliere brasiliano, al netto della statistica – probabilmente errata, come racconteremo – che lo vorrebbe migliore addirittura di Pelé, ma è sempre lui che in quota parte riuscirà ad alimentare l'identità brasiliana che ancor oggi conosciamo.

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