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giovedì 26 marzo 2026

⚽ 26 marzo 1898: nasce la Federazione Italiana del Football

Se il 6 gennaio 1898 è una data fondamentale per il gioco del football dalle nostre parti, non si deve credere che non siano state giocate partite negli anni precedenti. Per buona parte degli anni '90 del XIX secolo a Genova si gioca a Sampierdarena e a Ponte Carrega; a Torino al Parco del Valentino o in Piazza d'Armi o al Velodromo, e i giornali ne parlano e la gente inizia a fermarsi a guardare questi eccentrici giovanotti correre dietro ad una sfera. E nascono squadre e si gioca, dunque. E Torino è il palcoscenico con più rappresentazioni. Certo, è la città dove ci sono più squadre. E si provano soluzioni ardite. Verso la fine del 1897, mentre alcuni studenti decidono che è giunto il momento di fondare la Juventus, al Velodromo il marchese Ferrero di Ventimiglia, Bosio e il ginnasta Falcheri, con le loro rispettive squadre, si sfidano in un torneo. Rispettivamente il Football Club Torinese, l'Internazionale e la Reale Società Ginnastica – questa con anche la seconda squadra, in sostituzione last minute dell'Unione Pro sport di Alessandria1.

Se a Torino si giocava che era un piacere, a Genova non si era da meno. Non solo Genoa Cricket and Athletic Club: infatti si segnala l'organizzazione da parte della sezione football del Club Pedestre, durante le gare sociali, di alcune rappresentazioni dimostrative di incontri di football. Sempre a Genova, per i festeggiamenti del primo centenario del Tricolore, la Federazione Ginnastica Italiana organizzò il secondo campionato di giochi ginnastici, con inclusione del football. Lo citiamo solo perchè la prima edizione – quella del 1896 – venne vinta dall'Udinese ma fu bellamente ignorata dalla Federazione del football, che da subito volle smarcarsi dal football giocato dai ginnasti.

Questo per dire che se la data d'inizio del calcio italiano viene fatta coincidere con il 1898, non bisogna credere che non si giocasse – e anche tanto – al football negli anni precedenti. A Torino, a Genova. Ma anche a Milano, a Udine, a Palermo e a Villa Borghese, a Roma.

Però il 1898 è davvero un anno decisivo.

Nascono la Federazione e il campionato, anche se di documenti ufficiali non se ne è conservata traccia. Però sappiamo che si iniziò a pensare ad una federazione che avesse lo scopo di regolamentare l'attività delle prime società già durante la gara del 6 gennaio 18982. Si discusse, se ne parlò successivamente in occasione di altre partite e di altre riunioni tra febbraio e marzo, e ancor più durante i lavori di costituzione della Federazione, tra il 15 e il 26 marzo, riunioni alle quali parteciparono i rappresentanti di Reale Società Ginnastica di Torino, International Torino, Football Club Torinese, Genoa, Unione Pro Sport Alessandria, Società Ginnastica Mediolanum e Società Ginnastica Ligure Cristoforo Colombo, come ricorda un trafiletto apparso su La Stampa – Gazzetta Piemontese del 30 marzo 1898:

Presenti i membri del Comitato provvisorio ed iniziatore, i presidenti e rappresentanti di sette società del Football, il giorno 26 corrente venne definitivamente costituita la «Federazione Italiana del Football». (...)”3.

Si giunse così il 26 marzo 1898 alla definitiva costituzione della Federazione Italiana del Football, a Torino nel negozio di Piazza Castello del dirigente dell'Internazionale Torino Jourdan. Primo presidente durante le riunioni costituenti il conte D'Ovidio. Nella documentazione d'epoca egli non compare tra i fondatori della Federazione Italiana del Football e probabilmente ne ricoprì la carica solamente dal 15 al 26 marzo 1898, nel periodo cioè dei lavori di costituzione della Federazione; fu uno dei maggiori studiosi dei numeri binari e tenne la cattedra di geometria analitica dal 1872 al 1918 nell'ateneo piemontese, di cui fu rettore dal 1880 al 1885: fu un personaggio di primo piano nella Torino liberale di fine secolo e poi senatore del Regno dal 1905. Probabilmente a determinarlo ad accettare la carica di presidente della FIF fu un suo antico allievo, il Duca degli Abruzzi, che egli aveva a suo tempo preparato agli esami di matematica dell'Accademia navale. Fu Luigi di Savoia, Duca degli Abruzzi, tra i più autorevoli promotori del football in Italia, che sollecitò il suo maestro a tenere a battesimo il nuovo gioco. Successore di D'Ovidio fu Ezio Vicari, ingegnere non legato ai sodalizi calcistici, che rimase in carica fino al 1905 e che si può legittimamente considerare il primo presidente federale.4


 

La Gazzetta dello Sport ne parla soltanto nel numero del 1° aprile, dove riporta la notizia della “definitiva” costituzione della Federazione:

Il giorno 26 corrente venne definitivamente costituita la Federazione Italiana del «Foot-ball». Vennero eletti membri della Direzione i signori: ing. Vicari, presidente – avv. Ivaldi, vicepresidente – march. A. Ferrero, Ventimiglia, cav. Aymosino, Bertani, Bosio, consiglieri – Jourdan, segretario.

La prima Gara di Campionato nazionale italiano del Foot-ball avrà luogo in Torino il giorno 8 maggio p.v.

Oltre ai premi in medaglie oro e argento vi sarà una coppa d’onore (Challenge-Cup), offerta dai torinesi alla squadra vincitrice del campionato.”5



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1ALESSANDRO, BASSI, “Il football dei pionieri. Storia del campionato di calcio in Italia dalle origini alla I Guerra Mondiale, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2012, pagg. 18-19

2Cfr. La Gazzetta dello Sport del 10 gennaio 1898, n.3

3 Cfr. La Stampa del 30 marzo 1898

4 ANTONIO, PAPA, GUIDO, PANICO, "Storia sociale del calcio in Italia", Vol.I, Ed. Il Mulino, Bologna 1993, pagg.59-60

5 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 1 aprile 1898





giovedì 20 novembre 2025

⚽PLAY OFF MONDIALI DA BRIVIDI!

 Tra poche ore sapremo con chi l'Italia dovrà giocare per qualificarsi alla fase finale della Coppa del Mondo di calcio maschile del 2026.

L'avversario del primo turno uscirà da un'urna nella quale sono presenti Svezia, Romania, Macedonia del Nord e Irlanda del Nord, e ben tre di queste nazionali in passato hanno già sbarrato la strada agli Azzurri verso il mondiale.


⚽ Qatar 2022

Il precedente più recente solo quattro anni fa.

Nei gironi di qualificazione l'Italia termina seconda alle spalle della Svizzera (ricordate il rigore sbagliato da Jorginho all'89° proprio contro la Svizzera?), al termine di un poco esaltante 0 a 0 a Belfast contro l'Irlanda del Nord.

Ai play off l'Italia di Mancini – da una manciata di mesi campione d'Europa – si ferma al primo turno eliminata sorprendentemente dalla Macedonia del Nord che vince 1 a 0 a Palermo.

È la sconfitta che impedisce all'Italia di essere presente alla fase finale del Mondiale per la seconda edizione consecutiva.


⚽ Russia 2018

Sì, perché già quattro anni prima l'Italia era inciampata ai play off “di riparazione”.

L'avversario allo spareggio è la Svezia. L'andata a Solna vede i padroni di casa vincere di misura per 1 a 0 grazie ad un rocambolesco goal che lascia comunque vive le speranze per il ritorno. Purtroppo però, a San Siro l'Italia di Ventura non va oltre lo 0 a 0 che premia la Svezia e lascia a casa gli Azzurri, che dopo 60 anni non riescono ad accedere ad una fase finale del Mondiale.


⚽ Svezia 1958

Era già accaduto, infatti, che l'Italia non riuscisse a qualificarsi per la fase finale della Coppa del Mondo nel 1958: allora fu l'Irlanda del Nord a sbarrare la strada all'Italia, non in uno spareggio “secco”, ma nella partita decisiva del mini girone di qualificazione. 

👉 Se vi va vi propongo la lettura di un pezzo che avevo scritto tempo fa per calciomercato.com proprio in merito a quella mancata qualificazione:

https://www.calciomercato.com/notizie/1958-il-mondiale-mancato-dall-italia-una-nazionale-povera-finisc/1312884


 

 

 

mercoledì 26 marzo 2025

26 marzo 1898: nasce la Federazione Italiana del Football

Se il 6 gennaio 1898 è una data fondamentale per il gioco del football dalle nostre parti, non si deve credere che non siano state giocate partite negli anni precedenti. Per buona parte degli anni '90 del XIX secolo a Genova si gioca a Sampierdarena e a Ponte Carrega; a Torino al Parco del Valentino o in Piazza d'Armi o al Velodromo, e i giornali ne parlano e la gente inizia a fermarsi a guardare questi eccentrici giovanotti correre dietro ad una sfera. E nascono squadre e si gioca, dunque. E Torino è il palcoscenico con più rappresentazioni. Certo, è la città dove ci sono più squadre. E si provano soluzioni ardite. Verso la fine del 1897, mentre alcuni studenti decidono che è giunto il momento di fondare la Juventus, al Velodromo il marchese Ferrero di Ventimiglia, Bosio e il ginnasta Falcheri, con le loro rispettive squadre, si sfidano in un torneo. Rispettivamente il Football Club Torinese, l'Internazionale e la Reale Società Ginnastica – questa con anche la seconda squadra, in sostituzione last minute dell'Unione Pro sport di Alessandria1.

Se a Torino si giocava che era un piacere, a Genova non si era da meno. Non solo Genoa Cricket and Athletic Club: infatti si segnala l'organizzazione da parte della sezione football del Club Pedestre, durante le gare sociali, di alcune rappresentazioni dimostrative di incontri di football. Sempre a Genova, per i festeggiamenti del primo centenario del Tricolore, la Federazione Ginnastica Italiana organizzò il secondo campionato di giochi ginnastici, con inclusione del football. Lo citiamo solo perchè la prima edizione – quella del 1896 – venne vinta dall'Udinese ma fu bellamente ignorata dalla Federazione del football, che da subito volle smarcarsi dal football giocato dai ginnasti.

Questo per dire che se la data d'inizio del calcio italiano viene fatta coincidere con il 1898, non bisogna credere che non si giocasse – e anche tanto – al football negli anni precedenti. A Torino, a Genova. Ma anche a Milano, a Udine, a Palermo e a Villa Borghese, a Roma.

Però il 1898 è davvero un anno decisivo.

Nascono la Federazione e il campionato, anche se di documenti ufficiali non se ne è conservata traccia. Però sappiamo che si iniziò a pensare ad una federazione che avesse lo scopo di regolamentare l'attività delle prime società già durante la gara del 6 gennaio 18982. Si discusse, se ne parlò successivamente in occasione di altre partite e di altre riunioni tra febbraio e marzo, e ancor più durante i lavori di costituzione della Federazione, tra il 15 e il 26 marzo, riunioni alle quali parteciparono i rappresentanti di Reale Società Ginnastica di Torino, International Torino, Football Club Torinese, Genoa, Unione Pro Sport Alessandria, Società Ginnastica Mediolanum e Società Ginnastica Ligure Cristoforo Colombo, come ricorda un trafiletto apparso su La Stampa – Gazzetta Piemontese del 30 marzo 1898:

Presenti i membri del Comitato provvisorio ed iniziatore, i presidenti e rappresentanti di sette società del Football, il giorno 26 corrente venne definitivamente costituita la «Federazione Italiana del Football». (...)”3.

Si giunse così il 26 marzo 1898 alla definitiva costituzione della Federazione Italiana del Football, a Torino nel negozio di Piazza Castello del dirigente dell'Internazionale Torino Jourdan. Primo presidente durante le riunioni costituenti il conte D'Ovidio. Nella documentazione d'epoca egli non compare tra i fondatori della Federazione Italiana del Football e probabilmente ne ricoprì la carica solamente dal 15 al 26 marzo 1898, nel periodo cioè dei lavori di costituzione della Federazione; fu uno dei maggiori studiosi dei numeri binari e tenne la cattedra di geometria analitica dal 1872 al 1918 nell'ateneo piemontese, di cui fu rettore dal 1880 al 1885: fu un personaggio di primo piano nella Torino liberale di fine secolo e poi senatore del Regno dal 1905. Probabilmente a determinarlo ad accettare la carica di presidente della FIF fu un suo antico allievo, il Duca degli Abruzzi, che egli aveva a suo tempo preparato agli esami di matematica dell'Accademia navale. Fu Luigi di Savoia, Duca degli Abruzzi, tra i più autorevoli promotori del football in Italia, che sollecitò il suo maestro a tenere a battesimo il nuovo gioco. Successore di D'Ovidio fu Ezio Vicari, ingegnere non legato ai sodalizi calcistici, che rimase in carica fino al 1905 e che si può legittimamente considerare il primo presidente federale.4


 

La Gazzetta dello Sport ne parla soltanto nel numero del 1° aprile, dove riporta la notizia della “definitiva” costituzione della Federazione:

Il giorno 26 corrente venne definitivamente costituita la Federazione Italiana del «Foot-ball». Vennero eletti membri della Direzione i signori: ing. Vicari, presidente – avv. Ivaldi, vicepresidente – march. A. Ferrero, Ventimiglia, cav. Aymosino, Bertani, Bosio, consiglieri – Jourdan, segretario.

La prima Gara di Campionato nazionale italiano del Foot-ball avrà luogo in Torino il giorno 8 maggio p.v.

Oltre ai premi in medaglie oro e argento vi sarà una coppa d’onore (Challenge-Cup), offerta dai torinesi alla squadra vincitrice del campionato.”5



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1ALESSANDRO, BASSI, “Il football dei pionieri. Storia del campionato di calcio in Italia dalle origini alla I Guerra Mondiale, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2012, pagg. 18-19

2Cfr. La Gazzetta dello Sport del 10 gennaio 1898, n.3

3 Cfr. La Stampa del 30 marzo 1898

4 ANTONIO, PAPA, GUIDO, PANICO, "Storia sociale del calcio in Italia", Vol.I, Ed. Il Mulino, Bologna 1993, pagg.59-60

5 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 1 aprile 1898







1ALESSANDRO, BASSI, “Il football dei pionieri. Storia del campionato di calcio in Italia dalle origini alla I Guerra Mondiale, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2012, pagg. 18-19

2Cfr. La Gazzetta dello Sport del 10 gennaio 1898, n.3

3 Cfr. La Stampa del 30 marzo 1898

4 ANTONIO, PAPA, GUIDO, PANICO, "Storia sociale del calcio in Italia", Vol.I, Ed. Il Mulino, Bologna 1993, pagg.59-60

5 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 1 aprile 1898

 

 


martedì 26 marzo 2024

26 marzo 1898: nasce la Federazione Italiana del Football

Se il 6 gennaio 1898 è una data fondamentale per il gioco del football dalle nostre parti, non si deve credere che non siano state giocate partite negli anni precedenti. Per buona parte degli anni '90 del XIX secolo a Genova si gioca a Sampierdarena e a Ponte Carrega; a Torino al Parco del Valentino o in Piazza d'Armi o al Velodromo, e i giornali ne parlano e la gente inizia a fermarsi a guardare questi eccentrici giovanotti correre dietro ad una sfera. E nascono squadre e si gioca, dunque. E Torino è il palcoscenico con più rappresentazioni. Certo, è la città dove ci sono più squadre. E si provano soluzioni ardite. Verso la fine del 1897, mentre alcuni studenti decidono che è giunto il momento di fondare la Juventus, al Velodromo il marchese Ferrero di Ventimiglia, Bosio e il ginnasta Falcheri, con le loro rispettive squadre, si sfidano in un torneo. Rispettivamente il Football Club Torinese, l'Internazionale e la Reale Società Ginnastica – questa con anche la seconda squadra, in sostituzione last minute dell'Unione Pro sport di Alessandria1.

Se a Torino si giocava che era un piacere, a Genova non si era da meno. Non solo Genoa Cricket and Athletic Club: infatti si segnala l'organizzazione da parte della sezione football del Club Pedestre, durante le gare sociali, di alcune rappresentazioni dimostrative di incontri di football. Sempre a Genova, per i festeggiamenti del primo centenario del Tricolore, la Federazione Ginnastica Italiana organizzò il secondo campionato di giochi ginnastici, con inclusione del football. Lo citiamo solo perchè la prima edizione – quella del 1896 – venne vinta dall'Udinese ma fu bellamente ignorata dalla Federazione del football, che da subito volle smarcarsi dal football giocato dai ginnasti.

Questo per dire che se la data d'inizio del calcio italiano viene fatta coincidere con il 1898, non bisogna credere che non si giocasse – e anche tanto – al football negli anni precedenti. A Torino, a Genova. Ma anche a Milano, a Udine, a Palermo e a Villa Borghese, a Roma.

Però il 1898 è davvero un anno decisivo.

Nascono la Federazione e il campionato, anche se di documenti ufficiali non se ne è conservata traccia. Però sappiamo che si iniziò a pensare ad una federazione che avesse lo scopo di regolamentare l'attività delle prime società già durante la gara del 6 gennaio 18982. Si discusse, se ne parlò successivamente in occasione di altre partite e di altre riunioni tra febbraio e marzo, e ancor più durante i lavori di costituzione della Federazione, tra il 15 e il 26 marzo, riunioni alle quali parteciparono i rappresentanti di Reale Società Ginnastica di Torino, International Torino, Football Club Torinese, Genoa, Unione Pro Sport Alessandria, Società Ginnastica Mediolanum e Società Ginnastica Ligure Cristoforo Colombo, come ricorda un trafiletto apparso su La Stampa – Gazzetta Piemontese del 30 marzo 1898:

Presenti i membri del Comitato provvisorio ed iniziatore, i presidenti e rappresentanti di sette società del Football, il giorno 26 corrente venne definitivamente costituita la «Federazione Italiana del Football». (...)”3.

Si giunse così il 26 marzo 1898 alla definitiva costituzione della Federazione Italiana del Football, a Torino nel negozio di Piazza Castello del dirigente dell'Internazionale Torino Jourdan. Primo presidente durante le riunioni costituenti il conte D'Ovidio. Nella documentazione d'epoca egli non compare tra i fondatori della Federazione Italiana del Football e probabilmente ne ricoprì la carica solamente dal 15 al 26 marzo 1898, nel periodo cioè dei lavori di costituzione della Federazione; fu uno dei maggiori studiosi dei numeri binari e tenne la cattedra di geometria analitica dal 1872 al 1918 nell'ateneo piemontese, di cui fu rettore dal 1880 al 1885: fu un personaggio di primo piano nella Torino liberale di fine secolo e poi senatore del Regno dal 1905. Probabilmente a determinarlo ad accettare la carica di presidente della FIF fu un suo antico allievo, il Duca degli Abruzzi, che egli aveva a suo tempo preparato agli esami di matematica dell'Accademia navale. Fu Luigi di Savoia, Duca degli Abruzzi, tra i più autorevoli promotori del football in Italia, che sollecitò il suo maestro a tenere a battesimo il nuovo gioco. Successore di D'Ovidio fu Ezio Vicari, ingegnere non legato ai sodalizi calcistici, che rimase in carica fino al 1905 e che si può legittimamente considerare il primo presidente federale.4

 

La Gazzetta dello Sport ne parla soltanto nel numero del 1° aprile, dove riporta la notizia della “definitiva” costituzione della Federazione:

Il giorno 26 corrente venne definitivamente costituita la Federazione Italiana del «Foot-ball». Vennero eletti membri della Direzione i signori: ing. Vicari, presidente – avv. Ivaldi, vicepresidente – march. A. Ferrero, Ventimiglia, cav. Aymosino, Bertani, Bosio, consiglieri – Jourdan, segretario.

La prima Gara di Campionato nazionale italiano del Foot-ball avrà luogo in Torino il giorno 8 maggio p.v.

Oltre ai premi in medaglie oro e argento vi sarà una coppa d’onore (Challenge-Cup), offerta dai torinesi alla squadra vincitrice del campionato.”5




1 ALESSANDRO, BASSI, “Il football dei pionieri. Storia del campionato di calcio in Italia dalle origini alla I Guerra Mondiale, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2012, pagg. 18-19

2 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 10 gennaio 1898, n.3

3  Cfr. La Stampa del 30 marzo 1898

4  ANTONIO, PAPA, GUIDO, PANICO, "Storia sociale del calcio in Italia", Vol.I, Ed. Il Mulino, Bologna 1993, pagg.59-60

5 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 1 aprile 1898

 

lunedì 15 maggio 2023

15 maggio 1910: la prima partita della Nazionale non è contro chi doveva essere

 

15 maggio 1910. La storica data dell'esordio della Nazionale italiana di calcio contro la Francia. Eppure i primi avversari non sarebbero dovuti essere i francesi, ma un segretario poco...zelante cambiò la storia e di conseguenza il nostro primo avversario.

Il football nel nostro Paese da circa una quindicina di anni muove i suoi sempre meno stentati passi e la Federazione finalmente riesce a concretizzare un'idea che nasce da lontano. Infatti già sul calare del XIX°secolo l'idea di “rappresentativa” cerca realizzazione, e nell'aprile del 1899 viene disputato a Torino un incontro tra una rappresentativa italiana e una svizzera. Ciò che quella squadra rappresentava – o voleva rappresentare - era il meglio del movimento calcistico italiano dell'epoca, senza distinzioni di nazionalità. Il criterio di selezione adottato era “residenziale”, cioè facevano parte di quella selezione i migliori calciatori che giocavano al momento in Italia: “Ier l'altro, al Velodromo Umberto I, davanti ad un pubblico discretamente numeroso, venne disputato il Gran Match fra una squadra di svizzeri e una di italiani composta dei migliori giucatori di Torino, Genova e Milano1.

Ciò non deve stupire più di tanto, in verità. Infatti al football dei pionieri era piuttosto sconosciuto il concetto di nazionale – tenuto conto del fatto che le squadre erano formate in larga parte da stranieri -, concetto invece ben radicato nel mondo ginnastico, ed è proprio da quest'ultimo che si andò diffondendo ed irrobustendo la pratica di confronti internazionali tra squadre assemblate attorno al sentimento di appartenenza nazionale, anche grazie a Luigi Bosisio, da un anno presidente della F.I.G.C., più incline di altri a dare un'impronta più nazionalistica al movimento calcistico.

Sulle pagine del settimanale Foot-Ball l'organo ufficiale della Federazione già dal gennaio del 1910 si inizia a parlare di questa nuova rappresentativa che – nelle originarie intenzioni – avrebbe dovuto sfidare nei giorni di Pasqua la nazionale ungherese2.

L'Austria-Ungheria – come sappiamo – è l'alleato, assieme alla Germania, dell'Italia nella Triplice Alleanza, normale quindi che anche il calcio cerchi sponda per un incontro internazionale nell'alleato politico. Vero è anche, d'altra parte, che i rapporti italo-austroungarici nel 1910 erano reduci da un periodo di forti turbolenze, dovute in special modo all'annessione austroungarica della Bosnia-Erzegovina. A fronte di quell'espansione dell'alleato, l'Italia, forte del dettato del trattato della Triplice, si era aspettata se non un riconoscimento territoriale, quantomeno la concessione dell'Università italiana a Trento. Al contrario era arrivata solo la rinuncia austroungarica al Sangiaccato di Novi Bazar, acuendo così ancor più le tensioni tra i due Paesi3. L'arrivo al Ministero degli Esteri italiano del marchese Di San Giuliano proprio nel 1910 contribuirà a rasserenare – almeno per poco – i rapporti tra Italia e Austria-Ungheria. Insomma, nel frammentato e turbolento scacchiere internazionale l'idea di una partita di calcio tra Italia e Ungheria non era affatto peregrina. Eppure sappiamo che la Nazionale italiana non farà il suo esordio giocando contro l'Ungheria: qui, infatti, si nasconde un primo”caso” diplomatico. Nelle intenzioni italiane vi era di giocare un primo incontro il giorno di Pasqua (27 marzo) a Budapest e un “retour-match” il giorno di Pentecoste (15 maggio) a Milano. La F.I.G.C. aveva inviato alla Federazione ungherese una lettera per avere i dettagli del match, ma non ricevendo risposta aveva poi inviato altri due telegrammi di sollecito prima di ricevere finalmente una risposta. Causa del ritardo nel riscontro il cambio di segretario nella Federazione ungherese: il predecessore – questa la scusa ufficiale dei magiari – avrebbe consegnato con colpevole ritardo la corrispondenza al nuovo segretario. A quel punto, però, era ormai troppo tardi per organizzare l'incontro di Pasqua e dunque gli ungheresi invitavano la nazionale italiana a giocare da loro per il 10 aprile, data, questa, che non andava bene agli italiani, i quali a loro volta, proponevano come data quella del 15 maggio, Pentecoste4. 15 maggio, dunque. E 15 maggio sarà, ma non con gli ungheresi, bensì con i francesi, come da deliberato della F.I.G.C. del 25 aprile, posticipando la gara con l'Ungheria al 29 maggio5.

Il 18 aprile del 1910 vengono rese note le convocazioni dei 28 giocatori tra i quali la Commissione dovrà selezionare quelli che andranno a comporre la squadra della selezione italiana6. Quando si parla di Commissione si intende un gruppo di cinque arbitri che vengono investiti dell'onore di selezionare l'undici destinato a passare alla storia. Sì: arbitri, che erano poi i dirigenti di cinque squadre milanesi: Umberto Meazza (U.S. Milanese), Gama (F.C. Internazionale), Recalcati (U.S. Milanese), Crivelli (F.C. Ausonia) e Campero (Milan Club). Per ciò che riguarda i metodi di selezione, poi, c'è da chiarire che la Commissione in una prima fase aveva selezionato 28 giocatori e poi da questo gruppo avrebbe scelto gli undici attraverso due partite di selezione. Niente allenamenti. Alla moda dell'epoca: si pensava, infatti, che i migliori giocatori non avessero bisogno di allenarsi per trovare affiatamento e coesione. Del gruppo inizialmente non facevano parte i giocatori del Torino poiché la stessa dirigenza granata aveva chiesto di non convocarli in quanto impegnati in una tournée in Svizzera. Sennonché, per le note vicende legate allo spareggio tra Pro Vercelli e Internazionale di alcuni giorni prima, squalificati i giocatori vercellesi la Commissione chiamò alcuni giocatori del Torino, ed ecco spiegato perchè nella prima Nazionale non trovò spazio nessun giocatore della Pro Vercelli7.


Così il 5 maggio le due selezioni si affrontano con queste formazioni:

Probabili: De Simoni; Varisco, Calì; Trerè, Fossati, Cappello; Bontadini, Rizzi, Cevenini, Boiocchi, Lana.

Possibili: Pennano; De Vecchi, Capra; Colombo, Goccione, Caimi; Borel, Zuffi, Fresia, Berardo, Debernardi.

Vince abbastanza nettamente la squadra dei Probabili per 4-1, mentre tre giorni più tardi, stando alle cronache dell’epoca, le due squadre si incontrano nuovamente, non più nelle stesse formazioni, ma con variazioni approntate dalla Commissione che, a detta dei cronisti, avrebbero provocato uno scadimento generale nella qualità del gioco. A questo punto la Commissione doveva scegliere. Da ciò che trapela e viene riportato dalla stampa dell'epoca, in particolare dal Corriere della Sera nessun dubbio attorno alla scelta di De Simoni, Varisco, Fossati, Cappello, Debernardi, Trerè e Lana. Discussioni accese invece per quel che riguarda la linea dei forwards, in particolare sulla scelta tra Boiocchi e Marassi, ma la vera battaglia pare si sia accesa sui nomi dei backs di sinistra: De Vecchi e Calì. Visto che non si riusciva a trovare un accordo, si decide di procedere con una votazione, dalla quale “prevale” Calì con 3 voti contro 28.

La Francia. Il primo avversario della Nazionale italiana, quindi, non è l'Ungheria bensì la Francia, nazionale che in marzo e aprile aveva giocato due incontri con i “maestri” inglesi e ne era uscita con le ossa piuttosto rotte, come peraltro sempre accaduto dal 1906, anno della prima sfida anglo-francese. Il 12 marzo a Ipswich aveva perso ben 20 a 0 con il capitano degli inglesi, Day, mattatore con la bellezza di 11 reti personali9! Il 16 marzo, nella – diciamo così – rivincita, la Francia aveva perso ancora, questa volta con “solo” 10 reti al passivo10.

Così il 15 maggio 1910, davanti ai quattromila spettatori dell'Arena Civica a Milano, l'Italia, in completo bianco, affronta la Francia con questa, storica, formazione:

De Simoni (U.S. Milanese); Varisco (U.S. Milanese), Calì (Andrea Doria - Capitano); Trerè (Ausonia), Fossati (F.C. Internazionale), Capello D. (F.C. Torino); Debernardi (F.C: Torino), Rizzi (Ausonia), Cevenini I (Milan Club), Lana (Milan Club), Boiocchi (U.S. Milanese)

L'Italia, come si vede e come si è detto, manca dei giocatori della Pro Vercelli, la Francia, che si presenta con la maglia a strisce bianco-azzurre e i paramani rossi, non ha nessun giocatore delle squadre più forti quali il Racing, lo Stade, l'A.S.F. E il Club Fraçais, in quanto dette società erano in netta contrapposizione con la Federazione francese. Da rilevare, peraltro, come ancora il concetto di “nazionale” fosse piuttosto relativo: vero che erano scomparsi gli stranieri, ma la selezione aveva riguardato soltanto poche squadre e comunque soltanto del nord: ancora ignorato del tutto era il calcio giocato non solo nel centro-sud ma anche nel nord-est della penisola. Il fatto è che le scelte furono il frutto di pesi e contrappesi dovuti alle pressioni delle società più influenti, ma nonostante ciò il debutto fu alquanto positivo – complice anche la scelta dell'avversario, come evidenziato non certamente invincibile11.

 

 

1Cfr. La Stampa del 2 maggio 1899. Incontro disputato a Torino il 30 aprile 1899 tra una rappresentativa italiana ed una svizzera, con la vittoria di quest'ultima per 2-0. La squadra italiana era composta da: Beaton (Torino), De Galleani (Genova), Dobbie (Torino, capitano), Bosio (Torino), Spensley (Genova), Pasteur (Genova), Leaver (Genova), Weber (Torino), Kilpin (Milano), Savage (Torino), Agar (Genova)

2Cfr. Foot-Ball del 13 gennaio 1910

3DUCE, ALESSANDRO, La crisi bosniaca del 1908, Ed. Giuffrè, Milano, 1977

4Cfr. Foot-Ball del 17 marzo 1910

5Cfr. Foot-Ball del 28 aprile 1910; Cfr. La Gazzetta dello Sport del 22 aprile 1910. In realtà la partita Ungheria-Italia verrà giocata il 26 maggio.

6Cfr. La Gazzetta dello Sport del 18 aprile 1910

7Cfr. La Gazzetta dello Sport del 2 maggio 1910

8ALESSANDRO, BASSI, Il football del pionieri, Bradipolibri Editore, 2012

9Cfr. Foot-Ball del 17 marzo 1910

10Cfr. La Gazzetta dello Sport del 22 aprile 1910

11http://storiedifootballperduto.blogspot.com/2018/07/il-calcio-tra-identita-nazionale-e.html

domenica 26 marzo 2023

26 marzo 1898: nasce la Federazione Italiana del Football


Se il 6 gennaio 1898 è una data fondamentale per il gioco del football dalle nostre parti, non si deve credere che non siano state giocate partite negli anni precedenti. Per buona parte degli anni '90 del XIX secolo a Genova si gioca a Sampierdarena e a Ponte Carrega; a Torino al Parco del Valentino o in Piazza d'Armi o al Velodromo, e i giornali ne parlano e la gente inizia a fermarsi a guardare questi eccentrici giovanotti correre dietro ad una sfera. E nascono squadre e si gioca, dunque. E Torino è il palcoscenico con più rappresentazioni. Certo, è la città dove ci sono più squadre. E si provano soluzioni ardite. Verso la fine del 1897, mentre alcuni studenti decidono che è giunto il momento di fondare la Juventus, al Velodromo il marchese Ferrero di Ventimiglia, Bosio e il ginnasta Falcheri, con le loro rispettive squadre, si sfidano in un torneo. Rispettivamente il Football Club Torinese, l'Internazionale e la Reale Società Ginnastica – questa con anche la seconda squadra, in sostituzione last minute dell'Unione Pro sport di Alessandria1.

Se a Torino si giocava che era un piacere, a Genova non si era da meno. Non solo Genoa Cricket and Athletic Club: infatti si segnala l'organizzazione da parte della sezione football del Club Pedestre, durante le gare sociali, di alcune rappresentazioni dimostrative di incontri di football. Sempre a Genova, per i festeggiamenti del primo centenario del Tricolore, la Federazione Ginnastica Italiana organizzò il secondo campionato di giochi ginnastici, con inclusione del football. Lo citiamo solo perchè la prima edizione – quella del 1896 – venne vinta dall'Udinese ma fu bellamente ignorata dalla Federazione del football, che da subito volle smarcarsi dal football giocato dai ginnasti.

Questo per dire che se la data d'inizio del calcio italiano viene fatta coincidere con il 1898, non bisogna credere che non si giocasse – e anche tanto – al football negli anni precedenti. A Torino, a Genova. Ma anche a Milano, a Udine, a Palermo e a Villa Borghese, a Roma.

Però il 1898 è davvero un anno decisivo.

Nascono la Federazione e il campionato, anche se di documenti ufficiali non se ne è conservata traccia. Però sappiamo che si iniziò a pensare ad una federazione che avesse lo scopo di regolamentare l'attività delle prime società già durante la gara del 6 gennaio 18982. Si discusse, se ne parlò successivamente in occasione di altre partite e di altre riunioni tra febbraio e marzo, e ancor più durante i lavori di costituzione della Federazione, tra il 15 e il 26 marzo, riunioni alle quali parteciparono i rappresentanti di Reale Società Ginnastica di Torino, International Torino, Football Club Torinese, Genoa, Unione Pro Sport Alessandria, Società Ginnastica Mediolanum e Società Ginnastica Ligure Cristoforo Colombo, come ricorda un trafiletto apparso su La Stampa – Gazzetta Piemontese del 30 marzo 1898:

Presenti i membri del Comitato provvisorio ed iniziatore, i presidenti e rappresentanti di sette società del Football, il giorno 26 corrente venne definitivamente costituita la «Federazione Italiana del Football». (...)”3.

Si giunse così il 26 marzo 1898 alla definitiva costituzione della Federazione Italiana del Football, a Torino nel negozio di Piazza Castello del dirigente dell'Internazionale Torino Jourdan. Primo presidente durante le riunioni costituenti il conte D'Ovidio. Nella documentazione d'epoca egli non compare tra i fondatori della Federazione Italiana del Football e probabilmente ne ricoprì la carica solamente dal 15 al 26 marzo 1898, nel periodo cioè dei lavori di costituzione della Federazione; fu uno dei maggiori studiosi dei numeri binari e tenne la cattedra di geometria analitica dal 1872 al 1918 nell'ateneo piemontese, di cui fu rettore dal 1880 al 1885: fu un personaggio di primo piano nella Torino liberale di fine secolo e poi senatore del Regno dal 1905. Probabilmente a determinarlo ad accettare la carica di presidente della FIF fu un suo antico allievo, il Duca degli Abruzzi, che egli aveva a suo tempo preparato agli esami di matematica dell'Accademia navale. Fu Luigi di Savoia, Duca degli Abruzzi, tra i più autorevoli promotori del football in Italia, che sollecitò il suo maestro a tenere a battesimo il nuovo gioco. Successore di D'Ovidio fu Ezio Vicari, ingegnere non legato ai sodalizi calcistici, che rimase in carica fino al 1905 e che si può legittimamente considerare il primo presidente federale.4

 

La Gazzetta dello Sport ne parla soltanto nel numero del 1° aprile, dove riporta la notizia della “definitiva” costituzione della Federazione:

Il giorno 26 corrente venne definitivamente costituita la Federazione Italiana del «Foot-ball». Vennero eletti membri della Direzione i signori: ing. Vicari, presidente – avv. Ivaldi, vicepresidente – march. A. Ferrero, Ventimiglia, cav. Aymosino, Bertani, Bosio, consiglieri – Jourdan, segretario.

La prima Gara di Campionato nazionale italiano del Foot-ball avrà luogo in Torino il giorno 8 maggio p.v.

Oltre ai premi in medaglie oro e argento vi sarà una coppa d’onore (Challenge-Cup), offerta dai torinesi alla squadra vincitrice del campionato.”5




1ALESSANDRO, BASSI, “Il football dei pionieri. Storia del campionato di calcio in Italia dalle origini alla I Guerra Mondiale, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2012, pagg. 18-19

2Cfr. La Gazzetta dello Sport del 10 gennaio 1898, n.3

3 Cfr. La Stampa del 30 marzo 1898

4 ANTONIO, PAPA, GUIDO, PANICO, "Storia sociale del calcio in Italia", Vol.I, Ed. Il Mulino, Bologna 1993, pagg.59-60

5 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 1 aprile 1898





domenica 19 giugno 2022

ESPAÑA '82 REWIND (1982-2022)

Le polemiche e le perplessità non si placano attorno alla Nazionale, nonostante lo sciopero dei giornalisti che lascia l'Italia senza quotidiani per due giorni.

Primo imputato proprio il Commissario Tecnico Bearzot che viene “punzecchiato” ancora una volta dal Presidente federale Sordillo, non nuovo a frecciate velenose: “Non sono un tecnico, ma quando si toglie una punta generalmente si è destinati a subire”.

Nel frattempo nello stesso girone dell'Italia anche la Polonia non riesce ad andare oltre il pari con il Camerun, una delle sorprese del mondiale spagnolo. Dopo 4 partite – tutti pareggi – tutte e quattro le squadre del gruppo A sono a pari punti.


 


 

sabato 18 giugno 2022

ESPAÑA '82 REWIND (1982-2022)

In Italia esplode lo “Scandalo Calvi”, mentre la Nazionale va incontro ad un modesto pareggio contro il Perù in una gara dove le due squadre hanno avuto la meglio un tempo ciascuna: al gol di Conti risponde sul finire della gara la Diaz. L'Italia nella ripresa si dimentica negli spogliatoi, Zoff deve fare gli straordinari e la sostituzione di Rossi con Causio non fa altro che agevolare le polemiche.

ore 17.15 Italia – Perù (TV2)

ore 21.00 Brasile – Scozia (TV1)

ore 23.00 Argentina – Ungheria (Capodistria)

 


 

sabato 26 marzo 2022

26 marzo 1898: nasce la Federazione Italiana del Football

 

Se il 6 gennaio 1898 è una data fondamentale per il gioco del football dalle nostre parti, non si deve credere che non siano state giocate partite negli anni precedenti. Per buona parte degli anni '90 del XIX secolo a Genova si gioca a Sampierdarena e a Ponte Carrega; a Torino al Parco del Valentino o in Piazza d'Armi o al Velodromo, e i giornali ne parlano e la gente inizia a fermarsi a guardare questi eccentrici giovanotti correre dietro ad una sfera. E nascono squadre e si gioca, dunque. E Torino è il palcoscenico con più rappresentazioni. Certo, è la città dove ci sono più squadre. E si provano soluzioni ardite. Verso la fine del 1897, mentre alcuni studenti decidono che è giunto il momento di fondare la Juventus, al Velodromo il marchese Ferrero di Ventimiglia, Bosio e il ginnasta Falcheri, con le loro rispettive squadre, si sfidano in un torneo. Rispettivamente il Football Club Torinese, l'Internazionale e la Reale Società Ginnastica – questa con anche la seconda squadra, in sostituzione last minute dell'Unione Pro sport di Alessandria1.

Se a Torino si giocava che era un piacere, a Genova non si era da meno. Non solo Genoa Cricket and Athletic Club: infatti si segnala l'organizzazione da parte della sezione football del Club Pedestre, durante le gare sociali, di alcune rappresentazioni dimostrative di incontri di football. Sempre a Genova, per i festeggiamenti del primo centenario del Tricolore, la Federazione Ginnastica Italiana organizzò il secondo campionato di giochi ginnastici, con inclusione del football. Lo citiamo solo perchè la prima edizione – quella del 1896 – venne vinta dall'Udinese ma fu bellamente ignorata dalla Federazione del football, che da subito volle smarcarsi dal football giocato dai ginnasti.

Questo per dire che se la data d'inizio del calcio italiano viene fatta coincidere con il 1898, non bisogna credere che non si giocasse – e anche tanto – al football negli anni precedenti. A Torino, a Genova. Ma anche a Milano, a Udine, a Palermo e a Villa Borghese, a Roma.

Però il 1898 è davvero un anno decisivo.

Nascono la Federazione e il campionato, anche se di documenti ufficiali non se ne è conservata traccia. Però sappiamo che si iniziò a pensare ad una federazione che avesse lo scopo di regolamentare l'attività delle prime società già durante la gara del 6 gennaio 18982. Si discusse, se ne parlò successivamente in occasione di altre partite e di altre riunioni tra febbraio e marzo, e ancor più durante i lavori di costituzione della Federazione, tra il 15 e il 26 marzo, riunioni alle quali parteciparono i rappresentanti di Reale Società Ginnastica di Torino, International Torino, Football Club Torinese, Genoa, Unione Pro Sport Alessandria, Società Ginnastica Mediolanum e Società Ginnastica Ligure Cristoforo Colombo, come ricorda un trafiletto apparso su La Stampa – Gazzetta Piemontese del 30 marzo 1898:

Presenti i membri del Comitato provvisorio ed iniziatore, i presidenti e rappresentanti di sette società del Football, il giorno 26 corrente venne definitivamente costituita la «Federazione Italiana del Football». (...)”3.

Si giunse così il 26 marzo 1898 alla definitiva costituzione della Federazione Italiana del Football, a Torino nel negozio di Piazza Castello del dirigente dell'Internazionale Torino Jourdan. Primo presidente durante le riunioni costituenti il conte D'Ovidio. Nella documentazione d'epoca egli non compare tra i fondatori della Federazione Italiana del Football e probabilmente ne ricoprì la carica solamente dal 15 al 26 marzo 1898, nel periodo cioè dei lavori di costituzione della Federazione; fu uno dei maggiori studiosi dei numeri binari e tenne la cattedra di geometria analitica dal 1872 al 1918 nell'ateneo piemontese, di cui fu rettore dal 1880 al 1885: fu un personaggio di primo piano nella Torino liberale di fine secolo e poi senatore del Regno dal 1905. Probabilmente a determinarlo ad accettare la carica di presidente della FIF fu un suo antico allievo, il Duca degli Abruzzi, che egli aveva a suo tempo preparato agli esami di matematica dell'Accademia navale. Fu Luigi di Savoia, Duca degli Abruzzi, tra i più autorevoli promotori del football in Italia, che sollecitò il suo maestro a tenere a battesimo il nuovo gioco. Successore di D'Ovidio fu Ezio Vicari, ingegnere non legato ai sodalizi calcistici, che rimase in carica fino al 1905 e che si può legittimamente considerare il primo presidente federale.4

 

La Gazzetta dello Sport ne parla soltanto nel numero del 1° aprile, dove riporta la notizia della “definitiva” costituzione della Federazione:

Il giorno 26 corrente venne definitivamente costituita la Federazione Italiana del «Foot-ball». Vennero eletti membri della Direzione i signori: ing. Vicari, presidente – avv. Ivaldi, vicepresidente – march. A. Ferrero, Ventimiglia, cav. Aymosino, Bertani, Bosio, consiglieri – Jourdan, segretario.

La prima Gara di Campionato nazionale italiano del Foot-ball avrà luogo in Torino il giorno 8 maggio p.v.

Oltre ai premi in medaglie oro e argento vi sarà una coppa d’onore (Challenge-Cup), offerta dai torinesi alla squadra vincitrice del campionato.”5






1ALESSANDRO, BASSI, “Il football dei pionieri. Storia del campionato di calcio in Italia dalle origini alla I Guerra Mondiale, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2012, pagg. 18-19

2Cfr. La Gazzetta dello Sport del 10 gennaio 1898, n.3

3 Cfr. La Stampa del 30 marzo 1898

4 ANTONIO, PAPA, GUIDO, PANICO, "Storia sociale del calcio in Italia", Vol.I, Ed. Il Mulino, Bologna 1993, pagg.59-60

5 Cfr. La Gazzetta dello Sport del 1 aprile 1898