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martedì 28 novembre 2017





Blog dell'anno 2017: meno di un mese alla chiusura delle votazioni!

Blog dell'anno, la speciale competizione dedicata ai più importanti blog sportivi italiani, sta per volgere al termine. Il 6 dicembre 2017 si chiuderanno le votazioni, abbiamo bisogno di tutto il vostro supporto per scalare ulteriormente la classifica! Questa è l'occasione giusta per poter vedere premiato, finalmente, il lavoro di tanti blogger sportivi che ogni giorno si impegnano a fare informazione a tutto tondo sullo sport nazionale e internazionale.
Ogni utente può esprimere un solo voto ogni 24 ore per ciascuna categoria. Trascorse 24 ore dal voto contabilizzato, in caso di nuova votazione, il sistema contabilizza la nuova preferenza espressa. I soli voti contabilizzati sono validi per il punteggio finale che viene aggiornato sistematicamente allo scadere di ogni ora.
 
Blog dell'anno è un'iniziativa di Superscommesse.it, primo comparatore in Italia di quote per scommesse sportive: http://www.superscommesse.it/.
GRAZIE!!!!!

martedì 21 novembre 2017

ALBUM DI FOOTBALL PERDUTO


Come le donne giocavano al football in Inghilterra cento anni fa. 
Le immagini sono tratte da "La Domenica Sportiva" del dicembre 1917 e ritraggono una fase di gioco del campionato inglese e un momento di relax durante l'intervallo.




martedì 7 novembre 2017

SVEZIA-ITALIA 1912, L'UNICA VITTORIA AZZURRA IN SVEZIA

La storia delle sfide calcistiche tra Italia e Svezia è lunga, molto lunga: da oltre un secolo gli Azzurri incrociano i tacchetti con i nordici. La prima volta che ciò accadde fu proprio a casa loro, nella lontana estate del 1912.
I GIOCHI OLIMPICI DI STOCCOLMA. La Nazionale italiana nasce nel maggio del 1910, tutta vestita di bianco. La prima volta dell'Italia ai Giochi olimpici è di due anni più tardi: l'Italia esordisce alle Olimpiadi nell'edizione del 1912, a Stoccolma. A dirla tutta la Federazione dell'epoca non era molto convinta di parteciparvi, tutt'altro: i pesanti rovesci patiti contro Francia e Svizzera avevano prodotto un piccolo cataclisma con la decisione di esautorare la Commissione tecnica alla guida della Nazionale e le dimissioni del Presidente, Ferrero da Ventimiglia. In realtà dopo la vittoria 6-2 contro la Francia nella prima, storica, partita giocata dalla Nazionale, l'Italia non ne aveva più vinta una: nelle successive 6 gare la miseria di 2 pareggi e 4 sconfitte. Logico dunque che ai vertici federali non si smaniasse troppo di partecipare al torneo olimpico, ma le pressioni esercitate direttamente dal governo italiano andavano in senso opposto, spingendo invece per la partecipazione dell'Italia alla manifestazione.
Come bene sintetizza Alfio Caruso le recenti conquiste di Tripolitania e Cirenaica avevano fatto assurgere il nostro Paese a potenza coloniale – o quasi... - e pertanto era d'obbligo che la squadra di calcio partecipasse al torneo olimpico organizzato dal C.I.O. E così fu.
La spedizione azzurra fu affidata al segretario della Federazione, quel Vittorio Pozzo che alcuni lustri più avanti sarebbe diventato il Commissario tecnico più vincente nella storia azzurra
Al torneo si erano iscritte 13 nazionali, poi all'ultimo momento Belgio e Francia avevano rinunciato. La medaglia d'oro va alla Gran Bretagna che – come quattro anni prima – batte in finale la Danimarca. È l'Olimpiade del tedesco Fuchs che il 1° luglio segna ben 10 reti alla Russia nel 16-0 finale della Germania.

LA SPEDIZIONE AZZURRA. Vittorio Pozzo deve fare i salti mortali per selezionare i calciatori da portare in Svezia. Non tanto per l'abbondanza da cui attingere – inesistente -, ma per il fatto che il Comitato Olimpico Italiano aveva autorizzato Pozzo a portarsi soltanto 14 giocatori! Gli ostacoli furono innumerevoli. Intanto il servizio militare. Alcuni tra i calciatori dell'epoca più bravi erano sotto le armi e il Ministero della Guerra non si rese disponibile a concedere permessi e pertanto, tra gli altri, il trio della Pro Vercelli Rampini, Corna e Milano II dovettero restare a casa. Altri, per poter partecipare, in virtù dei buonissimi rapporti personali con lo stesso Pozzo, rinunciarono alle loro ferie e si accordarono con i loro rispettivi datori di lavoro. Pozzo dovette poi anche considerare i fragili rapporti tra le società milanesi e piemontesi, rapporti sui quali si basavano le convocazioni. Alla fine per la Svezia partirono in sedici: quattordici giocatori e due dirigenti. Le difficoltà non erano certo finite perchè anche il viaggio si rivelò un'avventura. Tanto per sottolineare le differenze con quanto accade oggi, ognuno di questi sedici azzurri aveva dovuto raggiungere Verona a proprie spese e da lì il Comitato Olimpico pagava il viaggio in treno andata e ritorno in II classe. Inoltre garantiva a ciascun partecipante una diaria di 6 lire al giorno e vitto e alloggio in Svezia, dove vennero alloggiati in un educandato femminile libero per le vacanze. L'aspetto se vogliamo più pittoresco, ma piuttosto emblematico dei tempi in cui accadevano questi eventi, fu – come gustosamente racconta lo stesso Pozzo – che il Comitato Olimpico pagava sì la trasferta in II classe ma aveva autorizzato i partecipanti, una volta lasciato il confine italiano, a viaggiare in III classe e ad intascarsi la differenza!
IL TORNEO DELL'ITALIA. Il torneo olimpico prevedeva un primo turno ad eliminazione diretta per determinare chi avrebbe proseguito nel cammino verso le medaglie; le altre avrebbero partecipato ad un torneo di consolazione. Il sorteggio “regalò” all'Italia la Finlandia. Pareva tutto facile ma i finnici non erano dello stesso parere e vinsero 3-2 ai supplementari una partita che gli azzurri giocarono appena quindici ore dopo il lungo viaggio in treno. Così la Finlandia eliminò l'Italia dal giro medaglie costringendola al torneo di consolazione, dove il 1° luglio sul campo di Solna, incontrò i padroni di casa della Svezia. Gli azzurri si schierarono in questo modo: Campelli; De Vecchi, Valle; Binaschi, Milano I (cap.), Leone; Bontadini, Berardo, Sardi, Barbesino, Mariani. Classico 2-3-5 in voga in quei primi anni di football. Anche in quella circostanza la nostra Nazionale non brillò, anzi la Svezia dominò per lunghi tratti l'incontro, specialmente dopo che Bontadini in contropiede trovò alla mezz'ora del primo tempo la rete con la quale l'Italia vinse la partita 1-0. Francesco Bontadini, milanese purosangue, colonna dell'Internazionale nella stagione che portava proprio alle Olimpiadi del 1912, nonostante una laurea in medicina allo scoppio della Prima guerra mondiale si arruolò come soldato semplice negli Alpini.
Molte le lamentele e le lagnanze del pubblico e della stampa svedese, ma la sostanza non cambia: l'Italia batte la Svezia e torna alla vittoria dopo oltre due anni.
Da segnalare che quella vittoria rimane l'unica dell'Italia in terra svedese, poiché da quel tardo pomeriggio di luglio di oltre 100 anni fa la Nazionale azzurra non è più riuscita a vincere una gara in casa della Svezia.