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mercoledì 30 novembre 2022

Storie Mondiali (2). Uruguay 1930, il primo Mondiale: tutto in una città, e la finale giocata con due palloni, perché nessuno si fidava...

La prima edizione della Coppa del mondo di calcio si è giocata in Uruguay nel luglio del 1930, un'edizione caratterizzata dall'assenza delle maggiori Nazionali europee, ma anche segnata dalla costruzione di un monumentale stadio, dalla completa copertura mediatica dell'evento e, soprattutto, dalla partecipazione del governo e della politica nell'organizzazione e nella buona riuscita dell'evento.

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giovedì 17 novembre 2022

Storie Mondiali (1). Il Qatar non è una novità: il calcio usato dal potere politico e la nascita della Coppa Rimet

 

 

Domenica inizierà la fase finale della Coppa del mondo 2022. La scelta della F.I.F.A. di far disputare l'edizione dei mondiali in Qatar ha motivazioni che hanno a che fare con questioni politiche, economiche e geostrategiche che non sono un “unicum” nella storia della manifestazione. 

Iniziamo, infatti, oggi un viaggio attraverso le prime edizioni della Coppa del Mondo di calcio, un viaggio che affronteremo soffermandoci prevalentemente su ciò che nelle varie edizioni si è sviluppato parallelamente alla mera gara sportiva, in particolar modo sui legami che via via si sono fatti sempre più stretti e caratterizzanti tra il football e certi aspetti economico-politici tutt'altro che secondari. 

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giovedì 10 novembre 2022

ESPAÑA '82 REWIND 1982-2022. Frammenti di diario per un sogno

IL DIARIO.
 

13 giugno 1982

inizia la 12° edizione della Coppa del Mondo di calcio, la 3° denominata F.I.F.A. World Cup. Paolo Valenti, storico ideatore e conduttore della trasmissione 90° Minuto, così presenta la gara inaugurale Argentina - Belgio, con un interessante accenno alla guerra delle Falklands/Malvinas che Argentina e Gran Bretagna combattono nella primavera di quell'anno.


Mentre iniziano le ricerche del banchiere Roberto Calvi, presidente e amministratore del Banco Ambrosiano, che da tre giorni è irreperibile, in Spagna inizia la Coppa del mondo di calcio.

La partita inaugurale tra la detentrice della Coppa l'Argentina e il Belgio si gioca a Barcellona e c'è viva attesa per la stella argentina Maradona, appena passato al Barcellona per circa 15 miliardi di lire. La partita, trasmessa in Italia in diretta dalla Rai su TV1 e in differita da TMC e Capodistria, regala la prima sorpresa del torneo con la vittoria del Belgio grazie alla rete di Vandenbergh.

Ore 20 Argentina-Belgio (TV1)


14 giugno 1982:

Il generale Menéndez dichiara la resa di tutte le forze armate argentine nella East e nella West Falkland: termina così la guerra tra Gran Bretagna e Argentina per il controllo delle Isole.

Inizia, invece, oggi la “campagna” italiana al Mondiale con l'esordio della Nazionale di Bearzot contro la Polonia, in diretta su TV1 alle ore 17.15.

Nei giorni seguenti la gara, in casa polacca faranno rumore la accuse di Lato rivolte a Boniek, da poco acquistato dalla Juventus: “Boniek ha giocato una partita molto particolare, contro giocatori particolari”.


15 giugno 1982

Mosca, per la prima volta dall'invasione israeliana in Libano, in maniera netta e decisa alza la voce intimando a Israele di ritirare le sue truppe in quanto gli sviluppi del conflitto toccano gli interessi sovietici. Si alza la tensione nel mondo, mentre in Spagna oggi è in programma la terza giornata di gare:

ore 17.15 Perù – Camerun (TV2)

ore 21.00 Scozia – Nuova Zelanda (TV1)

ore 23.00 Ungheria – El Salvador (TMC – differita)


 16 giugno 1982

La RAI la goleada ungherese al malcapitato Salvador la trasmette oggi, alle ore 15 su TV3, con telecronaca affidata a Bruno Pizzul.

A Valencia è il turno dei padroni di casa della Spagna che però non vanno oltre un deludente 1 a 1 contro l'Honduras del portiere Julio Arzu. Oggi si gioca anche Inghilterra – Francia, incontro proposto su TV1 che vede la vittoria degli inglesi per 3-1.

Il risultato davvero a sorpresa, però, è la clamorosa sconfitta della Germania Ovest ad opera dell'Algeria che vince grazie alle reti del futuro “tacco di Allah” Madjer e di Belloumi. 


17 giugno 1982

Arrivano anche in Italia le parole che lo scrittore argentino Borges aveva rilasciato qualche giorno prima al quotidiano francese Le Matin a proposito della guerra delle Falklands: “Sono lacerato, è del tutto naturale. (…) La gente si interessa più alla politica e allo sport...La politica e lo sport incoraggiano il nazionalismo, che è il peggiore dei difetti. [Entrambi] sono ugualmente frivoli, ma la politica è assai più pericolosa”.

Mentre si fanno sempre più insistenti le voci secondo le quali Berlusconi avrebbe strappato il “sì” a Mike Bongiorno per un progetto nuovo a Canale 5 con un contratto di tre anni a 2 miliardi di lire, il Mondiale in televisione prosegue con questo programma:

ore 17.15 Cile – Austria (TV3)

ore 21.00 Jugoslavia – Irlanda del Nord (TV1)

ore 23.00 Cecoslovacchia – Kuwait ( TMC – differita)


18 giugno 1982

In Italia esplode lo “Scandalo Calvi”, mentre la Nazionale va incontro ad un modesto pareggio contro il Perù in una gara dove le due squadre hanno avuto la meglio un tempo ciascuna: al gol di Conti risponde sul finire della gara la Diaz. L'Italia nella ripresa si dimentica negli spogliatoi, Zoff deve fare gli straordinari e la sostituzione di Rossi con Causio non fa altro che agevolare le polemiche.

ore 17.15 Italia – Perù (TV2)

ore 21.00 Brasile – Scozia (TV1)

ore 23.00 Argentina – Ungheria (Capodistria)


19 giugno 1982

Le polemiche e le perplessità non si placano attorno alla Nazionale, nonostante lo sciopero dei giornalisti che lascia l'Italia senza quotidiani per due giorni.

Primo imputato proprio il Commissario Tecnico Bearzot che viene “punzecchiato” ancora una volta dal Presidente federale Sordillo, non nuovo a frecciate velenose: “Non sono un tecnico, ma quando si toglie una punta generalmente si è destinati a subire”.

Nel frattempo nello stesso girone dell'Italia anche la Polonia non riesce ad andare oltre il pari con il Camerun, una delle sorprese del mondiale spagnolo. Dopo 4 partite – tutti pareggi – tutte e quattro le squadre del gruppo A sono a pari punti.

20 giugno 1982

Divampano le polemiche per la direzione arbitrale del danese Sorensen nell'incontro tra Spagna e Jugoslavia. Sotto 0 a 1, l'arbitro fischia un rigore a favore della Spagna per un fallo commesso abbondantemente fuori area. Lopez Ufarte si presenta sul dischetto, sbaglia il rigore e l'arbitro lo fa ribattere. Juanito non sbaglia e pareggia la partita che poi le Furie Rosse riusciranno a vincere per 2 a 1 con gli jugoslavi furibondi.


21 giugno 1982

Francia Kuwait. Forse non servirebbe aggiungere altro tanto è diventata famosa questa partita, tanto se ne è scritto: uno dei momenti indelebili di questo mondiale. La Francia e il Kuwait si incontrano a Valladolid alle 17.15 con i campioni d'Asia in carica che in classifica sopravanzano i francesi grazie al pareggio – inaspettato – nell'esordio contro la Cecoslovacchia. Il fatto, arcinoto, vede come protagonista assoluto Ii capo della Federazione kuwaitiana, Fahad Al-Ahmed Al-Jaber Al-Sabah, fratello dell'emiro del Kuwait. Questi al quarto gol della Francia non si trattiene e inizia a scendere i gradoni della tribuna, diretto in campo. Qua inizia a protestare in modo molto energico con l'arbitro, asserendo che il gol francese sarebbe stato viziato da un fischio proveniente dagli spalti. Partita sospesa, una cinquantina di persone in campo tra giocatori, fotografi, militari e arringa del capo della Federazione kuwaitiana. La scena sarebbe piuttosto buffa se non fosse che l'arbitro, il russo Stupar, incredibilmente “accoglie” la tesi dei kuwaitiani e annulla la rete francese.

La FIFA manderà a casa subito dopo l'arbitro Stupar, mentre di Fahad Al-Ahmed Al-Jaber Al-Sabah in Occidente ne sentiremo parlare ancora otto anni dopo, quando verrà ucciso dalle milizie irachene nell'agosto del 1990, durante all'inizio dell'invasione irachena del Kuwait.



22 giugno 1982

La partita tra Polonia e Perù è la prima gara del Gruppo A a non finire in pareggio; vince, largamente, la Polonia con una sorta di “passaggio di consegne” tra il fuoriclasse Lato, al suo ultimo gol “mondiale” e l'astro nascente Boniek che realizza la sua prima rete ad un Mondiale.

ore 17.15 Polonia – Perù (TV2)

ore 21.00 Urss – Scozia (TV1)

ore 21.00 Belgio – Ungheria (Capodistria)


23 giugno 1982

Alle 17,15 l'Italia si gioca il passaggio alla seconda fase del Mondiale contro la rivelazione Camerun, con il vantaggio di due risultati su tre. Basterà il pareggio per la qualificazione, ma buona parte della stampa italiana sommerge di critiche la Nazionale. Tre partite, tre pareggi, due reti segnate, due subite. Tra gli altri, così si legge su La Stampa: “ Con un estremo segno di pudore, per fortuna, nessun azzurro ha avuto un gesto di gioia alla fine della partita”.

Partono anche le interrogazioni parlamentari: quella del socialista Santi del 22 giugno riguarda la notizia del premio di 60 milioni che verrebbe concesso ad ogni Azzurro nel caso di passaggio del turno, chiedendo se sia giusto “che il denaro pubblico, perché tali sono le entrate del Coni, possa essere speso per una partita di calcio”.


24 giugno 1982

In Italia è il giorno dello sciopero generale che CGIL, CISL e UIL indicono contro la disdetta unilatera di Confindustria della scala mobile. È anche il giorno per godersi il passaggio del turno della Nazionale e per preoccuparsi delle avversarie che l'Italia dovrà affrontare nel gruppo di Barcellona: l'Argentina campione del mondo in carica e il Brasile dei funamboli fuoriclasse che hanno messo in mostra il miglior calcio della prima fase.

Così la comitiva azzurra lascia Vigo per trasferirsi a Barcellona, ma proprio prima di salire sulla scaletta dell'aereo c'è il tempo per nuove polemiche. Bearzot risponde piccato in merito alle interrogazioni parlamentari riguardanti i premi previsti per il passaggio del turno: “(...) Questi parlamentari farebbero bene a pensare ai loro affari. Ai loro lauti stipendi, ad esempio, certamente maggiori dei nostri”. Non solo. Viene anche annunciato il silenzio stampa di tutti i giocatori dell'Italia: d'ora in poi avrebbe parlato soltanto il capitano, Dino Zoff.

Intanto esce di scena una delle sorprese del torneo: l'Honduras contro la Jugoslavia ha due risultati su tre, ma all'88° minuto è il rigore di Petrovic ad estrometterla dal Mondiale.


25 giugno 1982:

Fa molto discutere il risultato di Germania Ovest – Austria, un 1 a 0 che permette ad entrambe di centrare la qualificazione ai danni della grande sorpresa Algeria. Vincono i tedeschi, passano gli austriaci e gli algerini sono furibondi tanto che i loro supporters al termine dell'incontro tentano anche un'invasione di campo. Fatto è che agli austriaci andava bene anche perdere 1 a 0 e così è stato in una partita che dopo la rete tedesca non ha più detto nulla.

Così si legge, senza giri di parole, su La Stampa: “(...) Una della più sporche e organizzate truffe dello sport di tutto il mondo e di tutti i tempi è stata messa in atto, con risultato ufficiale positivo, ieri a Gijon, nelle Asturie (...)”.

Passerà alla storia come il “Patto di non belligeranza di Gijon” e già dall'edizione successiva del 1986 la F.I.F.A. deciderà di far giocare in contemporanea le ultime partite dei gironi.

ore 17.15 Germania Ovest – Austria (TV1)

ore 17.15 Inghilterra – Kuwait (TMC – differita ore 23)

ore 21.00 Spagna – Irlanda del Nord (TV2)


 

26 giugno 1982:

Primo giorno di “sosta” al Mondiale, la Nazionale si allena lontana da occhi, orecchie e taccuini e allora in Italia si va a caccia di pronostici e opinioni. Ironico come sempre il cabarettista Beruschi: “Ma sì, diciamo che è stata una bella gita, ci siamo allenati, abbiamo visto come si fa a prendere pochi gol. Speranze per il futuro? Bè, gli azzurri hanno la speranza di trascorrere le ferie al mare con le mogli, di incassare lauti ingaggi l'anno prossimo...ma se sperano di non prenderle con l'Argentina e il Brasile, allora vuol dire che credono ancora alla Befana”. È una vera e propria “caccia” all'opinione quella che mettono in atto i giornali italiani. Tra le altre vengono messe in evidenza le parole del “kaiser” Beckenbauer: “E' in un girone troppo difficile per lei . E ha giocatori troppo antichi. (…) Germania e Inghilterra si esaltano con le difficoltà, voi le patite troppo. E questa volta non ci saranno, qui, per voi, tempi supplementari, come in Messico contro di noi. Quando io giocai con il braccio al collo, e in Italia riusciste a non accorgervene” .


 

27 giugno 1982:

Topolino durante il periodo dei mondiali spagnoli esce con una storia ambientata nel mondo del calcio. Divisa in due parti, l'avventura poliziesco-calcistica con Topolino e Gambadilegno è presente nei numeri 1386 e 1387 in del 20 e 27 giugno 1982, di origine francese (titolo originale: On a volé la coupe!) su soggetto di Patrice Valli, disegni di Claude Marin e sceneggiatura di Michel Motti.

28 giugno 1982

Prima giornata della seconda fase del Mondiale. Delle 24 squadre di partenza continuano il torneo in 12 – 10 europee e 2 sudamericane – divise in 4 gironi da tre. In questa prima giornata si scatena Boniek che grazie alla sua tripletta affonda il Belgio, mentre la Francia regala spazzi di calcio-champagne contro l'Austria.

ore 17.15 Francia – Austria ( TV1)

ore 21.00 Polonia – Belgio ( TV2)


 

29 giugno 1982

Pomeriggio azzurro. L'Italia affronta i campioni del mondo in carica: l'attesa è finita e finalmente si gioca, tra timori e speranze. E finalmente l'Italia vince. Tanto è lo stupore che Mario Soldati scomoda pure Eraclito parafrasandolo nel suo diario spagnolo: “Chi non si aspetta l'inaspettabile non lo raggiungerà mai!” Dopo un primo tempo di leggera marca argentina, nel secondo il contropiede italiano esalta alcune ottime parate di Zoff e le reti di Tardelli e Cabrini. È la partita della rinascita azzurra, del durissimo duello tra Gentile e Maradona. Dell'ottima condizione fisica degli Azzurri e delle scelte azzeccare di Bearzot che, come sottolinea Adalberto Bortolotti del Guerin Sportivo “infligge una lezione tattica a Menotti”.

Si riaccende l'entusiasmo tra i sostenitori azzurri!

ore 17.15 Italia – Argentina ( TV2 – TV Svizzera)

ore 21.00 Germania Ovest – Inghilterra (TV1)


 

30 giugno 1982

Chi è stato ragazzino tra gli anni'70 e '80 ben difficilmente non ha avuto in casa almeno un modellino di autovetture della azienda italiana Bburago, tra i leader a livello mondiale in questo genere di produzione.

Per il 1982 la Bburago replica l'iniziativa del 1978 per i precedenti Mondiali e viene proposto un modellino su misura dedicato al mondiale spagnolo con l'abbinamento tra la Fiat Ritmo e la mascotte di Spagna'82, Naranjito.



1 luglio 1982

Tra le partite più divertenti della seconda fase c'è Irlanda del Nord – Austria, valida per il Gruppo D. Nei nord-irlandesi gioca la sua quarta gara mondiale consecutiva il giovanissimo debuttante Norman Whiteside che nella partita giocata il 17 giugno contro la Jugoslavia diventa, con i suoi 17 anni e 41 giorni, il più giovane calciatore ad aver mai partecipato alla fase finale di un Mondiale.

Ore 17.15 Austria – Irlanda del Nord (TV2)

ore 21.00 Belgio – URSS (TV1)

2 luglio1982

Finisce il mondiale per l'Argentina e anche per Maradona. I campioni del mondo in carica perdono 1 a 3 contro il Brasile e salutano la compagnia: il passaggio alle semifinali se lo giocheranno Italia e Brasile.

Spagna – Germania nel Gruppo 2 si fa ricordare più per il gioco falloso che altro. 

Mario Soldati nel suo “Ah! Il Mundial!” così scrive a proposito dell'utilizzo del mezzo televisivo – nello specifico del replay che viene proposto non solo per i gol ma anche per i falli – per il controllo della violenza, lanciandosi nel fantasticare di quel VAR che 40 anni dopo diventerà parte integrante dello show televisivo calcistico: “(...) Il nastro magnetico darebbe la possibilità, a un arbitro in dubbio, di evitare un errore. Naturalmente, non si dovrebbe abusare di questo dispositivo antispettacolare ma quante ingiustizie di meno! E quale freno per i giocatori stessi! (…) [pensiamo] quando gli arbitri useranno il nastro magnetico e magari, per rapidità, avranno a assisterli, nelle partite importanti, un terzo aiutante oltre i guardalinee, un altro arbitro di fazione davanti al monitor dei nastri magnetici. Così i controlli sarebbero fulminei”.

Insomma, un'idea letteraria di VAR...

 


3 luglio1982

In Italia il prezzo della “Super” sfonda il tetto delle 1.000 lire al litro: in un anno è aumentata di circa 100 lire. Viene approvato il provvedimento in base al quale la Guardia di Finanza può rivolgersi alle banche per conoscere la reale situazione dei cittadini nei cui confronti il fisco sta svolgendo accertamenti.

Seppur tra rincari e temperature molto calde sale la febbre degli appassionati in vista della sfida con il Brasile. Gli Azzurri vengono raggiunti in ritiro dal Presidente del Consiglio Spadolini che racconta ai giornalisti il curioso episodio accaduto alcuni giorni prima a Bruxelles: “(...) Sono stato quasi costretto a prendere a nome vostro l'impegno di battere l'Argentina. Soprattutto il primo ministro inglese signora Thatcher mi invitava con particolare accanimento a battere i sudamericani”.


 

4 luglio1982

E' il giorno della partita dal più spiccato sapore politico, è la vigilia di Polonia – URSS. Già nei giorni passati un gruppo di tifosi polacchi al seguito della loro nazionale avevano chiesto asilo politico alle autorità spagnole e striscioni di “Solidarnośc” sono comparsi sugli spalti ad ogni partita giocata dalla Polonia. Dal punto di vista geopolitico si temeva a molto un incrocio tra Inghilterra e Argentina, ma subito dopo veniva proprio questa partita tra le più temute. Per quanto riguarda l'aspetto meramente sportivo, entrambe le nazionali sono a 2 punti, ma i polacchi vantano 3 gol all'attivo, contro l'unico segnato dai sovietici, quindi hanno due risultati utili su tre.

Mario Soldati così scrive alla vigilia dell'incontro: “(...) Possiamo, però, se non sapere, sperare di sapere che sarà una bella partita: una partita non tanto di uno contro l'altro, quanto di due contro la Politica, o piuttosto una partita sportiva in favore di un'altra Politica anche se utopica”.

Polonia – URSS non sarà una bella partita, uno 0 a 0 giocato tra decine di striscioni inneggianti “Solidarnośc” che permette ai polacchi di accedere alla semifinale a distanza di otto anni dopo Germania Ovest 1974.

Per un'altra politica sperata da Soldati, occorrerà attendere ancora.


 

5 luglio1982

E ci siamo. È il giorno più atteso, il giorno più temuto. È il giorno di Italia – Brasile.

Si gioca allo stadio Sarrià di Barcellona alle 17.15 e tutti, ma proprio tutti, sappiamo bene come è andata a finire. L'arbitro dell'incontro è l'israeliano Klein, al suo terzo mondiale, alla sua prima partita arbitrata in questo mondiale. Poco prima dell'inizio della manifestazione era scoppiato il conflitto in Libano tra israeliani e palestinesi, e Klein aveva chiesto di essere escluso dalle prime designazioni perchè in ansia per il figlio a combattere al fronte.

È la partita di Paolo Rossi, dei suoi tre gol, della parata alla fine di Zoff, della difesa “alla Gentile di Gentile. Della gioia irrefrenabile, incontenibile di un popolo intero che in delirio scende nelle afose strade e ci resta sino a notte fonda, tra clacson, abbracci e sogni condivisi.

È Italia – Brasile 3 a 2, la partita del trionfo di Bearzot, dei quasi 32 milioni appiccicati agli schermi televisivi, del pessimismo polemico dei giornalisti spazzato via.

È la vittoria della speranza, la speranza dei tifosi di alzare la Coppa del Mondo, la speranza dei calciatori di poter essere ricordati per sempre, la speranza della politica che le si avvinghia stretta addosso: una vittoria che – si affretta a dire Spadolini “può cambiare qualcosa in meglio nel Paese, rafforzare il senso di unità nazionale”. Siamo nei giorni della crisi di governo, e proprio quando la Nazionale giocherà la semifinale il Governo dovrà passare per la verifica parlamentare al Senato.

Incroci di destini in quei giorni afosi e carichi di sogni e speranze dell'estate 1982...


6 luglio1982

Giornate bollenti in Italia e nell'Europa del sud. Ad Aosta si toccano i 36 gradi, a Cagliari 41°, Milano 37° e Firenze 35°. Dettagli, per il popolo calcistico. L'Italia è tra le prime 4 al mondo, come nel “Mundial” precedente. Adesso, ma solo adesso, c'è anche il tempo di ragionare sul gol di Antognoni annullato per fuorigioco che da molto dubbio mano a mano diventa inesistente: nessuna polemica, ma se ne parla. Dettagli, appunto.

 

Questo il programma delle semifinali in programma giovedì 8 luglio:

ore 17.15 Italia – Polonia

ore 21.00 Germania Ovest – Francia.

Il caldo non dà tregua, tanto che i croupiers del Casinò di Sanremo – complice un guasto all'impianto di condizionamento che si presume non verrà riparato sino ad agosto – reclamano di poter lavorare in maniche di camicia. Per tutti gli altri, invece, nulla di meglio per rinfrescarsi della gamma di gelati della Eldorado che proprio con i primi anni del decennio avvia una aggressiva campagna pubblicitaria.


 

7 luglio1982

Il “Mundial” spagnolo a distanza di 40 anni in queste settimane viene celebrato un po' ovunque in Italia con eventi e mostre. Interessante è la mostra con nuovo allestimento presso il Museo della Figurina a Modena, a cura di Marco Ferrero e Francesca Fontana.

Inaugurata sabato 18 giugno, la mostra rimarrà aperta sino al 18 settembre.


8 luglio1982

Alle 17.15 su TV2 viene trasmessa la semifinale tra Italia e Polonia e tutto lo Stivale si blocca. Spadolini va a riferire in Senato il proprio progetto di modifica della scala mobile e poi tutti davanti ai teleschermi, ma anche in Vaticano l'attesa è alta: il Papa riceve i vescovi polacchi per i dettagli dell'importante viaggio del Pontefice in Polonia e poi insieme guarderanno – come assicura monsignor Josef Glemp, primate di Polonia ed ex lanciatore del martello in gioventù – “almeno una parte sicuramente” della partita. Italia – Polonia viene trasmessa in diretta dalla RAI su TV2, ma anche dalla TV Svizzera e da Capodistria (TMC la trasmetterà in differita alle ore 19).

Fanno ancora discutere, e “paura”, gli striscioni di “Solidarnośc” che appaiono ad ogni incontro della nazionale polacca. In occasione della semifinale, infatti, in Polonia è stato imposto che la telecronaca diretta abbia inizio con tre minuti di ritardo, così che la televisione di Stato possa eliminare le panoramiche iniziali degli spalti.

L'Italia si presenta senza Gentile, che aveva annullato Maradona e Zico, sostituito dal diciottenne Bergomi, la Polonia senza il suo nuovo fuoriclasse Boniek. Gli Azzurri dominano la partita, dando da subito la sensazione di essere superiori agli avversari che iniziano a picchiare duro. Non ce né per nessuno, Rossi si traveste ancora - e per sempre – da “Pablito” e con una doppietta di rapina manda la Polonia ad Alicante per la finalina e regala all'Italia il prestigioso palcoscenico di Madrid per la finalissima.


Mentre tutta Italia è in delirio per aver raggiunto la finalissima dei Mondiali, a Siviglia va in scena la seconda semifinale, Germania Ovest – Francia, la classica del calcio europeo, una partita tanto drammatica quanto splendida. Germania Ovest e Francia si giocano l'accesso alla finale senza esclusione di colpi – alcuni dei quali anche proibiti, o quasi. Il francese Battiston finisce in ospedale dopo essere stato colpito violentemente alla testa dal portiere tedesco Schumacher ed essere rimasto a terra stordito.

Anche l'andamento del match è emozionante. I tedeschi vanno subito in vantaggio con Littbarski, poi la Francia verso la mezzora del primo tempo pareggia con un rigore trasformato da Platini. Nel secondo tempo occasioni da ambo le parti, ma il pareggio regge. Tempi supplementari. In 6 minuti Tresor e Giresse sembrano poter indirizzare l'esito della sfida dalla parte francese, ma prima Rumenigge e quindi una splendida rovesciata di Fischer fissano il punteggio sul 3 a 3. I rigori regalano altre emozioni. Non fallisce quasi nessuno, tranne Stielike e Six che sbagliano i loro tiri, tanto che si arriva alla serie finale: Schumacher para il tiro di Bossis, Hrubesch regala la finalissima ai tedeschi. Finisce 8 a 7 per la Germania Ovest.



9 luglio1982

Vigilia di un sogno.

A Torino sono settimane che monta l'attesa per il doppio concerto dei Rolling Stones, ma domenica 11 luglio c'è anche Italia – Germania Ovest e quindi Jagger e compagni anticiperanno di un paio d'ore il concerto, così che tutto sia finito per le 19.30 in tempo per poter vedere la finalissima. Alle 15 aprirà il gruppo di supporto e alle 17 i Rolling Stones saliranno sul palcoscenico dello Stadio Comunale.

10 luglio1982

La finale di “consolazione” si disputa ad Alicante sabato 10 luglio tra la Polonia e la Francia. Per i polacchi significa il raggiungimento del traguardo che si erano posti, bissare il podio conquistano 8 anni prima in Germania Ovest. Per i francesi è una finale che ha poco di consolatorio e molto di deludente, consapevoli di aver perso davvero una ghiotta occasione per poter giocare la loro prima finale mondiale, tanto è il talento individuale.

Insomma la Polonia ha sicuramente più stimoli alla vigilia dell'incontro, la Francia, dal canto suo, si presenta con alcune riserve e Hidalgo lascia in panchina, tra gli altri, la coppia delle meraviglie Platini e Giresse.

La sera di Alicante è il canto del cigno della Polonia e di quella splendida generazione e allo stesso tempo è il definitivo trampolino per la Francia che due anni più avanti diventerà campione d'Europa e olimpica e che nel 1986 concluderà con il terzo posto mondiale il proprio ciclo.


11 luglio 1982

È il giorno della finalissima. Finalmente. Attesa 12 anni, dopo quella di Città del Messico del 1970. A Torino Jagger canta, balla, salta anche con la maglietta azzurra, i Rolling sono un po' svagati e svogliati, ma i sessantamila del Comunale se ne fregano anche del caldo e si godono comunque lo spettacolo. Tutti, però, stanno attendendo che si apra il sipario al Bernabeu, a Madrid, e in televisione, in diretta sulla Rete 2 e Capodistria.

È Italia – Germania Ovest. Chi vince diventa campione del mondo e raggiunge il Brasile a quota 3 successi mondiali.

35 milioni di spettatori in Italia guardano davanti alle televisioni la partita, in tribuna d'onore il Presidente della Repubblica Pertini assiste con crescente partecipazione alla gara. Gara che per l'Italia pare iniziare non bene: prima Graziani deve lasciare il campo dopo una manciata di minuti e poi Cabrini calcia a lato il rigore, mentre la Germania Ovest pare controllare senza troppi problemi l'andamento della partita.

Dopo c'è il secondo tempo. Ed è tutto Azzurro.

Al 56° Rossi – ancora lui – sblocca il punteggio con la sua sesta rete di questo mondiale, che gli vale il titolo di capocannoniere. Quindi Tardelli al 69° urla al mondo la gioia irrefrenabile della rete del 2 a 0 e al 80° Altobelli porta il punteggio là, dove gli avversari “non ci prendono più” come esclama Pertini in Mondovisione.

Finisce con Breitner che fissa il punteggio sul 3 a 1, con Nando Martellini che ripete per tre volte con emozione crescente “Campioni del Mondo”, con gli Azzurri a fare giri e giri di campo con la Coppa i mano e tutti gli italiani nelle strade e nelle piazze che si colorarono di bianco, rosso e verde.


( Fonti, in ordine sparso: La Gazzetta dello Sport, La Stampa, Mario Soldati “Ah! Il Mundial!” Rizzoli Editore, Guerin Sportivo, Piero Trellini, La Partita. Il romanzo di Italia-Brasile Mondadori Editore, Topolino, Stampa Sera, youtube.com, La Repubblica, Riccardo Brizzi Nicola Sbetti “Storia della Coppa del Mondo di calcio (1930-2018)” Le Monnier, Alfio Caruso “Un Secolo Azzurro” Longanesi, Teche Rai, FIFA.com, Antonio Papa Guido Panico “Storia sociale del calcio in Italia” Il Mulino, La Storia dei Mondiali, “Espana 82 World Cup” Figurine Panini, TV Sorrisi & Canzoni, Ennio Di Nolfo “Storia delle relazioni internazionali” Editori Laterza, Corriere della Sera )

IL SOGNO

Quarantanni. Tutto attaccato, tutto d'un fiato. Come un rossitardellialtobelli in finale. Come tutte le cose del calcio da ricordare, da portare con sé nei sentieri della vita. Ricordo tutto del mio mundial. La sconfitta dell'Argentina campione del mondo in carica contro il Belgio, nella partita inaugurale. Ardiles con il numero 1. Per dire. Ricordo la mia bicicletta, il mo album di figurine e il quaderno dove scrivevo i tabellini di tutte le partite e dove avevo incollato i ritagli degli stemmi delle squadre da TV Sorrisi e Canzoni. Avevo 9 anni in quella fine primavera di quarantanni fa, e un Tango appena regalato dai miei genitori.

Avevo Zoff, Maradona, Dasaev, Platini, Lato, Keegan. Avevo tutto il Brasile, quel Brasile, il “mio” Brasile. Il Brasile di tutti quei ragazzini che hanno avuto la fortuna di innamorarsi del football in quegli anni.

E pomeriggi e sole. Goldrake e Rossi.

I ricordi non sono lineari, partono da un rigore sbagliato da Cabrini in finale, a Castelnuovo di Sotto, provincia di Reggio Emilia, Emilia Romagna, Italia, Europa del sud, Terra, e portano dove vogliono loro. Sanno fare molto bene il loro mestiere, i ricordi. Virano improvvisi, saltano come una catena di bicicletta, e mi ritrovo aggrappato al bancone di un bar, con mio padre al fianco, tra le urla di gioia per quel brasiliano di Conti che ha appena segnato una rete al Perù. E io là in mezzo, piccolo tra i grandi al bar. Subito rotolo con i ricordi più in là – prima, dopo, sopra, sotto non so – quando uno sceicco scende in campo per chiedere all'arbitro di annullare una rete della Francia contro il suo Kuwait e io davanti alla TV, a casa del fratello di mia nonna.

L'ho detto. L'ho scritto. Quello è stato, è il mio mundial. Non ce ne sono stati più di mundial così, visti sull'ottovolante dei miei 9 anni, tra una partita al pallone giocata dietro la stalla e una guardata sotto le stelle nel giardino dei miei nonni, in un televisore che ora andrebbe bene forse come schermo di uno smartphone. Ma quello era il mio mundial, accidenti! C'erano le reti di Rossi contro il Brasile, contro il “mio” Brasile e quella semifinale infinita tra la Francia e la Germania Ovest.

Il mattino dopo la finale, in edicola con La Gazzetta dello Sport aperta, spalancata su un trionfo inaspettato, ma i ricordi mi rimettono in sella alla mia bicicletta. Sono di nuovo a casa, con i miei genitori. Reggio Emilia, Emilia Romagna, Italia, Europa del sud, Terra. Mia madre che stira, mio padre ed io che guardiamo un servizio sui 10 goals che l'Ungheria ha rifilato al povero El Salvador. E allora via, ad imparare i nomi impronunciabili di quegli invincibili magiari, che poi tanto invincibili non sono e non saranno, ahiloro. Nylasi (che ancora dopo quarantanni non so come si scrive), l'eroe di serata. Non c'è nulla da fare, è il mio mundial che mi accorgo solo ora di aver vissuto da ramingo: una partita dai miei, una da un cugino, da amici, dagli zii, al bar con mio padre, in cortile con gli amici appesi alla radio accesa, da un vicino di casa, alla bocciofila con mio nonno.

Il mio mundial.

Poi sono arrivati gli altri mondiali. Gli anni allo stadio. Altre biciclette e altri album Panini. Un altro calcio. Ma il mio mundial no, non è più tornato.

Sono quarantanni che ne aspetto un altro.