giovedì 29 aprile 2021

Biblioteca di football perduto (e non solo)

 

All’indomani della Liberazione l’Italia era ancora considerata un paese vinto e ciò comportò delle inevitabili ripercussioni anche in ambito sportivo. Gli atleti azzurri non vennero inizialmente coinvolti nella ripresa delle attività e in alcune federazioni internazionali si arrivò persino all’esclusione o alla sospensione dell’Italia.

Partendo dall’assunto che, in virtù della sua elevata visibilità, lo sport, pur essendo un fenomeno periferico e non vitale del sistema politico internazionale, rappresenta tanto una variabile quanto uno strumento di politica estera, questo lavoro mira a rispondere a una serie di interrogativi. Perché, al contrario di Germania e Giappone, l’Italia poté partecipare alle Olimpiadi del 1948? In quali proporzioni l’eredità del fascismo e la guerra fredda influenzarono la ripresa internazionale dello sport italiano? In che modo i primi governi repubblicani utilizzarono lo sport come strumento di politica estera? E come invece le istituzioni sportive e gli atleti si allinearono a quest’ultima?

Dopo aver analizzato quali furono gli attori e le istituzioni del sistema sportivo italiano e internazionale del decennio 1943-1953, il volume ripercorre cronologicamente il cammino dello sport azzurro dalla quarantena dell’immediato dopoguerra alle assegnazioni olimpiche di Cortina 1956 e di Roma 1960. Particolare attenzione è dedicata alla ripresa dei rapporti sportivi bilaterali e alla rilegittimazione italiana presso il Comitato Olimpico Internazionale e le singole federazioni.

Il volume è inoltre arricchito da alcuni casi di studio in cui da un lato si mette in luce come la politica internazionale (dalla guerra fredda alla formazione del Territorio Libero di Trieste) abbia influenzato la proiezione internazionale dello sport italiano e dall’altro come determinate “crisi sportive” (a partire dal ritiro delle squadre italiane dal Tour del 1950) ebbero una ricaduta anche a livello governativo e diplomatico.

In coedizione con la Fondazione Benetton Studi Ricerche

TITOLO: GIOCHI DIPLOMATICI. SPORT E POLITICA ESTERA NELL’ITALIA DEL SECONDO DOPOGUERRA

AUTORE: Nicola Sbetti

EDITORE: Fondazione Benetton Studi Ricerche / Viella

ANNO PUBBLICAZIONE: 2020

PREZZO: 30,00

PAGINE : 460



mercoledì 21 aprile 2021

1920, quando i club italiani più ricchi scaricarono quelli più poveri e nacquero due campionati

 


Sai che c'è? Il pallone è mio e se non giochiamo con le mie regole me ne vado

 La grande pandemia, unita alla profonda crisi economica post bellica, accelera processi sociali, economici e politici tanto da stravolgere l'ordine, peraltro traballante, esistente. Mentre l'Italia è squassata da nord a sud da manifestazioni di protesta e rivendicazioni, all'alba di quelli che saranno i “ruggenti” anni'20, il calcio nostrano sta per entrare nella più drammatica crisi della sua storia, una crisi profonda che vede le società ricche da una parte e tutte le altre – compresa la Federazione – dall'altra. 

Abbiamo già trattato l'argomento, oggi ci ritorniamo perché a distanza di 100 anni curiosamente alcune motivazioni sono sovrapponibili con quanto sta accadendo in queste ore.

domenica 18 aprile 2021

Guaita, il 'Corsaro Nero' oriundo: punta universale, per le fortune dell'Italia e della Roma

 

La primavera è quella del 1934. Mentre il regime sta apparecchiando la Coppa del mondo e la Nazionale stacca il “pass” bistrattando la Grecia, il campionato di serie A diventa sempre più avvincente  e proprio all'ultima curva diventa accecante la stella del “Corsaro Nero” Guaita.

Il mio racconto per calciomercato.com continua QUI

venerdì 2 aprile 2021

Gli incontri internazionali di Pasqua (Parte III)

 

3. Pasqua 1912, dagli incassi con gli inglesi erranti al “bel suol d'amore”, le prime volte del football dei pionieri


Pasqua 1912, ovvero la Pasqua delle prime volte per il calcio italiano, si potrebbe quasi dire.

Per la Pasqua del 1912, infatti, si fecero davvero le cose in grande stile, invitando addirittura una squadra inglese: gli English Wanderers per la prima volta vennero a giocare alcune partite in Italia, dopo le precedenti tournée in Francia e Russia. Gli English Wanderers erano formati da giocatori di varie squadre che giocavano nei campionati di Inghilterra, Scozia e Irlanda e che erano soliti esibirsi in tournée molto apprezzate in giro per l'Europa. Una vera e propria attrazione!

Così La Stampa presentava l'iniziativa:

(...) Quest'anno avremo dei numeri di...assoluta novità, con la discesa fra noi della famosa squadra degli «inglesi erranti», uno dei più agguerriti team d'Inghilterra”1

A Milano, per l'occasione, il Milan ampliò il suo campo di via F.lli Bronzetti, triplicando la capienza della tribuna coperta e elevando nei posti popolari “due impalcature a forma di gradinata”2.

L'assoluta protagonista di quella Pasqua, dunque, fu la squadra degli English Wanderers che giocò – e vinse – contro Milan, Genoa, Pro Vercelli e una “mista” torinese. Contro il Milan la vittoria fu schiacciante: la squadra inglese già alla fine del primo tempo era avanti 5-0 e terminò l'incontro vincendo 8-1.

Ah, giocò anche contro la nazionale italiana una partita non ufficiale: finì 1-1 (la rete italiana la segnò De Vecchi su rigore al 90°) e di quell'incontro così ne parò La Stampa Sportiva:

(...) i nostri giocatori, già conoscendo le particolarità di ciascun avversario, avevano egregiamente provvisto a neutralizzarli. Woodward non riuscì a piazzare neppure un pallone nella nostra rete. Come nei preceenti matches disputati nella loro tournée in Italia, i Wanderers non eccelsero neppure a Genova per giuoco corretto ed elegante, ma confermarono la loro grande famigliarità col giuoco della palla al calcio e le innegabili doti di destrezza e di decisione di azione che accoppiate ad una sorprendente velocità in attacco, furono i coefficienti primi delle numerose vittorie da essi riportate.3"

Poichè stiamo raccontando di calcio pionieristico – almeno per ciò che concerne l'Italia – vediamo quanto fruttò ai professionisti inglesi la tournée di quei giorni attraverso le pagine del Guerin Sportivo:

A Milano per i due primi matches col Milan Club i Wanderers si erano assicurati l'indenizzo fisso di L.3200, indenizzo rispettabile ma che il signorile Club milanese non trovò difficoltà alcuna a pagare avendo incassato, solo nella prima giornata, circa 4000 lire. Nel successivo match a Vercelli i Wanderers giuocarono col 50% sugli incassi lordi, ed un minimum assicurato di L. 500. Si incassarono L. 1580 e gli inglesi ebbero quindi di loro parte L.790. A Torino guadagnarono L.539, cifra che rappresentò il pattuito 75% degli incassi. (…) A Genova i Wanderers incassarono circa 2500 lire (il minimum garantito loro era di L.2000). L'incasso totale fatto ma Genova fu di circa 5500 lire, di cui 500 andarono, di diritto fisso, alla Federazione ed il rimanente diviso sulla base del 50% sugli incassi lordi, metà al Genoa Club e metà alla squadra inglese. In totale quindi i wanderers incassarono nella loro tournéè in Italia più di lire 7000 (...)”.

L'articolo, quindi, si concludeva con una interessante riflessione:

Ora, l'esser riusciti con dei matches di foot-ball a cavar di tasca al pubblico italiano nel breve volgere di una settimana, circa 14 biglietti da mille, è un indice più che significativo dell'interesse e della simpatia che il giuoco del calcio ha suscitato fra noi in questi ultimi tempi.”4


A Torino, sempre nei giorni “santi” di Pasqua, si disputò un altro interessante torneo, organizzato dal Torino e dalla Juventus con il patrocinio del Guerin Sportivo, che proprio in quell'anno aveva iniziato le pubblicazioni, torneo che segnò la prima volta in Italia di una squadra austriaca, il Wiener Amateur. In Italia si canta assieme a Gea della Garisenda l'inno patriottico A Tripoli, mentre è tutto un fiorire di società sportive che prendono nomi da quella vicenda bellica, guerra non certo ben vista dall'alleato austriaco. La squadra austriaca, dicevamo, reduce dal pareggio (2-2) in campionato contro il Wiener Sport Club, era anche la detentrice della Coppa di Vienna, manifestazione alla quale partecipavano i migliori clubs viennesi5. Così La Stampa dipingeva la squadra austriaca:

(...) un'accolita di giuocatori straordinariamente cortesi, fini come tecnica, ed educatissimi come condotta di giuoco, che ci hanno insegnato una cavalleria di giuoco che non tutte le squadre estere che son scese in Italia hanno mostrato di possedere nel grado di quella viennese6

Al Torneo pasquale di Torino, oltre al Wiener Amateur e alle due società organizzatrici, prese parte anche la società svizzera del F. C. Chaux-de-Fonds, squadra di buon livello composta da ben quattro nazionali e dal forward tedesco Hiller.

07/04: CHAUX-DE-FONDS – JUVENTUS = 5-2

07/04: WIENER AMATEUR – TORINO = 5-3


08/04: CHAUX-DE-FONDS – TORINO = 0-4

08/04: WIENER AMATEUR – JUVENTUS = 2-2

Per l'occasione vengono posti in vendita anche specie di mini abbonamenti validi per tutte le partite in programma al campo del F.C. Torino:

Sono pure in vendita dei biglietti cumulativi a prezzi ridotti, valevoli pei due giorni ai prezzi:

Posti a sedere (tribune laterali) L.5 – Tribuna centrale L.8”7

 

Nel primo incontro della domenica, lo Chaux-de-Fonds dominò sulla Juventus mettendo in luce l'attaccante tedesco Hiller che segnò quattro delle cinque reti elvetiche, mentre l'incontro successivo fu sicuramente più avvincente, con continui capovolgimenti di gioco e di risultato sino all'89°minuto, quando, sul punteggio di 3-3, il Wiener riuscì a segnare due reti e chiudere così vittorioso l'incontro.

In occasione della prima partita di una squadra austriaca in Italia, la federazione di appartenenza inviò un telegramma:

Ossterreichicher Fussballverband invia cordiali ed affettuosi saluti occasione primo incontro squadre italiane austriache, augura il più bel esito e felice prosperità dell'amicizia sportiva italo-austriaca8

Ecco, se la partita tra il Wiener e la Juventus ha un interesse dal punto di vista sportivo dato dal fatto che per la prima volta un club austriaco veniva a giocare in Italia, quella partita ha risvolti anche politici. Come ben sappiamo Italia e Austria-Ungheria nel 1912 sono alleate nella Triplice9 ma i rapporti non sono certo idilliaci. L'Italia già da mesi è in guerra con la Turchia per il controllo della Tripolitania e della Cirenaica, conflitto che mal viene tollerato dall'alleato austriaco, tanto che già nel settembre del 1911 il Capo di Stato Maggiore dell'esercito austroungarico Franz Conrad così si esprimeva con l'Imperatore: “ (…) La questione di Tripoli esigeva l'esame di provvedimenti militari necessari alla Monarchia danubiana”10, riaccendendo in Italia quel sentimento antiaustriaco mai in verità sopito. Tanto è vero che nei giorni immediatamente precedenti la partita, il questore di Torino proibì l'utilizzo di una pubblicità che era stata affissa ai muri, pubblicità che presentava la partita con la dicitura “Austria contro Italia”, temendo che quell'espressione potesse accendere gli animi più incendiari e più marcatamente oppositori della Duplice monarchia. Così la Questura di Torino proibisce alle società che hanno organizzato l'incontro di utilizzare quella pubblicità, tollerando al più l'utilizzo dell'espressione “squadra viennese”11.

Tornando al calcio giocato, l'incontro che registrò l'esito più sorprendente fu quello tra la Juventus e il Wiener, incontro che la squadra italiana riuscì a chiudere in pareggio, pur venendo dominata dagli avversari nel primo tempo, chiuso sul punteggio di 2-1 per gli austriaci. Nella ripresa, al 51° la Juventus riuscì a pareggiare e da quel momento, complice anche la stanchezza, gli austriaci non riuscirono più ad essere pericolosi ma anzi, proprio sul finire dell'incontro, fu alla Juventus che capitò l'occasione migliore per portarsi a casa la vittoria, ma senza riuscirvi.

Nell'altro incontro, invece, facile vittoria del Torino sugli svizzeri per 4-0, con reti di Arioni, Mosso e doppietta di Bachmann II.

Serena Santa Pasqua a tutti!


1Cfr. La Stampa del 6 aprile 1912

2Cfr. La Gazzetta dello Sport del 5 aprile 1912

3Cfr. La Stampa Sportiva del 21 aprile 1912

4Cfr. Guerin Sportivo del 18 aprile 1912

5Cfr. La Stampa del 7 aprile 1912

6Cfr. La Stampa del 9 aprile 1912

7Cfr. Guerin Sportivo del 4 aprile 1912

8Cfr. La Stampa del 9 aprile 1912

9ALESSANDRO, BASSI, 1915. Dal football alle trincee, Bradipolibri Editore, Ivrea, 2015

10LUIGI, ALBERTINI, Le origini della guerra del 1914, Vol.I, Milano, F.lli Bocca, 1942

11Cfr. La Gazzetta dello sport del 3 aprile 1912